Beleza e molta Eleganza

Non ho tempo. Sono di fretta. Corro. Fumo mentre telefono, mentre bevo un caffè, mentre piscio e con una mano scrivo sul bradipo. Di conseguenza perdonerete la semplicità del messaggio: il 4 luglio il mondo si ferma. Hanno anche fatto un film, "nato il 4 luglio". Ecco, la causa, molti non lo sanno, è il 75° compleanno dell’Elegante. Solo mascheroni di creme indiane, intrugli di the verde e carota messicana, lo fanno sembrare giovane e cordiale. Abbiamo voluto organizzare questa cosa, per il gusto di dire che abbiamo fatto la festa allo Elegante. Pertanto Esso chiedeva che si invitassero tutti. Dato che fatica molto a scrivere sms e mail, mi ha pregato in ginocchio di pubblicare qui l’invito. E di sottolineare che, stampando l’invito e presentandolo all’ingresso delle Piscine Saini, Milano, Mercoledì 4 luglio dopo le ore 21.30, non avrete nessun tipo di riduzione, nessuna certezza di ingresso e nessuna facilitazione a saltare la fila. Sarete comunque i benvenuti. In queste cose, dopo le mie ultime letture religiose, ( ho comprato all’Esselunga il libro del Dalai Lama, sono un uomo diverso, e ho anche più punti fragola), la mia posizione è questa: vi amo tutti, e desidero il meglio per voi, amici o nemici. Però i miei coglioni sono ancora profondamente musulmani pertanto per evitare che si frangano con i vostri sms del cazzo tipo: come ci si veste, e se piove, ma cosa facciamo, ma quando veniamo, ma perchè, chi fa il regalo, cosa si regala, giovedì si lavora, faccio tardi in ufficio, mi sto ammazzando, eccetera eccetera, vi dipingo il quadro.

Il regalo, personalmente, sarà un libro da 5,99€. Se qualcuno vuole partecipare è benvenuto. Siamo già in sei, ma possiamo anche fare tutti insieme lo stesso regalo. C’è una piscina, quindi meglio il costume. C’è un biliardino, c’è un ping pong, c’è un contest hip hop con molti manganelli di colore per le nostre amiche tristi. C’è cuba, ma è mercoledì e giovedì si lavora. C’è la gente Beleza, c’è anche un sacco di gente del PIME, che è una cosa buona. Costa, tutto nella vita costa. Ho finito il tempo a disposizione, e sono con la patta aperta davanti alla macchinetta del caffè con il portatile in mano. Accorrete numerosi e giovani!

Il marketing è una religione che richiede totale dedizione. Adesso debbo andare a briffare per sharare un updating del claim su un concept che non frizzi sul web.

 

Sto morendo circondato da coglioni

Un po’ per forza, per via del precedente post, noioso e patetico e del flusso di commenti che perpetua in me il senso del limite intellettuale della donna prossima al ciclo, un po’ perchè avevo bisogno di parlare con qualcuno, mi cimento in un breve riassunto della mia condizione umana e spirituale di questa settimana. Fisicamente sto una merda, spiritualmente una scoreggia. Le palle, metaforicamente, girano ininterrottamente da una settimana per un catalogo di ragioni molto più spesso di quello della Postalmarket.

Ore 02.00am, Casa Pistecchi, La Stanza dei Bottoni:

La Signora: "Amore spegni l’aria condizionata, che fa freddo"

Il Franz: "non è l’aria, sono le mie palle che girano"

La Signora: "Ah…"

Il Franz:" Non mi dici niente? Non mi consoli? Non mi aiuti? E dai dimmi qualcosa!"

La Signora: " Vai a dormire sul divano…"

Il Franz: "Spiritosa… E perchè non sul balcone?"

La Signora: "Perchè decolleresti!"

Le tonsille hanno assunto dimensioni impensabili per quello che era il tipico raffreddamento e che ora è la tipica malattia mortale. Sudo a fontanella e conseguentemente puzzo a manovella. I miei colleghi mi evitano, come un appestato, e mi hanno costretto a indossare un talare bianco e delle campanelle che li avvisino del mio arrivo. Mia sorella L. dice che somatizzo. Mia sorella S. dice che ho l’influenza. Mio padre, pessimista in generale, ha comunque firmato per la cessione degli organi. Faccio dei sogni strani, lunghi e complessi. Sto leggendo il secondo libro di De Silva comprato dopo averlo sentito a Officina Italia. Ho una media di un paragrafo al giorno. Di questo passo posso finirlo approssimativamente prima della mia morte, supponendo che essa non mi anticipi in questi giorni. Essendo ipocondriaco ho chiamato il dottore 72 volte, aumentando teatralmente i sintomi per estorcergli un po’ di pena.

Il Franz: " E poi sputo sangue"

Il Dottor Rambacci, Medico della Mutua: " Urca…"

F: "Si, si , aspetti, il bello è che il sangue è verde"

DR:"Verde? Non è possibile"

F:"Ah no? beh, quantomeno giallognolo…"

La mia anima in pena soffre per il corpo, ma è troppo impegnata in dolorose guerre intestine per pensarci a fondo. E’ passata a salutare la Depressione Realistica, vecchia amica che ogni tanto passa a salutare:

Depressione Realistica: "Ueilà, eccomi qua. Come va bello mio?"

Il Franz: "Ma, tutto sommato davvero bene".

DR:"…"

F:"beh, diciamo che va come al solito…."

DR:" Una merda, quindi".

Gioco da equilibrista, combatto di strategia, è logorante, consuma. Fortunatamente domani saremo su altri lidi, in altre faccende affaccendati. In ogni caso, da questa sera fino a lunedì mattina propongo a me stesso di non scendere mai sotto gli 8 cuba di fila.

In poche parole, ho il cappio al collo, e tengo ferma la mano che lo potrebbe tirare. Mi scuserete quindi se non ho seguito nessuna delle vostre provocanti affermazioni in un tranquillo giovedì pomeriggio da parassiti. Il mio invito è a uno scontro diretto, in questo sabato fitto di impegni, in quel del botellon in Piazza Leonardo. Finalmente L’Elegante e La Rossa Che Vorrebbe Baciare Tutti si potranno incontrare. (vedrai che L’Elegante sarà molto più accomodante di persona, soprattutto una volta vista la scritta sulla maglietta). Lo Ignorante dovrà rimandare l’incontro diretto al suo ritorno. Speriamo che scriva ancora, visti i risultati, nel frattempo. Attendo in piazza anche Adriano Barone, Scrittore. Vado, perchè il filo della flebo tira.

Liebespurzzencazzen, o come cazzo si scrive, perchè non li inviti sul tuo blog a commentare? sono tanto soli….

I francesi non sono altro che italiani di cattivo umore!!

Wow,
fa un certo effetto ritornare dopo tanto tempo…ma alla fine eccomi qui…è l’ignorante idealista che parla.
L’ultima volta che scrissi un post, a leggere e commentare c’era gente come l’elegante, el presidente, la sciura, l’analfabeta…no scusa l’ambasciatore, cinzia, oggi leggo di gente dai nomi che non conosco e non riconosco.
Quindi sono in una strana posizione non so se presentarmi e chiedere permesso oppure salutare e dare il benvenuto ai nuovi amatori del genere “l’angolo del Franz”
Comunque ‘giorno a tutti!
Caro il mio Franz eccomi, tu mi hai cercato ed io rispondo.
Mi sento onorato del fatto che addirittura mi dedichi un intero post solo per esternare il tuo affetto per me, ma non illuderti io e tua moglie abbiamo ormai una relazione stabile da 2 anni e quest’estate lo urleremo al mondo intero (compreso alla piscina di Melzo!).
Ebbene sì chatto, chatto con la signora Franz ma solo per parlare dei tuoi problemi sessuali, ma non ti preoccupare li custodirò gelosamente…in un blog all’indirizzo www.sfigheincasafranz/manonditeglielo.it
No no internet ce l’abbiamo ma la mia bella rimane connessa tutto il giorno e ho il veto assoluto di toccare il pc. Poi qualche volta esce e torna dopo due giorni dicendomi di essere andata a prendere le sigarette e che c’era fila alla cassa (così mi dice insomma).
Comunque il pensiero che mi mancate e la sensazione vaga di una certa nostalgia ammetto che mi ha sfiorato qualche volta, ma proprio un flash rapido e leggero che ho subito lasciato andare per fare spazio al pensiero “di che colore prendere il tappetino del bagno?”…poi però mi accorgo che non ho il bagno (‘sti inglesi…troppo avanti).
Alcuni appunti privati: devi sapere che l’idea del krine sulla fattoria o agriturismo che dir si voglia  gli è venuta dopo aver visto una puntata della Fattoria. Il suo sogno è essere svegliato da flavia vento e avere come stalliere raz degan. Ecco spiegato il motivo, quindi mettiti l’anima in pace e sopportalo, e visto che oramai sei culo e camicia con Corona (dove lui è ovviamente la camicia) metti una buona parola per il mio amico grazie.
Non hai idea del piacere che mi hai dato nel sapere delle mail che mi hai inviato in 4 anni…se solo me ne fosse arrivata una ti assicuro che in un modo o nell’altro ti avrei risposto!
Mi mancano i tempi della focaccia calda a Cogoleto, le chiacchierate a rhum e speranza ma soprattutto mi mancano i culattoni del G-lounge e  mi mancate voi, o meglio mi manca un po’ quello che eravamo.
Bho non lo so, ho una sensazione amara e, ti assicuro, non è del cattivo rhum che ho bevuto. Vedi, il segreto di un buon cuba non è il rhum…troppo facile…è l’angostura che ci metti. E’ lei che fa tutto, in grado di unire i sapori di rhum, coca-cola, ghiaccio ecc… L’angostura eravamo tutti noi insieme…ora è solo cuba!
“Ogni nome è un uomo ed ogni uomo e’ solo quello che scoprirà inseguendo le distanze dentro di sé.” Bhè ci siamo tutti messi a inseguire quelle distanze, è forse per questo che sentiamo l’odore di nostalgia nell’aria, perché più raggiungiamo le nostre mete più si allungano i fili che ci legano.
Mi sembra di aver capito, attraverso “qualche tuo velato riferimento”, che qualcuno ti abbia detto che trasmetti un certo cinismo, non ho idea chi possa essere l’imbecille, ma è ovviamente falso anche se ogni volta che leggo un tuo post mi viene voglia di uscire di casa e prendere a sberle il primo che incrocia il mio sguardo! Ma credo che sia solo dato dal fatto che sono un po’ stanco.
Comunque grazie, ti ringrazio perché mi ha fatto respirare un po’ di aria di casa: l’abbigliamento improponibile del krine, i ritardi dei coniugi Ambasciatore-Fede, la sindrome di peter pan dell’elegante e la gente di corso como che dà sempre una certa sicurezza nel sapere che c’è qualcuno che sta peggio di te.
Per dimostrarti la mia gratitudine settimana prossima ti offrirò un cuba e ti giuro che l’angostura la porto io. Spero non ti mandino in Papuasia o Ulaanbaatar per proporre agli asiatici una radio-transistor altrimenti ci rimarrei male.
Ho novità da raccontare e, soprattutto, voglia di ascoltare…quindi aspettatemi.
Quasi dimenticavo…come ho già detto quest’estate l’elegante lo tengo io, ma per l’anno prossimo ci vediamo tutti e ci mettiamo d’accordo perché è giusto fare dei turni, lo sai che da solo è un po’ pesante gestirlo!
Stammi bene socio e resisti…prima o poi capiranno…
P.S. Ho voglia di una cena a casa tua, settimana prossima arriverò con delle pizze!
L’ignorante idealizzato 

Malaussene Mio Maestro

Per una parte dei miei lettori abituali ( per lettore abituale intendo colui legge abitualmente, ma senza abituarsi mai) sono cinico. In un mondo che, (du du ah) non ci vuole più, noi cinici siamo sempre più costretti ad ammettere che talvolta siamo cinici. Ma io, che sono cinico sensibile, desidero raccogliere la critica e maturare un cambiamento, e lo faccio prevalentemente per poter scrivere frasi del genere. E inizio a vedere il mondo in modo diverso. Anzi, sto già meglio. Ordunque, non dovrei nemmeno accennare al fatto che solitamente a quest’ora si è soliti desinare, o raccogliersi in genere attorno al focolare domestico mentre la bocca domastica. Mastica   zzi, invece no.  Un’onta terribile si ammorba da qualche giorno sulla Ridente Multinazionale: manca una manciata di ore alla fine del mese, e  dal Pollaio provengono brutte nuove. Alcuni vociferano che non si raggiungerà il fatturato, ma poi si mettono subito le mani alla bocca rendendosi conto della pericolosa bestemmia e pregando che i microfoni ambientali non riportino la loro orrenda frase al Grande Fratello in Persona, la Dottoressa Fussenbauer. Nella riunione che si aprirà fra qualche minuto ho un ruolo nevralgico, il Capro Espiatorio. Saranno presenti alla cerimonia di incaprettamento tutti gli over 50, intesi come over 50mila di ral annua, che già si aggirano per i corridoi. Seguendo una equazione tutta italiana, quando qualcosa va bene è strettamente merito del reparto commerciale, e quando qualcosa va male si può passare alla sodomia del Marketing. In qualità di Capro Espiatorio ho diritto a un ultimo desiderio, prima che il Boia mi porti sul patibolo e mi uccida a colpi di proiettore e flip chart. Dei mei resti si potranno donare alcuni organi vitali, come il laptop e il cellulare aziendale, da trapiantare su qualche petulante richiedente. A decidere il verdetto è il Preside, che imballato nelle carte preparate dal Saliva, manegga abilmente dati di mercato proiettati fino al 2035, senza rendersi conto che lui per quella data sarà già da un pezzo sotto terra. Nel caso la corte opti per una condanna esemplare, verranno invitati tutti gli stagisti davanti al patibolo, e in videoconferenza verrà trasmesso alle filiali commerciali di tutto il mondo il mio filmato. Due interinali reggono le catene che mi avvolgono. La grazia, richiesta dal mio avvocato difensore, nella persona di me stesso, è quasi impossibile. Al Jaazera sta già mandando il filmato della mia esecuzione, rivendicata da un gruppo Salafita Capitalista degli Imprenditori Brianzoli. Tutto mi sembra così positivo, che mi è quasi impossibile essere cinico. Anzi, ci provo gusto, e desidero arrivare al fatidico momento completamente impreparato, per calarmi ancor meglio nella parte. Sarebbe cinico riflettere sul delicato aspetto riguardante il doveroso quesito: "ma perchè il mio culo e non quello del mio capo?". E sarebbe cinico sottolineare che il mio capo è misteriosamente scomparso da oggi pomeriggio. Anche troppo cinico dire che è impossibile derivare alcuna responsabilità nelle mie azioni se la masnada di decerebrati ha tre cose in testa: mettere la moglie in ferie, tradire la moglie che è in ferie, andare dalla moglie in ferie. Sono cambiato, sono meno cinico, speriamo che faccia meno male.

 

Amore mio, questa sera arrivo a Belville un po’ tardi. Piscia il cane e scendi la monnezza da sola.

Mail allo Ignorante

Caro Lo Ignorante,
 ti scrivo sul Bradipo per una serie di motivi tra cui il fatto che non hai mai risposto a una mia mail in quattro anni. Ho sempre dubitato che tu avessi internet, ma incontrando Giulia su scambisti.com ho appurato che sei solamente pigro. Oggi, casualità della vita, si celebra la Giornata Mondiale della Gelosia. Non chiedermi perché, anche perché non essendo geloso non saprei nemmeno spiegarti in che consiste. Saltando di palo in frasca, so benissimo che chatti  tutti i giorni con mia moglie. Il vincolo matrimoniale mi ha permesso di picchiarla con un vecchio Corriere della Sera per questo, ma nel fondo del mio cuore non c’era nessuna preoccupazione. Se scopi come ragioni, sarà lei a tornare implorante da me.  In ogni caso volevo dirti che questo week end mi sei molto mancato. Dalla tua partenza per Londra non ho mai sofferto veramente la tua mancanza, ma è arrivato un momento in cui la nostalgia mi ha preso con un groppo in gola. Cosa vuoi che ti dica, la nostra amicizia nata all’ombra di un limoncello in una pizzeria Timebreak, margherita più birra cinque euro,  in circonvallazione ha conosciuto vette impensabili per altri. Che ricordi! La focaccia calda alle cinque di mattina a Cogoleto. E i culattoni che ti si strusciavano al G Lounge la domenica sera. E le nostre chiacchierate a rhum e speranza. Bei tempi. Ecco, questo week end (che vuole dire fine settimana) ti ho pensato parecchio. Di ritorno da una devastante giornata a Levanto, dove ho capito profondamente i miei limiti sportivi e mi sono limitato a remare come un balordo per scappare dai mostri marini che rovinavano sul bagnasciuga con impeto, stanco e raffreddato ( sono surfista, c’ho il fisico), mi sono lasciato trascinare dall’organizzazione dell’Ambasciatore e della Fede. Dato che la festa di Patrizia Pepe all’Exploit era abbastanza esclusiva ( e Patrizia mi aveva detto di portare qualcuno, ma pochi) la Fede ha invitato anche gli amici del liceo di suo cugino di Baranzate di Bollate. Stranamente i due organizzatori erano però dall’altra parte di Milano, in altre faccende affaccendati. E’ arrivato anche L’Elegante, che sta facendo la maturità alberghiera ed è molto impegnato tra cannelloni e besciamelle. Pensa che era vestito da giovane, e quasi riusciva a sembrarlo. Deve essere merito dell’amore che pervade la sua Grotta. Il tuo amico Krine ci ha proposto una domenica al lago, in una spiaggia carinissima con ristorantino. Pensa che figata, pagare per sedersi su un prato in riva a una pozza melmosa, con gli aerei di Malpensa che scaricano particelle di urina compressa, mentre ti fai inculare con del pesce che era fresco in Tunisia due mesi prima e che ti viene spacciato come pescato del giorno. Ero talmente eccitato dall’idea che ho portato la Signora a Melzo in piscina. Complice il grande caldo che attanaglia selvaggiamente l’hinterland, la frequentazione era ai massimi livelli. Una ordinaria domenica passata tra tatuaggi impensabili, lampadati d’annata e obese con culi che secondo me andrebbero perlomeno targati, che se santo dio sbattono contro qualcosa possono far danni. Al mio fianco Sabino e consorte e nel tardo pomeriggio l’Ambasciatore e la Fede, con vistosa occhiaia post rhum. Nelle filosofiche discussioni da ombrellone con Sabino e l’Ambasciatore abbiamo ricapitolato la difficile relazione tra D’Annunzio e Mussolini (facevo il bello ma è tutta farina dell’Elegante), abbiamo discusso di telecomunicazioni e piani di capitalizzazione, e abbiamo terrorizzato qualche adolescente tutta tanga e telefonino in coda al bar, millantando di aver contratto una vaginite argillosa facendo il bagno in un’altra piscina (usando come segno patologico la massa informe di peli e grasso che riposa sull’addome dell’Ambasciatore).   Niente di straordinario fino all’aperitivo della domenica. La Signora ha scoperto che può evitare di cucinare portandomi a queste aggregazioni di ggggiovani. Locale prescelto: Princi in corso Garibaldi. Prevedendo il fighettume mi sono permesso di indossare la maglietta più triste in mio possesso e felice mi sono diretto verso la mia dose di rhum quotidiano. Tu non sai che bella gente c’è in Corso Garibaldi. Tra i quarantenni che fingono di essere trentenni, e i trentenni che fingono di essere ventenni c’erano anche un paio di ventenni che si atteggiavano da quarantenni complice la macchina del papi. Uno sproposito di camicie su misura, jeans attillati e moto da aperitivo. C’era anche Corona, quello delle foto, che va in giro in motorino senza casco per farsi notare il meno possibile. Che figata! Poi è passata Nina Moric, o almeno così dicono: io ho visto due grandi labbra con delle scarpe con il tacco e due tette enormi avanzare verso il locale. E’ impressionante quanto possano gonfiare queste punture di zanzara. Ecco, nell’amenità del momento, avvolti da molti single che si accorgono che a quarant’anni, ma anche a trenta, sarà bello il macchinone, sarà bella la carriera, ma a Milano da single ci si può sentire davvero delle inutili appendici dei propri vestiti, Krine e Sabino mi hanno regalato alcune perle di saggezza che quivi desidero distillare anche per te. Ha iniziato il Krine, che con una improbabile canotta della salute scollata con pelo in vista sosteneva che tutto carattere di eleganza se indossato da lui, ha ricominciato con la storia dell’agriturismo. Vuole aprire questo cazzo di agriturismo in cui far sgobbare a morte i suoi. Bello vedere il luccichio imprenditoriale nei suoi occhi. E Sabino, che è da quando lo conosco che tutte le estati vuole andare con lo zaino in Spagna. E prima Valencia e adesso Barcellona. Che due coglioni. Ma prendilo, sto cazzo di Invicta viola, dico io. Invece il suo è un sogno ideale, una metafora di vita, una parafrasi del pugliese che è in lui. Non mi stanco nemmeno a evidenziare quanto la Spagna del Sud sia il miglior ricettacolo di camorristi, malattie veneree e meduse di tutta Europa. Tanto, anche quest’anno, finirà schiacciato dal peso della sua missione, chiuso in casa a scrivere qualche canzone aspettando il prossimo San Remo. Ecco, in questo allegro quadretto mi sei mancato. Eri come l’angostura sul cuba, nessuno la chiede perché nessuno conosce la perfezione se non un grande alcoolista. Ti penso happy nella city. Non ti preoccupare per loro, finché c’è Lexotan c’è speranza.
 

La poesia del senso e il senso della poesia

Riflettevo giustappunto da qualche tempo a questa parte su un argomento davvero scottante. Si potrebbe anche dire una patata bollente, ma è dimostrato da un gruppo di studiosi di Harvard che il cervello umano associa le parole alle immagini proiettate. Patata bollente, ma anche patata e basta o bollente e basta sarebbero state infelici espressioni. La mia scottante riflessione siede felice nel posto in cui le domande decidono di aspettare le risposte. Pronto a sfornare una creazione dal titolo "Bicilindrico", ode al rumore caldo e crepitante del BMW primi anni ottanta, mi sono chiesto se qualcuno, escluso il mio unico e fedele lettore, Lo Idealista, potesse mai considerare queste parole "poesia". Non cadete nel tranello: la poesia ha una sua forma nella parola, scritta e recitata. Ma la poesia è ovunque, e non si vergogna di niente. Vi esorto quindi a prendere atto dell’improvvisa ondata di poesia che riveste il mio animo nel descrivere la musica ferrea del benzene compresso e scoppiato. Spinto da queste considerazioni, attendo fedele l’arrivo del minuto creativo girovagando in rete, in posti dove so che si può trovare la vera poesia. Posti dove il sentimento e l’armonia prendono corpo con soavi docce di parole che armoniche scorrono sotto gli occhi di avidi e sentimentali lettori. Posti tipo bancamediolanum.com,  areofagia.it, depressione.net. Sono carico del ritmo e dei tempi, sono un fiume di parole, sono la mano che scrive l’idea, sono davvero pronto. E mi vedo già a recitare alla Signora la mia creazione, estasiata e cosciente di avere al suo fianco un Poeta, quand’ecco che ti capito su trentamarlboro , che è uno di quei posti dove mi diverto sempre un sacco. E qui il mio occhio si posa, si inchioda a dire il vero, sulla perfezione. La vista allerta i sensi, che accorrono per l’insperato avvenimento: la perfezione di un dodecasillabo a rima, con allusione finale. La parola, perfetta, che racconta senza dire. Un verso, dodici sillabe, meno di una riga. E il lettore, anche se forse più la lettrice, che siede immobile davanti a quanto di più completo sia stato creato oggi. In un verso tutta una storia, e lo vediamo il negrone, il cannone, e vediamo anche la sua dolorosa storia d’amore, l’incomprensione, il problema di essere troppo, troppo negro, perchè negrone, e troppo tanto, perchè negro. Una vita di stenti, la ricerca dell’amore, alla mercè della lussuria che si evince dalla parola cannone, che gioca armonica con il grande slogan: fate l’amore non la guerra. Si, fatelo, perchè con il cannone si fa l’amore. E’ un dodecasillabo dove si ritrovano i pacifisti di tutto il mondo, le donne e gli uomini che aspettano di leggere una storia, una storia così.E quanta sofferenza in quel velato razzismo con il quale negrone è non solo dispregiativo, ma anche scritto con la stessa grafica di Robocop anni ottanta, senza nessun investimento grafico. E l’allusione alla Guerra Fredda, con le piccole matrioske a cazzo. Il cannone e la guerra Fredda, ma anche le piccole testine di cazzo e Bush: tutto torna in questa didascalica opera pittorico poetica. Delle due muse, a cui il fato a voluto dare nomi d’Africa, si intuisce solo la predisposizione ad assecondare l’allusione poetica. Possiamo solo pensare che si siano incontrate e si siano dette: "Stasera ci beviamo un Negrone o ci facciamo un cannone?" La loro forsennata voglia di divertimento, e la schiavitù nera per assecondarle. Il Blues espresso anche dal cognome del regista: Roccaforte, che credo sia anche un modo per uscire incolumi dalle riprese quando il Negrone, sfiancate le due povere muse, debba finire il suo discorso con qualcuno o qualcosa. Sono in estasi 

Il Cannone Del Mio Amico Negrone è frutto di un genio incompreso, a lui il mio omaggio, senza invidia. Il talento va riconosciuto, e se fossimo in un paese serio, anche premiato.

Va da se che per il resto della serata tenterò vanamente di imitare il Sommo Vate, esprimendo concetti in dodecasillabi allusivi.

Insuperabile (ma molto più del tonno)

 

La Donna Dell’Elegante

Nel mio piccolo, a bordo della Kaffettiera Panzer areodinamicamente lanciata dentro il caos delle sette e mezza in tangenziale, riflettevo su alcuni importanti elementi.

Il primo, più rilevante dal mio punto di vista, è incentrato sulla necessità di eliminare quanto prima il fastidioso problema del "moscerino proiettile". Colonne intere di minuscoli insetti svettano ai lati della tangenziale, ed è particolarmente piacevole procedere a velocità di crociera ingerendone una grande quantità. Ricchi di proteine, piacevoli al gusto, reperibili ovunque, sono l’alimento preferito del motociclista. Purtroppo però la sensazione è molto meno piacevole quando gruppi di rivoltosi piccoli animaletti si proiettano sui bulbi oculari in gruppo. In secondo luogo debbo, evitando il cinismo che tanto infastidisce Lo Idealista, festeggiare l’arrivo della prima Stagista tutta per il sottoscritto. L’essere si è radicato nei pressi della mia scrivania con un fastidioso sorriso e un dinamismo quantomai inaspettato. Due elementi di disturbo rovinano l’idillio: la piccola proviene direttamente dall Terra della Multinazionale, figlia bionda di Grande Capo e il suo livello di conoscenza del mondo del lavoro si limita a dei grandi sorrisi. Mentre toglievo uno sciame di moscerini dalla narice ho anche appurato che in Italia ci rimarrà tre mesi, nei quali tutto quello che le succederà sarà mia diretta responsabilità. Padre illegittimo, ho già preso le veci di un servile paggio pronto a rendere piacevole la sua permanenza tra le valli lombarde. E’ tale la potenza del Vero Padre che il Preside si è sentito in dovere di precisare che 1) la ragazza deve trovarsi bene 2) deve tornare felice 3) i suoi orari sono integralmente a sua scelta 4) nei tre mesi farà tre settimane di vacanza in Sicilia 5) io sono direttamente responsabile di qualunque cosa accada. Grazie al mio nuovo amico Idealista, sono davvero felice di rendermi utile per l’Azienda, e spero di portare il massimo contributo al miglioramento di tutti. Mi limito a chiudermi in bagno, aprire lo sciacquone e tirare la fronte sulle piastrelle bianche cinque o sei volte. Per ora riesco a farlo solo ogni mezz’ora.

Ma veniamo al Dunque. Ieri sera si celebrava il compleanno di Pesce, al secolo Bullo di San Vito. Nei roboanti festeggiamenti tenuti in una prestigiosa location, mi sono permesso di offrire al festeggiato in dono due donne, in segno di pace e amicizia. Solo una arguta riflessione del Presidente mi ha portato chiaramente a pensare che una delle due è la Donna Ideale Dello Elegante. Pertanto dopo una breve presentazione virtuale dello Elegante, assente troppo impegnato nell’alberghiero serale (ma sta facendo la maturità), ho convinto entrambe ad offrirsi nuovamente al mio amico rosso. Le vie dell’amore sono tortuose e inaspettatamente in salita, ma chiederemo a noleggio il camper di Stranamore e caleremo nella Grotta dell’Elegante portando i frutti del nostro lavoro. Caro Elegante, inutile cercare di ringraziarci, è una dannata vita ma qualcuno doveva pur farla.

Ora devo andare, poichè la Bionda sembra avere voglia di un caffè. Devo correre a prenderlo.

The Bull of Saint Vit

In quel tempo, Chuck Norris predicava per il mondo con costanza e sempre più discepoli. Al suo arrivo in Italia, Piersilvio decise di spostare da Rete 4 a Italia 1 le narrazioni evangeliche di Walker Texas Ranger, lasciando come unica fiction su Rete 4 il tg di Fede. Nel contempo alcuni zelanti fedeli predicavano l’arrivo di Norris per i locali bene di Milano, evocando con costanti brindisi la sua venuta. Tra di loro c’era Pesce figlio del Piastrella, devoto fin dagli albori e fervente praticante del calcio rotante. In una nebbiosa sera di marzo Pesce, Egofix suo amico e El Presidente facevano ritorno a casa dopo una notte di incessanti predicazioni. Di colpo, con grande fragore di tuoni e improvvisi smottamenti dell’asfalto, apparve loro Chuck Norris. Stupiti, i tre scesero dalla macchina, proprio davanti alle Bullonerie Pavesi, sul Naviglio. Chuck Norris era avvolto da luce e fiamme e così parlo loro:
“Tu, Pesce, sarai pacificatore delle terribili guerre che affliggono la provincia di Gaggiano. In te ripongo super poteri e grande forza, perché tu possa governare sovrano sopra la masnada di immigrati che subaffitta i precari palazzi popolari di questa grande provincia”. Di colpo il terreno smise di tremare, poiché la linea verde chiuse con l’ultimo convoglio. Smisero i fulmini e la luna illuminò le Bullonerie Pavesi. Guardando l’insegna luminosa a doppio neon Chuck Norris riprese:      “Tu sarai il Bullone di San Vito”
Fu allora che il sagace Egofix, acuto osservatore, proclamò: “Mio signore, ma egli non pesa nemmeno settanta chili. Bullone è quanto mai esagerato”.
Chuck Norris eseguì allora un calcio rotante che sterminò le zanzare in tutto il Nord Italia e disse: “D’accordo, allora sarà il Bullo Di San Vito”. 
Allora fu El Presidente a domandare “ Ma Signore, come il popolo lo riconoscerà?”
Norris allora si girò a mezzo profilo di camera, ammiccando rispose: “ Al Palio degli Asini di Gaggiano vincerà l’Asino di San Vito”.
Fu così che, dal giorno della vittoria dell’asino di San Vito, la terra del riso e delle zanzare è protetta da un grande uomo, così forte e così capace da vincere contro il male meglio di Mazinga e di He Man.
Il Bullo di San Vito porta il verbo di Chuck Norris per il mondo, e solo un nemico è in grado di sconfiggerlo: l’alcool.  Per questo gli altri discepoli lo proteggono dal prezioso nettare, ma la tentazione è sempre dietro l’angolo.
Se desideri scaricare il wallpaper del Bullo di San Vito sconfitto dall’alcool puoi farlo gratis su talentosprecato.com.
Se desideri incontrare il Bullo di San Vito, richiama la sua attenzione compiendo atti vandalici in centro.
Se desideri proporti come moglie per il Bullo di San Vito, frequenta il Surfers Den un mercoledì sera. Oppure invia le tue foto, per essere selezionata al prestigioso concorso: La Bolla di San Vito, donna del Bullo.
476 parole – difficoltà lessicale(1-10) 3 – tempo previsto per la lettura: 3 min.
Note Legali:
tutte le citazioni sono dagli scritti apocrifi di Chuck Norris. Il Bullo di San Vito è un marchio registrato. Compiere violenza contro l’arredo urbano rappresenta una inutile manifestazione di stupidità e richiama l’attenzione degli sbirri, che sono parecchio pericolosi. Inoltre ogni responsabilità derivante dall’accoppiamento con il Bullo di San Vito è esclusivamente del Bullo stesso. Talentosprecato.com è un sito internet. Questo per dire che i concetti, le opinioni, le foto o i contenuti in genere che potrete reperire su talento sprecato.com sono per la maggior parte diretta responsabilità del suo creatore, Lo Sbirro, il quale ha richiesto che i 21 lettori di questo blog venissero a conoscenza del suo sito. La presenza del Bullo di San Vito al Surfers Den di mercoledì non è assicurata, in compenso garantiamo che almeno due emarginati, tre casi umani e due personaggi da film presenzino dentro o nei pressi del locale. Il concorso fotografico è riservato alle sole maggiorenni. Questo inutile post per dire che mercoledì gradirei salutare la parte sana della famiglia al Den, e che sparirò per un paio di giorni. Fratelli, bevete in mio nome.
 

Dalle ceneri de Lo Ignorante

Tutto cade a pennello, in questo lunedì di nuvole sui pensieri. Reduce da un matrimonio brianzolo in cui affettati ospiti hanno lasciato il segno nella mia memoria descrittiva, ero deciso a scrivere il mio riassuntino in spietato omaggio al sempreverde Baricco. Scrivere come Baricco non deve essere facile. Nemmeno essere Baricco deve essere facile. Emozionarsi per ogni cosa, descriverla con un cantico appassionato, una punteggiatura massacrante e rivestire tutto con il tocco del Sommo Narratore è esercizio quantomai ostico.

"guarda", disse Emily mentre mordeva il labbro superiore, rosso e gonfio d’emozione. "che cosa?" risposte Giancarlo, nel pallore delle emozioni tardive che lo scuotevano ogni volta alla vista di Emily e del suo labbro, che tanto ricordava l’Amore quanto spiegava la Passione. "Il Gattino che mi hai regalato" rispose Emily, passandosi un dito sul labbro inferiore. "Herbert Lemon Primo? Che fa’?" incalza Giancarlo. "Vomita l’erba gatta, insieme a palline di pelo, sulla tua collezione di "Donne e Motori", in special modo sul maxi poster interno in cui una maggiorata siede su una custom lucida e fallica". "Oh", rispose Giancarlo, "mi ricorda l’amore e l’oceano, il mare e la speranza, ma anche la campagna e gli ulivi".

 Purtroppo il mio progetto narrativo è stato stroncato in gran carriera dalla calata de Lo Ignorante e di Julia. Più precisamente, ieri nel pieno di un ameno aperitivo in un famoso locale che produce addii al nubilato, precoci tradimenti latinoamericani con torte a forma di cazzo e amiche ubriache in bagno a vomitare, ho assistito all’epifania dell’ Idealista. Dalle ceneri de Lo Ignorante, trasformato e migliorato dalla vita londinese, è nato un uomo migliore, più forte, deciso, che non deve chiedere mai, un uomo che sa come ottenere, bastone e carota, macho con stile. Un uomo da calendario. Lo Ignorante è cambiato. Da questo momento non lo chiameremo più Lo Ignorante. Perchè colui che ieri ha presenziato con noi è un uomo nuovo. Lo Idealista. Lo Idealista mi accusa, con peripezie verbali degne della sua laurea in psicologia, di eccessivo cinismo nel trattare tematiche si tanto importanti come quelle lavorative. Dalla sua camicia si sprigiona deodorante Oviesse, profumo fruttato che non copre il sudore ma lo incita a invadere l’ambiente, dal suo viso rifulge la forza interiore e la decisione di un Uomo Nuovo e Superiore, barba incolta sexy ma decisa, sguardo perso nel domani che lui conosce. Lo Idealista crede nella forza dell’azienda, è deciso collaboratore del miglioramento, non cede al pessimismo, proclama la forza di ogni singolo individuo come parte di un corpo, la azienda, che si muove in armonia, migliorando nel suo insieme. Lo Idealista critica il mio cinico modo di vedere le cose, perchè "un cambiamento è possibile". Io sono per questo genere di cose, perchè sotto la corteccia cinica e disillusa pulsa ancora il cuore della rivoluzione liceale, a colpi di cortei e camporelle. Avanti, generazione settanta ottanta voglia di.sco party, dimostriamo al mondo che noi stiamo con Lo Idealista. Io, caro Luca, sono con te, sono anzi più di te. Non mi spezzerò mai alle logiche, ma mi piego quotidianamente alla calcolatrice. Nessuna poesia, nel vedere quarantenni ossessionati dal successo che negano la nostra forza. Nessuna malizia nello scoprire che, logica perversa, il mantenimento dell’orticello non fa arrivare acqua al campo. Siamo in ritardo di una generazione, quella post BR, fenomeni da baraccone che votano progressista e fanno i capannelli di Rifondazione per poi tornare alla loro settimana in cui ogni sforzo è mirato alla preservazione del piccolo guadagno. Disillusione a tasso zero, che non significa che hai torto, anzi. Ma c’è un tempo per le battaglie e un tempo per la guerriglia. Oggi si combatte senza piazze, senza bombe, senza bandiere. Io ho scelto. Aspetto di ritrovarti, fra vent’anni, per trovarmi ancora d’accordo con te.

Breve Biografia de Lo Idealista.

Lo Idealista ha condotto da sempre una esistenza dedicata ai meno fortunati, stando accanto a Krine e occupandosi della sua integrazione nella società. Ha studiato psicologia, confermando che tutti i deviati intraprendono quel percorso accademico, decidendo poi di trasferirsi per ammmmore sul suolo inglese. La dimostrazione dell’attrazzione per la differenza è Julia, compagna bella e intelligente che siede al suo fianco instancabile. Lo Idelista riceve la folgorazione in una notte londinese, in cui l’angelo Gabriele in sogno gli comunica che per pagarsi l’affitto deve occupare le sue giornate con un lavoro. Da quel momento, abbandonado le spoglie de Lo Ignorante, pratica incessantemente la nobile arte del lavoro temporaneo, pagando il dazio dell’immigrato su suolo ostile. Grazie a un inglese fluente, che gli permette di ordinare un caffè macchiato, il suo profilo è sempre più ricercato dalle aziende nostrane. Presto ritornerà, e con due mesi di mutuo+assicurazione+esselunga, annacquerà il suo idealismo con un sorso del pregiato Cinismo Franz.

Intervallo: Alpi Occidentali

E poi mi sono ritrovato a guardare le stelle da vicino, talmente in alto da avercele di fronte. Un cielo tremendamente bello, il giorno che finisce, la sera, il mare sotto. Romantico in quota, mi sono permesso un Cammariere d’annata, appena soffiato nell’Ipod con la segreta speranza di prendere sonno. Il migliore modo per prevedere il futuro è costruirselo, lancio pensieri pesanti e respiro profondo l’aria secca che impazza dai bocchettoni. Ho un vicino ansioso, che legge nervosamente un libro fantasy. Scorrazzano le orrende hostess atlantiche, con la faccia ricoperta di trucco e il pensiero a terra. Ho da risolvere un paio di questioni scottanti, sul tavolo le carte date da un mazziere stravagante, partita chiusa, posta in gioco alta, come sempre. Gioco in squadra con il mio futuro, le carte sono buone, aspetto di trovare il bluff. Mangio pollo pressurizzato, bevo acqua italiana, rispondo meccanico alle chiacchiere d’ordinanza. Il bon ton mi impone di non piangere quando guardando fuori mi viene in mente che è raro che io e te si stia così vicini. Non smetto mai di portarti nel cuore, so che ci sei. Ho sempre la sensazione che tu mi sia vicino, come hai sempre fatto. Arrivo con applauso al pilota, trash italiano in viaggi low cost. C’è davanti un week end, ci sono davanti le persone che amo, i racconti, gli abbracci, come ogni ritorno, e le piccole abitudini che possono tornare a scandire le giornate.