La poesia del senso e il senso della poesia

Riflettevo giustappunto da qualche tempo a questa parte su un argomento davvero scottante. Si potrebbe anche dire una patata bollente, ma è dimostrato da un gruppo di studiosi di Harvard che il cervello umano associa le parole alle immagini proiettate. Patata bollente, ma anche patata e basta o bollente e basta sarebbero state infelici espressioni. La mia scottante riflessione siede felice nel posto in cui le domande decidono di aspettare le risposte. Pronto a sfornare una creazione dal titolo "Bicilindrico", ode al rumore caldo e crepitante del BMW primi anni ottanta, mi sono chiesto se qualcuno, escluso il mio unico e fedele lettore, Lo Idealista, potesse mai considerare queste parole "poesia". Non cadete nel tranello: la poesia ha una sua forma nella parola, scritta e recitata. Ma la poesia è ovunque, e non si vergogna di niente. Vi esorto quindi a prendere atto dell’improvvisa ondata di poesia che riveste il mio animo nel descrivere la musica ferrea del benzene compresso e scoppiato. Spinto da queste considerazioni, attendo fedele l’arrivo del minuto creativo girovagando in rete, in posti dove so che si può trovare la vera poesia. Posti dove il sentimento e l’armonia prendono corpo con soavi docce di parole che armoniche scorrono sotto gli occhi di avidi e sentimentali lettori. Posti tipo bancamediolanum.com,  areofagia.it, depressione.net. Sono carico del ritmo e dei tempi, sono un fiume di parole, sono la mano che scrive l’idea, sono davvero pronto. E mi vedo già a recitare alla Signora la mia creazione, estasiata e cosciente di avere al suo fianco un Poeta, quand’ecco che ti capito su trentamarlboro , che è uno di quei posti dove mi diverto sempre un sacco. E qui il mio occhio si posa, si inchioda a dire il vero, sulla perfezione. La vista allerta i sensi, che accorrono per l’insperato avvenimento: la perfezione di un dodecasillabo a rima, con allusione finale. La parola, perfetta, che racconta senza dire. Un verso, dodici sillabe, meno di una riga. E il lettore, anche se forse più la lettrice, che siede immobile davanti a quanto di più completo sia stato creato oggi. In un verso tutta una storia, e lo vediamo il negrone, il cannone, e vediamo anche la sua dolorosa storia d’amore, l’incomprensione, il problema di essere troppo, troppo negro, perchè negrone, e troppo tanto, perchè negro. Una vita di stenti, la ricerca dell’amore, alla mercè della lussuria che si evince dalla parola cannone, che gioca armonica con il grande slogan: fate l’amore non la guerra. Si, fatelo, perchè con il cannone si fa l’amore. E’ un dodecasillabo dove si ritrovano i pacifisti di tutto il mondo, le donne e gli uomini che aspettano di leggere una storia, una storia così.E quanta sofferenza in quel velato razzismo con il quale negrone è non solo dispregiativo, ma anche scritto con la stessa grafica di Robocop anni ottanta, senza nessun investimento grafico. E l’allusione alla Guerra Fredda, con le piccole matrioske a cazzo. Il cannone e la guerra Fredda, ma anche le piccole testine di cazzo e Bush: tutto torna in questa didascalica opera pittorico poetica. Delle due muse, a cui il fato a voluto dare nomi d’Africa, si intuisce solo la predisposizione ad assecondare l’allusione poetica. Possiamo solo pensare che si siano incontrate e si siano dette: "Stasera ci beviamo un Negrone o ci facciamo un cannone?" La loro forsennata voglia di divertimento, e la schiavitù nera per assecondarle. Il Blues espresso anche dal cognome del regista: Roccaforte, che credo sia anche un modo per uscire incolumi dalle riprese quando il Negrone, sfiancate le due povere muse, debba finire il suo discorso con qualcuno o qualcosa. Sono in estasi 

Il Cannone Del Mio Amico Negrone è frutto di un genio incompreso, a lui il mio omaggio, senza invidia. Il talento va riconosciuto, e se fossimo in un paese serio, anche premiato.

Va da se che per il resto della serata tenterò vanamente di imitare il Sommo Vate, esprimendo concetti in dodecasillabi allusivi.

Insuperabile (ma molto più del tonno)

 

6 pensieri su “La poesia del senso e il senso della poesia

  1. già la saggia debby mi aveva parlato di quel blog tempo fa…quando ancora odiavo tiziano ferro…visto che non riuscivo a scrivere correttamente il nome delle sigarette però non ci sono mai riuscita ad entrare…quindi grazie franz, il tuo link ha sopperito alla mia ignoranza ortografica…

  2. Gentilissimo Anonimo,
    mi duole porre in evidenza alcune lacune lessicali dovute alla tua scarsa intelligenza.

    il/can/no/ne/del/mio/a/mi/co/ne/gro/ne. So/no Do/di/ci Sil/la/be. Tes/ta di/ Caz/zo.

    Inoltre il motore bicilindrico BMW è quello montato sulle gloriose moto, fin dagli albori. Posso anche capire che la tua pochezza ti riservi di non capire il fascino e la perfezione di cotanta bellezza, trattandosi di moto supreme per pubblico oltre la media.

    Consentimi di aggiungere, brutta testolina di cazzo, che le macchine degli zingari sono i Mercedes.

    Grazie in ogni caso per la tua visita. Vedere con i nostri occhi il basso ci da la percezione di quanto alta sia la vetta.

    PS: non ti preoccupare più di tanto, c’è molto spazio anche per esseri inferiori come te. Anzi c’è un gran bisogno.

  3. eppure l’ultimo vasetto di yogurt l’ho mangiato io questa mattina… o forse hai usato il mio struccante come dentifricio? (io l’asciuga smalto come deodorante. sono cieca, lo sai, no?)
    t.c.

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