Problemi di spalla

Inutile negarlo…Broccolare è un’arte! Ognuno la esprime a modo proprio, più o meno bene…ma tutti quanti, anche i più accaniti individualisti, in certe occasioni hanno dovuto abbandonare qualche tentativo se sprovvisti di una spalla adeguata.
La spalla è quindi fondamentale ed è preferibile averne sempre e comunque una con se. Non è facile però trovare quella adeguata, quella che sa quando intervenire, cosa dire, cosa fare…in breve una spalla che sia in sintonia con noi. Per due anni ho vissuto in una simbiosi mutualistica con la migliore mai conosciuta, capace di ogni impresa…purtroppo per me da un anno disponibile solo part-time, causa fidanzamento. Da allora la ricerca di una spalla nuova non si è mai arrestata…nonostante l’applicazione nel cercarla però nessuna provate è risultata compatibile con le mie aspettative. Il disagio è stato notevole durante questo periodo e agire in solitudine è diventato obbligatorio e consueto.
Venerdì sera la svolta. Durante l’ennesimo tentativo di broccolare una Norvegese (infrantosi come tutti gli altri contro il suo muro di gomma), mi giro arreso verso la sua amica (Terese) e scopro con piacere lo Psicologo del lavoro (del quale non farò il nome per correttezza) parlare con lei. Semplicemente perfetto. Propongo di andare al G-Lounge: Terese ne è felice, la sua amica meno e l’Ignorante si adegua per motivi di trasporto, cristonando per il sonno da posticipare. Usciamo dal locale…con una mossa degna del miglior tabbozzo della Barona compra due rose e le porge con estrema dignità alla nostre compagne. Mossa banale ma sorprendente per le scandinave. Bravo! Arriviamo alla macchina. Come 4 sardine in scatola raggiungiamo la destinazione. Appena entrati mi dirigo verso la toilette e lascio alla spalla il compito di gestire la situazione. Mi aspetta all’uscita…grande mossa…voleva offrire da bere, ma chissà com’è…il suo portafogli è vuoto… Alla nuova spalla non manca l’iniziativa, bisogna fargli capire che alcune volte non basta solo quella…ma ci sarà tempo per parlarne. In breve beviamo e veniamo buttati fuori per la chiusura. Linda propone ironicamente un giro turistico della città…reggo il volante col mento, mi giro terrorizzato e insieme alla coppia posteriore si opta per la nanna. Ormai calato nella parte scende lo Psicologo per salutare la sua partner…si fa così…bene! Poco dopo mi affaccio e lo scopro prodursi in un limone con tanto di palpatine annesse. Accompagniamo Linda! Scendo la saluto compostamente e tutte le residue speranza restano legate al mio numero di cell. che mai utilizzerà! Un po’ triste per il risultato, mi complimento comunque con la nuova spalla e mi compiaccio per la sua conquista straniera! Rimango sorpreso però quando mi dice di aver fatto tutto non per piacere, ma esclusivamente per me! Mi scuso! Gli dico che non sarebbe dovuto arrivare a tanto e lo ringrazio! Ma lui è grande e crede in me! Si è grande…le sue mosse sono incredibili, imprevedibili, così quando l’ho chiamato domenica, lui era fuori con Terese per cercare di aiutarmi con Linda, senza dirmi nulla prima! Encomiabile…non vuole farmi pesare il suo sforzo! Tra un limone e l’altro però non riesce a cavare notizie importanti…così si vede costretto a procedere con la palpata delle enormi tette sode (che schifo!?), ma lei è dura…così niente da fare…probabilmente ci dovrà scopare!!! Purtroppo lunedì è dovuto ripartire…così dovrò attendere per nuovi sviluppi!
Che dire…sei fantastico, il migliore, un martire…per aiutarmi sei stato disposto a limonare e palpare…non è da tutti…!!! GRAZIE…GRAZIE…GRAZIE…non avrei mai immaginato che uno Psicologo avrebbe risolto i miei problemi di spalla!! Torna presto…ora non ci ferma più nessuno…
 
PS Ricordati di prelevare!?

Quel vecchio bastardo del Presidente

Inutile rispondere alle illazioni che confermano quanto possa essere vasto l’universo della demenza omosessuale. Piuttosto mi concentro sul Torneo di Calcio Balilla Memorial Renato Cap Nel Vent, svoltosi ieri notte al Den. Grazie all’organizzazione di alcuni famosi alcolisti il torneo parte in ritardo. Fin dal sorteggio è chiaro cosa abbia in mente il Presidente, versione nostrana di JBL (spiacente per chi non frequenta i ring). Il Principe della Truffa siede al tavolo del sorteggio e si fa mettere da subito al secondo turno. A nulla servono le lamentele del locale. Vestito con magliettina rosa, maglioncino azzurro e polsino in tinta, per accaparrarsi le moine delle fans adduce a un dubbio dolore al polso, una tendinite stroncante. Ma lui giocherà lo stesso, perchè lui è un Uomo. Al suo fianco il fido Fede, anche lui in divisa rosa. I due trafficano losco contro gli avversari, con trucchi e truffe davvero sorprendenti. Prima ci pensa il Presidente, che tiene ferme le aste degli avversari, poi ci pensa il Fede, che rompe l’impianto di areazione del locale, con relativo appesantimento della già morbosa aria di merda che si respirava. La botta finale è con l’arrivo dell’Ambasciatore, in versione Bombola a Gas. L’amico dei truffatori non esita a flatulenzieggiare intorno agli avversari. Lo scandalo non ha fine. Intanto io e Sabino, per celebrare Renato, giochiamo con passione e lealtà. Sostanzialmente fingo di vedere la pallina, e mi va di culo fino ai quarti di finale (sembra lunga ma sono due partite), dove incontriamo una simpatica coppia di over trentacinque che ci bastonano allegramente al grido Forza Lupetti. Il Presidente  ci mette del suo, e fa oliare le manopole di Sabino, i cui movimenti ricordano quelli di mia nonna mentre sbatte le uova. Usciamo ai quarti, come le grandi, senza amarezza, sudati come cavalli. Una nota di merito al team Fede-Fra. Tutto al femminile il loro modo di giocare. Confermano solamente che il biliardino è uno sport da uomini, e tale deve restare. La Signora fa il tifo per tutti, così per solidarietà. Con lei anche l’Ignorante, che è reduce dalle limonate a mulinello con una scandinava rimorchiata in Trattoria con il solito trucco delle chiaccherate per esasperazione. Speriamo torni presto a Bologna. Caro Presidente, San Giuvan fa minga Ingan, infatti hai perso in finale…. eh

…..e a volte ripartono! (e meno male!)

Ehi fermi tutti! Ok va bene mi assento per un po’ e che succede!? Il blog cambia immagine, guardo l’intestazione e vedo un fotone stile Jonathan dimensione e avventura di monti e valli e la scritta ilBradipo in sovraimpressione. Signori non so voi ma io preferivo 5496 volte di più come era prima. Cazzarola sembra un sito di Licia Colò alle falde del Kilimangiaro! Ah notate che il numero non me lo sono inventato ma sono le persone che fino ad ora hanno visitato il sito! Ora…..tralasciando le 5490 volte che lo ha visitato Franz, dico alle 6 persone rimanenti di continuare così, bravi! Continuate a leggerci ma anche a leggervi mi raccomando. Sappiate che leggere fa sempre bene. La seconda novità, avvenuta in mia assenza, è il Presidente che mi fa il ragazzo (ragazzo è un modo di dire) profondo e sensibile che esterna i suoi sentimenti e li condivide con tutti noi. Signori ribadisco…cosa sta succedendo? Rimango stupito e allibito allo stesso tempo. Io continuo ad osservare e ad annotare storie ed eventi di ignoranza inaudita. Ma questo sarà il tema di una mia prossima incursione letteraria. Per stasera può bastare così, il mio è un semplice saluto visto che era da un po’ di tempo che mancavo. Il vostro ignorante

…a volte ritornano!

Doveva essere un tranquillo ritorno al passato. Io che incontravo, complice il Checco, un mio compagno delle superiori mai più visto da allora. I presupposti erano i migliori: bel locale anche se poco accessibile al Milanese Medio e tanta figa pettinata con la riga, come per permettermi di celebrare al meglio l’evento. Scambio con Marco qualche parola seppur scontata per cercare di colmare in pochi minuti 10 anni. Mi annuncia il suo imminente matrimonio. Non mi stupisco, ne ero già al corrente grazie a pettegolezzi di terzi, ma mi congratulo con lui: è sempre bello vedere l’espressione di chi ci crede senza falsi compromessi. Mi aspetto la domanda. La più scontata. Sapevo sin dall’inizio della serata che sarebbe arrivata. Eccola puntuale. Rispondo compostamente che non sono fidanzato, sto bene così. Sarebbe un’assoluta verità. Lo sarebbe veramente. Sì lo sarebbe…se non fosse per due persone, le uniche due con cui sarei andato oltre, le stesse che in tempi più o meno recenti sono state in grado di farmi soffrire. Complimenti a loro, di solito far soffrire è compito mio. Ci ripenso per un attimo. Non porto rancore, non ne ho mai avuto…poi ora mi è passata, sto bene. Sì sto davvero bene, sono in gran forma, ho l’umore giusto specie in questo momento, non mi manca davvero niente…certo quei due sassolini nelle scarpe sono così fastidiosi! Ma quanto mi piacerebbe toglierli? Ormai ci ho iniziato a convivere, non è poi così grave, anche se senza sarebbe ancora più meglio assai.
Dicono che se aspetti a riva, prima o poi passa il cadavere del tuo nemico! Non sono perennemente in attesa…ma ci credo! E’ vero…eccolo! Lo vedo. Incredibile, tutti mi sarei aspettato di vedere ma non lei. La causa della sofferenza meno recente è lì di fronte a me e mi fissa col suo sorriso condito dal piccolo neo a bordo labbra. Non è bella, non lo è mai stata, ma il suo essere particolare la rende irresistibile ai miei occhi increduli. Si imbarazza nel parlarmi, fingo indifferenza e cerco di metterla a suo agio, ma lei sa di essersi comportata male con me e perciò non può sciogliersi del tutto! E’ stata grande: mi ha fatto innamorare con pazienza, mi ha scopato ed è sparita nel nulla…un attrice nata…lo è anche giù dal palco. Merita un Oscar, ma forse non è poi così brava…sul palco. Noto in lei strani atteggiamenti. Continua a fare sinceri apprezzamenti su di me, mi dice aver perso il mio numero. Poco importa crederle, se l’ha detto comunque è perché lo rivuole. Inizio a sentire un leggero sollievo ai piedi. Mi sento riproporre la stessa domanda di 30 minuti prima. Ripeto la risposta, ma non i pensieri: sono concentrato e impaziente al tempo stesso! Ci baciamo. Mi vuole rivedere. Sarà rischioso…potrei ricaderci…ma sono motivato, attendevo questa chances. Voglio togliermi questo sassolino, quello che ho da più tempo e poco importa essere quello meno fastidioso!! E’ proprio vero…a volte ritornano! Però sempre troppo tardi…la minestra si è ormai già raffreddata! Se mi verrà concesso la mangerò così com’è…nessuna intenzione di riscaldarla!

STA ARRIVANDO IL MOMENTO!!!!!!!!!!!

SURFCAMP2004:CENTOVENTIEURELLIUNWEEKENDTUTTOCOMPRESO:TAVOLAMUTAEALBERGO.

NONVENIRESIGNIFICHEREBBEUNPO’DAREDAVVERO

APENSAREDIESSEREDEGLISTRONZI.VENENDOINVECEVIGARANTITELOSPREGEVOLESPETTACOLO

DIVEDEREILFRANZEILPRESIDENTEALLEPRESECONLATAVOLA

ANCHESEILPRESIDENTEPARTEAVVANTAGGIATOPERCHE’PIU’ABIUTATOASTRUSCIARSICONILEGNI.

Whrrhchrrh…

La sento. La sento arrivare. Si fa’ desiderare, ma sta arrivando…come ogni anno. Come sempre. La primavera* inizia timidamente ad affacciarsi. La vedo alzando gli occhi al cielo. Ieri notte mi ha regalato una stellata imbarazzante. Eccezionale, perfetta direi, se l’avessi potuta condividere. Oggi mi si ripresenta in versione cartolina. Mi affaccio dalla finestra e…c’è tutto quello che serve: cielo da applausi, monti imbiancati a dovere e ben in evidenza infine dai miei piedi fino all’orizzonte una distesa di colori tipici della campagna. E’ una diva consumata. E’ assente dalle scene da circa un anno e si annuncia con uno stand-up da paura, senza rinunciare a nessun dettaglio. Sta arrivando. Rimango naso all’aria con la bocca aperta per minuti come un bambino. Sono un bambino. Mi sento felice. A volte basta poco per esserlo. A volte. La realtà purtroppo è diversa. Non siamo mai contenti di nulla, ci lamentiamo in continuazione e troppo spesso non apprezziamo le cose semplici. Troviamo mille scuse e ci mascheriamo dietro frasi fatte. Ci nascondiamo, ci fa comodo. Fa comodo a tutti farlo. Non sappiamo più com’è fatta la vera felicità**.
Arrivo a casa. La Pea scodinzolando corre verso di me con un cuscino sgualcito stretto nella sua imperfetta bocca. Sembra felice. Lo è. Lo è sempre. Mi domando come possa esserlo con così poco. La trovo grande. E’ un essere superiore e più di lei lo sono i figli del mio vicino. Sento rumore, mi giro e li vedo parlare. Come due diplomatici sono assorti in meravigliosi discorsi. Non li capisco, ma mi piace ascoltarli. I bambini hanno la capacità di vedere cose che a noi non è concesso vedere. I bambini sono esseri superiori. Sono sempre felici. Gli basta poco per esserlo. Lo sono anche quando stanno male per davvero. Li ho visti con i miei occhi. Dicono sia l’ingenuità. Non ci credo. Secondo me sono superiori, riescono a vedere oltre. Pensiamo sempre di dover insegnar loro sempre qualcosa e presuntuosi non ci accorgiamo di poter apprendere da loro il segreto della felicità. Forse non ci interessa veramente. Forse preferiamo fingere di esserlo o esserlo solo a tratti! Chissà poi perché? Meglio non pensarci più…ci aiuterà a farlo la primavera! Ci aiuterà come solo lei può…arriva dopo l’inverno mica a caso!?
 
*Primavera: 1)stagione dell’anno che dura dal 21 marzo al 22 giugno; 2)clima mite, particolarmente benigno.
**Felicità: 1)stato di chi è felice: contentezza, gioia, letizia; 2)circostanza, cosa che procura contentezza.

otto marzo, otto e mezza esco de casa

piccolo spaccato della demenza

Tra le cose che non ho fatto mai nella mia vita c’è anche lo spogliarello integrale. Scopro che è una cosa abbastanza diffusa dai racconti alla radio. Un vero peccato restare chiusi in macchina con questa arietta di primavera, ma almeno vengo informato della possibilità di essere pagato profumatamente per mostrare il culo a un orda di donne. La cosa mi fa sorridere. Se lo avessi saputo qualche anno fa, nel momento in cui scoprivo l’esistenza del mitico Hot Mosquito, night che assomigliava a un circolo per detenuti, avrei proposto lo scambio. Mi ricordo delle pulsioni addominali con cui ci si sedeva sui divanetti polverosi, in attesa dello strip. Con qualche fish si poteva dare una palpatina. E ci sono cascato. Nel senso che un paio di mani ce le ho messe anche io. E vorrei vedere… Ma se me lo dicevate prima ci mettevamo daccordo. Una palpatina alle tette io, una strizzata di pisello tu. Peccato. Beh insomma, festa della donna. L’occasione per ricordare tutte le battaglie delle vostre mamme contro il potere del pene o un buon motivo per godersi un pettorale ben oliato di un clone di un centocelle boys? Meno male che esistono, amo le donne. Nella mia vita ho pianto solo per delle donne. Le donne della mia vita. Un viaggio. E il campionario che mi porto dietro è vasto: amiche, amanti, zoccole, pezzi di legno, stronze, tontolone, bonazze, fidanzate ideali. Eppure ogni volta che ne conosco una è sempre una sorpresa. Una ne ho scelta, fino ad oggi la scelta migliore che abbia mai fatto. Perchè? Perchè è come un viaggio, e ogni tappa è più bella di quanto ti potessi aspettare. E perchè sento ancora forte il pensiero addominale che si confonde con i sogni quando la accarezzo sulla schiena. Facendo gli auguri a tutte le donne del Bradipo, senza nomi per non dimenticarne nessuna, ridacchio sotto i baffi. Perchè se c’è una cosa che non riuscirete mai a cambiare è proprio la società. Ma non potete certo lamentarvi, perchè senza rendervene conto governate il mondo, con il cervello, certo, ma anche con tutto il resto. Diciamocelo, non c’è donna che non sappia usare tutto il necessario per raggiungere quello che vuole. E a noi, oltre al pene, rimane solo da bere il cocktail più buono del mondo: quello che riesce a fare una donna guardandoci negli occhi. Vorrei che gli auguri arrivassero anche a una persona in particolare. Non sa ancora di essere donna, forse non se ne rende conto. E’ confuso. Ma noi gli staremo vicini. Caro Luca, butta tutto fuori. Adesso che sei psicologa, puoi finalmente fare outing. L’otto marzo è anche la tua festa, e noi ti siamo vicini.

La vita è una partita (i.v.a.)

 domenicale, come da troppo non succedeva, mattiniero, come mi succede sempre più spesso, inforco l’Imenottero Nero, nuovo mezzo di spostamento primaverile, e buttando fuori olio e benzina in una nuvola azzurra, mi godo la circonvallazione. Sono pensieroso. Adoro la domenica mattina in centro. Mai me ne andrei da Milano. Questa è una lettera privata ad un amico, forse una delle persone più belle. Domani segna sul calendario, matita rossa alla mano, il suo ultimo giorno di lavoro dipendente. Mi sono goduto i mesi di preparazione, da amico che ascolta, ma anche da una prospettiva più alta: da venditore come lui. Proprio ieri sera, ristorante di pesce, tavolata allungata: ancora Ikea a condurre il gruppo. Tra le facce note un simpatico ritorno. Eravamo compagni di scuola. Uno "splendido", tipica razza milanese. Il giusto incrocio tra caricatura e realtà. Si chiacchera, tra una portata e l’altra. Ho la fortuna di sedere vicino al mio più vecchio amico, e di ridere insieme a lui. Lo Splendido chiede che lavoro faccio, normale conversazione. Rispondo come sempre: vendo. Qualsiasi cosa. Vendo. Punto. Ripropongo la domanda, più per cortesia che per interesse. Risponde: faccio pubbliche relazioni per una società finanziaria. Beh, bene. La serata procede, il pesce è ottimo. Si ride e si chiacchera. Tra un racconto è l’altro si scopre che lo splendido in realtà vende polizze di assicurazione e finanziamenti. La cosa mi fa sorridere: assomiglia ad Aldo Giovanni e Giacomo davanti a Marina Massironi che spiegano il loro lavoro… Vergogna? Beh, da domani potrai dire anche tu di fare pubbliche relazioni. Per lo Stato. Diventerai uno dei maggiori finanziatori dello Stato, lavorando sei mesi per te e sei per il popolo. Euro più euro meno. Potrai "scaricare", che è una cosa che fa davvero figo. Che poi li spendi lo stesso ma scarichi, ha tutto un altro sapore. Ma la cosa più importante è che continuerai a fare il lavoro più bello che ci sia: venderai. Qualsiasi cosa, in qualsiasi modo, fai parte della categoria più sincera eppure più maltrattata. Anche un avvocato vende i suoi servizi, ma non si dice. Tu sei più diretto. In mezzo alla strada. Per me fai bene, e se hai il culo stretto come uno spillo è perchè è un salto nel vuoto. Ma a quanto pare ne vale la pena. Ogni settore ha i suoi venditori. Esteticamente diversi. Prendi gli immobiliari, tostati sotto una lampada con il nodo della cravatta grosso come una tovaglia. O i gessati grigi degli informatori farmaceutici. E le golf 1.9TDI dei consulenti bancari? Sono tutti venditori, ma c’è chi è più consapevole di altri. La partita è tutta da giocare, l’affare da fiutare, il cliente da spremere, le trattative da chiudere, il budget da raggiungere, il target da rivedere. Vendere, da non confondere con amare, ma da usare per vivere.

Voti, pagelle e preghiere

 E’ quasi un peccato rovinare l’ultimo post di questo blog. E soprattutto rovinarlo per le pagelle di una serata qualsiasi. Peccato, è la prova che anche in organismi cosi semplici da avvicinarsi alle meduse come il Presidente scorre del sangue… peccato..  Lo faccio con amarezza, perchè la primavera arriva per tutti, daccordo, ma la voglia di amare è forse il sentimento più alto. Però lo devo fare: così inizio proprio da lui. Lamenta qualche problema cardiaco, si appoggia sui capelli interi vasetti di gommina per paninari, ma nonostante tutto si conferma come punta stellata, soprattutto per la maglietta: voto (alla maglietta) 7,5. Inevitabile passare al vero protagonista, lui, l’uomo in grado di risvegliare istinti omicidi anche in una suora, lui, l’uomo che per esprimere un concetto impiega un giorno solare: l‘Ignorante, che, per chi fosse all’oscuro, si è anche laureato. Pronto per il mondo della disoccupazione e dello sfruttamento, inizia a leccare il culo ai potenti e si veste da ciellino, in piena sintonia con l’ambiente accademico. Gode di un sorriso disteso, comprensibile dopo la prova emotiva. Siamo amici da tempo, e l’ho conosciuto che già stava scrivendo la tesi. Per la serata ci offre anche una sua versione geneticamente modificata: suo fratello. Naso da pugile, vestito da fan di J.Ax, il fratello ci fa rendere subito conto che i genitori volessero riparare ad un errore. Voto di famiglia: 8 (centesimi). La restante parte di famiglia è al completo, manca solo il Teo, di cui qualcuno comincia a portare in giro immaginette e santini. L’organizzatore del tutto è Ikea (che sarebbe Checco, che ormai assomiglia a un armadio a tre ante di mogano scuro). Il posto lo sceglie lui. E quando sceglie lui siamo sicuri: palestrati, zarri vestiti a domenica, pettinatini, fighette, palestrate. Voto: 6 (nel senso che 6 sempre lo stesso). Crine. Solo il nome. Assomiglia alla sindone da quanto è sbiadito e stropicciato. Causa tre ore di lavoro continuato è distrutto. Balla in giro tra un gruppetto e l’altro, spaesato si rifugia vicino al tavolo del privee, unico posto dove si sente a casa. Voto: 6,5Cinzia e L’Ambasciatore arrivano con il ritardo che ormai fa da marchio di certificazione, tazzano come tirolesi, ballano, ridono, etc etc. Tutti aspettano almeno una tirata di capelli, ma niente. Lasciano la platea all’asciutto: voto 6,5. Inghiottita da un tostapane che la ributta fuori pettinata come una fetta biscottata arriva anche la nostra slava di punta, Maia. Sempre tenera, mai spigolosa, voto: 7. Rabdomanzia e cartomanzia sono giochetti da ragazzi per l’amico del Mare. Presente nelle occasioni importanti, rilassato come avesse fatto due chilometri in bicicletta, guarda la gente di città che si diverte. Ogni tanto sofferma lo sguardo su un paio di tette, per sport: Paccianico, voto 7. Grande ritorno a sorpresa per la Pantera del Ribaltabile, meglio conosciuta come Cucinotta. Di una bellezza abbagliante, un faro nelle tenebre, si ma con tutto il cofano intorno. (scherzo) voto: 6. C’è anche il Set di Amiche della Signora. SimonaEricaFrancesca, compatte si muovono a formazione, osservano con pietà il Crine, ma nessuno può dar loro torto, e fanno compagnia alla Signora durante i miei approvvigionamenti al bancone.  Proprio in uno di questi mi guadagno la pagella. Mi infilo tra un Vaccone Semi Rifatto e il suo Accompagnatore: un negroide alto due spanne più di me. Mi infilo in modo innocente, solo per raggiungere l’alcool. Ma mi trovo nel posto sbagliato al momento sbagliato: il Vaccone piazza una mano sul pisello del Moro. Ma non si accorge di aver sbagliato mira. Mi tira una strizzata che mi fa supporre che sia in grado di violentare un cavallo. Credo che si sia accorta da sola del malfatto, ma potrebbe anche essere  caduta in una crisi di aspettative. Questione di centimetri, ma non solo: signore come lei si pagano in strada. Non contento esco per pisciare e vengo assalito da un napoletano che fa il consulente finanziario. Vuole diventare il mio consulente, ma non sa che le mie finanze hanno poco da essere consultate. Mi godo una rissa e torno dentro. Tutto sommato mi sono divertito. Voto 7,5, cumulabile con quello della Signora, troppo stanca per entrare in competizione con il vaccume locale. Ha ragione il presidente, un voto alto alla serata. Sempre bello stare insieme. Solo un filo di amarezza, perchè anche se sono fidanzato provo un simpatico sussulto, che assomiglia a un conato di vomito, nel constatare quanto più si vada su con gli anni più si scenda con lo stile. Solo l’ennesima prova che il soldo non è sinonimo di stile. Altro che amore, caro presidente. Qui c’è bisogno di fortuna… o di naso.. e lì mi sembra che noi due non si manchi di dotazione… per fortuna!

La pressione dell’amore

 

Lo sapevo. Fa ancora freddo, ma anche quest’anno è quasi finito…l’inverno. E’ quasi finito e come sempre niente da fare. Ogni autunno mi riprometto di trovare una “morosa” per passare i mesi freddi in tranquillità, serate tranquille e pochi sbattimenti, ma per l’ennesima volta niente da fare. Non cerco mai qualcosa di veramente serio, quello deve arrivare da solo, piuttosto un “amore” a tempo determinato che finisca con l’alzarsi della temperatura senza lasciare strascichi dolorosi per ambo le parti. Non ci sono riuscito neanche questa volta.

Vorrei amare. Voglio amare. Ma amare per me significa darsi e non posso deciderlo a priori. Sono confuso. Tendo a fare confusione. Gli ormoni mi confondono. Confondo il darsi con il voler ricevere. Ricevere significa soddisfare necessità, desideri, sfizi. Serve!…ma dura poco. Raramente sento di darmi. Quasi sempre però succede con chi ha bisogno di ricevere. E’ un casino. Penso agli anni passati. Penso e mi rattrista vedere quante “belle persone” ho frequentato senza essere in grado di amare…ma non rimpiango. Non posso farlo. Non potevo decidere. Lo avrei dovuto sentire, ma non è successo.

Non sono meschino. Non prendo in giro mai nessuno. Non mi piace farlo, perché non mi piace sia fatto a me, ma nonostante ciò ho fatto soffrire. Ho fatto soffrire, ma ho anche sofferto. E’ difficile essere chiari in queste cose. Quella che per me è solo una scopata spesso viene interpretata diversamente…confondo anche io a volte. Grande serata, grande recita di galanteria, qualche giochino, un po’ di petting, leggero prima, pesante poco dopo, sesso…e poi, nella migliore ipotesi qualche coccola, altrimenti il soffitto da analizzare rifiutando elegantemente ogni tipo di atteggiamento troppo sentimentale. Che tristezza! Dico così…ma capiterà ancora. Mi conosco. Mi piace fare sesso, buon sesso…e cerco, se possibile, di non farmene mancare. E’ una droga, la mia preferita. Niente a che vedere col vero amore…quello sì che è una figata! Mi riempio dell’altra persona. Non chiedo niente, l’unica preoccupazione è dare, dare, dare; ogni cosa ricevuta è inaspettata e di valore inestimabile. Per un intenso abbraccio posso camminare a 1m dal suolo per ore, giorni. Che figata! Mi manca. Mi manca anche se a tratti è una sensazione che ho provato solo pochi mesi fa’. Probabilmente con chi voleva ricevere però! I ruoli talvolta si invertono. E’ difficile accetarlo. Lo devo fare comunque.

L’amore arriverà. Arriverà per tutti. Dicono così. Arriverà e non sarà solo 3cm/15cm ad intermittenza…sarà profondo e costante. L’intermittenza rappresenterà solo una forma (tra le mille) per esprimerlo. Sarà bello. Sarà intenso. Sarà bello e intenso. Ho tanto da dare, o almeno credo fino a prova contraria, ma rimane da capire a chi. Se hai tanto da dare ma non lo puoi fare, ti rimane tutto dentro. Se qualcosa rimane tutto dentro senza trovare una via d’uscita crea pressione…è una legge fisica. Ho capito! Non farò nessun esame medico. 140 di massima e 90 di minima non mi preoccupano più, anche se ho solo 26 anni e sembrano essere valori fuori norma. Andrò a dirlo alla mia Dottoressa. Non sarò felice, ne innamorato, ma di sicuro ora sono meno preoccupato per la mia salute. Passerà!

 

PS I miei più grandi complimenti al neo Dottor Ignorante nonché neo disoccupato, e un grazie a tutti per il fantastico venerdì all’Old Fashion. Voto alla serata e a tutti i suoi interpreti: 8 (il Franz perdonerà l’invasione nelle sua rubrica).