La vita è una partita (i.v.a.)

 domenicale, come da troppo non succedeva, mattiniero, come mi succede sempre più spesso, inforco l’Imenottero Nero, nuovo mezzo di spostamento primaverile, e buttando fuori olio e benzina in una nuvola azzurra, mi godo la circonvallazione. Sono pensieroso. Adoro la domenica mattina in centro. Mai me ne andrei da Milano. Questa è una lettera privata ad un amico, forse una delle persone più belle. Domani segna sul calendario, matita rossa alla mano, il suo ultimo giorno di lavoro dipendente. Mi sono goduto i mesi di preparazione, da amico che ascolta, ma anche da una prospettiva più alta: da venditore come lui. Proprio ieri sera, ristorante di pesce, tavolata allungata: ancora Ikea a condurre il gruppo. Tra le facce note un simpatico ritorno. Eravamo compagni di scuola. Uno "splendido", tipica razza milanese. Il giusto incrocio tra caricatura e realtà. Si chiacchera, tra una portata e l’altra. Ho la fortuna di sedere vicino al mio più vecchio amico, e di ridere insieme a lui. Lo Splendido chiede che lavoro faccio, normale conversazione. Rispondo come sempre: vendo. Qualsiasi cosa. Vendo. Punto. Ripropongo la domanda, più per cortesia che per interesse. Risponde: faccio pubbliche relazioni per una società finanziaria. Beh, bene. La serata procede, il pesce è ottimo. Si ride e si chiacchera. Tra un racconto è l’altro si scopre che lo splendido in realtà vende polizze di assicurazione e finanziamenti. La cosa mi fa sorridere: assomiglia ad Aldo Giovanni e Giacomo davanti a Marina Massironi che spiegano il loro lavoro… Vergogna? Beh, da domani potrai dire anche tu di fare pubbliche relazioni. Per lo Stato. Diventerai uno dei maggiori finanziatori dello Stato, lavorando sei mesi per te e sei per il popolo. Euro più euro meno. Potrai "scaricare", che è una cosa che fa davvero figo. Che poi li spendi lo stesso ma scarichi, ha tutto un altro sapore. Ma la cosa più importante è che continuerai a fare il lavoro più bello che ci sia: venderai. Qualsiasi cosa, in qualsiasi modo, fai parte della categoria più sincera eppure più maltrattata. Anche un avvocato vende i suoi servizi, ma non si dice. Tu sei più diretto. In mezzo alla strada. Per me fai bene, e se hai il culo stretto come uno spillo è perchè è un salto nel vuoto. Ma a quanto pare ne vale la pena. Ogni settore ha i suoi venditori. Esteticamente diversi. Prendi gli immobiliari, tostati sotto una lampada con il nodo della cravatta grosso come una tovaglia. O i gessati grigi degli informatori farmaceutici. E le golf 1.9TDI dei consulenti bancari? Sono tutti venditori, ma c’è chi è più consapevole di altri. La partita è tutta da giocare, l’affare da fiutare, il cliente da spremere, le trattative da chiudere, il budget da raggiungere, il target da rivedere. Vendere, da non confondere con amare, ma da usare per vivere.

Un pensiero su “La vita è una partita (i.v.a.)

  1. Allora…vogliamo aggornare questo blog oppure no?!? Franz, guarda che così la specie NON SOPRAVVIVE!!!
    Saluti dal mare…
    Andre
    P.S. Bella l’immagine in testa al sito…;-)

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