Prodezze in excell

Che fra me e la statistica non corresse buon sangue lo si intuiva già dall’adolescenza. Il mio capo sfoglia pagine virtuali sullo schermo, grafico dopo grafico. Mostruosi falli di colori fantasiosi si alternano in griglie numerate di cui capisco il senso per intuito personale. Ogni foglio si porta via commenti agrodolci, sadiche riflessioni sulla forza vendite, ricordi amari di un passato glorioso, e un filo di vita. La situazione, a dispetto del fallo verde che indica Aprile 2005, è nera. Qui si batte la fiacca. Excell come traduttore di stati d’animo. Bella scoperta. Avrei pronte tre risposte, ma intuisco che non servirebbero a distogliere i suoi occhi dal pisello verde 2005 che messo vicino al pisello rosso 2004 sembra la gara a chi ce lo ha più lungo tra un nano e Rocco Siffredi. Il 2004, questo immenso Rocco Siffredi, era già grigio. Ma il nano 2005 è proprio nero. Soluzioni, proposte, saluti. Ho il piacere di riportare i commenti dalla strada. Non sono mettibili su excell. Peccato. Salgo in macchina e penso alla statistica. La mano di dio sul denaro. Statisticamente ogni sigaretta toglie 5 minuti di vita. Con un rapido calcolo, tenedo conto dell’età media nazionale, mi tolgo quei sette anni tra gli 84 e i 77. Che poi sono quelli dove ci si piscia addosso, si gira per casa infastiditi dalle ossa che non reggono e non si riconoscono i nipotini. Poco male. Non sono statisticamente demoralizzato. Smetterò di fumare quando sarò arrivato ai 70. Magari lì mi tirerà ancora, e poi c’è sempre tempo per ricominciare. La statistica, ovvero la battaglia contro la fantasia. Tre statisti sono a caccia. Il primo manca un anatra 10 cm a sinistra. Il secondo spara subito dopo, mancando la stessa anatra di 10 cm a destra. Il terzo urla: "l’abbiamo presa". Forse, dietro a tutti quei piselli di excell si potrebbe anche ragionare umanamente. Forse. Parlare di cose un filo più belle. Il libro del mese: Marco Archetti: Vent’anni che non dormo. 200 pagine veloci e pungenti. La storia è piacevole, reale e schietta. Assomiglia a un film stile Muccino – Volo. Molto indicato in periodi di semi fiacca mentale, perchè rinvigorisce. Costo: un cuba in Milano centro. Canguri Feltrinelli

Qualcuno ha percaso visto il mio orgoglio?

Racconto in Si bemolle, accompagnato da sottili sfoglie di rhum e brevi interludi di fumo azzurro, il tutto servito sopra un disco che manda sempre la stessa canzone.

Come quando, appena finito di fare l’amore, guardi il soffitto e pensi che, dopotutto, sei un po’ arrivato. E qualcosa ti spaventa. Non si riesce a definire se sia "un po’" o "arrivato".  Metto in ordine i souvenirs che ho raccolto, paccottiglie dell’anima. Se il cuore fosse una stanza, il mio sarebbe una camera di una vecchia puttana. Ricordi  e foto, un mobile decisamente fuori moda, un letto che fa un gran rumore, e la luce che va e che viene. Per uno strano fenomeno cardio-immobiliare, rimangono solo alcune cose. C’è sempre da mettere in ordine, ma è poca cosa se l’autore del disordine è il medesimo proprietario. Un disordine legalizzato. Schiacciando la testa sul cuscino non si può certo sentire il rumore del mare. Se sbagli lo strumento, difficilmente otterrai il risultato. Sotto un mucchio di magliette che non uso più posso sempre sperare di trovare una risposta, ma sarà dura. Considerando la situazione si può dire che io stia decisamente bene. Ma è arrivata l’ora delle pulizie di primavera. Tra un viaggio è l’altro, sempre in viaggio a raccogliere le piccole paccottiglie, metto in ordine. Si iniziava a sentire un deciso odore di merda. Non è cosa buona e giusta, e non ci vuole un dottore. Ho anche un amico che ha preso una filippina. Razza strana le filippine dell’anima, sembra che puliscano, ma spostano semplicemente le cose. Io faccio da me. Tenendo conto dei numerosi ospiti, non è neanche bello che ci sia questo puzzo di merda. E’ che capita che ci si faccia l’abitudine. O si compri un deodorante di coscienza. Uno sport, un’hobby, un deodorante. Schiacciando la testa sul cuscino scopro che il mare è solo disegnato sopra. Ma almeno non sento il traffico in sottofondo. Mi devo solo ricordare di mettere in ordine.

Per concludere si possono gustare alcuni frammenti di vita, conditi con il sorriso che si fa quando si ritrova una vecchia foto, accompagnando il tutto con rapide pulsioni dovute alla fame impellente.

 

un tranquillo week end di ordinaria follia

Dal nostro inviato a Rozzano City:

L’occasione per il Gran Galà della Famiglia è la festa di laurea di Willy. Location: l’esclusivo esempio di edilizia post atomica Area 51.  Nel corso della serata vengono assegnati i Premi Ufficiali alla memoria di Krine. Il primo ad essere premiato è il festeggiato: a lui va il premio di San Matteo: come il santo, infatti fa rare apparizioni a eletti visionari. Premio Tom Tom Navigator a Cinzia, che per arrivare tocca tutti e quattro i punti cardinali delle tangenziali. Premio Informatore del Farmaco allo Zio Gabry, con il suo impeccabile completo casual. Con la motivazione: "sempre distinti e orgogliosi delle loro potenzialità"  vincono il Premio Sbirri In Borghese Ikea e Cap Nel Vent. Premio al miglior Doppio Senso alla Signora, che esclama "Dov’è la mia pasta?" e riceve trentaquattro proposte per l’acquisto di paste alternative.  Premio al Bancone Solitario a sopresa a Mona, con 2 gin ogni mezzora. Premio Per Lo Sport al Presidente e il Fido Fede, che bastonano la platea con la calma e la professionalità di due campioni. Premio Amici di Maria de Filippi a Mumbo, con la sua Danza dell’Emarginato.  A Sabino va il Premio Equilibrismo tra Sadismo e Masochismo, con pieni voti. Qui di seguito l’elenco dei premi Arci, direttamente conferiti dalla Gestione. Premio ArciGay alla Spagnola che si slingua la Signora. Premio ArciCazzi alla Vercellese: rappresentano la più grande concentrazione di peni in spostamento nel mondo. Rarissime le vagine, si muovon in gruppo coatto. Premio Arcibroccolo a Biagione: con la sua performance mette in discussione il Franz e rapisce gli occhi della Signora. Premio ArciTanga alla Simo, per il perizoma lepardato più piccolo del mondo. Premio Arcinculata ai gestori, che propongono il tesseramento Arci con un sovrapprezzo stile Berlusca. Premio Arcintura al mio amico sconsciuto che mi abbraccia ogni volta che mi vede.  Premio Arci Solarium al pallidissimo Amadini. Premio per il Buongusto (sulle orme di Fred) al bestione che mi ha ruttato sui capelli due litri di succhi gastrici. Alcuni premi verranno dati nel corso della prossima edizione del: "Domenica se non venite al Gioa mi incazzo (dite che entrate con me)".

Ronald R. Eggans

Dottor Franco

Alla cortese attenzione del Ministro Moratti:

Non per farmi i cazzi suoi, ma mentre lei vaneggia di riforme sul ciclo scolastico, allunga e accorcia le medie e le elementari, taglia i fondi e pezzi del suo naso, qui succede l’inenarrabile. Penso, spero e mi auguro, che la cosa non abbia ripercussioni sull’equilibrio mondiale. Ma qui si scherza con il fuoco. Si è deciso di infliggere al mondo una batosta. Perchè ministro? Perchè? Oggi, con 5 punti per la discussione, si è laureato in Scienze Politiche, con "Nascere Soffrire e Morire nelle tre religioni monoteistiche" Wilson Nivea Secondo, al secolo Teo. La cosa parrebbe normale. Analizziamo più attentamente: Scienze Politiche. E già. Ma poi il titolo della tesi… Ministro ministro ministro.  Grande Willy, da oggi Dottor Nivea.  Finalmente potrai anche tu mettere una bella cravatta panna su camicia nera e girare con l’occhiaia in rilievo per le vie intorno alla tua azienda dalle 13 alle 14. tornando dentro saluterai la segretaria, che ti risponderà "buongiorno dottore!". Grande Willy!!!! Almeno all’Ippodromo, le due cassiere che non lumi, ti potranno chiamare "dottore!". Dottore. Dottor Franco. Qui mi sa che…

Chi ha l’indispensabile bisogna del superfluo

Milano, Old Fashion, ore 24.00, venerdì sera. La Milano bene, o che vuole sembrare bene, o che si sente bene, è tutta in coda. Grande movimento all’ingresso. Noi passiamo la fila. Ikea ci fa entrare tutti. Noi siamo un gruppo. Da soli non saremmo mai entrati: 12 uomini e due donne. Passiamo direttamente al privee, perchè a noi la massa ci disgusta. Il confine tra il privee e il resto del mondo è una ringhiera, un balcone rialzato da cui si può salutare gli amici proletari che stanno in basso. Gli amici proletari devono poter vedere cosa succede ai fortunati che possono salire. C’è una concentrazione di maiale pari solo a un allevamento della Amadori. Solo che qui non si macellano, si limonano. Wilson ha una camicia che sembra stata creata per lui, profuma come un travesta, si muove veloce e punta diretto su una minigonnata che salta la parte dei finti rifiuti e si concede in tre minuti secchi.  Lui ha la stessa reazione di un airbag. La sua bocca è come un paraurti. Se sollecitato comanda il rigonfiamento dell’airbag. Lei è esperta di meccanica. Ha anche due amiche cofane e un amico carrozziere. Officina dell’amore. Mi sposto e incappo in un distributore automatico di sorrisi e strette di mano. E’ qui per la festa del candidato. Inutile chiedere di che partito. Siamo all’Old Fashion non al Leonkavallo. Distribuisce piccoli volantini. Interinale in campagna elettorale. Disgusto, ecco cos’è quel saporino in fondo alla bocca. Lo faccio passare con un paio di cuba, che pago come un viaggio a Cuba, ma senza il mal d’aria. Il Presidente e Lo Ignorante si propongono in assetto da battaglia. Usciamo a fumare. C’è anche la Tina, il cuba serve come liquido antigelo. Proprio una serata da meccanici. Riflessione con sigaretta: "uè ma sono tutte fighe". Concordo. "ma proprio tutte, cazzo. Sarà la primavera". Concordo. "anche la tua donna comunque… la foto sul sito. cazzo si tiene bene" Concordo. Wilson, sgonfiato l’airbag, dispensa saggezza con una riflessione che merita la laurea: se il papa muore io non mi laureo. Vedo Ikea in broccolo e rifletto sul fatto che il rischio aumenta notevolmente. Ikea scopa ogni morte di papa. Ale passa tutta la serata a rincorrere l’interinale da campagna elettorale. Sarà vero che salire sul treno giusto è questione di attimi. Cazzo bisogna votare. Mi faccio un altro cuba. Perchè pari porta sfiga. Sono distratto dalla Signora. Un po’ stanca. La lascio in compagnia di Germano. Si è messo anche la camicia nera. Sorbole. In bagno piscio. Sembra niente, ma sono l’unico. Gli altri si curano il naso. Al tavolo compare una bottiglia: rhum. Diosialodato. Bevo a sorsi. Mi illudo venga offerta dal candidato interinale. Invece si paga. Vorrà dire che calcherò di più la matita sulla scheda elettorale. Finisco i soldi. Ma alla fine a cosa servono se non a uscire il venerdì. Che se inizio con queste riflessioni poi mi incazzo. Infatti mi incazzo. Con me stesso. Prendo la scusa della stanchezza della Signora. Propongo di andare. Vado via che sono le tre. Circonvallazione deserta. Arbore in sottofondo canta smorz’e lights. Non riesco a fare le pagelle. E ogni tanto penso che… va beh… 

Hai mai sognato si sentirti dire da una donna: "ma come sei gonfio?" Si? Finalmente in commercio un prodotto sensazionale, frutto di ricerche e sperimentazioni su decine e decine di istruttori di palestre: la Mutanda di Checco. La mutanda di Checco è un comodo tanga di neoprene, gradevolmente profumato al mentolo, con comoda sacca porta calzino frontale e regolazione laterale delle cinghie per avere un’aderenza totale. Larga posteriormente, davanti scende in maniera ergonomica, adattandosi ai vostri muscoli rigonfi di creatina senza creare le fastidiose irritazioni che avete con i perizomi di D&G. La sacca porta calzino vi consente di avere sempre definito un simpatico rigonfiamento che i vostri partners apprezzeranno al tatto. Finalmente non dovrete più sentirvi dire: " ma sei gonfio solo sul petto…" La Mutanda di Checco è disponibile in due taglie (s e xxs) e in due colori: Bianco Mutandone della Nonna e Nero Zarro Felice. Ordinandola sul sito potrete ricevere a casa un calzino di spugna bianca finto Nike da poter mettere direttamente nella vostra mutanda nuova. Per gli istruttori di palestra o i gonfiati in genere particolari sconti in onore della associazione: "HIPABEICAS" (ho il pettorale a bistecca e il c… a spiedino). Geniale idea! Grazie Checco!!!

Riassunto Pasquale

Pagelle cumulative, riassunto forzato di tutta una settimana con qualche piacevole ritorno. Primo fra tutti Wilson Pereira Nivea Skinehead, da tutti conosciuto come Teo. Si presenta al Gioia 69 in versione estrema destra e in odore di tesi. Probabile che la pettinatura sia un tentativo di rabbonire la commissione. Entra in piedi e esce a gattoni. Per lui la cassiera propone gli occhi più dolci possibili. Difficile la conversazione perchè lui non parla: biascica. Comunque trovano subito un elemento in comune: vanno tutti e due a Negroni, forse solo in due sensi diversi: voto 8, come i minuti impiegati per tornare a casa, mezzo in retro e mezzo contromano. Ritorna anche il Top Gun della Martesana, che ci propone una versione malinconica di James Dean, con tanto di piccoli sorsi di cuba con sguardo languido. Si salva proponendosi in una gara di ballo stile Arnold con la versione calabrese di M. Jackson (più sessanta chiletti). Voto: 7, come le cannucce che gli sono finite nel cuba, davvero fuori allenamento. Affianco a lui il sempre più emiliano lo Ignorante. Rilassato dalle tagliatelle si propone in versione molto più vivibile e serena, o simona, adesso non ricordo. Prestazione nella media per lui, voto: 6+3(capirete poi il più tre). Sempre più vicino a un’oliva ascolana nel colore, il Presidente si propone in versione da fatica: lavora per il broccolo e propone un Plastik fuori ordinanza che gli frutta due numeri di telefono e centoquaranta cucuzze di alcool. Ha la partenza di un diesel ma consuma come una fuoriserie, voto pre-elettorale: 7,5. Voto fuori ordinanza per Sabino, che si conferma come Uomo Ombra: telefona, annuncia il suo arrivo e poi pacca. Ormai lo fa da settembre, recitazione da Oscar per la finta influenza, ottima la scusa della supposta: voto: 8.  Si muovono in gruppo, stile formazione di rugby, i Cugini di Campagna, ovvero il parentado siculo della Signora. Grandiosa la competizione con Krine per il premio "ballo come se avessi appena preso un punteruolo nel culo", vinta dal nostro solo per esperienza sul campo. Voto di gruppo: 7. Faccio di tutto per non arrivare alla Signora, ma sembra che manchi solo lei. Fa la cugina perfetta, mentre caccia in giro anonime lumatine di sbieco. Ma la vera prestazione la da grazie a questa foto. http://www.nottiboreali.it , andateci per vedere dove è finita. Insieme a lei Oba Oba Martins, Sid Vicious e Van Damme. Nell’ultimo periodo tra magliettine trasparenti e scollature.. voto: 7,5 come i minuti in cui tenterò di educarla con il bastone questa sera. Al suo fianco, nella foto e nella serata, Sandra, Samanta, Serena, Simona. guarda un po’ delusa la famiglia distruggersi con l’alcool, e non aggiungo altro.  Il + 3 allo Ignorante è un guadagno extra pagella: Lunedì di Pasquetta: chi di ritorno dal mare, chi fisso in città, tutti bagnati e delusi dal week end,  si pensa di sfruttare i tremilagradiconsoleallozenith che Milano propone: ma ecco che lui e il suo socio hanno l’idea che li distingue dalla massa: no, rimaniamo a casa a guardarci un film. Talmente geniale da rischiare di essere non compreso.  Ma allo Ignorante si perdona tutto… fuori serata ma degno di nota il nostro Ikea Checco: se l’amore fosse una strada il tuo sarebbe la Salerno Reggio Calabria, voto: 7,5 ( con il virgola cinque per i muscoli che impazziscono a metà serata).

Spalla dopo spalla

Pioviggina. Sottile e quasi calda. Sintomo della primavera in arrivo. Decido di prendere la vespa. Sintomo della mia demenza. Casa mia casa della Signora sono quei sei minuti netti, che all’asciutto passano in un attimo. Dopo le ventitrè esco per raggiungere la famiglia, ma costretto da una imbarazzante pioggia a scroscio, ripiego verso il box. C’è nei paraggi Checcuzzo. Chiedo come sia possibile per lui una trasferta del genere. E’ innamorato. E già qui capisco che la serata può diventare gustosa. Infilati nella sua macchina, con un odore di cane bagnato raccapricciante, chiedo notizie. Dai dimmi com’è… Hai in mente la Hunziker? Ecco pari pari. Una figa? Peggio… poi tieni conto che ha due figli… Ah, ecco. Già si complica. Anche perchè non li avrà fatti da sola… Infatti è sposata. Benone. Arrivano l’Ambasciatore e Cinzia. Lui, un colloquio dietro l’altro, pettinato stile fraticello, è in gran forma. Lei lo sopporta. Franco Parenti, birra. Tutto sembra scorrere davvero liscio. Chiacchere e risate. Checco ha gli spasmi alla muscolatura, normale per un drogato… Auguri di buona pasqua a tutti, io vado al mare. Sulla strada del ritorno mi ricordo di un piccolo aspetto fin qui tralasciato.   Ma dove saranno Brigitte Nielesen con il Pisello e Nemo, alias Il Presidente e L’Ignorante? Eh già, ho capito tutto. Tutto mi torna. come ho fatto a non pensarci. Era dall’inizio della serata che blateravano come due checche: andiamo di qui, ma no di li, sussu dai… Tutta una farsa. Volevano rimanere da soli. Adesso che si trovano spalla a spalla, nel ruolo di spalla reciproca, a spallare le malcapitate, non vogliono più che noiosi mortali come noi li disturbino. Così si dirigono al Gioia 69, il tipico locale milanese bello solo una sera la settimana, se sei ubriaco,single,e in compagnia. Io li avviso, ma loro vogliono stare soli. non c’è amico che tenga: sono solo loro due. Così nessuno potrà mai verificare i risultati. Nessuna prova tangibile del loro operato, ma solo una sicurezza: la Teoria della Spalla funziona.

Petto o spalla o coscia?

Prova di quello che dico è la mia naturale predisposizione a ripetere le stesse cose più di un centinaio di volte. Prima che il mondo del lavoro falciasse la mia fantasia, nelle ripetizioni avvenivano delle aggiunte, il racconto si arricchiva di dettagli, perdeva fronzoli inutili. Questo per dire che probabilmente mi ripeto. Ma ne sono cosciente. Ho avuto negli ultimi giorni, il tempo per guardare la mia vita da fuori. Ho imparato a sfruttare, perchè è raro che succeda. Come salire su un autobus che fa il giro della tua vita. Ti serve per capire quanto relativi siano certi problemi, quanto grossi siano in realtà gli ostacoli. Quando scendo dall’autobus coscienziale mi sento sempre un po’ meglio. Mi faccio delle domande e mi do delle risposte. Più che le risposte mi fanno paura le domande. Perchè delle risposte si trovano sempre, qualche mezza bugia, qualche verità spalmata. Basta essere un po’ tolleranti con se stessi. Ma le domande, perdio, le domande… quelle si che mozzano il fiato. Se non fosse una domanda mi porrei un’altra questione: ma è giusto farsi queste domande a un quarto di secolo di vita? Solo che è un’altra domanda… e la risposta è ovviamente "si, beh, certo che bisogna vedere". Cosa? un’altra domanda. Quanto è relativa la circonferenza della propria vita lo si può costatare dalla lunghezza del viaggio sull’autobus coscienziale. Il mio dura pochissimo. Eppure mi sembra di avere i più grossi problemi del mondo. Strano ma vero. Scendo e mi sento libero, libero di saltare sopra qualche problema e di scartarne qualcun altro. Tutto così piccolo. E’ stato proprio ieri che ho deciso di migliorare. Mi è costato fatica. Ma non ne potevo più di aspettare questo dannato autobus: mi sono comprato una bicicletta. Posso prenderla quando voglio,ed è più che sufficiente per fare quel girettino di vita. Pare brutto ma ne sono costretto: devo finire tutto con una domanda. Mi piacerebbe essere sordo alle risposte. Ma è giusto?

NEXT WEEK END THE BIG SURF SHOW: IF U WANNA BE THERE IT’S TIME TO GET THERE