Please welcome to Amarcord time

Racconto con voce narrante profonda. In sottofondo colonna sonora composta da Operation Ivy, BB King, Giuliano Palma, Nofx  e due dita di Mina. Per una corretta preparazione alla lettura si consiglia caldamente di provare a ricordare qualcosa di estremamente piacevole, ma non tramite l’evento, bensì con una sensazione, un profumo, un momento, un sapore, o quella maledetta canzone.

Io ricordo. E ricordando mi miglioro. Ricordo, ad esempio, di aver amato alla follia il Viaggio. Ovunque, con chiunque, il movimento verso. Il Viaggio. E in quel viaggio ero accompagnato da persone e cose che sono ancora con me. Come quella ridicola maglietta dei Satanic Surfers, che è arrivata a Milano con un inconfondibile odore di marcio. Io ricordo il profumo, che ogni tanto ritrovo per strada, e che mi paralizza ancora. Non ricordo la persona, ma ne ricordo il profumo. Non ricordo le sue parole, ma difficilmente dimenticherò la sua pelle, stretta contro la mia, in una piccolissima camera di Bilbao, che pensavo essere la camera più bella di tutta la Spagna. Io ricordo il respiro rotto, l’asma folle per le troppe sigarette, fumate intorno all’insopportabile odore di marcio che assediava la stazione di Lambrate. Io ricordo Giulia, ricordo di averla baciata, come se fossimo da sempre stati insieme, mentre dieci minuti prima avevo creduto essere davanti alla donna della mia vita, un’altra. E ricordo di aver promesso a Giulia che sarei corso a Roma il prima possibile. E di esserci andato dieci anni dopo, nello stesso giorno. Ricordo di aver detto ti amo a tre donne, e di averne amate almeno otto. Ricordo il giorno in cui ho scoperto che si può amare alla follia anche un amico. E ricordo tutti i pomeriggi rubati al lavoro, passati a cercare i rospi nei canali dei campi intorno a Milano. Ricordo di aver scelto di non smettere mai. E quel pomeriggio in cui ho deciso che Aureliano era un ottimo nome per un figlio, ma senza una donna con cui farlo. Ricordo l’odore di benzina e olio, e la Vespa finita dentro un fosso, vicino alla tangenziale. E quando, sdraiato sul tetto della Panda cercavo le stelle sopra Milano 2 fumando la migliore erba che l’Università Cattolica avesse mai conosciuto. Ho spillato almeno 600 litri di birra per pagarmi una vacanza passata a bere birra. E più vado avanti, più questo posto si affolla di persone, oggetti e odori. Volevo ricordare solo alcune cose. L’intenzione era quella di scrivere un racconto, con qualche piccolo punto di riferimento. E invece sono immobile davanti al pc, e al posto del racconto c’è un fiume.  Sotto il cielo di Milano ho brindato, fatto l’amore, pianto e bestemmiato, ho rischiato di essere arrestato, picchiato e anche caricato. Ma ho amato. Cose, persone, cani, racconti, libri, film, strade e nuvole. Ho amato. I ricordi arrivano come pellegrini. La memoria è un santuario, il ricordo è qualcosa di sacro. Essere ricordato può diventare un ossessione. Abbandono l’idea di scrivere un racconto. E mi ritrovo a ridere di tutto questo passato. E ricordando tiro fuori molte cose importanti. Forse questo periodo di meditazione ha raggiunto una sua fine ideale, o forse è un altro inizio. Forse uno innamorato del Viaggio non può pretendere di fermarsi. Amare significa accettare che l’amore abbia la priorità su tutto.

Cercavo qualcosa che mi facesse sentire autorizzato a questo bagno di memoria. E ho scoperto di un piccolo grande esercito di persone che considerano il ricordo come un pezzo fondamentale. E forse questo mi ha fatto sentire ancora meglio. La stessa sensazione che hai parlando con un amico, che si ricorda…

Post Scriptum: purtroppo dell’originalissimo racconto che avrebbe dovuto essere scritto nel tardo pomeriggio di sabato 22 aprile 2006, con il provvisorio titolo di "l’Ispettore Bregaz e la salma misteriosa" nessuno avrà notizie. Dalla principale idea di pennellare le sembianze del misterioso Ispettore Bregaz sui tratti del meno famoso Zio Attilio ( zio dell’autore, titolare di una prestigiosa trattoria sulle montagne emiliane, conosciuto per i suoi baffi, la sua pelata lucida e le battute in emiliano con più bestemmie che parole), l’autore ha iniziato un viaggio a ritroso nella memoria. Attualmente è seduto davanti allo stereo del soggiorno di casa, impietrito davanti a "Lorenzo 1993", primo Cd acquistato nella sua vita, del quale ha deciso di ascoltare in loop tutte le canzoni. Nel frattempo, armato delle poche fotografie che possano confermare i suoi ricordi, si accende una sigaretta, fatta di tabacco Old Holborn, con cartine sottili Rizla, esattamente come da dieci anni a questa parte.

"I ricordi sono forse la cosa più importante per cui si possa dire sorridendo: ne è valsa la pena" G.G. Marquez  

Il Dottor Stranamore

 

Come si fa a riassumere tutto quello che è successo durante il calvario a cui è stato sottoposto il mio buon vecchio pc. Sicuramente qualcosa rimmarrà tagliato fuori, indebitamente dimenticato e dolorosamente rimosso. Credo tutto sia una semplice questione di MASSA. La Massa che vota, opinioni di Massa, imbonitori di Massa, week end in Massa a Massa, problemi di Massa muscolare per surfisti di Massa, il pilota Massa che non vince, la Massa di libri che aumenta, Massi che cadono dai cavalcavia e Masse di gente che si muove verso il mare. Impietoso scaglio le mie accuse sul resto della Redazione, che pigramente si sollazza guardando questo sito che non si aggiorna. Lo Ignorante, ormai felicemente disoccupato, è troppo impegnato nella pulizia degli interni della sua nuova autovettura-status symbol. La pelle umana utilizzata per comporre le sue poltroncine ergonomiche necessita di continue cure ed attenzioni. Sul Presidente non si può dire nulla, perchè con la vittoria elettorale di Luxuria, tutta la crew dei "Grandi Beauty Case" è impegnata in festeggiamenti e comizi.  Intanto il Bradipo rimane a secco. Nessuno dica che questo periodo di pausa possa aver fatto bene. E’ un po’ come la storia dei libri. Vista la mole di libri che assedia la mia camera solo uno stolto potrebbe pensare che tale mole ed altezza corrisponda a saggezza e cultura.  La sottile linea rossa che separa la ballerina primavera e l’attesissima estate viene quotidianamente percorsa a bordo della poderosa Vespa, inanellando preventivi per: mattonelle, mattonelle scure, piastrelle che sembrano mattonelle, mattonelle che sembrano mattonelle, rubinetti che in verità sono delle mattonelle, frigoriferi a mattonella, e talvolta anche da mattonelle. Ma a quanto pare non siamo gli unici a traslocare: l’Ispettore Monazzo è in procinto di cambiare caserma, la sua fedele consorte,da lui aiutata, sta facendo il trasloco più lungo della storia. Chi a casa sembra non voler restare è Willy, in fase organizzativa per partire verso Formentera. La Simo non ha intenzione di tornare, Luca non ha intenzione di partire, l’Ambasciatore è già partito da un pezzo, anche se il suo pallido corpo rimane a Milano ( mentre la mente vola libera sopra Nuova York).

Il computer sembra tornato alle sembianze originali, con tanto di mouse nuovo ( non funzionante) ed etichette con numerose certificazioni di qualità. Il suo sporco lavoro ricomincerà il prima possibile, raccogliendo tutte le foto delle competizioni surfistiche pasquali. ( tra le quali un bacio saffico tra lo Ignorante e…., non si può dire).

Molte delle cose che vi è sembrato di vivere non sono accadute realmente. E’ una semplice questione di digestione. Questione di Massa

 

La magia e l’atmosfera

Ciao a tutti,

è la prima volta che scrivo. Sono emozionato, e sinceramente onorato. Nonostante il numero di lettori, mi sento sempre come fossi il primo ed unico lettore. Il vero e principale estimatore delle peripezie verbali del Bradipo. E’ ora che vi dica che ho salvato tutte le foto che ci sono sul sito, tenendole in una cartella apposita. Questo per testimoniare quanto io ci tenga! Inoltre non solo leggo tutti i post, ma li memorizzo addirittura. Uno per uno, archiviati in ordine perfetto. Non avrei mai voluto scrivere queste parole: ma sono l’artefice del blocco del Bradipo. Difatti potete costatare che il sito non è più aggiornato, se non per gli spassosi commenti, da un bel pezzo. Cosa peraltro mai successa nei suoi due anni di gloriosa storia. La causa sono io, ve ne chiedo perdono. Purtroppo i miei gravi problemi di salute non mi permettono di andare avanti. Cari Saluti,

Il computer di Franz

Era da un paio di giorni che mio padre si aggirava per casa con la faccia sospettosamente cordiale e disponibile. L’ultima volta che avevo visto una simile smorfia era il 13 settembre 2001, due giorni dopo il crollo delle Torri, quando inavvertitamente aveva schiantato la macchina contro la mia Special 50 Verde Fucile 1977, peraltro restaurata da poco più di due settimane e in attesa dell’assicurazione. L’altro ieri, entrando in camera e procedendo convinto verso il pc ho scoperto il dramma: al posto del mio gentile servo informatico c’era il nulla totale. 

"si tratta di un connettore che ho già visto quando lavoravo all’IBM ( 1960-1990 ndr). Lo smonto e lo rimonto io in un paio di giorni ( detto il 30 marzo). Daltronde è una fortuna aver imparato qualcosa dagli americani"

I pezzi sparsi sul tavolo in ordine sparso e del tutto casuale per ora sono: lo chassis, aperto e dilaniato dal chirurgo informatico fai da te. La valvola di raffreddamento, reputata inutile e anche ingombrante, la mother board, giudicata vecchia, e un milione di viti e rondelle in attesa di essere rimesse al loro posto. Le migliori previsioni parlano di 4 o 5 mesi perchè si renda conto che non c’è più nulla da fare e compri un pc nuovo. Nel frattempo io avrò già cambiato casa.

Il Quadrato di Wilson

In queste poche righe si farà della gran cultura. Sono reduce, insieme all’Ignorante, all’Ambasciatore, e ad altri pochi eletti, dalla cena di benvenuto di Wilson, ritornato appunto dall’Inghilterra. Il nostro, particolarmente scocciato per il clima culturale italiano e per la poca attenzione riservata ai ricercatori del belpaese ha deciso di tornare solo per poco. Giusto il tempo di cambiare la biancheria sporca per ripartire per Formentera, dove conduce una estenuante ricerca sulla sessualità e la libido femminile. Per tutta la stagione passata, travestito da bagnino, ha svolto massacranti ricerce corteggiando donne di tutte le età e di diverse nazionalità. Nonostante l’esoso numero di femmine cadute nella rete della scienza, la sua ricerca necessita di ulteriori numeri. Per questa ragione si trova costretto a ripartire. Proviamo pietà per un uomo che ha fatto della sua vita una missione per la scienza. La buona notizia è che oltremanica Wilson è stato apprezzato finalmente per le sue immense doti matematiche. Il  Biscardi della matematica ha potuto procedere con le sue ricerche presso l’università di Londra. Dopo notti insonni, dolorosi risvegli e faticose giornate all’isegna del consumo smodato di popper ed altre sostanze, riflettendo sui neuroni rimasti illesi, Wilson ha elaborato la sua teoria, anche detta Il Quadrato di Wilson:

La somma di x numeri dispari è uguale al quadrato di x.

Supponendo quindi che x sia 3, Wilson sostiene che la somma dei primi 3 numeri dispari sia uguale al quadrato di 3. Praticamente 1+3+5 ( i primi tre numeri dispari) è uguale a 3alla seconda. Stupiti da tanta intelligenza, non abbiamo avuto più parole per complimentarci con il ricercatore di San Siro. Pubblicherà la sua legge matematica su alcune riviste di settore. Speriamo la scienza non spezzi il Leonardo de noi Artri.

Grazie a un saggio consiglio di Giulia, ho smesso di collezzionare pile e pile di giornali e riviste. Da oggi mi limito a ritagliare gli articoli che mi interessano. Questi progressi, che un po’ mi spaventano, hanno anche i loro lati negativi. Armato di forbice sono pronto a sezionare l’ultimo numero del settimanale Sette, che racchiude un servizio sui fondatori di Google. Alcune pagine dopo vengo colpito da una pubblicità. Una ragazzina di colore sorride guardando il cielo azzurro. Il messaggio sottoscritto è "fermiamo le menomazioni genitali delle donne. E’ un crimine contro l’umanità". Tra l’altro correttamente scritto in diverse lingue, tra cui il cinese e l’arabo. Sono infatti molte le donne cinesi che leggono Sette, per non parlare del pubblico dei paesi arabi, affamato a tal punto del settimanale da comprarne interi yatch. Mi sorprendo a fare una riflessione che cade a pennello in campagna elettorale. Chi mi volesse mai accusare di faciloneria è benvenuto: dunque, il messaggio è corretto: l’infibulazione è un terribile crimine. Se non vado errando se ne occupò la Bonino in tempi non sospetti, quando degli uteri delle donne di colore poco ci fregava, se non per l’utilizzo diretto ai margini della tangenziale Ovest. Siamo quindi pienamente daccordo sul fatto che il messaggio della pubblicità sia giusto, motivato e goda della nostra approvazione. Ma ci viene anche da pensare che l’infibulazione è un crimine tremendo come le torture, le mine antiuomo, i proiettili al fosforo, la guerra, e mille altre violazioni quotidiane ai nostri diritti. E qui si insinua il mio pesante pensiero demagogico: ma non è che in campagna elettorale, in un momento in cui le donne rappresentano una categoria davvero allettante, questo governo voglia confonderci le idee? E in che modo? Facendo una campagna ministeriale profondamente sociale e umana? E perchè sotto lo slogan principale non si aggiunge: come la guerra, la pena di morte, le mutilazioni, le mine e tutti gli stracazzi che riempiono il mondo, per l’ottanta percento approvati silenziosamente dallo stesso governo che ne condanna uno solo. Mi accingo al letto profondamente colpito dalla mia malacreanza, dal mio modo di vedere le cose sempre per il lato più contorto.

Anticipando lo schieramento politico del Bradipo, vi comunico che questa sera ho abbandonato la lettura del programma dell’Unione, preferendogli una lezione di Marketing noiosissima. Su duecento e passa pagine ho il personalissimo record: pagina 36. Lo consiglio caldamente a chi sente la necessità di trovare un motivo per non andare a votare. E mi sono accorto giusto qualche tempo fa che il segreto per cui questa campagna elettorale è la sintesi del nulla è in una frase dell’Ingorante, detta alle 4.56 seduto su una panchina di Porta Venezia, alla fine della Notte Bianca ( per lui Notte in Bianco): " Ci vuole più amore". Anche se lui si riferiva alle carenze di affetto che El Presidente gli manifesta ultimamente, credo abbia centrato in pieno il problema. Sono tutti li a spararsi addosso, vomitando critiche e battutine. Nel mio percorso di meditazione ricostruttiva primaverile, sento forte il bisogno di un candidato che parli in positivo. Basta parlare degli errori altrui: è ora che tornino gli "evviva".  "evviva le tasse" "evviva le auto italiane fatte in Brasile" "evviva i milanesi" "evviva le acque del po piene di coca" "evviva qualcosa" "evviva il lavoro". Credo che colmerò questa lacuna con la visione di qualche episodio di Don Camillo e Peppone. In qualche modo dovrò pur rimediare. Ma, continuando nella terribile demagogia che mi attanaglia, se questa campagna elettorale fosse fatta su di noi? Ovvero, se è vero che il pane si fa per chi mangia il pane, è anche vero che una campagna così bassa è fatta per gente bassa. Toni bassi, messaggi bassi, premier basso. Basta, è ora di scrivere sui muri qualche "evviva".

"evviva tutto"

Tutta una questione di style

Grazie al solito giochetto delle chiavi di ricerca di Google, oggi facciamo della beneficenza. Le chiavi che ho messo oggi sono: milano* notte, trans, escort e scambisti, chiese protestanti, meccanico renault milano, officina autorizzata piaggio, unes, esselunga, calze a rete, frustini, articoli religiosi. Il fine è nobile, il mezzo è caro. Difatti oggi Mr. Splinder ha chiesto al sottoscritto la tassa semestrale. Il sottoscritto risponde pagando prontamente l’esosa cifra, divenuta da oggi mensile, e si garantisce la sopravvivenza su internet per altri sei mesi. Dicevamo del fine. Giornata bislacca, con pioggia e vento freddo. Mi sembra doveroso riscaldare gli animi durante la pausa pranzo. Vado sulla casella mail e trovo una di quelle mail che ti lasciano li, seduto fisso. Ma dato che gli argomenti sono tanti, ringrazio tutti coloro che provengono da Google alla ricerca del loro quarto d’ora di surf porno net, e li invito a finire di leggere queste righe prima di abbandonarci per andare su siti ben più adatti alle loro attività.

IL SURFERS DEN chiude. Non c’è molto da aggiungere, se non che la notizia è di quelle davvero grosse. Mentre disperandovi pensate ad un altro negozio a Milano che venda street style e roba da surf ( a oggi sono 124 solo nelle prime due circonvallazioni), cinici e spietati, io mi abbandono a tutti i ricordi… con malinconia e depressione.

I MOLESTATORI DELLA TRATTORIA TOSCANA: ormai da due settimane è attiva una baby gang di molestatori che colpisce le coppie e i tassisti nelle vicinanze di corso Ticinese e nello specifico del locale: Trattoria Toscana. I malintenzionati agiscono in branco, molestando gli sventurati. L’oggetto delle attenzioni non è solo la donna. Anche il suo accompagnatore riceve messaggi a sfondo sessuale e viene deriso dal gruppo. Vi invito a denunciare prontamente ogni tipo di abuso. E’ ora che queste cose finiscano. Nel contempo per mercoledì prossimo, fonti a noi vicine annunciano che la gang soprannominata Occhio Malocchio Prezzemolo e Ginocchio Gang ( OMPGG), sta preparando l’assalto alla tabaccaia di fianco alla trattoria. Chiediamo perdono alla coppia ieri molestata. In special modo chiediamo perdono a lui, che è venuto da Parigi per farsi una sveltina e si è ritrovato accerchiato dai loschi figuri.

ANCHE IL GINOCCHIO VUOLE LA SUA PARTE: cari ragazzi, cari lettori casuali, cari lettori abituali, amici tutti, come ben saprete l’Elegante è caduto in disgrazia per un grave incidente mentre si inginocchiava davanti alla lavatrice per inserire il piumone di Snoopy. Essendo più permaloso del Teo, più mestruato dello Ignorante e più acido del Presidente e del Franz insieme, il caro e peloso amico si è lamentato perchè nessuno ha chiesto della sua salute. Per favore, anche voi lettori casuali, prima di andare sul pornazzo, lasciate un commento amichevole e speranzoso sulla sua pronta guarigione.

LA CUFFIA DA DOCCIA RASTA NON BASTA: da giorni si aggira con la sua impresentabile cuffia da doccia rasta, ma il suo broccolo non migliora. Ieri sera, per la depressione si è abbandonato come un leone ferito sulla panchina della Trattoria, senza colpo ferire.  Da oggi è attiva la colletta: UN CAPELLO PER UN CAPPELLO. Donando un tuo capello allo Ignorante farai doppia beneficenza: rinfoltirai le calvizie del giovane pelato e Ignorante e contribuirai all’acquisto di una berretta da Pesca per El Presidente.

ENIGMA PER WILLY: per chiudere rispondo a Bisio Willy: Voglio da te la soluzione dell’enigma e la risposta alla domanda finale. Chi si sente di sapere la soluzione può sentirsi libero di scriverla:

Mentre andavo a Gerusalemme ho incontrato 7 donne, ognuna con 7 ceste. Dentro ognuna c’erano 7 gatte, ognuna con 7 gattini. Quanti andavano a Gerusalemme?

Voglio la soluzione numerica, il film da cui è preso ed inoltre: come si chiama il nero?

Ciao Willy, ti amiamo anche se sei fatto così.

 

Still life in my hotel room

La cosa ideale per ogni essere umano è il giusto alternarsi di pulsioni del basso ventre e delle alte tempie. Quale ricetta migliore se non unire un sabato di surf, perfetta sincronia di tutti i cinque sensi, a una domenica culturale? Annaffiando il tutto con abbondante caffè, spirito di intraprendenza e sopportazione al vento che spazzava via gli squallidi ricordi di corso Buenos Aires e le ammorbanti puzze delle concentrazioni di giovani fascisti, io e La Signora ci siamo dunque appropinquati alla mostra di Helmut Newton. Considerato uno dei padri della fotografia dello scorso secolo, il nostro, tedesco d’origine con tanto di cognome impronunciabile trasformato nel più orecchiabile Newton, ha fatto della sua arte un simbolo. Osannato da tutto il mondo, dopo la sua scomparsa viene celebrato con una rassegna che sta facendo record di incassi. E’ anche importante specificare che il mio primo piacere nell’andare alle mostre risiede in tre piccole soddisfazioni; primo: fumare in coda, infastidendo le sciccose signore proibizioniste e generando sguardi di disapprovazione ( con annesso lo spegnimento del mozzicone per terra, ben in vista). Secondo: esibire alla cassa una consumatissima tessera della Biccocca, sostenendo che sono ancora studente, ed esigendo la riduzione, pratica quest’ultima divenuta di estremo godimento da quando le hostess precisano cinguettando: "la riduzione è valida sotto ai 26 anni", e io esibisco la mia carta d’identità dove l’obeso viso le distoglie dalla data anagrafica. Terzo: comprare i gadgets più stupidi. La collezzione prende volume e include alcune rarità tra cui: il temperamatite di Picasso, la gomma di Caravaggio, il poster da officina della Piaggio, due monete celebrative del futurismo e un posacenere della Campari. Tutto andava per il verso giusto. Avevo fumato la mia sigaretta, ed ero riuscito a cogliere negli sguardi del capannello di omosessuali dietro di me il disappunto. La hostess era andata in confusione per l’estrazione della tesserina universitaria e della carta d’identità. Tutto scorreva secondo i piani. Un futuristico pannello rosa ci da le coordinate biografiche, e un donnone nudo con il pube eccessivamente peloso ci accoglie tra le sacre mura della cultura. Passeggiando per la prima sala prendo le misure. Insomma, mi faccio un’idea. Ho il buon gusto di tenerla per me, e cerco pareri nelle chiacchere sottovoce degli spettatori vicini. Alla terza sala mi è tutto chiaro. Ritrovo nell’espressione curiosamente stupita della Signora il mio stesso parere sul Genio della Fotografia. Qui di seguito vi elenco alcuni atroci dubbi che non mi hanno permesso di prendere sonno per tutta la notte, logorandomi le interiora. Supponendo che la fotografia sia in effetti un’arte, e come tale abbia delle scuole, degli sviluppi e delle avanguardie. Supponendo inoltre che le foto di nudo femminile siano un fascinoso linguaggio di comunicazione tra l’uomo e i suoi misteri. Prendete visione di queste foto: uno, due e tre. Quesito: non è vero che, poste le condizioni precedenti, chiunque sarebbe capace di fotografare delle strappone in ambienti comuni? (quesito riformulato in modo culturalmente corretto: è possibile che l’arte di Newton sia nel raccogliere in immagini ciò che ogni uomo vorrebbe vedere?). E se è vero che i tramonti di Montecarlo, o le foto aeree, sono particolarmente singolari e belle, (avrei voluto metterle, ma su google si trovano solo le foto di nudo…), non è anche vero che la fotografia blocca dei momenti? E se ciò fosse vero, alle spalle della fisicità del nudo, non ci sarebbe semplicemente il momento in cui il vispo fotografo si è trovato con una modella nuda dinnanzi? Tutte queste domande, affolandomi la mente, mi hanno rovinato il momento dei gadgets, rompendo l’incantesimo perfetto della mia domenica culturale. Inoltre il dubbio ascetico che mi perseguita da ieri non mi abbandona: ma non è che stesse semplicemente fotografando le sue amanti? (peraltro cosa bellissima: fermare con una foto la bellezza di ogni momento). E di conseguenza, non è che stiamo osannando un grandissimo ciulatore? I dubbi vengono accentuati dalla seguente conversazione avuta in serata con l’Ambasciatore: Franz: "siamo anche andati a vedere la mostra di Newton" Ambasciatore: "ah, quello delle fighe nude", F:"si, quello dei nudi e dei paesaggi". A: "si, ho capito. c’è in giro il manifesto di quella con le tette piccole". Mentre il dubbio mi divora, ho deciso di dedicare la serata a risolvere l’arcano acculturandomi in internet. E parto da questo presupposto: che differenza c’è tra questo e questo? Mentre la Signora viene inseguita per casa da un Franz delirante che urla: "spogliati che ti fotografo appoggiata allo scaldabagno", il dubbio resta….

Disclaimer: questo post, per i suoi contenuti e per il suo approccio non deve essere visionato da: bambini o minori di 15 anni, morigerati ciellini e cattocomunisti, studenti di Brera e altri tipi di neodisoccupati, donne in protesta (offese dal nudo, dal maschilismo, dallo strapotere del pene, dal mio picco di brutalità sessuale e in genere da tutte le forme di socialità), e in ultimo da sessuomani. Per tutti coloro che reputassero il mio approccio con la cultura facilone, scontato, stupido e lievemente di sinistra, consiglio caldamente questo sito (fatevi fare il delfino sulla spalla, il tribale sul collo, o il sole sulla spalla, per entrare di diritto nelle persone che stimo poco a priori). Per tutti gli amici della famiglia bradipa che pensano che le droghe e l’alcool mi stiano lentamente logorando il cervello, consiglio una visita nel sito dove potete emulare L’Elegante (istruzioni: accendete le casse, cliccate sulla fattoria e poi componente come l’Elegante). Il mio pensiero va a Willy, che potrebbe essere il nuovo guru della fotografia. 1) ha una macchina fotografica digitale. 2) ha una vita sessuale lievemente sopra la media ( posta la media come somma delle vite sessuali dello Ignorante, mia e del Presidente). Unica controindicazione: l’esercito di mariti che riconoscono le mogli. Ma non può essere tutto perfetto.

Non desiderare la pettinatura d’altri

"A memoria non ricordo ancora un momento della mia vita dove io sia stato pagato per quello che sono. Quando lavoravo alle poste ero sottopagato. Adesso che scrivo mi pagano come una star, ma sono un pezzo di merda, un niente con una penna". H. Buckowsky.

Cari Amici, con dolore vi espongo in queste righe un problema grave e difficile da risolvere. Cercherò di farlo con lucidità e serenità. Alla apertura della seconda busta paga di questo ridente 2006 ritrovo alla casella del netto mensile una cifra che oserei definire "particolare". Per rispetto alla mia privacy e anche per vergogna, non vi comunico l’ammontare, ma vi posso dire che guadagno poco più di una segretaria e poco meno di un tramviere (ammesso che entrambi non facciano straordinari). La questione spinosa è stata sottoposta ai vertici aziendali, i quali confidano in una mia crescita professionale nel tempo. Inoltre sottolineano come sia possibile reperire sul mercato venditori desiderosi di un posto come il mio, disposti a guadagnare anche meno. E mettono in evidenza il fatto che il mio percorso professionale sia una semina, che da i suoi frutti nel tempo. Forte di queste considerazioni, lievemente perplesso, continuo testardamente a dare il mio meglio per la causa. Ma dopo essere andato sabato a comprare il divano per la nuova dimora, ho percepito alcuni problemi. Al cassiere dello spaccio di mobili, sorridendo, ho detto di non preoccuparsi della mancanza di soldi sul mio bancomat. E’ una questione di semina. Purtroppo il discorso non sembra molto credibile, visto dall’ottica di uno che vende mobili. E, come dicevo, ho percepito il problema della grave insufficienza monetaria. Passato il dovuto momento di rabbia compulsiva, grazie al mio moderno e docile spirito libero, ho deciso di trovare delle soluzioni "cerotto". Forte della mia milanesità, sono qui a rimboccarmi le maniche e a proporre il mio profilo per alcuni lavori che considero adeguati. Non mi si fraintenda, amo fare il venditore, mi piace l’azienda, conosco il prodotto, non ho nessuna ragione per cercare un nuovo lavoro. Voglio solo ottimizzare il tempo rimanente per arrivare a uno stipendio "dignitoso". Tratteggio qui alcuni elementi del mio curriculum per voi:

Nato nel 1979, ho frequentato l’asilo dalle suore, le elementari dai frati, le medie e il liceo dall’Opus Dei e l’Università Cattolica. Sono quindi fortemente libertino e incline alla libertà di dialogo. Fin dalle medie prevale il mio forte senso per l’ingegneria: sono il fautore dei mitici "Sbrascigators", fazzoletti imbevuti d’acqua e tirati sui tetti delle macchine dalla finestra dei bagni. La mia possente predisposizione alla matematica e alle scienze ha il suo massimo allo scritto di maturità, dove ottengo un onestissimo 0,5. Parlo fluentemente inglese, con forte accento supercazzulato, e capisco lo spagnolo, il francese, il tedesco e il portoghese, se parlati a gesti. Sensibile e con una coscienza sociale strutturata, ho fatto per diversi anni il volontario in ambulanza, prendeno dei soldi in nero, ma questo è un discorso che non c’entra. Amante della scrittura, mi sono avvicinato diverse volte all’editoria, ma lei si allontanava. Il mio fisico atletico mi ha permesso di praticare diversi sport: basket, pallanuoto, calcio e boxe, tutti nel ruolo di panchinaro e addetto agli asciugamani.  La mia grande passione è la figa, ma è brutto da dire. Quindi correggo il tiro con un più corretto: la mia grande passione è la lettura. Sono un vero e proprio divoratore di libri. Il mio lato femminile predomina in fatto di gusto nel vestire e nell’arredare. Mi trovo infatti sempre daccordo con la mia fidanzata nel dire che ho dei gusti di merda. Portato per le relazioni pubbliche, ho da sempre dato importanza al marketing, perchè è il modo più onesto e nobile per non fare nulla, dire che lo si sta facendo bene, e cercare qualcuno che faccia il resto. Elenco qui sotto alcune delle attività che reputo più confacenti al mio profilo:

il tassista notturno: sono disposto a sostituire i tassisti per la notte. Conosco a fondo la città e in caso di rapina sono pronto a impietosire il malintenzionato con la storia della mia nonna sulla sedia a rotelle.

La sensitiva: è un ruolo che mi si addice. fin da piccolo, sono sempre stato convinto di avere dei poteri paranormali. Posso scendere a compromessi e lavorare in un call center per dare i numeri al lotto o per leggere le carte.

Lo spogliarellista: puntando sul mio lato esibizionista, posso lavorare come danzatore del ventre o cameriere a torso nudo. Disponibile anche per addii al nubilato ( o celibato, se lo sposo è ancora confuso) e festini di tardone. Per etica non faccio lo spogliarello integrale e non faccio prestazioni dopo-lavoro.

Il modello per quadri o sculture: mi porto un libro da casa e sto fermo quanto volete. No perditempo e pittori gay.

Il centralinista della società ascensori: se mi girate le chiamate sul cellulare, rispondo che arriveremo al più presto.

Il testimone di incidenti: chiamatemi, raccontatemi brevemente il fattaccio e avrete tra le mani un perfetto testimone che si ostina a darvi ragione.

Il finto avventore: per locali ancora da lanciare. Sto al bancone per tutta la sera. Magari porto anche qualche amico.

L’amico di sinistra: ideale per tutti i manager quarantenni, che esibendomi dimostrano di avere anche un lato umano. Posso raccontare di viaggi in Chiapas e di volontariato in Colombia. All’occorrenza posso menzionare anche importanti amicizie nel settore no profit.

Il finto amante: ideale per le donne che si sentono poco amate dal partner. Mi insinuo nella vita di coppia come vecchio amico del liceo e ci provo spudoratamente.

La comparsa: per battesimi e matrimoni di famiglie poco numerose. Sono il cugino ideale. Pulito, benvestito e di compagnia. Faccio ridere le nonne e sto simpatico alle mamme. No disponibile per funerali.

Credo qui di aver finito le idee. Se qualcuno ha amici che cercano per posizioni simili a quelle da me elencate, prego di segnalare nei commenti. Aiutatemi ad arrotondare. Domani potrebbe toccare a voi.

Disclaimer: nonostante il mio stipendio sia sotto la soglia della decenza, questo non significa che io abbia perso la dignità. Non chiedetemi quindi cose impossibili come prostituirmi, uccidere, trasportare droga, testimoniare al processo di Cogne, votare berlusconi e andare a vedere una partita di curling.

Titoli di Coda:

caro Willy, ti rispondo fuori dai commenti. Era già da un paio di giorni che volevo scriverti, ma come vedi, qui tutto corre. Spero tu tutto bene. Con l’arrivo della primavera, inizi a mancarmi. Mi sforzo di tenere a mente un paio di chiaccherate delle nostre. Ti penso felice. Manchi come mancano le persone speciali. Ma so che tornerai. Almeno quando sarai in grado di dire in inglese "mi farebbe un biglietto per Malpensa" ( May I have a ticket to Malpensa, stupid son of a bitch?" oppure "Can I book a seat on the first plane for Malpensa Hub? No? Okay motherfucker, now listen to me: suck my cock and enjoy with this torre di pisa in your mouth!" che è più educato). Ciao: tuo Franz

 

Il potere terapeutico del rhum

Qualche week end fa Lo Zingaro, losco figuro amico della Fede, mi propinava un sermone sulle sconosciute possibilità della wodka. Tra i suoi cavalli di battaglia, nella acerrima lotta con il rhum, ce n’erano un paio che qui cito: la storta di wodka non fa venire l’alito a "cane bagnato" e il wodka-tonica scende giù che è un piacere. Mi vergongo di aver ascoltato un simile sproloquio senza senso. Tutti conoscono le proprietà terapeutiche del rhum e i suoi molteplici utilizzi nella medicina moderna. Sin dai tempi dei romani "Postille cubae laetitia manet" ( un sorsetto di cuba ti da felicità) è conosciuto il potere sociale del bronzeo super alcoolico. Senza scomodare famosi luminari, gli effetti di un consumo smodato di rhum sono tutti i week end sotto i nostri occhi. E non bisogna tralasciare l’importante fattore sociale del rhum, prodotto in paesi sottosviluppati da manodopera sottopagata e sfruttata da ambiziose multinazionali. Questo significa che sorseggiando un rhum ci si libera da quel noioso "politically correct" che pervade questa società di plastica. E aggiungendo della coca cola si raddoppia il risultato. La wodka è nata per riscaldare, il rhum per animare. A livello medico la preziosa alchimia dei due componenti ( coca e rhum) ha numerose testimonianze benefiche. Una delle ultime è la spontanea guarigione del ginocchio dell’Elegante, che al terzo cuba correva saltellando. Come testimonia la foto, sono tempi grigi anche per Cesare Ragazzi, perchè lo stempiatissimo Renato è rinato ( mi si consenta l’appropriato gioco…) con una splendida e fulgente chioma bionda dopo il quinto cuba. I miracolosi effetti si sono riscontrati anche nel giovane Sabino, divenuto estremamente simpatico solo grazie al cuba. I migliori preparatori atletici consigliano dosi massicce di cuba, ed è con questa certezza che mi preparo con costanza alla sfida surfistica con Egofix. Esorto quindi tutti a ritornare agli antichi costumi, lasciando questo letargico inverno nello scatolone del passato e sfoderando le migliori bevute per la primavera che sta arrivando. Sabato sera, durante una serata in maschera in cui Lo Ignorante ha vinto il premio come Migliore Travestito ( senza essere in maschera), è stato da tutti registrato il sensibile aumento della temperatura. Si sono riscontrati in alcuni di noi i primi calori riproduttivi primaverili, qualche coraggioso ha sfoderato magliette e maglioncini all’aperto, l’amore vagava nell’aria, e Sabino ( uccello, nel senso di cazzone, migratore) ha fatto ritorno al nido famigliare.  Alla simpatica adunata mancava solo Willy, la cui sensibilità ha sempre sofferto della bella stagione. Nell’attesa della primavera ritornate tutti ai sani costumi: consumate più rhum.

Per voi qui di seguito una preziosa rassegna di psicologia alcoolica: INTERPRETAZIONE DEL BLENDER: In primis il CUBA: coquetail per eccellenza a base di rhum, ritrova un largo bacino di utenti maschi, single, a caccia di emozioni. Diffidate dalle donne bevitrici di cuba, infatti il rhum associato alla cola è un forte inibitore sessuale. Per le donne: diffidate dai bevitori di cuba a base di rhum chiaro: hanno un pessimo palato, dichiarano apertamente la loro incapacità nello scegliere, e spesso lo fanno solo per poter dire: "mi dai un cuba con l’Havana".   Il MOJITO: portato alla ribalta da Hemingway, il mojito è la quintaessenza del fighetto, l’estrema espressione del "bevo, ma non troppo". Come tutti i coquetail pestati ( con zucchero di canna, limone e ghiaccio pilè) è un grande spreco. In un bicchiere ci sta pochissimo rhum. Offendete voi stessi nello scegliere un partner che beve del ghiaccio tritato condito. Le donne bevono mojito per tre ragioni essenziali: la menta copre il sapore del rhum, rendendo più facile la storta, è il coquetail più trendy per molte riviste femminili, e dire "mi fai un mojito" è una dichiarazione di apertura verso nuovi partner ( primo fra tutti il barista). Se siete a caccia, cercate donne con mojito, ma non iniziate il broccolo con la storia di Hemingway ( e nemmeno: "sai che sono stato a Cuba, e lì il mojito è tutta un’altra cosa"). Se il cuba è proletario, il mojito è borghese. Ma solo nel pensiero, perchè costano uguale. Diciamo che è più intelligente devastarsi a cuba. ( anche perchè la menta rende sterili). CAIPIRINHA: coquetail femminile estivo, solitamente associato a pericolose uscite "solo donne" in cui potrete vedere tornare la vostra partner con le scarpe in mano, che non è un buon segno. (ricordatevi di controllare se indossa ancora la biancheria intima. In caso contrario, passate alla terapia di gruppo con grandi bevute di chiupitos con amici intimi). CIUPITO: chiamato anche Il Colpo Di Grazia, si divide in due famiglie: il ciupito di squadra, e il ciupito mascherato. Il ciupito di squadra è quello bevuto da compagnie ormai alla fine della serata. Viene utilizzato come rito per escludere gli elementi più deboli, che collassano a pochi metri affogando nel loro vomito. Pratica molto diffusa tra compagnie di uomini, per decidere chi è il maschio con il fegato più precario. Il ciupito mascherato è un colpo da maestro, riservato ad una platea di intenditori. E’, infatti, il modo più scontato e banale con cui si tenta di stortare definitivamente una ragazza per possederla sessualmente. Attenzione però!, richiede una certa esperienza, per sapersi fermare quando la giovine ha raggiunto il limite, per evitare di ritrovarsi il giorno seguente all’autolavaggio a pulire gli interni della macchina, tappezzati di bolo alimentare. Il Ciupito è anche un ottimo modo per dare dei soldi al proprietario del locale dove ne cosumerete a vassoiate. Con 3/5/7 euro a bicchiere, il sagace affarista, vi sta facendo pagare la rata del mutuo. E’ vero, mi tocca dare ragione allo Zingaro, che tra i principali effetti collaterali di un forte uso di rhum rimane l’alito di cane bagnato. Rimedio più efficace è, prima di coricarsi per soffrire dei dolorosi incubi alcoolici, riversare un po di dentifricio direttamente sulla lingua. La mattina seguente il prezioso organo risulterà gradevolmente profumato, permettendovi di ordinare almeno il caffè al bar.

Post Scriptum per tutte le donne: domani otto marzo, otto e mezza faccio colazione, nove sono in ufficio ( è la solita battuta di tutti gli anni…)

Post Scriptum per la Chiara: e la Versione di Barney?

Chicken Revolution

2005: viene rilevato il virus H5N1 su un pollo indonesiano. Velocemente la cosidetta influenza dei polli si espande in tutto il Sud Est Asiatico. Il mondo occidentale non ha molto interesse per la questione fino al momento in cui, il 14 marzo 2005, un dirigente della Sony, fa presente che il rischio di contagio riguarda il principale motore economico del mondo. Per il rischio di perdere la manodopera cinese e thai, l’Organizzazione Mondiale della Sanità inizia il suo lento percorso di ricerca per arrivare a un vaccino. Nel frattempo i primi focolai in India e Burzukistan fanno presagire che il virus non abbia preferenze politiche o di confini. Mentre il lavoro degli scienziati procede alacremente, in un torrido giovedì pomeriggio di agosto, uno scienziato italiano riesce a ottenere il vaccino. Il dott. Pistelli, ricercatore dell’università di Pisa, propone gli esiti della sua ricerca alla commissione di Bruxelles. Negli uffici della capitale belga si alza una corale risata: "che cazzo vuoi che abbia scoperto un italiano?!". Si saprà solo in seguito che il vaccino del dottor Pistelli era l’unico efficace. C’è grande sgomento quando una rispettabile società di sondaggi americana tira fuori i numeri delle manovalanze morte in tutto il mondo negli ultimi tre mesi. Ma la situazione viene subito messa sotto controllo: ad una più attenta analisi si scopre che nulla è cambiato dal solito. Sono tutti morti per cadute da ponteggi, intossicazioni e incidenti vari. Il primo panico arriva con i cigni reali, che migrando dagli stagni dell’Est verso Italia e Germania, portano il virus sul vecchio continente. Il nobile uccello diventa il simbolo di una diffusa psicosi generale. Vengono disertate tutte le rappresentazioni della "Morte del Cigno" e si assiste a una vera e propria caccia all’uccello. Milioni di pennuti vengono uccisi per precauzione. Grande ritorno sul mercato dei cuscini in piuma d’oca, con il benestare degli animalisti che nulla possono dire. Contemporaneamente in un laboratorio di Tallin il professor Burketiz mette a punto un vaccino sottocutaneo per la vaccinazione di massa. Nel maggio 2006 in Europa i contagi sono più di un centinaio. La commissione Europea decide per un programma di vaccinazione globale. Inizia la distribuzione del vaccino. Per la fine di maggio risultano distribuiti tutti i flaconi disponibili in gran parte del mondo. Il vaccino viene prodotto da una casa farmaceutica che assicura di non trarre profitto dalla distribuzione. Il suo Amministratore Delegato, proprio alla fine della conferenza stampa, annuncia l’acquisto in blocco della Tanzania e del Kenya, che si chiameranno Aspirina e Moment. Iniziano le prime rappresaglie degli aspiriniani, ma tutto viene sedato con la distribuzione gratuita del Viagra. Un anonimo ricercatore italiano, il dott. Pistelli, analizzando il vaccino, scopre che si tratta di un pericoloso derivato della cocaina, trattato con numerose altre sostanze, e totalmente inefficace contro l’influenza aviaria. Ma ormai è troppo tardi. Con 5 miliardi di vaccini, il mondo è alla deriva. Si tenta di mantenere la normalità, ma gli eventi si succedono rapidamente. Bush dichiara guerra a tutto il Medio Oriente, il Giappone, e Formentera. L’Europa dichiara guerra agli Stati Uniti, ma non volendosi alleare con i Giapponesi, produttori delle Toyota (che hanno sempre venduto più di Fiat e BMW) dichiarano guerra contemporaneamente anche al Giappone e all’Australia. La Simo è costretta a tornare imbarcata su un cargo battente bandiera liberiana. Il vaccino ha effetti tremendi sui consumatori abituali di cocaina, portandoli alla morte in pochi giorni. L’Italia viene decapitata di tutta la sua classe dirigente, di buona parte del mondo televisivo e di larga parte delle generazioni 76/77/78/79/80. Al governo sale un triumvirato di diciottenni, abituee della cannabis. L’Iran spara la sua bomba nucleare su Israele, che risponde con diversi attacchi, sostenuto dagli Stati Uniti che vengono devastati da diversi ordigni atomici cubani. La Russia registra numerose esplosioni che distruggono gran parte del suo territorio. Il mondo è in piena devastazione. Il genere umano è in pericolo. Le Nazioni Unite, divenute proprietarie di tutte le coltivazioni di marijuana del mondo, considerate patrimonio dell’umanità, comprese quelle della Calabrese Rossa, decidono di inviare nello spazio una astronave composta da cinque uomini e cinque donne, per garantire sopravvivenza al genere umano. L’equipaggio sarà composto da uno spagnolo, un francese, un tedesco, uno svizzero, un americano e cinque bresciane ( considerate le più adatte a una forzata e continua attività riproduttiva). La nave, chiamata Barzelletta Uno, viene lanciata il 24 Novembre 2006, carica di cibo e speranza, verso lidi ignoti. Il 28 novembre 2006 l’ultima disperata rappresaglia dei ribelli del Filtrino, unici rimasti a salvare il mondo dalla cocaina, finisce in strage. Il genere umano è estinto, la terra è una informe palla di nulla. Il 29 Novembre 2241 il Gran Consiglio della Colonia Lunare decide di inviare una spedizione archeologica sulla Terra, pianeta da cui discende il ridente insediamento. In effetti i dieci capistipite hanno fatto il loro dovere, e in un paio di secoli la popolazione lunare è numerosa. Convenzionalmente hanno optato per un dialetto inglese, con forte cadenza bresciana, per comunicare tra di loro. La donna più prolifica è stata la Luisa, da cui discende la gens più numerosa, i luisoni. A questa spedizione, che ha lo scopo di riallacciare i ponti con il passato, scrivo queste righe, salvate su un cd, sepolto sotto un faggio vicino a Linate. Se mai doveste trovare queste mie parole, sappiate farne buon uso. Sono scritte per smantellare alcune vostre convinzioni sul nostro vecchio mondo.

Primo: Discendiamo dalle scimmie. E’ errato pensare che discendiate da un essere primitivo chiamato Magut Brescian. Anche se esso si avvicina molto al gorilla primordiale, ne rappresenta una diretta evoluzione.

Secondo: A proposito dell’Ordine del Gran Fallo. I vostri primi ritrovamenti presso l’Abbazzia di Morimondo vi hanno portato alla convinzione dell’esistenza di una primordiale religione in cui gli uomini, vestiti di solo saio, fossero dediti a numerose pratiche sessuali. Il corpo da voi ritrovato presentava un grande fallo. Sbagliate nella vostra convinzione: infatti il vostro ritrovamento è riconducibile a una particolare serie di eventi. Negli ultimi 10 mesi di esistenza, gli esseri umani sulla terra si sono dati da fare per recuperare gli anni persi. Così il Papa, trasformando San Pietro in una colossale discoteca, ha condotto fino alla fine dei suoi giorni una vita dissipata e al limite della ragionevolezza. Allo stesso modo, il corpo da voi ritrovato appartiene a un famoso attore porno, Rocco Siffredi, che ha preso i voti in preda a una improvvisa redenzione. Sull’esistenza di altri frati ben dotati non posso confermarvi nulla, ma Fra Rocco rappresenta una rara eccezzione.

La Battaglia di Monaco. I resti di numerosi esseri umani, con bizzarre divise patriottiche, tutti ammassati nella stessa zona vi hanno condotto alla creazione del mito della Battaglia di Monaco. In verità si trattava dei Mondiali di Calcio. E per quanto riguarda l’agghiacciante ritrovamento di diversi giocatori ammassati nello stesso loculo, era la nazionale bulgara, che a corto di fondi, faceva dormire i suoi in un unico alloggio.

I preziosi Monili di Cocaina. Il ritrovamento di ingenti quantità di cocaina nelle casseforti delle ville e delle aziende nelle grandi metropoli, vi ha portato a credere che fosse un materiale pregiato per la nostra epoca. Oggi voi indossate preziosi braccialetti di cocaina fossilizzata. Per noi era una sostanza stupefaciente, e non un monile prezioso.

Gli affreschi dell’Imperatore. Dai vostri ritrovamenti, avete dedotto che al momento della sparizione della terra l’Italia fosse governata da un Imperatore, proprietario di terre e televisioni, e più volte raffigurato su muri e pareti domestiche. Non avete sbagliato sulla forma di governo, ma errate a riguardo delle raffigurazioni celebrative. Per il suo dodicesimo governo, il presidente aveva fatto creare dei manifesti celebrativi dove era raffigurato abbracciato a Dio e lo Spirito Santo. Ma la questione sarebbe lunga da spiegare.

Le Stecche Fluorescenti: le stecche fluorescenti che conservate con tanta adorazione non sono altro che patatine di Mc Donald, perfettamente conservate nonostante le numerose esplosioni nucleari. Avendone trovate in tutto il mondo, ma specialmente in america, avete supposto di una religione che avesse come simbolo la stecca. Noi le mangiavamo, come companatico. Senza sapere della loro reale sostanza.

La Mummia di Mediolanum: il ritrovamento effettuato scavando verso il centro della antica città, con i resti ossei avvinghiati a tessuti, non è riconducibile a nessun rito di mummificazione da noi praticato. E’ semplicemente Domenico Dolce, morto sepolto sotto i suoi uffici, mentre tentava di salvare le ultime collezzioni autunno inverno 2007.

I carri funesti: il vostro ritrovamento di un grande esercito di carri da guerra, disposti in tre ordinate file, non è parte di nessuna epopea militare. Trattansi della coda sulla tangenziale Est di Milano, il giorno in cui i cittadini hanno deciso di fuggire in massa, e contemporaneamente Carlo Garavaglia, tecnico del Telepass, si è dimenticato di sbloccare le porte della Viacard, dando possibilità di fuga solo a chi pagava in contanti. Un razzo turco, che doveva arrivare a Parigi, è crollato sulla tangenziale, facendo una strage, per via del carburante esaurito.

Addio miei cari pronipoti. Che voi possiate prosperare e diffondervi in tutto il sistema solare. L’influenza aviaria rimanga per voi una grande metafora di vita. Il Gallo Ammalato, nato da un uovo, porta la morte all’uomo. Che significa che le cose fatte con il culo non finiscono mai bene.

 

Lo diceva Neruda che di giorno si suda

A chi vada il merito di avermi fatto amare alla follia la lettura è ancora da verificare. Il derby se lo giocano mia madre, con le sue trenta pagine obbligatorie al giorno ai tempi delle medie e il professor Minetto, cattedra di Italiano al primo biennio del liceo, che sosteneva fosse necessario leggere quotidianamente per avere idea di cosa fosse la vita. Nel dubbio sulla paternità del mio amore, e della folle voce di spese mensile che angoscia la mia futura moglie, rimane consolidata la mia randagia formazione. Se i primi libri letti erano quelli consigliati a scuola, dalla quarta liceo in poi Lo Zingaro Letterario ha preso il sopravvento. Mi sono avvicinato alle letture fondamentali ( considerate tali dalle intellighenzie sinistre e destre) in modo completamente casuale o su consiglio spassionato. Kundera mi è stato proposto da un amico in Spagna. Pennac è stato comprato per fare cifra tonda e arrivare a 50.000 lire di scontrino. Garcia Marquez è stato comprato e non letto per quasi un anno, lasciato a prendere polvere. E molti sono stati trovati sugli scaffali della libreria, comprati seguendo l’intuito, il colore della copertina, o l’epigrafe. Per quanto rappresenti un campione indicativo per il volume di acquisti, non sono assolutamente affidabile per il percorso d’acquisto. E sorrido sempre quando sento parlare di libri "fondamentali" e "campioni".  Collegamento: da una mia personale statistica rilevo che tra i lettori del bradipo ci sono dei buoni lettori di libri, e un 25 % di lettori di quotidiani. Di conseguenza questo post si rivolge prevalentemente a quel 25%. E si ricollega alla splendida polemica innescata da Baricco su Repubblica. Una vera e propria denuncia, che trova echi sul Corriere e sul Foglio. Posto che io non legga la Repubblica, per il semplice fatto che è il giornale che leggono la Giulia e Lo Ignorante, vi spiego cosa è sucesso in breve: Baricco scrive rivolto ai critici che lo massacrano con spigolose critiche indirette. E chiede che gli venga rivolta direttamente la critica. Ad esempio: Ostellino recensendo qualche mese fa un libro di uno sconosciuto scandinavo diceva: " … è una noia mortale, ma è sempre meglio di Baricco". Tutte queste righe, tutte queste mie parole, semplicemente per difendere uno degli autori che amo di più? No, semplicemente per ricordare a tutti i giornalisti coinvolti che seguire i critici è una delle attività masturbatorie che riguardano quel particolare mondo di intelettuali psico osessionati… insomma tanto lontano da noi. E sono ben diverse le domande che ci assillano sulla letteratura. Ad esempio: ma è giusto comprare i libri al supermercato? E’ normale che venda più il catalogo dell’Ikea (gratuito) che la Bibbia? E molte atre. Completo appoggio a Baricco.

Solo questo