il franz
hello I’m Ignorant
Ecco che di colpo, come un fulmine a ciel sereno, come un onda di mareggiata al tramonto, come un inatteso attacco di sciolta, come un sasso da un cavalcavia, compare lo Ignorante. Da tempo lo davamo per disperso, e la cosa ci divorava, l’angoscia ci logorava, insomma tutto era rovinato, precario, difficile da affrontare senza di lui. Lui che dava poesia alle nostre serate, lui che grazie alla sua immensa ignoranza rendeva piacevole qualsiasi cosa, si era deciso, dopo molte riflessioni, a un difficile trasferimento a Londra. Sono molti gli italiani che decidono di andare a vivere oltremanica, con destini spesso costellati da incredibili successi nel mondo finanziario. Una vera e propria fuga di cervelli, una dispersione delle menti più argute in campo finanziario. Ecco, nel caso dello Ignorante si tratta di un fenomeno inverso: una expatriation destinata a portare nella City una carica di ignoranza dai forti connotati italiani. In una breve intervista rilasciata in un ameno locale di Milano sabato sera, abbiamo voluto ricostruire i passi del suo cammino:
31 agosto: Malpensa è completamente bloccata, tutti fermi, areoporto al collasso. E’ il giorno della partenza dello Ignorante. Il congestionamento è dovuto a Krine, che ha parcheggiato la macchina sulla pista di rollaggio, in preda ad un attacco di megalomania. Tiene in mano il frontalino dell’autoradio e urla: "Ciarli, alfa bravo". In mezzo a tutto questo Lo Ignorante decolla: destinazione London. Ad accompagnarlo Giulia.
3 settembre: Malpensa, ore 9.30: la coppia fa ritorno in Italia. Appena sceso dalla scaletta dell’aereo, Lo Ignornante confessa: "Ho visto cose che non potete nemmeno immaginare".
10 settembre: La coppia riparte per la capitale, decisa a fermarsi più di due giorni. Sanno che una vita di rinunce e sacrifici li aspetta. Londra non ha pietà. Sono costretti a vivere in uno squallido cinque locali in pieno centro, mangiando al ristorante solo tre volte a settimana. Giulia decide che può rinunciare a Grazia e Donna Moderna, Lo Ignorante rinuncia a comprare da mangiare. E’ la difficile vita dei migranti.
15 settembre: Lo Ignorante capisce il significato del termine Hello guardando uno spot della Motorola. Da questo momento saluta tutti con un gioviale: HelloMoto!. Giulia è decisa a lasciarlo, ma il Ministero della Sanità le fa sapere che è reato penale abbandonare un minorato all’estero.
20 settembre: Lo Ignorante trova lavoro come cameriere. Alla fine del suo primo giorno di lavoro viene pagato in sterline. Urlando contro il titolare frasi del tipo: "Le sterline le dai a quella zoccola di tua sorella, frocio", rifiuta i soldi. Il titolare, che non parla una parola di italiano, lo prende in parola.
22 settembre: Lo Ignorante è il primo Cameriere Volontario della storia. Come per il suo mito Forrest Gump, una folla di fans lo segue delirante. Londra viene invasa da Camerieri Volontari. Giulia è imbottita di psicofarmaci a letto.
30 settembre: Blair apprendendo che Lo Ignorante intende fermarsi a lungo in terra britannica, da le dimissioni da primo ministro. Prodi, comprendendo le dimensioni del problema, lo va a visitare.
2 ottobre: Da oggi l’Italia si impegna a pagare una quota fissa al governo inglese per tenere lo Ignorante all’estero.
15 ottobre: Italia 1 e BBC vogliono fare una fiction sulla vita dello Ignorante. "L’uomo che non sa di non sapere". Alberto Angela si ribella, Le Iene gridano allo scandalo: Giulia ormai viene usata dalle case farmaceutiche come tester per psicofarmaci ad alto tasso.
30 ottobre: lo Ignorante dichiara di voler tornare in Italia, anche solo per un paio di giorni. Il Governo Bielorusso firma un comuncato in cui chiede l’adozione dello Ignorante. In un video comparso su Al Jazeera, Alof Farouk Nessed, braccio destro di Bin Laden, confessa che davanti allo Ignorante nessuna guerra ha più senso.
10 novembre: All’arrivo dello Ignorante a Malpensa, un cordone di poliziotti deve contenere la folla. Un altro piccolo esercito deve trattenere il Krine che vuole parcheggiare la moto in un hangar. Giulia, rimasta a Londra, da segni di ripresa. Il suo nuovo terapeuta è capoverdiano. Le consiglia di mandare un SMS allo Ignorante con scritto: "When you try black, you never go back". Lui non capisce, fortunatamente, una parola. Ma è felice…. perchè l’ignoranza salva dalle preoccupazioni.
Bentornato Luca. Felice di vederti felice.
Giulia tornerà sabato sera, giusto giusto per la festa starsfucker. L’accoglienza sarà degna di un film di Siffredi, perchè certe cose le facciamo meglio noi…
SABATO 18 NOVEMBRE, dalle 2230 VIA VIGANO’ 4 (ZONA GARIBALDI) c/o VIGANO’ CAFE’ – StArSFucKeR atto III.
L’importanza del Terzo In-Commodor
Arriva finalmente una buona notizia, anzi tre: sabato prossimo starsfucker Night3, terzo episodio della saga. Succose novità: abbiamo eliminato fisicamente Eleonora, quindi la Tanga Competition è uscita dallo scandalo dei voti truccati, ma non solo. E’ con immenso piacere che vi annuncio le novità: innanzi tutto finalmente abbiamo un dj come si deve. Ne includo una breve biografia: da anni attivo nel panorama house dell’alto novarese, è molto conosciuto anche come uomo dell’Ispettore Monazzo: stiamo parlando di Ice da Face Dj. Durante tutta la serata partirà anche l’operazione "Terza Mano anche Gli stupidi Hanno un cuore". In pratica, consegnando agli incaricati una vecchia maglietta che non mettete più (di terza mano), riceverete una fiammante t-shirt starsfucker. Le magliette raccolte verranno date in beneficienza. Come si intuisce, questa serata è intrisa del significato del numero 3. Per questo le Terze Parti ( uomini scelti dal Presidente) saranno giudici di diverse iniziative: TerzaperTutte: a tutte le ragazze con una terza di reggipetto (verificabile al tatto e all’olfatto, me ne occupo io) che consegnano il loro prezioso indumento, verrà consegnato lo speciale BlowJob StarsPack (borsetta Starsfucker più chiupito). I reggiseni verranno appesi al bancone per tutta la serata. La giuria della TangaCompetition eleggerà il migliore grazie a 3 prove (sensuality, imbottity, nasata). La fortunata portatrice di reggipetto vincente avrà il prezioso cofanetto HolaTerza (con maglietta Starsfucker).Non voglio rovinare la curosità, ormai alle stelle, delle masse… quindi lascio che alcune cose vengano scoperte solo al momento giusto.
Per ogni bionda con la terza media, un chiupito gratis (portare certificato). Per ogni coppia che porta il Terzo Incomodo quattro chiupiti omaggio (due per il cornuto). Per ogni gara in cui sei arrivato terzo, portaci medaglie e/o coppe: vincerai favolosi gadgets. Per l’occasione sarà Eletto Presidente della Giuria l’Elegante, in quanto rappresentante della Terza Età. Tre is a magic number…. e ho detto tutto.
In una saga il terzo episodio è sempre il migliore…
Importante nota (di colore): il nome del locale rimarrà segreto per non creare folle oceaniche già in coda da questa sera.
Aumma e aumma e aumma eeeeeeH
Non sembra, ma il tempo passa. E ci sono vari modi per verificarlo: dal classico orologio, all’unto sui capelli. Passano i giorni, le settimane, i mesi. Io ho una perfetta collocazione spaziotemporale del mio ego: in parole povere, riesco a percepire il passare del tempo e gli spazi che mi stanno attorno. Tutto questo per dire che mi sentivo quasi in colpa per non aver scritto qui sopra per tutto questo tempo. Volendo fare un processo ai sensi di colpa bisogna prima dire che: scrivendo qua sopra non ci guadagno gran che ne in fama ne tantomeno in soldo. Si può ben capire come famosi bloggers traggano guadagno dallo scrivere sul loro blog: nel mio caso è addirittura il contrario: trattasi di una spesa. Ma a questo ho prontamente rimediato. Nella casa nuova ho subito fatto mettere Fastweb. Subito significa che in un paio di mesi forse potremo usare il telefono. Ma nella mia francescana semplicità ho dimenticato l’elemento portante: un pc. A questo ha rimediato Monazzo, regalando alla neonata Famiglia un portentoso Media Center super Digital Audio Fiber Now Net Wireless Power Tower Anal. Esso è un oggetto piccolo e luccicante, che è molto più di un pc. Come una tribù di aborigeni, io e la Signora, non sapendo bene come usarlo, lo abbiamo messo su un tavolino, con due ceri di fianco e dei fiori freschi di giornata. A lui tutte le sere facciamo delle offerte votive per accaparrarci il benvolere degli dei Wireless. Non ultimo si consideri che io adesso lavoro in una
MULTINAZIONALE
sarà forse questa la ragione del lungo silenzio? Sarà forse questa la ragione di tanta calma piatta?
Ebbene si.
Essa è la causa di tutto, l’origine e la fine di ogni uomo, l’alfa e l’omega del commercio. Io, dipendente numero 154002010010, sono solo un piccolo tentacolo della grande piovra, un semplice pelo della folta pelliccia.
Andiamo per passi: bisognerebbe spiegare che cosa sia una multinazionale. Ecco, su questo punto è semplice soprassedere limitandosi a dire che: c’è un’omino che fa l’operaio. Questo omino viene convinto da un marketing manager di avere bisogno di un lettore MP3. Un ingegnere e un designer pensano a come si possa fare. Poi danno tutto il lavoro all’omino, che lo costruisce, stando bene attento a risparmiare. Pochi giorni dopo l’omino può felicemente recarsi in un centro commerciale a comprare un lettore MP3. Nello specifico, io sono in un posto chiamato filiale produttiva. Essa è una sottoregione della multinazionale, abitata da operai e ingegneri. Ho molti pochi contatti con gli operai, perchè essi abitano strani posti chiamati linee di montaggio. Ho, invece, molti più contatti con gli ingegneri. L’ingegnere è un uomo che come il prete ha fatto una scelta totalizzante nella sua vita senza la necessaria consapevolezza. Diversamente dal prete, l’ingegnere difficilmente si pente della sua scelta professionale. Esso ha passato molti dei suoi anni migliori piegato su libri scritti in strani linguaggi. Una volta finiti gli studi gli ingegneri vengono comprati dalle aziende. Per le aziende avere un ingegnere è un po’ come avere un cane, con il vantagio che l’ingegnere vive di più e fa la pipì da solo. Noi abbiamo un grosso allevamento di ingegneri, chiamato reparto di Ricerca e Sviluppo. Qui stanno tutti insieme e fanno un sacco di cose indispensabili: provano l’esistenza di una sfumatura del grigio, cercano il nero assoluto, giocano con macchinari grossi e grigi, verificano tarature e pesi, controllano volumi e passano interminabili ore a scrivere sul pc stringhe in strane lingue. Quando sono arrivati a un punto soddisfacente chiamano il loro allevatore, anch’esso ingegnere. Egli porta il frutto di tutti gli studi a delle riunioni pallosissime. Ma in una multinazionale il linguaggio è prezioso: le riunioni pallosissime si chiamano "intrameeting". Durante questi sabba, altri ingegneri compiono strani rituali. Dopodichè viene deciso che il prodotto finale è: 1)molto remunerativo , 2) difficilissimo da copiare, 3) totalmente inutile. Soddisfatti dei primi due punti, gli ingegneri si buttano su qualche altra irrilevante scoperta. Per quanto riguarda il punto 3 entrano in gioco il Marketing e le Vendite. Tali reparti, essendo composti da persone normali e non da ingegneri, non hanno nessuna importanza agli occhi di tutto il resto dell’azienda. A loro spetta il semplice compito di spiegare al genere umano perchè dovrebbe spendere dei soldi per cose totalmente inutili. Qui entra in gioco un processo aziendale chiamato
Legge del Porto di genova ( conosciuta anche come il gioco dello scaricabarile)
Il procedimento è semplice: la fastidiosa questione del prodotto inutile viene esaminata dai Top Manager, che decidono di passare il tutto agli Area Manager. Dopo accurate riunioni e estenuanti partite a Pinball, il tutto passa ai Business Manager. Qui il tutto viene riesaminato: qualche timida critica viene fatta agli ingegneri, che minacciano di sguinzagliare gli operai ( e nello specifico i Mulettisti, che non sono figli di uomini di colore e donne bianche, ma sono i temibili guidatori del Muletto, ovvero zarri iperpippati con qualche abilità psicomotoria). E’ solo in questo momento che il Business Manager si accorge dell’esistenza del Marketing. Ecco che il tutto piove con precisone sulle spalle di inconsapevoli giovani, tra cui il sottoscritto, che possono solamente constatare di essere l’ultimo anello della catena alimentare aziendale.
Di tutti questi processi nulla trapela alla Direzione. La Direzione è situata nel corridoio più illuminato di tutta l’azienda. E’ un luogo ovattato e distante, molto vicino al coma. Qui tutto è pulito e lucido. Strane creature abitano la Direzione: giovani segretarie scosciate e vecchie arpie occhialute, che proteggono il prezioso contenuto delle Stanze Segrete. Nelle Stanze abita il General Manager. Esso è una creatura Illuminata e Potente. Il Suo Volere è il comandamento dell’azienda. Il General Manager si muove dalle Stanze Segrete solo per salire sulla Macchina del General Manager. Tale oggetto è solitamente una autovettura di non meno di 5 metri, parcheggiata esattamente sotto le finestre della Direzione e guidata da un semplice servo. Il General Manager comunica tramite mail che arrivano anche con il computer spento, in cui Esorta, Incentiva e Migliora. Pur essendo brianzolo verace, comunica solo in inglese, e con uno smodato uso di punti esclamativi, per sottolineare la positività del suo verbo. Più che un dirigente è una figura retorica. In tutta la multinazionale ci sono solo cinque General Manager, che si ritrovano in luoghi segreti per legiferare sul futuro del mondo.
Nel mio piccolo, affossato sulla scomoda sedia verde, sto imparando a muovermi e a comunicare. Sul muovermi sono a buon punto: ho individuato la mensa, la macchinetta del caffè e il cesso. Sul comunicare mi sono accorto di avere qualche lacuna. La lingua ufficiale è l’American English, scritto e parlato. E io, che credevo di essere uno molto easy con le lingue, mi sono accorto di avere un vocabolario molto vicino alla strada. So perfettamente come destreggiarmi in una conversazione sui prezzi della cocaina, ma arranco quando si parla di proiezioni di vendita. Sarei più adatto come produttore internazionale di Rapper, ma non mi sono dato per vinto. Devo solo stare attento a dosare i motherfucker e gli asshole che mi scappano delicatamente fuori dalla bocca.
E di tutto questo molto mi rimane dentro anche quando esco. La sera, davanti a un ottimo bicchiere di rhum decido di scrivere qualcosa e mi escono racconti stilizzati, con elenchi puntati e molti punti esclamativi.
La mia vita sessuale ha avuto un profondo cambiamento da quando so come ottimizzare i consumi per migliorare le prestazioni: per consumare di meno bisogna avviare la macchina produttiva a bassi regimi e non farla mai smettere di lavorare.
Non bevo più cuba, preferisco il rhum&cola (r’ahmencol’a).
E piano piano riprendo i ritmi di sempre, perchè non c’è multinazionale che tenga: un ipocondriaco abitudinario psicolabile rimane sempre tale anche in American English.
A presto, scusate per l’assenza. fastweb permettendo le trasmissioni riprenderanno quanto prima.
Non dimenticatevi di: fare gli aguri a Giulia ( ma si, Giulia e Luca, i nostri amici espatriati) e alla Fede ( ma si, Ale e Fede, i nostri amici alcolizzati) per rispettivi compleanni. Fate i complimenti a Monazzo, che ha una nuova dimora, e a Renation, che finalmente dovrebbe entrare in possesso della sua. Pensate a Sabino, che forse lo vedremo a braccetto con Povia ( poveretti entrambi). Ridete dell’Elegante che sta per tornare a calcare i campi brianzoli ( tornei misti dell’oratorio si intende). E aspettatevi una grande festa Starsfucker quanto prima.
Il Restyling
OGGETTO: Restyling per nuovo lavoro
Con la presente si comunica a tutti gli organi del corpo che nei giorni 7 e 8 ottobre 2006 verrà effettuato il restyling necessario per la nuova posizione lavorativa conseguita. La Direzione chiede scusa per gli eventuali disagi e augura un prosperoso futuro. Nell’elenco di seguito le parti coinvolte nell’operazione:
Faccia: la faccia di un uomo marketing deve sembrare: ricca, rilassata, stabile, serena. Verranno quindi effettuate 12 lampade consecutive, per simulare abbronzatura da week end al mare, depilazione completa dei peli del naso, che non fanno molto marketing, e dulcis in fundo rasatura completa dell’epidermide. Il risultato che desideriamo ottenere è quello di un viso profumato, colorito, perfettamente al passo con i tempi. La faccia di un uomo consapevole e duro, ma anche sensibile.
Primo giorno di lavoro. La nuova segretaria si avvicina al Franz: " Mi scusi?"
Franz: "Dica?"
Nuova segretaria: " Va tutto bene?"
Franz: " Perchè me lo chiede?"
NS: "Per le pustole su tutto il viso…"
F:"Ah, dice per il colorito della mia pelle abbronzata. Eh, sono stato nella mia villa in Sardegna un paio di giorni. Non le dico, lo faccio solo per accontentare mia moglie e rivedere ogni tanto i ragazzi del golf club…"
NS:" Ah, sembrerebbe piuttosto la bruciatura di una lampada…"
F:"Fottiti puttana".
Pettorale: il pettorale di un uomo di successo deve riempire la camicia, e deve comunicare stabilità e forza. Le ampie spalle e il possente pettorale sono il segno di una forte predisposizione alla leadership. Essendo troppo tardi per correggere le mammelle pendenti che sfiorano l’ombelico, proponiamo di stringere di un paio di taglie due o tre camicie.
Nuovo Collega: " Ehi, ciao. Sono Nuovo Collega 121. Tu devi essere il nuovo manager, non è vero?"
Franz: " Esatto. Piacere di conoscerti"( stringendo la mano alla follia e tirando dentro la pancia)
NC121: " Ma voi del marketing usate le camicie dei vostri figli?" (ridendo di gusto)
Mani: va da se che mani curate e pulite sono il miglior biglietto da visita. Al polso sarà inserito il Rolex taroccato, portato con nonscialans. La vera al dito darà idea di famiglia. Il braccialetto da truzzo verrà sostituito con un semplice gemello al polsino della camicia. Per asportare i calli consigliamo di mettere la mano sotto un furgone del lavaggio strade e vedere cosa succede. Ah, l’unghia del mignolo lunga non va più da un pezzo…
La nuova segretaria si presenta stringendo la mano al Franz, che contraccambia con forza. La Nuova Segretaria pensa: "mazza che calli! o va in bici da una vita o si ammazza di seghe…." e si rivolge al Franz:
NS: "Appassionato di bicicletta?"
F: "beh, a dire il vero sono anni che non ci vado più…."
NS: "Lo dicevo io… "
F: "cosa scusi?"
Fegato e affini: per gli organi interni è prevista una pulizia preparatoria di un paio di giorni. Tisane al mirtillo, centrifughe di carote, spremute di pompelmo. Consigliamo comunque di non bere i soliti 25 cuba e fumare le solite 825 sigarette al giorno.
Facciata: abbandonare le cravatte monotono per scegliere motivi a pois o rigati college. Se, come probabile, i fondi non permettono l’acquisto di cravatte, dare sfoggio alla propria creatività tagliando due o più cravatte e ricucendole insieme. Nella migliore delle ipotesi otterrete l’effetto Missoni, nella peggiore sembrerete un pirla.
Scegliere inoltre un atteggiamento propositivo e costruttivo, e cercare di dimostrare una certa leadership. Evitare di mangiare cibi che possano portare aria nella pancia, la flatulenza è poco manageriale. Consigliamo, conoscendo il soggetto, di portare una piccola radiolina da mettere sulla scrivania.
Culo Del Franz: "prooooooooootumbazoooooobamoooooobeng"
Nuova Segretaria: "Cosa è stato?"
Franz: (con fare dimesso): " Ah, nulla. Sto cercando Radio 105, ma non riesco a trovarla".
NS: "Magari prima accenda la radio…."
F: " Fottiti puttana"
Inoltre dato che la maggior parte delle informazioni che riceverà il cervello nei primi due mesi di lavoro sembreranno completamente prive di senso, consigliamo di acquistare un registratore. E di trovare anche una scusa con cui usarlo (plausibile):
Direttore Totale (Esso è direttore di tutto. E’ più di qualsiasi cosa. Si vocifera che nel suo ufficio ci sia assenza di gravità e che ogni sera 70 vergini lo cospargano di latte e miele. Inoltre lui è ovunque, in qualsiasi momento e per sempre. Il giorno del suo compleanno è anche la festa patronale del paese) dicevamo:
1#
Direttore Totale: "ma Franz, perchè registra tutto quello che dico?"
F: "Per fare poi dei cd da vendere"
2#
DT:"ma Franz, perchè registra tutto quello che dico?"
F:" per il piacere di riascoltare la sua voce di sera. E’ talmente soporifera che fa addormentare anche gli alberi in giardino"
3#
DT:"ma Franz, perchè registra tutto quello che dico?"
F: "Direttore, sono innamorato di lei".
4#
DT:"ma Franz, perchè registra tutto quello che dico?"
F:" è che oggi tutto quello che dice mi sembra privo di senso. Ma domani potrei accorgermi che la mia vita dipende dalle sue parole. mi porto avanti…"
Sarà anche il caso che il corpo si ricordi di: non attaccare le cicce in ascensore. Non scrivere sui muri dei cessi frasi tipo: "Culo chi legge", non ruttare credendo di non essere sentiti, giocare a Othello è sconsigliato. I capperi si tolgono prima di entrare in ufficio.
"Fantozzi!" "Si?" "Si ricordi che lei è e rimarrà una merda!"
ho le palle in rete
Ora qui si parla di una rivoluzione sociale, di una cosa che sta sconvolgendo l’Uomo Comune, che in quanto tale si sconvolge parecchio se lo disturbi nelle sue abitudini. E tu Uomo Comune che leggi queste righe, pur trovandoti completamente daccordo con quello che io scrivo, dovrai a gran voce gridare allo scandalo della mia opinione ( e al tono lirico di questo post).
Sicchè questa estate ci hanno tolto il calcio. Ovverosia hanno tolto il principale argomento di conversazione di 56 milioni di cittadini, che allo stesso tempo sono anche Commissari Tecnici e Preparatori. Per noi, Uomini Comuni, la perdita del calcio come argomento di conversazione è stata grave. Innanzi tutto si precisi che l’Uomo Comune, in quanto tale, capisce poco meno di un cazzo di calcio, ed è ben lungi dal praticarlo se non in penose partitelle settimanali con colleghi e ex amici che arricchiscono il portafogli dell’ortopedico. Di conseguenza, l’Uomo Comune il calcio lo ama perchè ne può parlare, lo può guardare e soprattutto lo può giudicare. Di colpo ci hanno privato di questo grande bene nazionale, rovinando la maggior parte delle nostre convinzioni. ( uso il plurale per includere tutti gli Uomini Comuni). E lo hanno fatto alla grande, con tanto di processo e speciali televisivi. E per un po’ questa cosa ci ha salvato. Questo processo, dico. Infatti non si parlava di calcio ma si parlava del processo al calcio. Quando poi questo processo ha iniziato ad annoiare, a punire, a legiferare, ha smesso di colpo di essere argomento di conversazione. Cosicchè da un paio di mesi a questa parte i bar delle città, le tabaccherie di paese, le sale d’attesa del medico della mutua, i sagrati delle chiese, le salumerie, i concessionari d’auto e mille altri posti si sono di colpo svuotati del principale argomento di conversazione. E anche il Lunedì ,che era il day after per eccellenza, è diventato solamente il giorno dopo domenica. Un disastro. Soprattutto per noi, Uomini Comuni, abituati al sottofondo lamentoso degli interisti, all’orgoglio oltranzista juventino, all’ottimismo berlusconiano dei milanisti. Per gli uomini comuni che intessevano relazioni lavorative con altri uomini comuni in altre città il calcio era inoltre un’ottimo sgabello su cui poggiare le prime conversazioni di conoscenza. Un codice per capire che si era fatti della stessa pasta.
venditore comune milanese: " Eh, allora, questa Roma è messa male…."
Venditore comune romano: " See, er fatto è che quando arivamo noi voi ve cagate de sotto".
Tutta questa realtà fa male all’uomo comune. E la grave mancanza dei vertici politici è stato non comprenderlo. Insomma, che fosse tutta una farsa si sapeva. Ma finchè lo sapevano i vertici era un conto. Il solito discorso: lascia che il popolo non sappia cosa fa il popolo. Poco chiaro? immagina questo:
udienza del mercoledì. La Santa Sede è gremita di fedeli da tutto il mondo. Il Papa arriva al suo scranno e avvicina il microfono alle labbra. Con un sorriso ebete e pacifico annuncia:
"fratelli, so che vi fara male di sapere che notizia io vi sta danto, pero io sono costreto a direvela: Dio non esiste. E lo sapevamo da un pezo. Pero grazie molte di vostre donazioni di otto per mile. Ciao"
Insomma, il popolo potrebbe anche dire: " Si stava meglio quando si stava peggio". Ma il popolo non dice nulla, perchè è popolo, e in quanto tale è bue. Però l’Uomo Comune ha passato davvero un brutto periodo. Al caffe del lunedì mattina era costretto in stravaganti commenti sulla finanziaria ( che non capisce). In sala d’attesa dal medico doveva parlare delle ferie con la moglie ( che già uno sta male per il dottore se deve anche ricordare i calvari che ha passato…). Una tragedia. Hanno anche tolto Biscardi, rovinando intere famiglie costrette a pagare delle badanti per i nonni rimasti senza il loro processo.
Ma chi meglio dell’Uomo Comune capisce l’Uomo Comune? Ecco allora spuntare sul palinsesto autunnale un format pensato dall’Uomo Comune per l’Uomo Comune: la Pupa e il Secchione.
Come il calcio, anche questo reality segue un canovaccio ben preciso, ed è più adatto ai tempi perchè ha meno sport e più figa. C’è tutto quello che basta all’Uomo Comune per stare tranquillo:
-la conferma che più le donne sono belle meno sono intelligenti.
-L’uomo intelligente è brutto ( che è il punto prima capovolto).
-L’uomo intelligente non potrà mai ambire a una donna bella, la quale dal canto suo non sarà mai interessata a un uomo intelligente.
-L’uomo intelligente non diventa ricco.
– le donne belle cercano l’uomo ricco.
e si potrebbe andare avanti molto…
Il tutto condito con la ferocia della televisione e i ritmi del reality. Nel circo non manca nessuno: c’è la Mussolini, che dice cose più intelligenti in Mediaset che quando stava in Parlamento, c’è Sgarbi, che è il più fortunato perchè per fare il cinema non deve nemmeno recitare, c’è Platinette, che è il tentativo di trasformare un secchione in una pupa, e c’è Pinketts: ormai un marchio di fabbrica. Quando una trasmissione è una merda, va da se che prima o poi compare Pinketts. Come le api con il miele, o le mosche con la merda. Picchi di audience garantiti e gran risparmio nel palinsesto: la Pupa e il Secchione è: un quiz, un film erotico da seconda serata, un reality, una tribuna politica, una striscia pre serale, un doposerata, un festival. Il tutto con un gran risparmio nel budget, per la gioia di Piersilvio.
Per chi cercasse una morale nelle mie parole qui di seguito alcuni suggerimenti:
Assioma genetico: è meglio essere figli di Berlusconi che di Moggi.
Assioma del cuoio capelluto: le bionde sono davvero più stupide delle more, che però sono meno simpatiche delle tinte, che non hanno paragoni con le ricce.
Assioma spaziale: passare anni a studiare l’astrofisica non ti aiuta quando sei davanti a un’astro-fica.
Postilla di Cadorna: non riconoscere hitler non è un problema nel mondo del lavoro.
Teorema Penale: l’erezione è un bene comune, e tutti ne hanno diritto.
Cavillo di Papi: quando Papi presenta qualcosa, dietro c’è sempre un canovaccio.
Teorema del seno grosso: la Mussolini poteva tranquillamente arrivare in tv senza passare anni a macellare i coglioni di milioni di elettori. E’ molto meglio della De Filippi.
In tutto questo non riesco a staccarmi dal televisore. Devo vedere cosa succederà. Devo farlo. Io sento che devo farlo…. aiuto…. devo…
Autorizzazione al Trattamento dei Dati Sensibili: se ti ritieni un uomo intelligente, ma non brutto, o una donna bella e di gran lunga intelligente sappi che: non c’è posto per te in questa società.
Brokeback mountain
Il Discorso della Montagna
Ecco che Egli, desideroso di spiegare ai suoi discepoli il senso della vita, li raccolse intorno a un faggio ai piedi di una montagna appena fuori dalle porte di Milano. "Abba, perchè ci hai portati qui?" chiese un discepolo. Gli altri mormoravano, esprimendo stupore e costernazione. Il Franz, vestito con abiti puri, cercando di mettersi a posto la cravatta ( arancione, da immobiliare), alzò la mano destra per richiamare l’attenzione del suo pubblico. Intorno al vecchio faggio si creò il silenzio. Tutta la città sembrò rimanere in silenzio. C’era, insomma, un gran silenzio. "oggi", iniziò il Franz " farò il discorso della Montagna". Parlava lentamente e con grande enfasi. "Da oggi infatti, io valico la montagna, per avvicinarmi a coloro che prevedono e sanno". Grande fu il mormorio dei suoi discepoli. Uno si alzò, con precisone Giovanni Matteo, da Garbagnate, e chiese: "Maestro, significa che stai per morire?" Il Franz non rispose, ma cercò di rimettere a posto il Rolex taroccato che non accennava il minimo segno di vita. Un altro disse: "Maestro, rispondi a Giovanni Matteo da Garbagnate e a tutti noi. Cosicchè noi possiamo sapere del nostro futuro". Le donne scoppiarono a piangere, e il cielo divenne grigio di colpo. Maria Maddalena da Gavirate singhiozzando scappò lontano. Allora Il Franz disse: "Maria Maddalena da Gavirate, cugina di Lazzaro da Rho, non scappare. Rimani e tutto ti sarà chiarito". La folla rimase in silenzio di nuovo. Un silenzio assoluto. Totale. Insomma, non volava una mosca. "Io", ricominciò il Franz, " vi dico che solo chi ha fiducia nelle presentazioni in Power Point potrà passare la porta dei Cieli". " E la porta dei cieli è aperta solo a chi ha fiducia nelle previsioni future". "Maestro spiegati, te ne prego!", lo incalzò GiovanBattista della Valseriana. "GiovanBattista, è normale che tu non capisca. Sei bergamasco, e come tale non verrai nel regno dei Quadri e dei Dirigenti Intermedi insieme a me. Starai nel limbo della manovalanza in nero, perchè fin da piccolo hai ceduto alle tentazioni e hai abbandonato la scuola. Solo chi tra i figli di Dio frequenta un Master è degno di entrare nel regno dei Quadri. E ti dirò di più, io da oggi abbandono la vecchia azienda israeliana". La folla trattenne il respiro. I discepoli parvero molto spaventati dalle parole del Franz, che se ne accorse e aggiunse: " Vi dico. è più facile che un cammello passi dalla cruna di un ago che un venditore dipendente diventi ricco". Nicodemo da Triuggio allora salì sul faggio. Era un uomo di bassa statura, ma desideroso di vedere il Franz, profeta dei venditori e delle cravatte sbagliate da vicino. "Nicodemo, scendi dal faggio, se no arrivano le Guardie Ecologiche". "Signore io ho sempre desiderato vederti". "Vieni più vicino, Nicodemo da Triuggio". Il Franz prese un ramo del vecchio faggio e disegnò un cerchio per terra. Divise il cerchio in fette, di dimensioni diverse. "Questa è la sacra torta di Power Point. E in nome della sacra torta di Power Point io caccerò i venditori dalla sinagoga".
Intervenne allora Simone, discepolo fedele fin dagli albori: "Signore, non si capisce quasi un cazzo di quello che dici. Inoltre minaccia pioggia e la metrò va a singhiozzo. Potresti dunque accorciare il tuo delirio?" "Simone, figlio mio, hai ragione". La folla era spaventata dai bruschi modi con cui Simone si era rivolto a Franz. "Dammi ora, Simone, i tuoi fondi al Banco Posta". Simone portò a Franz il suo libretto di risparmio. Franz lo depose per terra e agitò il bastone di faggio in cielo roteandolo con forza. Il bastone si spezzò di netto. "Ecco Simone, questo ti dimostra due cose: la prima è che un conto è moltiplicare i pani e i pesci, ancora ancora. Ma il tuo fondo al BancoPosta non sarà mai moltiplicabile. Per questo io ti esorto a uscire dal labirinto delle vendite e a convertirti al Marketing. Inoltre dimosta che il faggio è un legno di merda. Diffida dunque dai mobili di faggio". Molti non compresero e andarono via amareggiati. In pochi rimasero con il Franz. Sulla strada del ritorno solo Simone ebbe il coraggio di chiedere: "Signore, ma come farai a mantenere tua moglie, la tua nuova casa, la moto, e il tuo stile di vita da venditore?"
Ecco che il Franz si fermò di colpo, nel mezzo del viale Casiraghi, presso Sesto San Giovanni. "Simone, avvicinati". "Signore vieni qua tu, che sei in mezzo alla strada". "Ah, già". "Dunque Signore rispondimi. Come farai a far quadrare i conti?"
"Simone, uomo di poca fede, io ti parlo qui di cose molto superiori alla quotidianità. Una presentazione di Power Point è per sempre. Previsioni e grafici sono il futuro. Ecco di cosa ti parlo".
Il gruppo ricominciò il suo cammino. Solo Giuseppe da Tavazzano disse: " Abba, non hai comunque risposto a Simone. Come farai’"
"E che cazzo ne so" rispose il Franz.
Dopo sette anni di vendite, dal cacciavite al connettore, dal ferramenta al televisore, e dopo innumerevoli cravatte immettibili, numerosi Rolex falsi rotti, diverse station wagon grigie rottamate, qui si chiude la carriera di venditore del Franz. E se è vero che venditori si rimane per sempre, è anche vero che si vende se stessi per prima cosa.
Addio copia commissione, mi sono convertito al Power Point.
Motocicletta in omaggio
Dopo le sei sono capaci tutti di dire che è bello stare in fiera. E sono capaci tutti di dire che è bello stare in fiera a Vicenza. Vicenza, mica Nuova York.
Io non riesco proprio a dirlo. E più passano i giorni più sento la terribile mancanza di Milano.
Ultimi giorni di lavoro. Poi si cambia.
Hostess venete, studentesse dagli occhiali impeccabili e dall’accento solforoso. La simpatia veneta è come la nebbia piacentina: non la vorrebbe nessuno ma tutti se la smazzano.
Sono tre giorni che cerco di mangiare il baccalà alla vicentina. Invece mi ritrovo sempre proiettato verso la polenta, il tonno e simili.
Ho anche comprato un Rolex, per sentirmi ricco come i veneti e trendy come i milanesi. Pagandolo 25 euro non mi aspettavo che funzionasse perfettamente, ma mi ha già mollato dopo nemmeno otto ore di glorioso servizio.
E poi dice che uno non ha mai nulla da ridire. Ho bisogno di milano. Ho bisogno di un’orologio. Ho bisogno di casa mia.
Il Diritto d’autore e il rovescio del lettore
Un Giorno Splinder, questo posto molto trendy in cui tutti hanno diritto di scrivere e di commentare, ha deciso di diventare di moda. Nel frattempo diversi blog su Splinder erano diventati di gran moda già di per loro. Un po’ perchè leggere i cazzi degli altri è una mania di molti e un po’ perchè c’è tanta gente davvero brava a scrivere ( dove per brava a scrivere si intende con padronanza dell’italiano e abbondanza di argomenti). Sicchè io, nel mio piccolo, ho seguito con diffidenza i cambiamenti. Prima di tutto perchè per me i cambiamenti sono traumi. Spostarmi le ciabatte potrebbe portarmi a un infarto. E poi non è che mi interessasse più di tanto. Mi fanno scrivere, quindi mi va bene. Poi Splinder, essendo diventato di moda, mi ha detto che dovevo pagare per avere il mio blog. Allora ho pagato. Cifre minime, pochi sporchi dollari. Comunque sempre soldi. E come in tutte le favole che si rispettino, per prendere i soldi sono precisi come svizzeri. Nel frattempo hanno anche deciso di dare la possibilità a tutti di verificare se le immagini che compaiono in qualche modo possano offendere la sensibilità di qualcuno. Se cliccate sull’immagine, in basso a destra Splinder vi chiede se questa immagine offende in qualche modo la vostra sensibilità. Se ci cliccate sopra Splinder ne prende atto e cancella l’immagine dal sito. Perchè Splinder è un posto molto trendy che non vuole offendere nessuno. Inoltre, magari tu fai il fotografo e ti sbatti un sacco. Hai comprato la macchina digitale, il grandangolo, il flash e un sacco di altre cazzate: e poi ti ritrovi la tua foto migliore, quella per cui ti eri preso anche una bronchite sotto la pioggia per farla, sbattuta su un cazzo di blog infame. E magari ti incazzi. E allora schiacci il pulsantino per dire a Splinder che ti sei offeso. E hai ragione. Un vecchio discorso dal titolo "Diritti d’autore". E fin qui tutto scorre liscio come l’olio. Ma, l’olio lubrifica finchè non frigge. Dato che internet è un posto dove la democrazia (intesa come chiunque pu fare qualsiasi cosa in qualsiasi momento) è un principio, su Splinder ci passa un sacco di gente diversa, con idee differenti e pensieri magari non collimanti (ah, che proprietà di linguaggio, se avessi anche gli argomenti…). E tutti questi personaggi che passano su Splinder hanno anche diverse sensibilità. Può esserci ad esempio il frocio che rimane offeso per un post particolarmente offensivo, il fascista che rimane offeso dalla falce con il martello, il cattocomunista che rimane imbarazzato da discorsi radicali, il frocio-fascista-cattocomunista, che rimane offeso un po’ per tutto. Il signor Splinder non può controllare tutto: adesso che è diventato di moda non può stare dietro a tutti. E quindi lascia che gli utenti possano esprimere le loro sensibilità in modo libero. Schiacciando il pulsantino. Così il frocio, vendendo un’immagine di due eterosessuali che limonano, schiacciando il pulsantino si sentirà sollevato e libero. C’è anche una gran massa di post adolescenti con nick name preoccupanti come Punkettina89, Darklady91, Emoismylife94, che hanno ricevuto il permesso dai genitori di stare tutto il giorno sul pc. E si divertono un sacco a leggere tutti i blog di splinder, e a cancellare le foto a cazzo.
Ma cosa mai ci vorrà dire Franz?
Il tutto per dire che sono le otto di mattina, piove, ed è lunedì. Tra le altre cose Milano si è dimenticata di fare ottobre. Siamo passati con un veloce balzo a Novembre. Meglio così arriva prima natale. E in una mattina così uggiosa avevo anche da scrivere delle cose carine sul mio blog, che pago mensilmente a Splinder. E invece ho trovato una mail di Splinder che mi dice: " Cazzo Franz, la tua foto intitolata "tette" è stata giudicata offensiva. Per questo è stata cancellata. Sono cazzi acidi tuoi. Noi siamo troppo impegnati a essere di moda. Ah, già che ci siamo, il trucco di mettere le tettone per avere più lettori andava di moda negli anni 80. Se non ti legge nessuno un motivo ci sarà. Sappi solo che Cucciolone84 e Darklady91 hanno più lettori di te. Addio: firmato Splinder".
La cosa mi mette di malumore di colpo. E mi accorgo anche che ci sono un sacco di altri motivi per essere di malumore: piove, è lunedì, sono le otto di mattina, e natale si avvicina. Tutto per colpa di qualche stronzo che si è sentito offeso dalla mia foto rubata su un qualsiasi sito porno di una tettona.
Ma chi può mai offendersi per una tettona, mi chiedo mentre fumo camminando avanti e indietro per l’ufficio? Forse una ragazza con il seno piccolo e cadente? E su, ragazza con il seno piccolo e cadente: non riversare la tua rabbia su di me, prima o poi qualche pirla lo troverai anche tu.
Oppure forse il frocio di prima, che nel vedere una donna inorridisce. Amico omosessuale, che tu sia deviato non mi riguarda, e che tu prenda la vita dalla parte sbagliata non è affar mio. Ma come mai cotanta ira per delle ghiandole mammarie sovramisura?
O forse qualche burlone che ha scoperto il pulsantino solo oggi, e lo usa con rabbia frenetica sul nostro blogghe.
Più probabilmente qualcheduno che ha cercato su google "tettone", in preda a un momento di onanismo. Era già li con la zip mezza aperta, pronto a prendere in mano il problema, quando clicca compulsivo sulla prima immagine che gli appare e si ritrova in questo blog, che tutto si può dire ma non aiuta certo l’erezione. E allora si incazza e clicca sul pulsantino. Amico segaiolo eccoti il link del più grande archivio porno del mondo: www.amplandmovies.com. Con le dovute scuse per averti interrotto.
O forse l’autore della foto, che come dicevamo ha speso un sacco di soldi per fare quella foto e poi se la ritrova qui, ad uso e consumo del Franz. Fotografo porno sappi che ti chiedo perdono, inoltre se desideri ti mando di corsa il mio curriculum vitae, caso mai cercassi un assistente.
Sicchè, mi sono dimenticato il post divertente che dovevo scrivere, è lunedì, piove, è fine novembre, e i miei calzini puzzano di amore scaduto. Il tutto perchè Splinder è di moda. Cazzo. Io mi impegno per trovare argomenti, curo l’ortografia, ma poi mi si rovina tutto in un battito veloce di tastiera.
Come saggiamente dice l’Elegante: "Per me un posto vale l’altro". Allorchè, lettore censore, perchè non vai sugli altri 250.000 blog di Splinder?
ATTENZIONE: la foto pubblicata oggi è un lavoro mio. Lo si può vedere perchè la ragazza ha tatuato il mio nome sulla natica destra. Inoltre è una foto solo mia. Lavoro da anni da Intimissimi in centro. E spesso le clienti mi chiedono di fotografare il perizoma. E se volete proprio saperlo, il culo nella foto è mio pure quello. E anche il perizoma. E anche i jeans. Insomma è tutto mio, tranne la cintura, che è del Presidente. Ho un bel culo, e mi piace fotografarmelo. Punto. Echeccazzo. E se cercavi dei porno e sei capitato quiè un problema tuo. E se sei frocio ricordati che scherzavo, il culo nella foto non è il mio, ma di un mio amico.
E se sei Splinder, ricordati che la democrazia è da sempre un fallimento. E io pago….


