Non sembra, ma il tempo passa. E ci sono vari modi per verificarlo: dal classico orologio, all’unto sui capelli. Passano i giorni, le settimane, i mesi. Io ho una perfetta collocazione spaziotemporale del mio ego: in parole povere, riesco a percepire il passare del tempo e gli spazi che mi stanno attorno. Tutto questo per dire che mi sentivo quasi in colpa per non aver scritto qui sopra per tutto questo tempo. Volendo fare un processo ai sensi di colpa bisogna prima dire che: scrivendo qua sopra non ci guadagno gran che ne in fama ne tantomeno in soldo. Si può ben capire come famosi bloggers traggano guadagno dallo scrivere sul loro blog: nel mio caso è addirittura il contrario: trattasi di una spesa. Ma a questo ho prontamente rimediato. Nella casa nuova ho subito fatto mettere Fastweb. Subito significa che in un paio di mesi forse potremo usare il telefono. Ma nella mia francescana semplicità ho dimenticato l’elemento portante: un pc. A questo ha rimediato Monazzo, regalando alla neonata Famiglia un portentoso Media Center super Digital Audio Fiber Now Net Wireless Power Tower Anal. Esso è un oggetto piccolo e luccicante, che è molto più di un pc. Come una tribù di aborigeni, io e la Signora, non sapendo bene come usarlo, lo abbiamo messo su un tavolino, con due ceri di fianco e dei fiori freschi di giornata. A lui tutte le sere facciamo delle offerte votive per accaparrarci il benvolere degli dei Wireless. Non ultimo si consideri che io adesso lavoro in una

MULTINAZIONALE

sarà forse questa la ragione del lungo silenzio? Sarà forse questa la ragione di tanta calma piatta?

Ebbene si.

Essa è la causa di tutto, l’origine e la fine di ogni uomo, l’alfa e l’omega del commercio. Io, dipendente numero 154002010010, sono solo un piccolo tentacolo della grande piovra, un semplice pelo della folta pelliccia.

Andiamo per passi: bisognerebbe spiegare che cosa sia una multinazionale. Ecco, su questo punto è semplice soprassedere limitandosi a dire che: c’è un’omino che fa l’operaio. Questo omino viene convinto da un marketing manager di avere bisogno di un lettore MP3. Un ingegnere e un designer pensano a come si possa fare. Poi danno tutto il lavoro all’omino, che lo costruisce, stando bene attento a risparmiare. Pochi giorni dopo l’omino può felicemente recarsi in un centro commerciale a comprare un lettore MP3. Nello specifico, io sono in un posto chiamato filiale produttiva. Essa è una sottoregione della multinazionale, abitata da operai e ingegneri. Ho molti pochi contatti con gli operai, perchè essi abitano strani posti chiamati linee di montaggio. Ho, invece, molti più contatti con gli ingegneri. L’ingegnere è un uomo che come il prete ha fatto una scelta totalizzante nella sua vita senza la necessaria consapevolezza. Diversamente dal prete, l’ingegnere difficilmente si pente della sua scelta professionale. Esso ha passato molti dei suoi anni migliori piegato su libri scritti in strani linguaggi. Una volta finiti gli studi gli ingegneri vengono comprati dalle aziende. Per le aziende avere un ingegnere è un po’ come avere un cane, con il vantagio che l’ingegnere vive di più e fa la pipì da solo. Noi abbiamo un grosso allevamento di ingegneri, chiamato reparto di Ricerca e Sviluppo. Qui stanno tutti insieme e fanno un sacco di cose indispensabili: provano l’esistenza di una sfumatura del grigio, cercano il nero assoluto, giocano con macchinari grossi e grigi, verificano tarature e pesi, controllano volumi e  passano interminabili ore a scrivere sul pc stringhe in strane lingue. Quando sono arrivati a un punto soddisfacente chiamano il loro allevatore, anch’esso ingegnere. Egli porta il frutto di tutti gli studi a delle riunioni pallosissime. Ma in una multinazionale il linguaggio è prezioso:  le riunioni pallosissime si chiamano "intrameeting". Durante questi sabba, altri ingegneri compiono strani rituali. Dopodichè viene deciso che il prodotto finale è: 1)molto remunerativo , 2) difficilissimo da copiare, 3) totalmente inutile. Soddisfatti dei primi due punti, gli ingegneri si buttano su qualche altra irrilevante scoperta. Per quanto riguarda il punto 3 entrano in gioco il Marketing e le Vendite. Tali reparti, essendo composti da persone normali e non da ingegneri, non hanno nessuna importanza agli occhi di tutto il resto dell’azienda. A loro spetta il semplice compito di spiegare al genere umano perchè dovrebbe spendere dei soldi per cose totalmente inutili. Qui entra in gioco un processo aziendale chiamato

Legge del Porto di genova ( conosciuta anche come il gioco dello scaricabarile)

Il procedimento è semplice: la fastidiosa questione del prodotto inutile viene esaminata dai Top Manager, che decidono di passare il tutto agli Area Manager. Dopo accurate riunioni e estenuanti partite a Pinball, il tutto passa ai Business Manager. Qui il tutto viene riesaminato: qualche timida critica viene fatta agli ingegneri, che minacciano di sguinzagliare gli operai ( e nello specifico i Mulettisti, che non sono figli di uomini di colore e donne bianche, ma sono i temibili guidatori del Muletto, ovvero zarri iperpippati con qualche abilità psicomotoria). E’ solo in questo momento che il Business Manager si accorge dell’esistenza del Marketing. Ecco che il tutto piove con precisone sulle spalle di inconsapevoli giovani, tra cui il sottoscritto, che possono solamente constatare di essere l’ultimo anello della catena alimentare aziendale.

Di tutti questi processi nulla trapela alla Direzione. La Direzione è situata nel corridoio più illuminato di tutta l’azienda. E’ un luogo ovattato e distante, molto vicino al coma. Qui tutto è pulito e lucido. Strane creature abitano la Direzione: giovani segretarie scosciate e vecchie arpie occhialute, che proteggono il prezioso contenuto delle Stanze Segrete. Nelle Stanze abita il General Manager. Esso è una creatura Illuminata e Potente. Il Suo Volere è il comandamento dell’azienda. Il General Manager si muove dalle Stanze Segrete solo per salire sulla Macchina del General Manager. Tale oggetto è solitamente una autovettura di non meno di 5 metri, parcheggiata esattamente sotto le finestre della Direzione e guidata da un semplice servo. Il General Manager comunica tramite mail che arrivano anche con il computer spento, in cui Esorta, Incentiva e Migliora. Pur essendo brianzolo verace, comunica solo in inglese, e con uno smodato uso di punti esclamativi, per sottolineare la positività del suo verbo. Più che un dirigente è una figura retorica. In tutta la multinazionale ci sono solo cinque General Manager, che si ritrovano in luoghi segreti per legiferare sul futuro del mondo.

Nel mio piccolo, affossato sulla scomoda sedia verde, sto imparando a muovermi e a comunicare. Sul muovermi sono a buon punto: ho individuato la mensa, la macchinetta del caffè e il cesso. Sul comunicare mi sono accorto di avere qualche lacuna. La lingua ufficiale è l’American English, scritto e parlato. E io, che credevo di essere uno molto easy con le lingue, mi sono accorto di avere un vocabolario molto vicino alla strada. So perfettamente come destreggiarmi in una conversazione sui prezzi della cocaina, ma arranco quando si parla di proiezioni di vendita. Sarei più adatto come produttore internazionale di Rapper, ma non mi sono dato per vinto. Devo solo stare attento a dosare i motherfucker e gli asshole che mi scappano delicatamente fuori dalla bocca.

E di tutto questo molto mi rimane dentro anche quando esco. La sera, davanti a un ottimo bicchiere di rhum decido di scrivere qualcosa e mi escono racconti stilizzati, con elenchi puntati e molti punti esclamativi.

La mia vita sessuale ha avuto un profondo cambiamento da quando so come ottimizzare i consumi per migliorare le prestazioni: per consumare di meno bisogna avviare la macchina produttiva a bassi regimi e non farla mai smettere di lavorare.

Non bevo più cuba, preferisco il rhum&cola (r’ahmencol’a). 

E piano piano riprendo i ritmi di sempre, perchè non c’è multinazionale che tenga: un ipocondriaco abitudinario psicolabile rimane sempre tale anche in American English.

A presto, scusate per l’assenza. fastweb permettendo le trasmissioni riprenderanno quanto prima.

Non dimenticatevi di: fare gli aguri a Giulia ( ma si, Giulia e Luca, i nostri amici espatriati) e alla Fede ( ma si, Ale e Fede, i nostri amici alcolizzati) per rispettivi compleanni. Fate i complimenti a Monazzo, che ha una nuova dimora, e a Renation, che finalmente dovrebbe entrare in possesso della sua. Pensate a Sabino, che forse lo vedremo a braccetto con Povia ( poveretti entrambi). Ridete dell’Elegante che sta per tornare a calcare i campi brianzoli ( tornei misti dell’oratorio si intende). E aspettatevi una grande festa Starsfucker quanto prima.

3 pensieri su “

  1. io mi rivolgo al pubblico femminile invitandolo settimana prossima, data da stabilirsi, a casa di moira per un mercatino al coperto di borse e collane fatte a mano. (le borse non le faccio io…)
    vi aspetto numerose.
    l.s.

  2. Finalmente un po’ di movimento sul Bradipo…c’e’ da dire anche che, a livello serate, dopo un inizio in sordina siamo tornati ai vecchi fasti.
    CHE SI LEVINO LE COPPE SIGNORI.

    l’ELEGANTE

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