ho le palle in rete

Ora qui si parla di una rivoluzione sociale, di una cosa che sta sconvolgendo l’Uomo Comune, che in quanto tale si sconvolge parecchio se lo disturbi nelle sue abitudini. E tu Uomo Comune che leggi queste righe, pur trovandoti completamente daccordo con quello che io scrivo, dovrai a gran voce gridare allo scandalo della mia opinione ( e al tono lirico di questo post).

Sicchè questa estate ci hanno tolto il calcio. Ovverosia hanno tolto il principale argomento di conversazione di 56 milioni di cittadini, che allo stesso tempo sono anche Commissari Tecnici e Preparatori. Per noi, Uomini Comuni, la perdita del calcio come argomento di conversazione è stata grave. Innanzi tutto si precisi che l’Uomo Comune, in quanto tale, capisce poco meno di un cazzo di calcio, ed è ben lungi dal praticarlo se non in penose partitelle settimanali con colleghi e ex amici che arricchiscono il portafogli dell’ortopedico. Di conseguenza, l’Uomo Comune il calcio lo ama perchè ne può parlare, lo può guardare e soprattutto lo può giudicare. Di colpo ci hanno privato di questo grande bene nazionale, rovinando la maggior parte delle nostre convinzioni. ( uso il plurale per includere tutti gli Uomini Comuni). E lo hanno fatto alla grande, con tanto di processo e speciali televisivi. E per un po’ questa cosa ci ha salvato. Questo processo, dico. Infatti non si parlava di calcio ma si parlava del processo al calcio. Quando poi questo processo ha iniziato ad annoiare, a punire, a legiferare, ha smesso di colpo di essere argomento di conversazione. Cosicchè da un paio di mesi a questa parte i bar delle città, le tabaccherie di paese, le sale d’attesa del medico della mutua, i sagrati delle chiese, le salumerie, i concessionari d’auto e mille altri posti si sono di colpo svuotati del principale argomento di conversazione. E anche il Lunedì ,che era il day after per eccellenza, è diventato solamente il giorno dopo domenica. Un disastro. Soprattutto per noi, Uomini Comuni, abituati al sottofondo lamentoso degli interisti, all’orgoglio oltranzista juventino, all’ottimismo berlusconiano dei milanisti. Per gli uomini comuni che intessevano relazioni lavorative con altri uomini comuni in altre città il calcio era inoltre un’ottimo sgabello su cui poggiare le prime conversazioni di conoscenza. Un codice per capire che si era fatti della stessa pasta.

venditore comune milanese: " Eh, allora, questa Roma è messa male…."

Venditore comune romano: " See, er fatto è che quando arivamo noi voi ve cagate de sotto".

Tutta questa realtà fa male all’uomo comune. E la grave mancanza dei vertici politici è stato non comprenderlo. Insomma, che fosse tutta una farsa si sapeva. Ma finchè lo sapevano i vertici era un conto. Il solito discorso: lascia che il popolo non sappia cosa fa il popolo. Poco chiaro? immagina questo:

udienza del mercoledì. La Santa Sede è gremita di fedeli da tutto il mondo. Il Papa arriva al suo scranno e avvicina il microfono alle labbra. Con un sorriso ebete e pacifico annuncia:

"fratelli, so che vi fara male di sapere che notizia io vi sta danto, pero io sono costreto a direvela: Dio non esiste. E lo sapevamo da un pezo. Pero grazie molte di vostre donazioni di otto per mile. Ciao"

Insomma, il popolo potrebbe anche dire: " Si stava meglio quando si stava peggio". Ma il popolo non dice nulla, perchè è popolo, e in quanto tale è bue. Però l’Uomo Comune ha passato davvero un brutto periodo. Al caffe del lunedì mattina era costretto in stravaganti commenti sulla finanziaria ( che non capisce). In sala d’attesa dal medico doveva parlare delle ferie con la moglie ( che già uno sta male per il dottore se deve anche ricordare i calvari che ha passato…). Una tragedia. Hanno anche tolto Biscardi, rovinando intere famiglie costrette a pagare delle badanti per i nonni rimasti senza il loro processo.

Ma chi meglio dell’Uomo Comune capisce l’Uomo Comune? Ecco allora spuntare sul palinsesto autunnale un format pensato dall’Uomo Comune per l’Uomo Comune: la Pupa e il Secchione.

Come il calcio, anche questo reality segue un canovaccio ben preciso, ed è più adatto ai tempi perchè ha meno sport e più figa. C’è tutto quello che basta all’Uomo Comune per stare tranquillo:

-la conferma che più le donne sono belle meno sono intelligenti.

-L’uomo intelligente è brutto ( che è il punto prima capovolto).

-L’uomo intelligente non potrà mai ambire a una donna bella, la quale dal canto suo non sarà mai interessata a un uomo intelligente.

-L’uomo intelligente non diventa ricco.

– le donne belle cercano l’uomo ricco.

e si potrebbe andare avanti molto…

Il tutto condito con la ferocia della televisione e i ritmi del reality. Nel circo non manca nessuno: c’è la Mussolini, che dice cose più intelligenti in Mediaset che quando stava in Parlamento, c’è Sgarbi, che è il più fortunato perchè per fare il cinema non deve nemmeno recitare, c’è Platinette, che è il tentativo di trasformare un secchione in una pupa, e c’è Pinketts: ormai un marchio di fabbrica. Quando una trasmissione è una merda, va da se che prima o poi compare Pinketts. Come le api con il miele, o le mosche con la merda. Picchi di audience garantiti e gran risparmio nel palinsesto: la Pupa e il Secchione è: un quiz, un film erotico da seconda serata, un reality, una tribuna politica, una striscia pre serale, un doposerata, un festival. Il tutto con un gran risparmio nel budget, per la gioia di Piersilvio.

Per chi cercasse una morale nelle mie parole qui di seguito alcuni suggerimenti:

Assioma genetico:  è meglio essere figli di Berlusconi che di Moggi.

Assioma del cuoio capelluto: le bionde sono davvero più stupide delle more, che però sono meno simpatiche delle tinte, che non hanno paragoni con le ricce.

Assioma spaziale: passare anni a studiare l’astrofisica non ti aiuta quando sei davanti a un’astro-fica.

Postilla di Cadorna: non riconoscere hitler non è un problema nel mondo del lavoro.

Teorema Penale:  l’erezione è un bene comune, e tutti ne hanno diritto.

Cavillo di Papi:  quando Papi presenta qualcosa, dietro c’è sempre un canovaccio.

Teorema del seno grosso:  la Mussolini poteva tranquillamente arrivare in tv senza passare anni a macellare i coglioni di milioni di elettori. E’ molto meglio della De Filippi.

In tutto questo non riesco a staccarmi dal televisore. Devo vedere cosa succederà. Devo farlo. Io sento che devo farlo…. aiuto…. devo…

Autorizzazione al Trattamento dei Dati Sensibili: se ti ritieni un uomo intelligente, ma non brutto, o una donna bella e di gran lunga intelligente sappi che: non c’è posto per te in questa società.

3 pensieri su “ho le palle in rete

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