The bridge is on

Allora dottore, che cosa ho di così preoccupante?

Allora?

Così mi preoccupa, davvero..

E’ grave…

Ma risolvibile.

Lei non è ipocondriaco.

Ah, beh, se è per quello ne ero certo. E’ da un pezzo che dico a tutti che il dolorino al ginocchio…

Mi lasci finire.

Si prego

Lei è ipocondriaco e pessimista.

Morirò vero?

No, purtroppo per lei no.

Ah, quindi morirò…

Ho detto di no. Ma dobbiamo curarci.

Qui non si fuma, spegna quella sigaretta.

Nemmeno un paio di tiri?

Spenga e mi stia ad ascoltare. Vuole qualcosa da bere?

Magari…

Dica

Del rhum, liscio. Magari una bottiglia

Un bicchierone?

….

Un blender?

Due dita?

Un caffè corto e non ne parliamo più.

Bene, vada per il caffè corto.

Ci sono rimedi?

Lei si rende conto del suo pessimismo?

In che senso?

Beh, forse, ma non è un problema. Morirò?

Eh, se non morirò, mi lasci dire che non è un problema.

Magari mi prendo un paio di giorni di pausa….

Magari…

Ma lei non mi abbandonerà vero?

Perchè quel dolorino al gomito mi lascia davvero perplesso.

Okkei okkei, esco da solo. Poi magari ci sentiamo per quella tossettina dubbia…

buon ponte dottore!

Me first and the Gimme Gimmies

Rispondo così alla diaspora sulla musica e sui suoi più grandi interpreti, apertasi in quel di Marina di Massa con protagonisti indiscussi l’Elegante e lo Ignorante. Dalla migliore tradizione punk uno dei più grandi ensamble di tutti i tempi: qui i Gimme Gimmies sono alle prese con una festa per la circoncisione di un ragazzino. (adesso poi che ho scoperto il giochino di youtube…)

Salone del Design -guida ragionata al lavoro dei tuoi sogni

Il nostro viaggio all’interno del Salone del Design oggi strizza l’occhio ai più giovani, e in particolare a coloro che cercano una occupazione in uno dei settori più stabili dell’economia italiana. Con esportazioni in crescita continua, vendite nazionali ai massimi storici, il design (leggi il mercato della credenza) occupa moltissime risorse, specialmente nel nord della nostra soleggiata e splendida penisola. Delineiamo quindi insieme alcune delle figure professionali più caratteristiche del settore, con qualche suggerimento pratico per conquistare il lavoro perfetto.
 
Pierre:
è d’obbligo iniziare dal Pierre, che nella lunga catena alimentare del design e della moda occupa talvolta un ruolo centrale. Il ruolo può essere ricoperto da ambosessi, ma si assiste a una sempre maggior presenza del gentil sesso nelle file di categoria. Sostanzialmente il/la Pierre fa le Pubbliche Relazioni per qualcuno/qualcosa. Non sono richiesti studi specifici, se non una approfondita conoscenza della vita. Orari di lavoro molto flessibili, e futuro completamente incerto, lo rendono un lavoro ideale per persone brave a riciclarsi.
 
Addetto/a Stampa:
Ultimo animale della catena alimentare in quasi tutti i settori, l’addetto stampa è colui che produce fotocopie e ritagli per i pomposi manager del marketing. Il mercato richiede studi umanistici, lauree con massimi dei voti, e stage gratuiti, ma in verità basterebbe aver visto qualche puntata di Art Attack. Ci vuole una certa manualità anche con il fax, perchè i comunicati stampa (mandati a milioni, spesso per comunicare notizie irrilevanti o fregnacce) passano da un fax all’altro. Con i continui tagli al personale, che per prime hanno colpito le care vecchie segretarie, l’addetto stampa si sta trasformando in un segretario e responsabile della cancelleria.
 
Marketing Manager:
nei paesi anglofoni c’è la splendida espressione number Cruncher (sgranocchiatore di numeri) che rende perfettamente l’idea su cosa faccia il marketing manager. L’Italia è uno dei cinque paesi, insieme a San Marino, lo Stato Vaticano, il Principato di Monaco e la Svizzera Italiana, dove il marketing manager è un ruolo molto figo. Capacità di mediazione, e ottime possibilità di riciclo sono caratteristiche non ricercate ma fondamentali. In pratica, questo moderno paggio del capitale deve esser in grado di dire quello che pensa facendo sembrare che sia stato pensato dal capo, e poi deve fare in modo che il capo se ne convinca. Per il ruolo è richiesta una laurea + uno degli altisonanti master internazionali. Dopo un paio di anni di stages e di juniorato ( la pratica di vessazione per cui uno che ha iniziato è definito junior, con relative sodomie da parte dei colleghi) si può sperare di arrivare in una buona posizione. Trattandosi di una posizione percepita come cool dalle giovani leve, lo stipendio medio è in forte ribasso, ma dopotutto non si fa mica solo per i soldi.
 
Direttore Commerciale / venditore.
 
per un prodotto come il mobile, frutto del design, il venditore ha un ruolo talvolta marginale. Nel senso che, per vendere la famosa sedia a forma di vulva, scomoda e realizzata con materiali tossici, non basterebbe il miglior venditore del mondo. Trattandosi però di un prodotto artistico, tale oggetto si vende da solo, per osmosi commerciale. Il venditore, qui perde la sua importante creatività e diviene esecutore di ordini. Essendo gran parte delle unità produttive tra il Veneto e la Brianza, la maggior parte di tali figure proviene da queste amene vallate. Si tollerano quindi jeans multicolore, occhiali quadrati con montatura bianca, ambiziose macchine ultraccessoriate, e partite iva insabbiate con abili commercialisti. Lavoro consigliato a chi vuole guadagnare guidando ed è stato respinto al concorso per autisti ATM. Il nostro desiderio di anglofonia ha creato profili professionali totalmente inventati: field sale manager, Area manager, Channel Manager, Multivendor Manager. In pratica, tutti vendono a tutti.
 
Il Proprietario:
 
Per fare il proprietario di una azienda del settore, bisogna essere figli di un proprietario o mariti/mogli di un proprietario o di un suo famigliare. Il proprietario non è un lavoro, è una casta sociale. Il lavoro, per questi moderni feudatari, non finisce mai. Costretti dalla posizione a mettere in gioco anche la vita, corrono a bordo di sontuosi santuari della radica tra la Brianza e il resto del Mondo, ossessionati dalle tasse e dalla Guardia di Finanza. Per fare il proprietario spesso è necessario seguire una dieta speciale, a base di cocaina e superalcolici. Per fare questo lavoro sono necessari studi specifici, solitamente perpetrati attraverso il praticantato: il padre di ogni proprietario è tenuto alla formazione del nuovo rampollo, che lentamente verrà a conoscenza di tutti i fondamenti di questa casta ( mai motori diesel, e sempre di cilindrata superiore ai 5000, ad esempio). Buon per te se riesci a farlo.
 
Il DESIGNER:
 
Ecco colui che domina incontrastato la catena alimentare del design. Come lo squalo nei mari, come il leone nella savana, come Moira Orfei al circo, il designer è l’apice della catena, il vertice della piramide e ovviamente una delle posizioni più ambite. La nascita di questo profilo professionale è abbastanza recente, e deve le sue radici alla ricerca e alla sperimentazione. Se pensate a Renzo Piano o a Le Corbusier, siete fuori strada. In questo mercato è richiesta gente in grado di : "rivoluzionare la percezione dell’oggetto, controbilanciare gli elementi, sfidare la gravità". In pratica, essendo la sedia, intesa come oggetto su cui sedersi, una cosa già fatta e strafatta, il designer toglierà lo schienale, taglierà i braccioli, scolpirà la seduta per renderla un oggetto di design. Il prossimo designer rimetterà lo schienale, appiattirà la seduta, riposizionerà i braccioli, per inventare la sedia. Sono richiesti studi specifici e faticosissimi, gavette infinite, e una fede simile a quella dei feddayn. La nostra comprensione a tutti coloro che passano le loro notti insonni per cercare di re interpretare il porta rotolo di carta da culo.
 
 
Va da se che profili come il Brand Manager, il Sales Analyst, il Sap Manager, l’Architetto, il programmatore CAD etc. etc.  sono molto ricercati, ma secondari (non prevedono ne gloria ne onore). In caso i vostri studi non fossero confacenti a nessuno dei profili sopra elencati vi rimangono due strade:
 
1) il Falegname, colui che manualmente taglia i braccioli della sedia. Appagante e sempre molto in voga.
 
2) Organizzatore di Eventi. La perfetta applicazione moderna della proprietà privata secondo i socialisti: vende spazi che non sono suoi, promuove organizzazioni di cui non fa parte, gestisce prodotti che non sono di sua competenza e coordina il tutto con sapiente strafottenza. Tale ruolo non prevede percorsi specifici di studio, anzi è il rifugio ideale di molti laureati incompiuti e diplomati a calci in culo. E’ necessario però possedere rombanti scooteroni ( diretta allusione alla necessità di mobilità estrema) e orologi appariscenti ( comprati dall’indiano sulla spiaggia in Sardegna, ma millantati come regali diretti per eventi passati). Termine massimo in una virtuale selezione del miglior event-manager è la capacità di abbaiare conoscenze ai vertici di numerose aziende. Ad esempio, dovrete imparare a dire che Giorgio, il vostro contatto in Armani, è molto contento del vostro lavoro, e Riccardo, in Illy è rimasto impressionato dal vostro operato. Andate allo stadio perché Moratti vi ha invitato, guidate una moto regalata dal signor Bertold Mochail Weber (BMW).  Silvio era un buon nome, ma ultimamente lo usano tutti, e si sta inflazionando.
Non stancatevi mai, sognate il lavoro della vostra vita, come il condannato che fuma l’ultima sigaretta.

Il Salone del Design – prove di giornalismo

Giornalismo creativo: copiate e incollate a vostro piacimento tra pezzo 1 e pezzo 2 per creare la vostra recensione ideale.

1

Milano, gentili signori, vi attende per uno degli eventi più importanti dell’anno. Si apre, con la consueta dose di stravaganza e con una grande connotazione artistica la kermesse che coinvolge il presente e il futuro del design italiano. Una fitta rete di appuntamenti, dalle prime ore del mattino a tarda notte, dove i grandi nomi e le novità si fondono nel tessuto urbano creando quello che per molti esperti del settore è diventato l’evento più importante,ombelico del mondo del design ma non solo. Numerose le novità proposte, rivolte alla ricerca di nuovi materiali e alla sperimentazione. Da oggi Milano è capitale del design, e l’Amministrazione comunale ha messo a disposizione del vasto pubblico del salone e del fuori salone, una potenziata rete trasporti   a conferma della volontà di rimanere punto di riferimento per questo genere di appuntamenti. Guide cartacee, siti specializzati, e inserti nelle principali riviste, sono il passaparola per gli interessati, anche se è impossibile non accorgersi dell’impatto di questo evento sulla città.La pacifica invasione delle mucche in vetroresina, mostra itinerante di grande prestigio, è il primo segno della pace fatta tra Milano e il suo cuore fatto di moda e design. Diretto contatto con gli artisti e con i creativi sarà occasione per dialogo e confronto con le nuove generazioni. Una inaspettata storicità quest’anno, che renderà possibile la pacifica occupazione di alcuni luoghi storici, monumenti e musei, contaminati per una settimana dal moderno: la perfetta fusion  del futuro con il passato. Alcuni luoghi culto, come Via Tortona, diventeranno protagonisti del fuori salone, come moderne agorà che ospitano un mercato della creatività. Conivolti anche i piccoli artigiani milanesi, sempre più orientati ad abbracciare le nuove tendenze e vero serbatoio di infromazione per la lavorazione dei materiali. Il tutto con il patrocinio delle più prestigiose firme, che per una settimana da tutto il mondo arrivano nella loro capitale.

2

Milano, gentili signori, vi attende per la consueta rassegna del design, momento in cui quelli che contano hanno un gran bel da fare per le loro pr, e quelli che non contano un cazzo hanno la percezione di essere messi al corrente di qualche cosa. Ci saranno molte feste esclusive, e i più fighi avranno qualche prezioso invito. La mia generazione, che è impegnata a sopravvivere, ma desidera fortemente due cose: diventare ricca e fare i soldi, sarà presente al gran completo, con la variegata fauna che da sempre la caratterizza. Caldeggiamo l’utilizzo di ciclomotori, un po’ demode’ magari, ma indispensabili visto che ci saranno quintali di lamiere e finti legni pregiati, sotto forma di suv e ammiraglie, parcheggiati un po’ dove cazzo capita. Essendo un evento riservato a quelli che contano, per tutti gli altri ci sono milioni di feste e cazzatuncole, dove sarà necessario presentarsi molto cool e decisamente originali. Pagherete i cocktail come sempre, e troverete ad attendervi donne bellissime, che non attendono voi ma chi i cocktails ce li ha gratis. Un esercito di pierre, palestrate, aspiranti veline, inspiranti veline, modelle, e più in generale vacche di ogni genere, ha già invaso la città confermando il connubio tra Milano e la vacuità dell’era moderna. Tutti gli studenti dello IED sono autorizzati a illudersi che non saranno mai manovalanza del design industriale, anzi in questa settimana possono anche parlare con qualche pippato che ha disegnato qualche sedia, a patto che dalla prossima settimana rientrino nei ranghi e continuino i loro stages gratuiti. Dato che in molte discoteche alla moda ci sono troppi terroni arricchiti (effetto collaterale del boom immobiliare e degli autonoleggi), alcuni eventi cool verranno fatti al Castello e in Piazza Mercanti, da dove le lapidi dei partigiani caduti potranno essere felicemente associate con qualche poltrona a forma di vulva e perchè no diventare comodi tavoli per una pippatina in compagnia. Caldeggiamo ai più disperati di portare il curriculum sempre in tasca quando passeggiano per via Tortona, dove parecchie eminenze grigie del settore amano tirar tardi. Alcuni casciavit rimarrano aperti, per provare a vendere qualche cosa, prima di chiudere definitivamente e vendere ai cinesi (ah, no questo è troppo! al massimo venderanno a un Call Center di Marocchini-perfettamente integrati-che pagano le multe). Il tutto con il patrocinio di diverse imprese, che per una settimana mandano i loro scagnozzi del marketing, qualche disegnatore, e molti pierre a Milano, un modo come un altro per spiare la concorrenza bevendo mojito.

Il Mio Programma:

su fuorisalone.it scarico la lista di cose appetitose. Qualche concerto, due o tre feste in cui provare ad imbucarmi. Devo ricordarmi di arginare le fantasie della Fede, che per il week end proverà a farci imbucare in un milione di feste. Con la Signora, da stasera, collauderemo ulteriormente il nostro sistema di imbucamento, che ci consente tra l’altro un gran risparmio di alimenti e alcool. Del vero e proprio design c’è poco da vedere, ma proveremo a scroccare un ingresso al salone, con una finta tessera dello IED.

Sunday pritti sunday

 

Da che il Soletta doveva essere una semplice prassi narrativa alla creazione di un mostro si passa attraverso questi due giorni. Insomma, il racconto di Soletta doveva essere una pratica sbrigabile in poche ore, la storia chiara, massimo dieci paginette. Invece in due giorni di scorrazzate con La Signora, siamo tornati con molta poca benzina e molto poco della storia del Soletta. Troppa pace, troppa serenità, troppa curiosità, troppi personaggi strampalati per un distratto. I milanesi delle due circonvallazioni sono a riempire le tavolate dei terrazzi di Varazze, Sestri Levanti e di altri paeselli, sostituiti adorabilmente da un orda di sconquassati che come noi non hanno ancora la prima casa, figurarsi la seconda. Ai giardini Montanelli va in onda un pezzo intitolato: "Se sei etero smamma". Occhi languidi, magliette aderenti, e molto molto amore, per un sacco di fustoni sdraiati sui prati. Ci si è messa anche la Signora, che propone la casa139, che per me è come una cartella clinica. Tardone e alternativi ballando musiche impossibili da proporre anche a un funerale, mi assalgono i pensieri. E poi il nostro portinaio srilankese, con la sua casa che in verità è un deposito d’aglio, e il cugino che a mio modo di vedere è una spia del governo pakistano. Il mio vicino, splendidi sandali in gomma con calzino di spugna, tuta anni 80 e canotta, che mi racconta nel dettaglio gli acquisti del mercato domenicale di Melegnano. Del Soletta, e della sua storia non c’è nemmeno l’ombra. Sarà la primavera, o forse sarà una scusa, perchè in verità la storia del Soletta non stava molto in piedi, sarà ma intanto il quadernone si è riempito dell’ennesimo ottimo inizio, che aspetterà per secoli di avere una fine.

(nella foto Krine Piloto, ultimo pupazzo della serie Krine e Livia. Presto in uscita anche Krine Bagnino e Krine Subacqueo). 

La Posta Del Bradipo

per il mio fortissimo senso dietrologico sarei spinto a parlare dei disordini di ieri a Chinatown, del console cinese, vestito come lino Banfi, e della conferenza stampa dove il Sindaco Moratti ha confermato di essere un esperimento di Alberto Angela sule masse celebrali inserite in corpi concavi e vuoti. Ma il Direttore Marketing di questo sito, il Dott. Besenzonazzi, è giunto alla mia presidenziale scrivania con fare allarmato, facendomi cambiare drasticamente idea, Da un po’ di tempo a questa parte un piccolo e invisibile strumento (che trovate in fondo alla pagina, ma proprio in fondo e piccolo piccolo) controlla gli accessi quotidiani, e spiattella un sacco di dati di fondamentale importanza per un sito come questo, che è stato recensito come il 3° più visitato d’Italia. In una delle finestre di questo affascinante strumento, di cui metto qui il link ma non garantisco il funzionamento, si può sapere come e perchè la gente arrivi qui. Alla voce Chiavi di Ricerca, si apre un interessante finestra sul mondo dei deviati che frequentano la rete. In pratica, per qualche incomprensibile ragione, se tu metti sul tuo motore di ricerca preferito parole come "amore da dietro", potresti essere rimandato a questo sito. E qui di seguito un conciso elenco di alcune chiavi di ricerca a cui desidero rispondere personalmente.

Iniziamo dalla categoria Dubbi universali, Arti e Mestieri

a respirare si scrive con o senza h:

dipende, tu mettila sempre, che fa molto cultura.

animali velenosi in Sardegna:

uno dei più pericolosi è il Figlius Paporum Milanenses, chiamato anche spandimerda. Presta attenzione, i suoi morsi sono letali

cambiare pile tamagotchi:

uno dei compiti più ardui, in effetti. Devi aprire lo sportellino, togliere la pila vecchia e mettere quella nuova.

come animare in spiaggia:

Guarda, noi ci limitiamo a fare noi stessi. Se ti accorgi di essere noioso e poco attraente, è inutile che ti illudi di animare. Diventeresti l’ennesimo collettore di due di picche che fa il pirla tutto il giorno e passa la notte a bere sul muretto di fianco alla discoteca. Ricordati che animare vuol dire non limonare, come la mia forzata decennale astinenza conferma.

come posare le mattonelle:

eh, anche qui si tratta di una difficile applicazione: piega la schiena, e appoggia lentamente le mattonelle sul pavimento.

cuba trovare marijuana:

saresti il primo che non va a cuba per turismo sessuale, e per questo le fonti sono molto scettiche sulle possibilità di trovare erba . Ti consiglio di portartela dall’Italia.

eventi spinning Imperia:

mah.

grechette da fare:

ah, le piccole greche. Grandi maiale. Ho inteso male il senso?

giochi che svarionano:

prendi dell’ammoniaca, versane due parti in un bicchiere. Aggiungi una parte di wodka e due cucchiai di detersivo per piatti. Shackera e servi freddo. Prima di sorseggiare componi il numero del 118.

j.ax pensieroso:

Ponendo che manchi l’elemento fondamentale, ovvero un cervello funzionante almeno in parte, la tua ricerca è vana

palestre sfigate:

qui trovi uno dei sostenitori dell’assunto: "tutte le palestre sono sfigate: alcuni vanno in palestra. Alcuni sono sfigati"

perchè essere monarchico:

è una delle domande che mi sorge più di frequente. Solitamente non mi rispondo, ma penso che tu possa essere monarchico per un largo ventaglio di motivazioni tra cui: almeno prima il colpevole era uno solo, adesso c’è un Parlamento intero.

profumi macchina:

considero ogni suppellettile odorante per macchina una chiara dimostrazione di inferiorità intellettuale. Per questo nella mia macchina regna sovrano un odore classicamente associato ai rifiuti umidi. Se proprio vuoi, fai come me: ingerisci della lavanda e datti al meteorismo.

-ruote dove giocare i numeri nei fondi di caffè:

da come articoli la tua ricerca si capisce che, vincendo al lotto, saresti l’ennesimo psicopatico pieno di soldi, quindi non ti dirò nulla.

-romania luoghi brutti:

già andare in Romania non è il massimo, se poi cerchi anche i luoghi brutti. Ci sono dei decorosi ritrovi sadomaso anche qui in Italia

trasferire punti io si in punti fragola esselunga:

dunque, prendi le due tesserine e immergile in una bacinella d’acqua. Lascia riposare per tutta la notte. Al mattino tutti i punti si saranno trasferiti per osmosi sulla tessera esselunga. (funziona anche con le ricariche telefoniche).

Milano recensione pausa pranzo:

caro amico, lavorando nell’hinterland posso solo consigliarti di scegliere il pizzaiolo più prossimo all’edicola più vicina al tabaccaio più connesso con qualche bar per il caffè, in modo da muoverti il meno possibile.

telecomando universale comprato in fiera:

complimenti per la scelta: sei uno dei rari esempi di doppia inculata: un telecomando universale e per di più comprato in fiera.

-frasi sullo snowboard:

bella raga. Minchia che sballo. Uez che trick. Nada de Nada. Ho fatto un tressessanta flip back. Mi stavo spanando il naso. Sei troppo un botanico (rivolto a chi cade contro gli alberi). E molte altre. Ricordati che, come in molte cose, è più importante saper parlare di snowboard che andare sullo snowboard (questo sito è frequentato da diversi istruttori di surf per questa ragione).

E adesso, come dice Wek, andiamo con la categoria: Sesso e Carnazza (circa l’85% del totale delle ricerche. Mi limiterò a citare solo alcune)

-foto di tanga in vista:

ti caldeggio il sito di Intimissimi

– i neri hanno il pisello + lungo:

si dice anche che when you try black you never go back, e non credo si riferisca al conto in banca

la mia fidanzata si lascia toccare il culo:

scriverlo su Google è già il primo passo per prendere coscienza con il problema. Fatti forza, a molti succede senza che  lo vengano mai a sapere

-nuotatrici culi:

un difficile errore di ortografia. Un nuotatore culo, al massimo.

scopare fiorenzuola:

do due interpretazioni. Se ti scopi Fiorenzuola, e chiedi informazioni, non so che dirti perchè non la conosco. Se ti riferisci alla città, credo che le pratiche siano similari a quelle del resto d’Italia. Se trovi cose originali facci sapere.

-scopare è un arte:

e su questo non si discute. Grazie per averlo scritto.

significato delle misure di reggiseno:

le misure di reggiseno servono a classificare le dimensioni del seno. Una scala che comunemente è espressa in valori classici, dalla prima alla sesta. Gli uomini si dividono in due tipi: coloro che apprezzano dalla prima alla terza e coloro che saggiamente prepondono per le taglie più solide. Complimenti per la domanda

tanta fica:

conciso, preciso e chiaro. Un uomo di marketing. In due parole esprime il desiderio di milioni di internauti. Complimenti vivissimi.

-tette perfette:

e qui la discussione ricade sull’annoso problema.

vulva con molto pelo nero:

una richiesta d’altri tempi. In un momento storico in cui anche gli uomini si depliano (solo gli uomini-donna), tu fai un salto di un paio di secoli indietro. Non ti posso aiutare, ma so che in molti paesi dell’Est la depilazione non ha ancora sfondato.

E infine la ricerca più saggia, la migliore, il the best:

metodo per gufare la roma.

Chiunque possa essere l’autore di questa ricerca merita l’encomio. Mentre inutili vagonate di intellettuali interpretano la rete come nodo di scambio tra culture differenti, tu riassumi il meglio del meglio.

Grazie, torna a trovarmi con qualche altra ricerca simile. Anche perchè da quanto è accaduto, sembra che tu abbia avuto la meglio.

Fattori Condizionanti del Condizionatore, e condizioni di utilizzo

Nella moderna multinazionale ci si fregia di utilizzare i più moderni strumenti per fare qualsiasi cosa, come ad esempio la tessera con chip per entrare al mattino (da cui le mie continue testate sulla porta scorrevole, mentre passo il bancomat sul lettore). Uno dei più moderni sistemi per rispondere alle domande è l’utilizzo di un consulente. Un pool di consulenti campeggia da due giorni nella Immensa Sala Riunioni per proporre alcuni servigi tra cui, la previsione del futuro. Tutto è nato in un pigro pomeriggio pre pasquale, seguendo la legge che dice che "un manager senza un cazzo da fare troverà qualcosa da fare, per affidare il compito al suo sottoposto". E così tra le scrivanie dell’ameno dipartimento commerciale, direttori e dirigenti si palleggiavano annose questioni che potrebbero essere riassunte con "cazzeggiamo tirando pasqua". Sicchè uno, molto allineato e coerente, in pratica un lecchino, si è posto la questione di come si possa interpretare la volontà del consumatore di domani. Insomma cosa ci succederà domani? E dopo domani? Seguendo un’altra legge fondamentale della grande multinazionale, quando un manager non è in grado di rispondere a una domanda pone la medesima al suo sottoposto. Se lo schiavo è in grado di rispondere, il manager si fregerà di aver avuto un ottima intuizione nel passagli la domanda, in caso contrario ci si affiderà a una delle numerosissime società di consulenza che aspettano fuori dal cancello principale. Il consulente, nella maggior parte dei casi, è paragonabile ai piccoli uccellini che vivono sulla schiena del rinoceronte. Il rinoceronte li lascia vivere sulla sua schiena perchè non ha tempo di occuparsi di pulci e parassiti, e l’uccellino svolge il suo compito ingrassando placidamente. Nessuno si potrà mai permettere di dire al rinoceronte che, con un tuffo in una pozza, la maggior parte dei suoi problemi di parassiti sarebbe risolta. Allo stesso modo, il consulente toglie pulci e parassiti all’elefantiaca azienda, senza in verità mai suggerire un bagno purificatore, ma limitandosi a piluccare con il suo becco.

Per una complessa questione gerarchica, sono stato sorteggiato per estrapolare dai suddetti consulenti alcune risposte sul nostro futuro. Così, questa mattina ho preso contatto con loro, per familiarizzare con la specie. Sono tre, vestiti impeccabilmente e leggermente lampadati. Il più grasso dei tre sembra essere il capo, innanzi tutto per il telefono palmare grosso come una bibbia, che continua a suonare con imbarazzanti canzoncine. Vicino a lui siede il più giovane, magro e allampanato, che a quanto ho potuto vedere ha la semplice funzione di fare cenni di assenso per ogni cosa che il grasso dice. Il terzo è portatore sano di occhiali anni 70, caratteristica che me lo rende già da subito simpatico. Il difficile compito di temporeggiare e cercare scuse è affidato a lui, che smanetta su fogli di excel e lucidi di power point per tentare di stordirmi.

Ho pensato fosse amichevole portare al meeting un improvvisato vassoio di brioches e caffè. Ho scoperto che la loro scala gerarchica prevede che solo il grasso si nutra, divorando due cornetti con tanto di pioggia di zucchero a velo sulla giacca. Il pivello e il temporeggiatore possono guardare il capo che si nutre, ed eventualmente mangiare gli avanzi. Il grasso, ancora con la bocca piena, mi comunica che, dai numeri in loro possesso, un radioso futuro attende la multinazionale. Grandi orizzonti e immense possibilità, interi tir di soldi, promozioni e successo per tutti i manager. Mentre lo ascolto mi rendo conto che è perfettamente inutile prendere appunti, perchè l’occhialuto spiattella tutto sullo schermo scrivendo in tempo reale le massime del grassone.

Grasso: " E’ ovvio che dinnanzi a una costante erosione di prezzo il consumatore standard si troverà sempre più orientato per un acquisto di marca. E qui entra, giocoforza, il brand: impronteremo campagne con claim che favoriscano la marca e il messaggio di semplicità ed economicità".

Sul proiettore scorre un lucido con una donna di colore che sorride, sullo sfondo ci sono grattacieli ritoccati su cui si riflette un cielo azzurro e un sole perfetto. Un immagine che andrebbe bene per qualsiasi prodotto, concetto o verità si voglia sottolineare.

Il pivellino annuisce, perfettamente calato nel ruolo.

Grasso: "Avere strumenti preziosi come il nostro sistema di ricerca e sondaggio vi consente di ottenere i dati sensibili dei consumatori, per orientare la campagna verso i target più adeguati. Non si potrebbe fare, ma quante cose nella vita non si possono fare? E sono le più belle" Il Grasso ridacchia teatralmente con sguardo allusivo, come se sottointendesse che entrambi andiamo a travestiti la sera. Il Pivello ride di gusto, forse memore dell’ultimo puttan tour con il suo capo.

Grasso: "E poi c’è il fattore ambientale, che gioca a nostro favore".

Sullo schermo compare un mappamondo con un sacco di dati percentuali.

Grasso:" Il surriscaldamento terrestre è la nostra arma migliore: in questo senso mi sento di suggerire di orientare la produzione di una linea verde, ecologicamente allineata, che sfrutti il doppio gioco: prodotto ecologico che combatte il surriscaldamento terrestre mentre rinfresca".

Ricompare la misteriosa nera sorridente sullo schermo. Io capisco poco, ma prendo per buona la capacità teatrale del grassone.

G:" Per questo, voi dovete insistere sul nuovo concetto di condizionatore".

Mi vede sussultare sulla sedia e si ferma.

G:"Qualcosa non va?"

F:"…."

G:"no no, mi interrompa pure".

F:"ha detto condizionatore?"

G:" Si, so che il termine giusto è termo convettori, ma sono chiamati condizionatori da tutti"

Il Pivello da la sua approvazione alla sferzata del suo capo. Il tipo anni 70, non sapendo che lucido piazzare, mi ripropone la nera sorridente.

F:"il problema è che noi non facciamo condizionatori…"

Il Grassone mi guarda, poi si gira di scatto verso il pivello, e poi guarda il tipo anni settanta, che ripropone il mappamondo con tutte le percentuali.

G:"In che senso?"

F:"Nel senso che noi non abbiamo mai prodotto, ne credo mai lo faremo, condizionatori, termo convettori o quant’altro".

G: "Avete una divisione che lo fa?"

F:"Si, certo, in Corea".

Il resto della mattinata è una splendida piece teatrale in cui il gioco è trovare il colpevole della vergognosa cazzata, che non viene mai chiamata con il suo nome, ma misunderstanding, splittamento, incomprensione, errore di gestione.

Sul finale della piece, uno stremato Pivello comunica al suo Grasso capo che la nostra azienda ha chiesto ANCHE una consulenza sui condizionatori, la cui presentazione è nel pomeriggio e da un’altra parte. Da diverse ore il tipo anni 70 ha smesso di madare immagini politically correct sullo schermo, limitandosi a un logo aziendale nero su bianco.

Lo spettacolo si chiude con la comparsa del mio supremo capo, il Sommo Direttore Marketing e Strategie, taumaturgo e santo che poche volte occupa gli spazi comuni come le sale riunioni, preferendo altri luoghi più consoni. Con un lungo tam tam aziendale, la voce è giunta fino al Santuario Direzionale dove vive, tra le valli del Tibet.

In sala riunioni sono presenti: Direttore Commerciale, sudato e diretto responsabile della minchiata. Direttore Comunicazione, troppo vecchio e troppo vicino alla pensione per essere preoccupato, Segretaria Direzionale, in piena sindrome premestruale, con tanto di tic all’occhio destro, due commerciali di passaggio, ben contenti di godersi lo spettacolo, il sottoscritto, e il trio comico dei consulenti.

Mi piacerebbe citare alcune delle rare bestemmie pronunciate e solo parte dei chiari riferimenti ai costumi sessuali della madre del Direttore Commerciale, ma la Censura e il buonsenso me lo impediscono. Non ho certezze sulla madre del Direttore Commerciale, anche se per la maggior parte delle cose mi trovo perfettamente daccordo, mentre dubito fortemente che Dio abbia mai fatto l’Operatore Ecologico e il Camionista. Per solidarietà umana guardo il Pivello, lui ricambia con odio: dopottutto è la fanteria quella che viene decimata dagli attacchi aerei

Sempre Fidelis

Quell’Ossessivo del mio Psicologo

Mentre, fantozzianamente, transumavamo verso la toscana, alla ricerca di sole e surf, io e l’Elegante abbiamo erroneamente confidato ai compagni di ventura alcune delle nostre abitudini domestiche. Giulia e Lo Ignorante Del Tamigi, che in un passato ormai remoto hanno studiato per fare gli psicologi, si sono affrettati a delineare il nostro profilo patologico, con tanto di diagnosi e prognosi. Eccomi quindi a spiegare in pubblico perchè, secondo me, la definizione di Ossessivo Compulsivo è approssimativa e errata, per il mio caso. Per quanto riguarda l’Elegante mi sento di sottolineare che in tarda età molti sintomi possono essere ricondotti alla semplice demenza senile.

Comunque a mia difesa, eccomi a delineare una giornata tipo, dove un maligno potrà confondere le abitudini con le manie, ma il mondo è pieno di gente brutta.

Ecco che suona la sveglia, puntata sempre ad un’orario che contenga almeno un otto (6.58). In bagno è salutare abitudine farsi la barba con la stessa schiuma di sempre, che protegge la pelle e la nutre. Tre spruzzate di deodorante per ascella, e tre gocce di profumo, per risparmiare. Tra i vestiti preparati ritrovo la cravatta del giorno, scelta in base all’umore e al giorno della settimana (è lungo da spiegare, ma se è giovedì e sono di buon umore la cravatta è quella verde a pallini). Una breve colazione (un cucchiaino di caffè solubile nella tazza verde, in caso di assenza di uno dei due elementi si salta la colazione) e poi via verso una frizzante giornata. La prima sigaretta deve essere rollata prima dell’ingresso in tangenziale, con due dita di finestrino calato, indipendentemente dalla stagione (quindi se ho fatto prima per il traffico, mi accosto e finisco di rollare).Essendo il traffico un elemento imprevedibile, ne sono profondamente turbato e cerco di evitarlo con infrazioni di varia natura, tutte mirate a impiegare sempre lo stesso tempo per arrivare in ufficio. Dopo un’ora e 32 minuti di macchina scendo, ovunque io sia, per andare in ufficio. E’ successo che io abbia lasciato la macchina in mezzo a delle rotonde, o poco dopo un semaforo, ma il più delle volte sono già arrivato al silos dove parcheggio sempre al mio posto (se occupato mi do malato e torno a casa). In ufficio, la stressante e incerta vita quotidiana mi logora: accendo il pc e mi bevo un caffè alla macchinetta, sempre la stessa, dove incontro sempre gli stessi colleghi. Non avendo un programma di lavoro definito, mi appiglio alle poche certezze delle mie abitudini: lavarmi i denti alle 9.58, con annessa pipì, e bere un secondo caffè alle 11.28. A pranzo il variegato menu della mensa è un ostacolo da tempo sorpassato: mi nutro con un piatto di bresaola, limone e olio (quello nella bottiglia rossa, se no niente), un panino modenese (se finito, niente pane) e una mela. La sigaretta del dopo pranzo la fumo passeggiando in cortile. Il pomeriggio scivola veloce tra la merenda delle 16.18 e la sigaretta delle 17.08. Il ritorno in macchina è un po’ uno strazio, perchè la strada è molto trafficata. Ci sono numerose alternative, tra provinciali e autostrade, ma tenendo una media di 58 km/h su questa strada ci impiego 1.58h, quindi vado benissimo.

La doccia serale prevede il solito bagnoschiuma e il solito shampoo. Tre insaponate e tre sciaquate, e poi otto minuti di phon e sono come nuovo. Essendo obbligato dal matrimonio a condividere alcuni spazi con mia moglie, sono costretto a riunciare alla stessa cena tutte le sere, ma con la scusa della dieta la sto convincendo a un menù molto simile tutti i giorni. E dopo le 28 pagine di libro ( posso anche leggere molto di più, che so 38 o 48 o anche 58) mi addormento facendo attenzione a mettermi nella giusta posizione.

Insomma, la semplice vita di uno che ha delle normalissime abitudini. Volete forse accusarmi per delle semplici abitudini? Fomentate l’angoscia (ingiustificata) di mia moglie con le vostre sciocche diagnosi? Eh no, cari miei, già si è spaventata per la risposta del Ministero del Tesoro (avevo solo chiesto se fosse possibile avere delle banconote o delle monete da 3 euro e da 8 euro). E poi si fa dei problemi perchè chiudo la porta di casa tre volte con tre mandate (il massimo della vita, ve lo assicuro). Non credo sia il caso di buttare benzina su un fuoco inesistente.

Semplici e sane abitudini. Niente più.

Uno fa una confidenza e subito diventa un caso politico…

Data la delicatezza dell’argomento ho chiesto agli altri sette che abitano dentro me e abbiamo deciso di firmare tutti questa lettera, all’unisono.

Appi Ister tu Evribadi

Oggi, vi confesso, me la spasso bellamente fantasticando sulle tragiche previsioni marittime che anticipano la piatta totale che sia sabato che domenica si poggerà sulle coste tirreniche. Per il mio retaggio cattolico borghese mi trovo costretto a fare gli auguri di Pasqua a tutti i miei colleghi, passando in rassegna scrivania su scrivania, con sorriso di plastica e mano ferma. I colleghi ricambiano con lo stesso calore, e tutto è molto bello.   Essendo arrivato a bordo del vecchio ferro da stiro oggi presento una versione di Franz molto simile a Dragon Ball, o più semplicemente a uno che si è pettinato con il ventilatore. Il vecchio trucco di non aspettarsi niente dalla vita, per poi rimanere sorpresi per ogni rutto del destino sembra funzionare quando hai cinque o sei anni, oppure quando speri che le previsioni meteo stiano delirando. Insomma, il sacro diritto a pucciare piedi e tavola dentro le rive tirreniche non dovrebbe essere mai messo in discussione da nessuna ipocrita previsione buonista.

Nel frattempo ci armeremo anche di computer, per poter trasferire su carta la geniale idea del racconto del secolo, del quale ho chiarissimo in testa l’inizio. Per la fine c’è sempre tempo.

Sinceri e caldi auguri per una serena pasqua.

Life is short fritzrest in peace

Quarantaquattro vergini in fila per tre con resto di due

Proprio ieri, al termine di una giornata passata prevalentemente in macchina alla ricerca della felicità, mentre boccheggiavo le ultime tirate di sigaretta, in piedi sul terrazzo di casa Pistecchi, mi sono posto una domanda: “Cosa ne sarà di me dopo la morte?”
Franz: “Amore, che ne sarà di noi dopo la morte?”
La Signora: “ Vieni dentro che il freddo ti fa venire il meteorismo”.
 
Spegnendo il mozzicone in una delicata piantina di lavanda, mi sono ritrovato incastrato nella difficile questione escatologica. Che non è la scienza delle scatole. Insomma, ma dopo la mia morte (il 29 Aprile 2059, per infarto nel letto della mia suite a Los Angeles, dopo aver ritirato l’Oscar alla Carriera per il film: “Sacchi di Farina e amore di gomma”, struggente storia di una panettiera ebrea, durante la resistenza, che nel suo panificio a Modena, pur di non tradire il marito che lei crede essere al fronte, brevetta la baguette di gomma, primo vibratore della storia. Grazie alla sua invenzione il 68 non sarà più lo stesso: le femministe incallite utilizzeranno la baguette per la sostituzione del Male Supremo, il maschio. Anche la Polizia Italiana scoprirà i larghi usi della baguette di gomma, bastonando le femministe in manifestazione. Da cui lo slogan, che chiude il film: “prima godere, e poi dolore, meglio baguette che far marchette”).
Così, su due piedi può sembrare una domanda senza risposta anche se  qualcuno nel corso dei secoli si è spremuto per arrivare a una risposta. Senza andare troppo in là con il tempo, nel nostro secolo, dove l’individualismo si erge a motore  (però…), fioriscono soluzioni personalizzate, con tanto di ipotetiche certificazioni divine.
Difatti se nel corso dei secoli, le quattro grandi religioni monoteistiche (cristianesimo, buddismo, islam e amore da dietro, ma forse faccio un po’ confusione tra sogni e volontà), hanno usato metodi quantomeno poco chiari per fugare dubbi ed eliminare fastidiose opinioni, al giorno tutti possono dire tutto. Significa che ogni quattro o cinque anni qualche rincoglionito nell’Indiana recupera un paio di milioni di dollari, due o trecento donne e si chiude in una fattoria asserendo di essere il fratello di Cristo. Purtroppo per entrare nel vivo della  questione è indispensabile il concetto di relativismo:
 
Il sig. Guestalloni torna a casa con deciso anticipo. Entrando trova la moglie, Ivana Bruschi in Guestalloni, sdraiata sul tavolo della cucina mentre quattro uomini la possiedono. Per il nostro scopo è irrilevante, ma rimane giusto sottolineare che due di loro sono poco dotati.
 Il sig. Guestalloni esclama:
“Corbezzoli, ma questo non è giusto!”
La signora Ivana replica, con voce nasale: “ dipende dal punto di vista”
Guest.:” eh, dal mio punto credo di vedere proprio bene. E non mi sembra giusto”
Iva:” Io il matrimonio lo intendo così”
Guest:”io no”
Uomo nudo1:” Avete finito?”
Guest:” la cosa mi fa male. Possiamo parlarne in privato? E poi mi ha sempre dato fastidio quando parli con la bocca piena”
Uomo nudo2: “Questione di relativismo. Ciò che per te appare giusto potrebbe non essere giusto per il tuo interlocutore. In assenza di valori forti, si tende a giustificare un punto di vista accomodante, quasi neutrale”
Uomo Nudo 3: “ Come dire, la ragione sta nel mezzo”
UN2: “Esatto. Dimenticando l’umanità dei valori si dimentica la ragione”
Uomo Nudo4: “ qualcuno mi spiega perché a me è toccato il naso?”
UN2: “perché sei l’ultimo arrivato”.
 
Essendo che ognuno può sostanzialmente dire quello che vuole, gli amanti del genere “credo quindi esisto”, chiamati anche deboli di psiche, possono sbizzarrirsi. Gente che si rifà agli insegnamenti di santoni indiani, che dicono le stesse cose dei carmelitani scalzi, che ripetono da secoli gli insegnamenti dei padri israeliani, che si sono rifatti agli egizi, e così via. Studiosi dei celti, che non sono i sicuri cinesi ma gli impavidi islandesi, indottrinati sugli spiriti. C’è una grande offerta, e più o meno ognuno si può costruire la sua religione fai da te. Filo conduttore, in questo supermarket dello spirito è che una buona condotta dovrebbe portarti, dopo la morte in un posto dove la tua anima può riposare insieme agli altri giusti. Una delle versioni più ghiotte rimane quella dell’Islam: in una delle sure del Corano è elencato un benefit abbastanza interessante per gli uomini giusti: 77 vergini. Anche se il paradiso degli Avventisti del Settimo Giorno offre molto di più con “fiumi di latte e miele che scorrono dal seno di donne bellissime” ( “trombare e mangiare con lo stesso strumento: ma questo è il paradiso!” Avrebbe urlato il primo Avventista in Paradiso).
Per procedere necessitiamo di pragmatismo, la cui definizione è così riassumibile:
 
Il Sig Guestalloni, ancora sotto choc corre a confidarsi dal suo miglior amico, Antonio Angeloni. Trova in casa la moglie, la signora Verzotti in Angeloni e in un fiume di lacrime sfoga il suo dolore.
Il relativismo della moglie e dei quattro uomini lo ha logorato e la signora Angeloni lo incita a passare all’azione, e dare alla moglie pan per focaccia, o dente per dente o anche una manica di mazzate.
Alle parole si aggiunge anche qualche carezza, e la ricerca di contatto fisico di Guestalloni, che nello choc relativista ha le idee un po’ confuse.
Guestalloni esagera un po’ con il palpeggiamento, e la signora lo ammonisce:
“Ue’, stai buono con le mani…”
Guestalloni:”cercavo solo di essere pragmatico”.
 
Insomma, per essere pragmatico, sto delineando una risposta relativista alla mia domanda secolare: un paradiso dove le grandi religioni monoteiste diano il loro massimo contributo alla mia grande gioia. Sostituirei i fiumi di latte e miele con del rhum e cola, e sono disposto a rinunciare a 30 delle 77 vergini a patto che le quarantaquattro rimanenti abbiano una taglia non inferiore alla quarta  abbondante. Vorrei che di queste quarantaquattro, tre fossero in grado di cucinare molto bene, dieci si occupassero degli acquisti di libri e giornali, cinque della pulizia della mia nuvola. Inoltre cedo parte delle restanti per una fornitura infinita di alimenti altamente ricchi di colesterolo cattivo e di tabacco.
Rimangono ancora alcuni dubbi concettuali da risolvere (come ad esempio all’arrivo di mia moglie in Paradiso, posso permutare le vergini pulitrici con dell’altro rhum, e eventualmente posso continuare con la separazione dei beni, eccetera eccetera).
 
Consigli e suggerimenti sono benvenuti, in fase di realizzazione