Quell’Ossessivo del mio Psicologo

Mentre, fantozzianamente, transumavamo verso la toscana, alla ricerca di sole e surf, io e l’Elegante abbiamo erroneamente confidato ai compagni di ventura alcune delle nostre abitudini domestiche. Giulia e Lo Ignorante Del Tamigi, che in un passato ormai remoto hanno studiato per fare gli psicologi, si sono affrettati a delineare il nostro profilo patologico, con tanto di diagnosi e prognosi. Eccomi quindi a spiegare in pubblico perchè, secondo me, la definizione di Ossessivo Compulsivo è approssimativa e errata, per il mio caso. Per quanto riguarda l’Elegante mi sento di sottolineare che in tarda età molti sintomi possono essere ricondotti alla semplice demenza senile.

Comunque a mia difesa, eccomi a delineare una giornata tipo, dove un maligno potrà confondere le abitudini con le manie, ma il mondo è pieno di gente brutta.

Ecco che suona la sveglia, puntata sempre ad un’orario che contenga almeno un otto (6.58). In bagno è salutare abitudine farsi la barba con la stessa schiuma di sempre, che protegge la pelle e la nutre. Tre spruzzate di deodorante per ascella, e tre gocce di profumo, per risparmiare. Tra i vestiti preparati ritrovo la cravatta del giorno, scelta in base all’umore e al giorno della settimana (è lungo da spiegare, ma se è giovedì e sono di buon umore la cravatta è quella verde a pallini). Una breve colazione (un cucchiaino di caffè solubile nella tazza verde, in caso di assenza di uno dei due elementi si salta la colazione) e poi via verso una frizzante giornata. La prima sigaretta deve essere rollata prima dell’ingresso in tangenziale, con due dita di finestrino calato, indipendentemente dalla stagione (quindi se ho fatto prima per il traffico, mi accosto e finisco di rollare).Essendo il traffico un elemento imprevedibile, ne sono profondamente turbato e cerco di evitarlo con infrazioni di varia natura, tutte mirate a impiegare sempre lo stesso tempo per arrivare in ufficio. Dopo un’ora e 32 minuti di macchina scendo, ovunque io sia, per andare in ufficio. E’ successo che io abbia lasciato la macchina in mezzo a delle rotonde, o poco dopo un semaforo, ma il più delle volte sono già arrivato al silos dove parcheggio sempre al mio posto (se occupato mi do malato e torno a casa). In ufficio, la stressante e incerta vita quotidiana mi logora: accendo il pc e mi bevo un caffè alla macchinetta, sempre la stessa, dove incontro sempre gli stessi colleghi. Non avendo un programma di lavoro definito, mi appiglio alle poche certezze delle mie abitudini: lavarmi i denti alle 9.58, con annessa pipì, e bere un secondo caffè alle 11.28. A pranzo il variegato menu della mensa è un ostacolo da tempo sorpassato: mi nutro con un piatto di bresaola, limone e olio (quello nella bottiglia rossa, se no niente), un panino modenese (se finito, niente pane) e una mela. La sigaretta del dopo pranzo la fumo passeggiando in cortile. Il pomeriggio scivola veloce tra la merenda delle 16.18 e la sigaretta delle 17.08. Il ritorno in macchina è un po’ uno strazio, perchè la strada è molto trafficata. Ci sono numerose alternative, tra provinciali e autostrade, ma tenendo una media di 58 km/h su questa strada ci impiego 1.58h, quindi vado benissimo.

La doccia serale prevede il solito bagnoschiuma e il solito shampoo. Tre insaponate e tre sciaquate, e poi otto minuti di phon e sono come nuovo. Essendo obbligato dal matrimonio a condividere alcuni spazi con mia moglie, sono costretto a riunciare alla stessa cena tutte le sere, ma con la scusa della dieta la sto convincendo a un menù molto simile tutti i giorni. E dopo le 28 pagine di libro ( posso anche leggere molto di più, che so 38 o 48 o anche 58) mi addormento facendo attenzione a mettermi nella giusta posizione.

Insomma, la semplice vita di uno che ha delle normalissime abitudini. Volete forse accusarmi per delle semplici abitudini? Fomentate l’angoscia (ingiustificata) di mia moglie con le vostre sciocche diagnosi? Eh no, cari miei, già si è spaventata per la risposta del Ministero del Tesoro (avevo solo chiesto se fosse possibile avere delle banconote o delle monete da 3 euro e da 8 euro). E poi si fa dei problemi perchè chiudo la porta di casa tre volte con tre mandate (il massimo della vita, ve lo assicuro). Non credo sia il caso di buttare benzina su un fuoco inesistente.

Semplici e sane abitudini. Niente più.

Uno fa una confidenza e subito diventa un caso politico…

Data la delicatezza dell’argomento ho chiesto agli altri sette che abitano dentro me e abbiamo deciso di firmare tutti questa lettera, all’unisono.

3 pensieri su “Quell’Ossessivo del mio Psicologo

  1. Ma quali manie esagerate…
    Evviva i vecchi abitudinari patologici.
    Con loro il mondo sarebbe piu’ ordinato senza perdite di tempo ecc.
    E poi ricordate…gli abitudinari in realta’ sono i piu’ pazzi e fantasiosi di tutti. Cercano l’ordine proprio per regolamentare il caos interno.

    L’elegante

  2. hai dimenticato l’ordine con cui fai pipì e tiri l’acqua soffiandoti il naso. il posto in cui lasci la maglietta del pigiama, l’orario in cui fai la cacca, il posto in cui depositi gli oggetti tornato dall’ufficio… altre piccolissime “manie”, che io, peraltro, adoro!
    ls.

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