Fattori Condizionanti del Condizionatore, e condizioni di utilizzo

Nella moderna multinazionale ci si fregia di utilizzare i più moderni strumenti per fare qualsiasi cosa, come ad esempio la tessera con chip per entrare al mattino (da cui le mie continue testate sulla porta scorrevole, mentre passo il bancomat sul lettore). Uno dei più moderni sistemi per rispondere alle domande è l’utilizzo di un consulente. Un pool di consulenti campeggia da due giorni nella Immensa Sala Riunioni per proporre alcuni servigi tra cui, la previsione del futuro. Tutto è nato in un pigro pomeriggio pre pasquale, seguendo la legge che dice che "un manager senza un cazzo da fare troverà qualcosa da fare, per affidare il compito al suo sottoposto". E così tra le scrivanie dell’ameno dipartimento commerciale, direttori e dirigenti si palleggiavano annose questioni che potrebbero essere riassunte con "cazzeggiamo tirando pasqua". Sicchè uno, molto allineato e coerente, in pratica un lecchino, si è posto la questione di come si possa interpretare la volontà del consumatore di domani. Insomma cosa ci succederà domani? E dopo domani? Seguendo un’altra legge fondamentale della grande multinazionale, quando un manager non è in grado di rispondere a una domanda pone la medesima al suo sottoposto. Se lo schiavo è in grado di rispondere, il manager si fregerà di aver avuto un ottima intuizione nel passagli la domanda, in caso contrario ci si affiderà a una delle numerosissime società di consulenza che aspettano fuori dal cancello principale. Il consulente, nella maggior parte dei casi, è paragonabile ai piccoli uccellini che vivono sulla schiena del rinoceronte. Il rinoceronte li lascia vivere sulla sua schiena perchè non ha tempo di occuparsi di pulci e parassiti, e l’uccellino svolge il suo compito ingrassando placidamente. Nessuno si potrà mai permettere di dire al rinoceronte che, con un tuffo in una pozza, la maggior parte dei suoi problemi di parassiti sarebbe risolta. Allo stesso modo, il consulente toglie pulci e parassiti all’elefantiaca azienda, senza in verità mai suggerire un bagno purificatore, ma limitandosi a piluccare con il suo becco.

Per una complessa questione gerarchica, sono stato sorteggiato per estrapolare dai suddetti consulenti alcune risposte sul nostro futuro. Così, questa mattina ho preso contatto con loro, per familiarizzare con la specie. Sono tre, vestiti impeccabilmente e leggermente lampadati. Il più grasso dei tre sembra essere il capo, innanzi tutto per il telefono palmare grosso come una bibbia, che continua a suonare con imbarazzanti canzoncine. Vicino a lui siede il più giovane, magro e allampanato, che a quanto ho potuto vedere ha la semplice funzione di fare cenni di assenso per ogni cosa che il grasso dice. Il terzo è portatore sano di occhiali anni 70, caratteristica che me lo rende già da subito simpatico. Il difficile compito di temporeggiare e cercare scuse è affidato a lui, che smanetta su fogli di excel e lucidi di power point per tentare di stordirmi.

Ho pensato fosse amichevole portare al meeting un improvvisato vassoio di brioches e caffè. Ho scoperto che la loro scala gerarchica prevede che solo il grasso si nutra, divorando due cornetti con tanto di pioggia di zucchero a velo sulla giacca. Il pivello e il temporeggiatore possono guardare il capo che si nutre, ed eventualmente mangiare gli avanzi. Il grasso, ancora con la bocca piena, mi comunica che, dai numeri in loro possesso, un radioso futuro attende la multinazionale. Grandi orizzonti e immense possibilità, interi tir di soldi, promozioni e successo per tutti i manager. Mentre lo ascolto mi rendo conto che è perfettamente inutile prendere appunti, perchè l’occhialuto spiattella tutto sullo schermo scrivendo in tempo reale le massime del grassone.

Grasso: " E’ ovvio che dinnanzi a una costante erosione di prezzo il consumatore standard si troverà sempre più orientato per un acquisto di marca. E qui entra, giocoforza, il brand: impronteremo campagne con claim che favoriscano la marca e il messaggio di semplicità ed economicità".

Sul proiettore scorre un lucido con una donna di colore che sorride, sullo sfondo ci sono grattacieli ritoccati su cui si riflette un cielo azzurro e un sole perfetto. Un immagine che andrebbe bene per qualsiasi prodotto, concetto o verità si voglia sottolineare.

Il pivellino annuisce, perfettamente calato nel ruolo.

Grasso: "Avere strumenti preziosi come il nostro sistema di ricerca e sondaggio vi consente di ottenere i dati sensibili dei consumatori, per orientare la campagna verso i target più adeguati. Non si potrebbe fare, ma quante cose nella vita non si possono fare? E sono le più belle" Il Grasso ridacchia teatralmente con sguardo allusivo, come se sottointendesse che entrambi andiamo a travestiti la sera. Il Pivello ride di gusto, forse memore dell’ultimo puttan tour con il suo capo.

Grasso: "E poi c’è il fattore ambientale, che gioca a nostro favore".

Sullo schermo compare un mappamondo con un sacco di dati percentuali.

Grasso:" Il surriscaldamento terrestre è la nostra arma migliore: in questo senso mi sento di suggerire di orientare la produzione di una linea verde, ecologicamente allineata, che sfrutti il doppio gioco: prodotto ecologico che combatte il surriscaldamento terrestre mentre rinfresca".

Ricompare la misteriosa nera sorridente sullo schermo. Io capisco poco, ma prendo per buona la capacità teatrale del grassone.

G:" Per questo, voi dovete insistere sul nuovo concetto di condizionatore".

Mi vede sussultare sulla sedia e si ferma.

G:"Qualcosa non va?"

F:"…."

G:"no no, mi interrompa pure".

F:"ha detto condizionatore?"

G:" Si, so che il termine giusto è termo convettori, ma sono chiamati condizionatori da tutti"

Il Pivello da la sua approvazione alla sferzata del suo capo. Il tipo anni 70, non sapendo che lucido piazzare, mi ripropone la nera sorridente.

F:"il problema è che noi non facciamo condizionatori…"

Il Grassone mi guarda, poi si gira di scatto verso il pivello, e poi guarda il tipo anni settanta, che ripropone il mappamondo con tutte le percentuali.

G:"In che senso?"

F:"Nel senso che noi non abbiamo mai prodotto, ne credo mai lo faremo, condizionatori, termo convettori o quant’altro".

G: "Avete una divisione che lo fa?"

F:"Si, certo, in Corea".

Il resto della mattinata è una splendida piece teatrale in cui il gioco è trovare il colpevole della vergognosa cazzata, che non viene mai chiamata con il suo nome, ma misunderstanding, splittamento, incomprensione, errore di gestione.

Sul finale della piece, uno stremato Pivello comunica al suo Grasso capo che la nostra azienda ha chiesto ANCHE una consulenza sui condizionatori, la cui presentazione è nel pomeriggio e da un’altra parte. Da diverse ore il tipo anni 70 ha smesso di madare immagini politically correct sullo schermo, limitandosi a un logo aziendale nero su bianco.

Lo spettacolo si chiude con la comparsa del mio supremo capo, il Sommo Direttore Marketing e Strategie, taumaturgo e santo che poche volte occupa gli spazi comuni come le sale riunioni, preferendo altri luoghi più consoni. Con un lungo tam tam aziendale, la voce è giunta fino al Santuario Direzionale dove vive, tra le valli del Tibet.

In sala riunioni sono presenti: Direttore Commerciale, sudato e diretto responsabile della minchiata. Direttore Comunicazione, troppo vecchio e troppo vicino alla pensione per essere preoccupato, Segretaria Direzionale, in piena sindrome premestruale, con tanto di tic all’occhio destro, due commerciali di passaggio, ben contenti di godersi lo spettacolo, il sottoscritto, e il trio comico dei consulenti.

Mi piacerebbe citare alcune delle rare bestemmie pronunciate e solo parte dei chiari riferimenti ai costumi sessuali della madre del Direttore Commerciale, ma la Censura e il buonsenso me lo impediscono. Non ho certezze sulla madre del Direttore Commerciale, anche se per la maggior parte delle cose mi trovo perfettamente daccordo, mentre dubito fortemente che Dio abbia mai fatto l’Operatore Ecologico e il Camionista. Per solidarietà umana guardo il Pivello, lui ricambia con odio: dopottutto è la fanteria quella che viene decimata dagli attacchi aerei

Sempre Fidelis

3 pensieri su “Fattori Condizionanti del Condizionatore, e condizioni di utilizzo

  1. sono tutti dei mentecatti, nessuno escluso.
    ma certi, supremi, livelli di spettacolare inutilità possono essere raggiunti solamente dagli americani.
    secondo me erano di quella società il cui nome principia con acc e termina con ture.

  2. Questo post è troppo esilarante!
    Quel che “fredda” un pò l’ilarità è che è tutto vero… purtroppo per noi!!!

    😀

    Complimenti per lo spirito di sopravvivenza, ma soprattutto per l’ironia!!

    Tresor

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