Il Salone del Design – prove di giornalismo

Giornalismo creativo: copiate e incollate a vostro piacimento tra pezzo 1 e pezzo 2 per creare la vostra recensione ideale.

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Milano, gentili signori, vi attende per uno degli eventi più importanti dell’anno. Si apre, con la consueta dose di stravaganza e con una grande connotazione artistica la kermesse che coinvolge il presente e il futuro del design italiano. Una fitta rete di appuntamenti, dalle prime ore del mattino a tarda notte, dove i grandi nomi e le novità si fondono nel tessuto urbano creando quello che per molti esperti del settore è diventato l’evento più importante,ombelico del mondo del design ma non solo. Numerose le novità proposte, rivolte alla ricerca di nuovi materiali e alla sperimentazione. Da oggi Milano è capitale del design, e l’Amministrazione comunale ha messo a disposizione del vasto pubblico del salone e del fuori salone, una potenziata rete trasporti   a conferma della volontà di rimanere punto di riferimento per questo genere di appuntamenti. Guide cartacee, siti specializzati, e inserti nelle principali riviste, sono il passaparola per gli interessati, anche se è impossibile non accorgersi dell’impatto di questo evento sulla città.La pacifica invasione delle mucche in vetroresina, mostra itinerante di grande prestigio, è il primo segno della pace fatta tra Milano e il suo cuore fatto di moda e design. Diretto contatto con gli artisti e con i creativi sarà occasione per dialogo e confronto con le nuove generazioni. Una inaspettata storicità quest’anno, che renderà possibile la pacifica occupazione di alcuni luoghi storici, monumenti e musei, contaminati per una settimana dal moderno: la perfetta fusion  del futuro con il passato. Alcuni luoghi culto, come Via Tortona, diventeranno protagonisti del fuori salone, come moderne agorà che ospitano un mercato della creatività. Conivolti anche i piccoli artigiani milanesi, sempre più orientati ad abbracciare le nuove tendenze e vero serbatoio di infromazione per la lavorazione dei materiali. Il tutto con il patrocinio delle più prestigiose firme, che per una settimana da tutto il mondo arrivano nella loro capitale.

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Milano, gentili signori, vi attende per la consueta rassegna del design, momento in cui quelli che contano hanno un gran bel da fare per le loro pr, e quelli che non contano un cazzo hanno la percezione di essere messi al corrente di qualche cosa. Ci saranno molte feste esclusive, e i più fighi avranno qualche prezioso invito. La mia generazione, che è impegnata a sopravvivere, ma desidera fortemente due cose: diventare ricca e fare i soldi, sarà presente al gran completo, con la variegata fauna che da sempre la caratterizza. Caldeggiamo l’utilizzo di ciclomotori, un po’ demode’ magari, ma indispensabili visto che ci saranno quintali di lamiere e finti legni pregiati, sotto forma di suv e ammiraglie, parcheggiati un po’ dove cazzo capita. Essendo un evento riservato a quelli che contano, per tutti gli altri ci sono milioni di feste e cazzatuncole, dove sarà necessario presentarsi molto cool e decisamente originali. Pagherete i cocktail come sempre, e troverete ad attendervi donne bellissime, che non attendono voi ma chi i cocktails ce li ha gratis. Un esercito di pierre, palestrate, aspiranti veline, inspiranti veline, modelle, e più in generale vacche di ogni genere, ha già invaso la città confermando il connubio tra Milano e la vacuità dell’era moderna. Tutti gli studenti dello IED sono autorizzati a illudersi che non saranno mai manovalanza del design industriale, anzi in questa settimana possono anche parlare con qualche pippato che ha disegnato qualche sedia, a patto che dalla prossima settimana rientrino nei ranghi e continuino i loro stages gratuiti. Dato che in molte discoteche alla moda ci sono troppi terroni arricchiti (effetto collaterale del boom immobiliare e degli autonoleggi), alcuni eventi cool verranno fatti al Castello e in Piazza Mercanti, da dove le lapidi dei partigiani caduti potranno essere felicemente associate con qualche poltrona a forma di vulva e perchè no diventare comodi tavoli per una pippatina in compagnia. Caldeggiamo ai più disperati di portare il curriculum sempre in tasca quando passeggiano per via Tortona, dove parecchie eminenze grigie del settore amano tirar tardi. Alcuni casciavit rimarrano aperti, per provare a vendere qualche cosa, prima di chiudere definitivamente e vendere ai cinesi (ah, no questo è troppo! al massimo venderanno a un Call Center di Marocchini-perfettamente integrati-che pagano le multe). Il tutto con il patrocinio di diverse imprese, che per una settimana mandano i loro scagnozzi del marketing, qualche disegnatore, e molti pierre a Milano, un modo come un altro per spiare la concorrenza bevendo mojito.

Il Mio Programma:

su fuorisalone.it scarico la lista di cose appetitose. Qualche concerto, due o tre feste in cui provare ad imbucarmi. Devo ricordarmi di arginare le fantasie della Fede, che per il week end proverà a farci imbucare in un milione di feste. Con la Signora, da stasera, collauderemo ulteriormente il nostro sistema di imbucamento, che ci consente tra l’altro un gran risparmio di alimenti e alcool. Del vero e proprio design c’è poco da vedere, ma proveremo a scroccare un ingresso al salone, con una finta tessera dello IED.

4 pensieri su “Il Salone del Design – prove di giornalismo

  1. Ecco, ti farei anche i complimenti, ma come studente dello IED mi sento di dirti che certa gente non dovrebbe parlare di cose che non sa. Set a dir: occupati di cose che ti riguardano.
    Forse la creatività non è per tutti.

    Rob

  2. dai robberto,
    rinforza la polemica…. io stavo scherzando: non sei uno schiavo.
    Eddai… rispondimi.
    Ti prometto che se mi rispondi, provo a farti fare uno stage gratuito qui da noi….

    Franz, ammiratore del design e dei suoi schiavi

  3. robberto?
    non rispondi più? Eh no, così mi fai stare in pensiero… non vorrei mai saperti morto schiacciato da una macchina (design Pininfarina, Pelleria Momo, Gomme Pirelli Hi Tech)

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