Autore: Il Franz
Sono decisamente in controtendenza
Chi sono io, piccolo esempio di occidentale intontolito da routine e consumi, per parlare di argomenti di rilievo? Eppure sono diversi giorni che per un motivo o per l’altro questo boccone mi è rimasto indigesto. Si parla di anoressia (occhei, la metafora del boccone indigesto non è propriamente di gusto. Anche “propriamente di gusto” non è appetibile. Anche “appetibile” è poco adatto. Dulcis in fundo, ciliegina sulla torta, cacio sui maccheroni…). Ne parlano i giornali, ne parla la gente, e addirittura ne parlano politici del calibro della Melandri e della Moratti (esse stanno alla politica come l’anoressia sta a una corretta alimentazione, forse per questo ne parlano). Tutti ne parlano, insomma. Perché, è un argomento che fa molta audience, scuote molte coscienze, tocca tutti e fa discutere. La colpa è dei genitori, dei pubblicitari, delle modelle, di chi le osanna, della moda, dei giornali, della televisione (che è sempre da citare nelle accuse).
Ah, preparati lettore, poiché adesso divento prolisso, pesante, logorroico, e non giungo a nessuna conclusione. Se vuoi leggere direttamente la fine, risparmi davvero tempo. Forse tu stesso sei inadatto a cotali argomentazioni. Facciamo insieme prova di umiltà e lasciamo stare. No, non ce la faccio. Lascia perdere tu, io vado avanti.
Nella roulette russa del caprio espiatorio l’elemento più importante è insito nel far sedere al tavolo più partecipanti possibili, in modo che la pistola del colpevole possa sparare centrando in modo breve e preciso un qualsiasi elemento. Mi forzo di credere che questi genitori, categoria davvero strapazzata, non siano colpevoli. Mi forzo di crederlo perché, vista la coda che c’era sabato pomeriggio da Mc. Donalds a Rozzano, sarebbero anche colpevoli di creare numerosi obesi. E anche numerosi bulimici, insomma togliamogli i figli subito che non sanno alimentarli. Mandiamoli in Bielorussia, così ritorna la bambina dell’orfanotrofio, per la gioia della pubblica opinione, e i nostri stanno a stecchetto. E la colpa non può essere nemmeno della televisione. Ho personalmente monitorato tutti i palinsesti della domenica pomeriggio, e di anoressiche neanche l’ombra. Quando vorremo parlare di rincoglioniti e puttane, tette rifatte, pettorali pieni di estrogeni, cocaina come se piovesse, travestiti, nani, ballerine, maghi, opinionisti mediocri, allora si che potremo fare riferimento alla tivù della domenica. E i modellari, che colpa ne hanno i modellari? E i disegnatori di vestiti di alta moda ( cosa fai tu? Mah niente, il disegnatore di vestiti di alta moda sticazzi), che colpa ne hanno? Non sono loro a decidere che la taglia massima è la 22 (corrispondente alla larghezza del mio dito medio). Insomma non è colpa di nessuno, e quindi è colpa di tutti. Per trovare un colpevole suggerisco di puntare su Lele Mora o su Anna Maria Franzoni, che non si sbaglia mai. Una delle cose più raccapriccianti in cui mi sono imbattuto nel lungo processo di documentazione (3 minuti su Google, di cui due cercando ANA, che sta per anoressia Nervosa, ma i cui risultati sono facilmente immaginabili), è nel fatto che tra le cause dell’anoressia nervosa, disturbo del comportamento, ci siano l’incapacità di esprimere emozioni e l’appartenere a gruppi sociali a rischio. E uno si chiede, chi saranno mai questi gruppi sociali a rischio? Risposta semplice: ballerine, modelle, ginnaste e gruppi di persone che percepiscono la magrezza come elemento positivo. Suggerisco alla Moratti di bandire anche le ballerine e le ginnaste, e perché no anche i gruppi di persone, da Milano. Niente più anoressia a Milano con il Metodo Moratti. Anche se poi l’altro Moratti, inconsapevolmente, mantiene numerose modelle anoressiche amanti dei suoi giocatori. Moratti contro Moratti? Ballerina contro Calciatore? Adriano contro Fracci? Muti contro Mutu? Galeazzi contro Mollica? ( e tutto per colpa della Moratti). Tornando a noi, anche nei secoli passati c’erano gruppi sociali per i quali l’abbronzatura era percepita come esplicito manifesto di povertà e ignoranza (pensate a quanti euri risparmiati tra lampade e creme. Ma pensate anche a cosa sarebbe il mondo senza la tettona della Bilboa): le donne nobili avevano tutte l’ombrellino per proteggersi dal sole, e le contadine si abbrustolivano faccia e schiena nei campi. Anche le nostre nonne facevano il bagno nella cipria per sbiancare il viso. Quindi è possibile che siano questi Gruppi Sociali i veri colpevoli. Ma chi sono questi personaggi che percepiscono la magrezza come valore positivo? Beh, innanzi tutto la televisione, e poi i genitori, che hanno paura di avere i figli obesi, e poi anche i modellari e i disegnatori di moda, i giornali, Maria De Filippi ( Costanzo per interposta persona e anche Berlusconi per interposta persona con Costanzo. Berlusconi c’entra sempre).
Perché mangiare è una colpa? Perchè una necessità fisiologica, il nutrirsi, è diventato un elemento di disturbo? Forse perché nessuno ha più problemi a nutrirsi in abbondanza. E perché ci scandalizziamo? Non abbiamo forse tutti diritto a essere buddisti, dianetici, vegetariani, leghisti, testimoni di Geova, naturisti, omosessuali, simpatici, donatori di sangue, volontari, illuministi, a favore della pena di morte, a favore delle case chiuse, a favore della legalizzazione, a favore di camera, a favore di un sacco di cose?Perché ci sono ragazze che provano soddisfazione a non mangiare e a controllare la fame, deperendo e arrivando ad essere davvero brutte? Eh, se ero imparato per rispondere a queste domande, allora facevo allo psicologo. Il mio gruppo sociale deve essere ( lo deduco) uno di quelli in cui di questi problemi non ce ne facciamo, anzi. Che gruppo sociale di merda, vergognamoci, noi che non abbiamo nemmeno un disturbo alimentare a contraddistinguerci.
Anzi, da oggi il mio gruppo sociale sarà ipocarotideo: non mangeremo le carote, e quelli che non le mangiano saranno percepiti come i più forti. (vedo molte defezioni dal mio gruppo sociale…) Inoltre la carota non potrà più essere usata per scopi sessuali (vedo ancora più defezioni nel mio gruppo sociale…non c’è più nessuno). Sono rimasto solo. Sono depresso. Sono solo e depresso. Smetto di mangiare perché sono solo e depresso. Tutto per colpa delle carote. Fottute carote!
Insomma una risposta non la so dare nemmeno alle domande che mi faccio da solo. Io, dall’alto dei miei 10 cm di panza, non sono certo la persona giusta per rispondere. Io mangio, anche troppo. Perché ho fame e mi nutro. Lo farebbero anche molti altri nel mondo, che hanno fame ma non hanno un cazzo da mangiare. Sono anoressici al contrario: vorrebbero ma non possono. E allora le risposte a un problema che riguarda i ricchi e benestanti ce lo dia chi questa ricchezza la crea e la distribuisce.
Posso aderire ad altre patologie, ad altre malattie, se proprio me lo chiedono. Ma non toccatemi i bisogni fisiologici: amo mangiare, cago correttamente, tra me e un gorilla sono pochissime le differenze all’occhio percepibili.
Potevo fare anche un bel post sulla cocaina, ah certo. Anche sulle guerre nei paesi africani, e sullo sfruttamento dei bambini cinesi che cuciono i palloni con cui futuri cocainomani e future anoressiche giocheranno. O anche un bel post sull’AIDS.
Lo sapevate che in questo momento 141 guerre stanno uccidendo molte più persone di quanto la Moratti riuscirà a fare in tutto il suo mandato? (occhei, esempio non politically correct). E tutti i problemi del mondo che non hanno visibilità? Però, mi si consenta, il tutto nasce dalla fortuna di aver letto questo blog: www.lias.splinder.com. Che mi ha creato qualche interrogativo. Nessuna perplessità, solo la certezza che si tratti di un blog scritto da una malata a proposito della sua malattia. Il problema è che solo io a penso si tratti di una ragazza disturbata: i commentatori e i siti amici non mancano. Addirittura in molti(e) fanno il tifo.
Forza, non mangiare, dai. Distruggiti di lassativi, così caghi. Grande che digiuni!
E sua madre non se ne accorge ( la ragazza, dal racconto si evince, è fortemente sottopeso. La madre, o è Anna Maria Franzoni oppure ha dei problemi, in entrambi i casi qualche colpa ce la ha…). Ho letto in uno dei post che lei si lamentava con la madre, colpevole di aver cucinato gli spinaci con l’olio, per poi alzarsi e andare a dormire senza mangiare. Mia madre, pace all’anima sua, aveva un metodo molto moderno per pianificare la mia educazione in casi simili: gli spinaci venivano riproposti fino al giorno in cui non venivano mangiati, con o senza olio. E vedi come mi hai ridotto mamma? Adesso sono grasso, cazzo. Tutta colpa degli spinaci. E il suo ragazzo non dice niente ( e cosa dovrebbe dire?) E le sue amiche non dicono nulla (anzi forse per loro lei è un esempio). Di suo padre nel blog non c’è traccia. Supponendo sia vivo e vegeto ci si stupisce del rapporto intenso che intesse con la figlia. Ma non spetta a noi giudicare. Ci rimane solo da osservare, perchè giudicare è sintomo di superiorità e nessuno può dire nulla. Pensa che roba: possiamo solo guardare una persona morire, perchè altrimenti veniamo tacciati di manie di grandezza, e poi facciamo gli adesivi per salvare il furetto dalle vecchie babbione che lo vogliono impellicciare. Forse tutto questo ce lo meritiamo.
E io che non trovo risposte alle mie domande, finirò per archiviare l’annoso problema davanti a una birra. Non sono giunto a nessuna conclusione, non ho nessuna idea per risolvere il problema.
Non tutti gli uomini sono in grado di cambiare il mondo. Io almeno ne ho la certezza.
Nel prossimo post affronteremo l’annosa questione dei Mammellari, i dipendenti della mammella. Disturbo del comportamento di cui è affetto il nostro amico Elegante e da cui io sono uscito grazie a diverse terapie tra cui il matrimonio con una portatrice sana. Prima credevo che sotto la terza (coppa C) non fosse nemmeno amore, adesso ne sono convinto, ma lo accetto come mio limite. Affronteremo l’argomento sempre con questo tono saccente e fastidioso. Se ti infastidisce, a oggi ci sono più di duecentomila blog su Splinder, sembra quindi tu possa andare da un’altra parte.
L’apparenza ingonna
Fratelli, debbo cambiare qualcosa del mio aspetto. Aspetto che i capelli crescano, poichè le tempie si freddano lasciate lì da sole in piazza. Impazza anche una ruga profonda sulla fronte. Sul fronte del pizzo, essendo entrati in periodo natalizio lasciamo che una lunga e malcurata barba si proponga su gote e collo.
Riassumendo, questa sera mi reco dall’ortopedico di fiducia. Esso è il mio dottore, e io sono il miglior ipocondriaco che ha in cura. Di conseguenza proviamo comune piacere nell’incontrarci spesso e volentieri. Egli poichè fattura con abbondanza, ed io poichè sento l’ipocondria abbandonarmi per brevi istanti. Sicchè egli questa sera ci stava quasi credendo, ma poi si è ricordato di chi gli siedeva innanzi e ha proferito un breve e conciso dispaccio medico che riassumerei così: " Il tuo fisico è stato rubato a un sessantenne. Di conseguenza hai oggi 87 anni. Di che cosa ti lamenti?"
Ben felice di avere finalmente anche io una piccola patologia tutta per me, mi incammino per le strade del centro. Da molto non ci passavo. E poi, fresco di america, sentivo proprio la mancanza di un Centro Città. Per dire, mi sarebbe andato bene anche il centro di Novara (solo per dire). Felice passeggio per Via Dante, e poi per Piazza Duomo. Mi fermo per respirare tutto il Natale fatto di luminarie, piccioni, pioggerellina gelata e boliviani ubriachi. Ah, la mia Milano. Lesto mi incammino per vicoli ai più sconosciuti. Sono reminescenze di quando con l’Ambasciatore ci perdevamo per le stradine del centro di ritorno dall’Università. Proprio in una di queste stradine, stretta tra l’Arcivescovado e il Museo Diocesano, mi infilo con passo deciso. Nell’Ipod risuona potente Punk-o-Rama Volume 6. Questa vietta sta proprio innanzi all’uscita laterale del Duomo, presidiata da due vigili in moto che tengono in mano un piccolo oggetto a pile, scambiabile per la spada di Star Trek che si illumina, ma che in verità sembra essere un metal detector che i due passano sui cappotti dei giapponesi. Se il cappotto è poco imbottito, la protesi alla spalla potrebbe suonare. Ma non stavamo parlando di questo. Seppure ci siano i vigili proprio all’imbocco della vietta, questa rimane uno dei posti più loschi di tutta Milano. Non ci sono negozi, uffici, case, tombini o panettoni: è un semplice passaggio tra due palazzi. E alla fine sbuca su una delle più anonime piazzette di tutta Milano dove c’è un antiquario, un negozio per talari e crocifissi e una discoteca per ricchioni. Anche l’illuminazione è carente, non essendoci nulla da illuminare. Qui è necessario premettere che il mio look era new emo trasanda punk vintage sexy, in pratica mi ero messo le prime tre cose utili per coprirmi. Nella vietta ci entro subito dietro ad una Donna In Carriera. Una di quelle che vivono in Business Class. Cappotto fasciato lungo i fianchi, passo deciso su tacco alto, pantalone perfettamente aderente su magro polpaccio, capelli nel vento appena coperti da cappellino di traverso e borsetta di pelle umana. Non sento il rumore dei tacchi, ma sento forte il profumo. Sentire forte il profumo su una donna mi fa sempre ricordare le puttane dell’ Hot Mosquito di Via Ripamonti, che si facevano il bagno nel profumo prima di sventolare i seni sul palco. Involontariamente mi accodo alla Donna in Carriera, e sempre involontariamente accelero il passo per conformarmi al suo. La grossa busta con le lastre alla schiena che tengo in mano striscia contro il muro. Lei gira appena il collo. Sembra infastidita. Accelera ancora di più , compiendo un miracolo per ogni passo che fa su quei tacchi infiniti. Rimango indietro. Le cade qualcosa dalla borsa. Si ferma e si china per raccoglierlo. Io mi avvicino per aiutarla. Lei di scatto raccoglie l’oggetto e si gira. Fa quasi due metri di corsa e poi ricomincia la camminata accellerata. Adesso ho capito: è spaventata. Siamo soli, al buio, e il mio aspetto sexy trasanda vintage punk non deve essere tra i più rassicuranti. Cosa c’è di meglio nella vita che una bella botta di adrenalina? Accelero il passo e mi metto esattamente dietro di lei. Ansimo lievemente, ma questo lo faccio involontariamente: è dovuto alla mia forte preparazione atletica. Lei accelera ancora di più, è quasi tornata a correre. E io dietro di lei. Mi passa anche il mal di schiena. Adrenalina per lei e antidolorifici per me. La stradina è quasi finita. Io le sto perfettamente dietro. Siamo arrivati alla fine del marciapiede, e lei svolta di colpo. Io giro con lei, con un filo di ritardo. Adesso i suoi sospetti possono solo essere realtà. l’uomo che ha alle spalle è un maniaco. Pochi passi la separano dal bar dei ricchioni. Li fa correndo. Ci si fionda dentro. Io, non contento della recitazione, mi fermo pochi istanti davanti alla vetrina, guardando dentro. Poi mi giro e torno verso la macchina. Nella vetrina dell’antiquario mi fermo per guardarmi: non c’è che dire, l’immagine non lascia scampo alla fantasia. Sono orribilmente vestito, con i capelli bagnati sulla fronte e la barba incolta. Soddisfatto, torno a casa. In macchina ripasso davanti al bar. Lei non c’è più. Infossato nel sedile mi ritrovo a pensare che anche La Signora sta pressando da diverso tempo perchè io acquisti maglioni e jeans nuovi. Anche se non capisco perchè i miei maglioni del liceo non vadano più bene, proprio adesso che il vintage va per la maggiore, e ci tengo a sottolineare che il mio aspetto trasandato cela etti, ma che dico kili, di tenerezza e buoncuore, ecco proprio non capisco tutti questi messaggi subliminali. Siamo proprio così legati all’apparire? E’ la nostra una società così fragile da essere fondata sul modo di vestirsi? E’ un povero ragazzo con i capelli unti e bagnati schiacciati contro la fronte, la barba incolta, la giacca fuori misura e i jeans fradici che cadono sulle scarpe rotte, e dalle cui orecchie proviene un frastuono punk forse scambiabile con il rumore del trapano di un dentista, tacciabile di un prevenuto giudizio? Ah, perchè se è così sappiate che mi dissocio. Perchè ognuno ha diritto di sembrare quello che è e di essere qualcosa che non sembra. O perlomeno di provarci. E comunque, dato che la frase stessa aveva poco senso sarebbe stato bello chiudere il presente post così: […] perchè ognuno ha diritto di sembrare quello che è e di essere qualcosa che poi non sembra proprio essere. Invece, io che sono propositivo, e soprattutto dalla parte delle Donne in Carriera, propongo di fare una legge chiara per prevenire questi traumi, perchè ammesso che una Donna in Carriera abbia ancora una vita sessuale, non la darà via per molto dopo questo spavento. Ordunque ecco la legge:
Legge n 120293, del 05/12/2006, detta anche Legge Dalla Parte delle Donne
La presente legge a tutela delle Donne in Carriera e perchè no anche delle Donne è rivolta a tutto il popolo maschile. Esso verrà punito con pene riguardanti il pene, proprio per prevenire atti maniacali dovuti all’Apparenza. Talora un uomo, di qualsivoglia razza o colore, si trovi con la barba non fatta da due giorni gli è fatto divieto di aggirarsi per le vie poco illuminate della città. Da questo sono esenti i cinesi, poichè la peluria sotto il mento non è definibile barba. Inoltre, talora un uomo di qualsiasi eccetera eccetera si trovasse a comprare vestiario per lui medesimo, si ricordino tutte le commesse, i commessi e gli esercenti in genere che sono autorizzati solo a vendere pantaloni di una taglia adeguatamente aderente all’acquirente. Per verificare questo si noti che il pantalone deve essere: fasciante sul pacco e sul quadricipite (indifferentemente destro o sinistro) e deve arrivare non oltre la metà della tibia (destra o sinistra). Inoltre a tutti gli uomini è fatto divieto di ascoltare musica con ritmi diversi da quello della canzone melodica napoletana nelle ore notturne, sia tramite dispositivi portatili che stereo da tamarri. Come riferimento ritmico tutti possono prendere Gigi D’Alessio e Apicella. Inoltre è fatto divieto a tutti gli uomini di accellerare il passo smodatamente nelle ore serali. Inoltre è vietata a tutti gli uomini l’attività respiratoria conosciuta come "ansimare" e intesa come frequenti e brevi respiri fatti con la bocca. L’ansimare è tollerato solo nelle ore diurne e per oggettivi motivi. Qualora un uomo dovesse essere trovato in fallo rispetto a queste norme il suo fallo subirà una pena esemplare. A tutti gli uomini che non osservano la legge verrà applicata la severa pena della rasatura dei peli del pene. Essi verranno derisi da tutti avendo il pene glabro e simile a quello di un poppante. La rasatura verrà eseguita nell’immediato presso tutte le Questure, che si attrezzeranno con cerette dolorossissime. Sarà attivato anche un numero verde che tutte le Donne In Carriera e perchè no anche le Donne potranno chiamare per denunciare i sospetti. Come misura preventiva inoltre verranno chiuse tutte le vie strette e buie della città, con posti di blocco nei quali gli agenti preposti avranno il diritto di controllare tutti gli uomini di tutte le razze e di tutti i colori. Se a questi controlli le pelvi di un uomo risultassero già rasate e depilate, egli verrà accompagnato presso un Centro Estetico Convenzionato, dove passerà la notte in una scomoda cella o su un lettino abbronzante. Non sono valide, di conseguenza, per gli uomini depilati le tessere a punti dei Centri Estetici. E inoltre non è più tollerato che un uomo si depili da solo. Anzi, passi per il petto e per il triangolino sopra le natiche (anche conosciuto come alberello della tristezza), ma si fa divieto assoluto di depilarsi il pene di propria volontà. I colti in fallo con il fallo defallato dai peli verranno accompagnati presso un Centro Estetico Convenzionato, dove sconteranno pene che vanno dai tre ai sei mesi (dipende dal tipo di pelle, e comunque senza abbronzanti). Invitiamo tutte le donne a segnalare uomini depilati o con oggettivi segni di ricrescita. Alcune poliziotte rimorchieranno a campione per verificare che i peli siano al loro posto.
[…] fatta la legge trovato l’inganno: non sono ammessi i trapianti di peli pubici. Fa testo il colore dei capelli secondo questa scala: capello castano pelo castano, capello biondo pelo biondo o castano chiaro, capello scuro corvino (calabrese) pelo scuro, rosso de cavei rosso de usei.
Consigliamo a tutte le donne di diffidare degli uomini depilati e abbronzati: hanno un passato che non vogliono raccontare.
Santa Claus aspetta la tua letterina figlio di puttana
uè, uagliò wellcome in Illinois
Amsterdam, Schipol, gate F8, in attesa:
chiedo gentilmente a un poliziotto dove io possa fumare una sigaretta, visto che mi tengono seduto nello stesso posto da più di quattro ore senza nemmeno che in lontananza compaia un mezzo con le ali. Lo sbirro mi sorride e mi dice: " Da nessuna parte, siamo in America". Oh yeah!
Boeing 747/400 KLM, posto C34: devo rimanere sveglio, perchè la chiattona di fianco a me si alza ogni 22 minuti. Mi concentro su un film. Parte Cars, in lingua originale. E c’è una 500 di origini italiane che in lingua originale continua a dire: "Belizimo, che pauura. O certo capperi!"
Sul modulo per la green card, gentilmente tradotto dal Ministero degli Esteri, devi mettere semplicemente i tuoi dati anagrafici. Ma il ministero ci tiene a precisare che "tutti i dati vanno scritti in maiuscolo e in lingua inglese". Oh, Frenkie Minkia is back!
Chicago, Tower North 96° piano: dico a un collega che mi piace parecchio il panorama indicando una finestra che da sullo sconfinato quartiere nord. Lui si gira, mi sorride e alludendo alle tre ciccione sedute davanti alla finestra: "ah, i gusti sono gusti".
Mangio ogni due ore, ma non c’è da preoccuparsi, diluisco il tutto con piogge torrenziali di frappè alla fragola con amminoacidi ramificati. Ho avuto anche la soddisfazione di fare una breve ma molto intensa puzzetta davanti al direttore generale di una grande multinazionale. Annovero tra i racconti anche una lunga chiaccherata con la barista nera dell’albergo, una splendida sessantenne che parla stretto slang. Sarei rimasto ad ascoltarla per ore, senza comunque capire una parola. E tutti loro, con questa innata passione per la televisione ( la guardano dappertutto, anche in ascensore) e questa forte rassegnazione.
Aloha brots
domani mercatino casa Pistecchi. Maggiori info dalla Signora
Uat uill iu do uitaut me?
Comunicazione di servizio: questo blog si trasferisce per un breve periodo in Illinois, con più precisione a Chicago, insieme al suo proprietario e a pochi effetti personali indispensabili. Le ragioni del mio viaggio sono essenzialmente di lavoro, ma ritaglierò ampi momenti per trascorrere ore ludiche nella città più bella d’america (lo ha scritto il sito ufficiale su Chicago, stranamente). Una temperatura straordinariamente mite (33 gradi) mi accoglierà. (ah, i gradi non sono Celsius). Con un fuso orario in linea con gli orari dell’Ambasciatore, desidero comunque rimanere in contatto con la famiglia bradipa. Come suggerivo alla Signora, mandate pure SMS con richieste per acquisti vari. Fermandomi in America 64 ore in totale avrò un sacco di tempo per comprare tutte le minchiate che desiderate. Grazie al cambio euro dollaro sono molti i prodotti che conviene comprare negli States. Proprio nessuna idea? Beh, ad esempio un Chrysler costa 19.000,00 dollari, e ci risparmiate quasi 6.000 euri ( o eurori, dipende dal cambio). Oppure un appartamento vista lago costa 200.000 dollari, con un risparmio per la stessa metratura a Milano in centro di quasi 50.000 dollari. Proverò comunque a scrivere una sottile cronaca a stelle e strisce. Splinder noti bene che questo Blog è uno dei più internazionali: abbiamo scritto da Londra, da Gerusalemme, dall’Olanda e dal Belgio, dalla Slovenia e anche dalla Sicilia.
Come tutti i migranti, al mio ritorno porterò le incredibili storie di una delle più eccitanti città di tutta l’America ( sempre dal sito ufficiale). Una vita notturna frenetica (ci sono ben due discoclub) e una emozionante downtown piena di shops per i miei gifts con brand. Oh, Yeah!, a confronto il Fiordaliso di Rozzano mi sembrerà una stronzata.
Aloha fratelli!
Il Perozzino
Perozzi,
coccodrilli preparati non ce ne sono. Solo un pensiero, per chi ha saputo raccontare una delle storie più belle di tutto il novecento, come protagonista e come voce narrante. Amici Miei non è solo un film, è una soluzione a molte cose. Per questo, insieme al Conte Mascetti, siete rimasti grandi in mezzo a molte altre storie scritte. Caro Perozzino, rimarrai per le generazioni a venire una voce narrante di uno dei capolavori migliori. Grazie, senza bisogno di aggiungere parole, per averci raccontato questa stupenda storia.
Caro Dgol,
che nome strano che hai! accipicchia quanti amici che mi sono fatto iscrivendomi al Club Mille Miglia Air France. E io che pensavo che mi arrivassero solo le promozioni sulle rotte aeree… Grazie per la tua prima lettera, mi fa molto piacere che stai bene. Io me la cavo, diciamo che sto bene anche io. E’ difficile raccontarti cosa succede qui, dove vivo io. Dal tuo indirizzo suppongo tu sia coreano o di qualche posto lì vicino. Non sono mai stato da quelle parti, ma appena ci passo di sicuro ti chiamo così usciamo a bere una birra insieme. Ah, chissà com’è la birra lì da voi. Sai che cambia da paese a paese, in base all’acqua che usano. Scusa se la mia lettera sarà breve, ma sono al lavoro e non mi aspettavo di trovare una tua mail. Pensa che questo mese ho speso 100 euro per attivare Fastweb, con tanto di Firewall e Filtro Famiglia. Sono investimenti da fare, se non vuoi che ti arrivino brutte cose via internet. Oggi mi sto preparando per fare un lungo viaggio dall’altra parte del mondo, ma stai sicuro che controllerò la mail ogni giorno. Rispondimi presto.
PS: scusa se ti correggo, ma non si scrive FIGE, ma FIGHE, perchè al plurale si aggiunge anche la H. Non è sempre così: casa – case, mela – mele, cachi- cachi. Comunque so benissimo che l’italiano è una lingua difficile da imparare. Sei già stato bravissimo così.
PS2: Per quanto riguarda il tuo invito, ti ringrazio ma sono già a posto. Anche io, per ora, scopo gratis. E lo faccio con una sola figa (senza H, perchè singolare). Mi basta e mi avanza. E il mio apparato genitale sembra funzionare bene anche senza medicine giuste. C’è anche da dire che ho 27 anni, e sarebbe strano che fosse il contrario. Ho diversi amici con problemi di questo genere, ti allego i loro indirizzi, così magari diventate amici. Però se inizi a scriverti con loro non smettere di farlo con me, mi raccomando. Odio quelli che fanno gli amiconi e poi ti lasciano da solo.
PS3: Ma chi cazzo è Paul?
Disclaimer: Le informazioni contenute nella presente mail si intendono come private e rivolte agli indirizzi citati nella sezione riguardante i destinatari. Copie, parziali o totali, della presente non sono autorizzate e possono essere perseguite a norma di legge. Il destinatario può inoltrare la presente solo se richiesto dal mittente. Questo per tutelare la privacy sulle e-mail. Diverso è il caso di un pirla che da il suo indirizzo a una compagnia aerea. Ma sappiamo tutti che quando si tratta di fige bagnate nessuno capisce più niente. Caro coreano di stocazzo, grazie ma sei fuori prezzo. Pago molto meno qui a milano. Se poi aggiungi le spese di spedizione faccio prima a pagare una serata a una modella. Grazie comunque, tenetemi comunque aggiornato su tutto. Attendo grandi sorprese dall’Esselunga e da Mediaworld: se Air France mi manda le fige, figurarsi Esselunga. E ho anche la fidaty piena di punti fragola…
Comodini Inaspettati
Questo sole, per noi metereopatici, è una grande benedizione. Noi, in questo periodo, soffriamo di grandi botte depressive per il grigio laminato che Milano offre nelle otto ore di luce diurna. E poi ci si mette anche la pioggia. E se non c’è la pioggia c’è la nebbia, che è un male anche per i camionisti (quelli messi peggio sono i camionisti metereopatici: ché muoiono schiantandosi e nel contempo sono anche depressi. Che brutta fine). Insomma, questo sole, messo lì così, con tanto di cielo terso, montagne a vista e aria pungente, è un’ottima ragione per essere di buon umore.
Ma noi metereopatici – ipocondriaci ci stupiamo anche del fatto che qualche doloretto sia sparito. Le nostre malattie in fase terminale se ne vanno davanti al sole. E noi metereopatici – ipocondriaci – pendolari, siamo anche quasi contenti di fare tutta la coda del mondo in tangenziale sotto il sole. E noi ipocondriaci – metereopatici – pendolari – pessimisti siamo abbastanza felici di questo sole, anche se dubitiamo che duri per sempre, anzi sappiamo per certo che presto, molto presto, pioverà a dirotto. E io che sono metereopatico – ipocondriaco – pendolare – pessimista – psicolabile, penso sempre che c’è qualcuno che sta peggio di me, e mi rassereno camminando sotto questo sole. Ma il mio lato critico ( appartengo alla variazione metereipopendopessipsicocritico) non può lasciar correre, anche in un giorno con codesto sole, un sassolino che mi si è infilato nella scarpa. (e qui, caro Elegante, puoi anche smettere di leggere, tanto nemmeno oggi si parla della festa). E ci sarebbe tutto un lungo discorso sui libri da fare prima, ma per evitare di tediarvi troppo (leggi non ho voglia) salto alla conclusione: ho finito i libri sul comodino ( non è vero: mi rimane chuck Palahniuck, ma mi fa cagare già da pagina 2. E tra l’altro non ho nemmeno un comodino.). Ho ripreso in mano uno degli ultimi, poi mi sono messo a dormire quasi subito, mentre la Signora sfogliava un libro di cui tutte le sere mi fa una recensione dettagliata (“questo libro è una merda”). Sicché oggi mi decido a cercare una libreria vicino all’azienda, che c’è anche il sole e diventa quasi romantico andare a comprare un libro in pausa pranzo. E non un libro qualsiasi, voglio una libreria che mi dia la garanzia di avere “La Ballata delle Prugne Secche”. Eh si, voglio quel libro. Lo ha scritto una blogger (trovate il link qui di fianco, è Pulsatilla), e a quanto pare ne faranno anche un film. Quindi voglio questo libro: lo voglio perché è una blogger, ne faranno un film, lei è del 1981, e il suo blog è scritto da dio. Trovo, sul sito della sua casa editrice, tutti i dettagli. E ci trovo, guarda un po’, anche un sacco di recensioni. Molte sono di riviste “giovani”: Rolling Stone, Repubblica XL, Vanity Fair, Grazia: sarebbe già un’ottima ragione per non comprarlo più. Mi metto a leggere le recensioni: due concetti compaiono di continuo: è una blogger ( e lo avevamo capito) ed è la storia della nostra Bridget Jones. Ocazzomerda! Omerdacazzo, ma perché mi devi rovinare una giornata così bella? E anche qui bisognerebbe scrivere almeno venti pagine su quanto il modello della brutta perdente ma buona ( e dei suoi eterni problemi con gli uomini che sono tutti stronzi), in cui tutti ci rispecchiamo prima o poi, occupi nella nostra scala morale lo stesso posto dei reality. Ma Valeria, te lo prometto, lo leggerò, prima o poi.
Caldeggio da un mesetto a questa parte David Sedaris. Comprate tutto quello che trovate, perché è la dimostrazione che si possono scrivere ancora degli ottimi racconti prendendo come spunto la propria vita ( lui è un po’ aiutato perché è omosessuale, americano, vive a Parigi e sua madre era un’alcolista, ma non possiamo essere tutti così fortunati).
Rimango comunque un metereopatico-ipocondriaco-pendolare-pessimista-critico e inconcludente: perché dopo tutto questo popò di parole non ho raggiunto una conclusione: non so che libro comprare. E non so nemmeno se lo comprerò. E non so nemmeno se domani ci sarà il sole. E non ho nemmeno un comodino. Facile fare gli ottimisti quando si ha un comodino e si è omosessuali americani. Ma cazzo provate a mettervi nei miei panni… qui si sta toccando il fondo del barile.





