Chinaski!? Ah, Chinaski!

Deve essere un problema alimentare. Deve esserlo per forza, altrimenti è necessario parlare con un esorcista di buon livello. Deve essere un intreccio di sostanze. Devo solo andare a ritroso e ricordarmi cosa ho mangiato ieri. Siamo quello che mangiamo: dunque, per colazione le fette con la marmellata e il formaggio (accidentalmente, era sul cucchiaio che ho preso dal fondo del lavandino). A pranzo una banana e della bresaola al caffè (involontario, volevo ingerirli separatamente, ma purtoppo si sono scontrati nel tragitto macchinetta – scrivania). Per cena c’erano le lenticchie, il formaggio (senza marmellata) e il tonno, poi scorzette di arancia ricoperte di cioccolato con olio (extra vergine, almeno lui, e comunque non volontario anche questo). Nel corso della serata mi sono fatto tre cuba. Ho fumato 45 sigarette fino al filtro. Poi, all’ora in cui tutti si coricano, mi sono adagiato sul mio giaciglio con grazia. E lì inizia il trauma: deve essere il tonno con le lenticchie. O forse il caffè con la bresaola. In ogni caso ho avuto una forte impennata (intellettuale) nell’attività onirica. Un sogno lungo, durato fino al mattino. Complesso e forse premonitore. Siccome nel corso della serata abbiamo fatto conoscenza con diversi soggetti dal contenuto misterioso, tutti loro hanno deciso di popolare il mio sogno, incentrato sul call center di Santa Claus. Perchè parliamoci chiaro, solo i bambini ci possono credere. Ma certo, solo i piccoli stronzetti possono credere che Santa Claus faccia tutto da solo. Lui, con grande modestia, non si fa  pubblicità, ma sicuramente la sua è una grande azienda. Anche se con le consegne ha sempre qualche intoppo, è molto meglio di Gesù Bambino, che porta i regali solo ai bambini che secondo cristiana morale sono duri e puri. Beh, voi non ci crederete, ma in sogno mi è apparso Santa Claus, vestito da Babbo  Natale. E mi ha parlato. Mi ha spiegato che un grande call center riceve e smista corrispondenza e chiamate, e molti distributori locali si occupano della diramazione capillare dei regali. Lui, come Giovanni Rana, Berlusconi, Amadori, Moggi, Z. Ara,  è il front man dell’azienda. Ma alle spalle c’è la crem della distribuzione e della logistica. Per la produzione è da anni che ha aperto due stabilimenti in Cina, risolvendo l’annoso problema dei regali ai bambini cinesi: i bambini hanno una loro parte nei regali: li costruiscono. Poi ci sono le assistenti, tra cui la ragazza con la panza che ieri sera ci intratteneva. Credo si chiamasse Miriam. Ricordo solo il suo lungo discorso su Chinaski e Bukowski. Povero Charles, tirato in ballo da due deficienti il un locale di Milano. Ti sarai rivoltato nella tomba. Beh, insomma, le assistenti di Santa Claus, ovvero le Santarelle, fanno il grosso del lavoro. E Miriam mi ha portato a fare un giro nei Magazzini Generali, dove sotto natale accumulano la roba, e il resto dell’anno ballano ( e si fanno la roba, ma è un’altro argomento). Nel mio girovagare ho incontrato un mulettista che era el Presidente. E ho pensato: cazzo se guida il muletto come guida la macchina allora è per questo che un sacco di roba si rompe. E poi c’erano i magazzinieri, tra cui mio padre, vestito alla tirolese, che frustava dei nani pigri. Negli angoli bui c’erano le Santarelle che fatturavano. Perchè qualcuno paga per tutto questo. Ah, perchè non lo sapevate? Da anni la fatturazione va tutta a Dio. Gliela consegnano dei furgoni Scudo portavalori, e a guidarne uno ho visto chiaramente Sabino. Si vede che come nano non andava bene. E poi, per arrotondare, alcune delle Santarelle possono fare altro.

E per fortuna la mattina si avvicina, con le sue certezze, i confini tra l’illusione e il delirio spariscono. L’ufficio, il solito rumore accomodante della macchinetta. La vera realtà. E’ tutto finito, nessuna Santarella, nessun magazziniere tirolese. Solo la quotidianità speciale e ripetitiva. La vita. In coda per il caffè mi giro a salutare un operaio. Ah, pensa, l’ho sognato questa notte. Faceva il magazziniere notturno da Santa Claus. Ovviamente non dico nulla. Mi limito a guardarlo e a sentire la sua conversazione con il vicino di coda:

…" e poi mi sono rotto i coglioni di fare pacchetti tutta la notte. L’anno prossimo se ne trovano un’ altro…."

Aiuto

Un pensiero su “Chinaski!? Ah, Chinaski!

  1. messaggio per ricky: attenzione giulia e luca non riescono a cambiare il biglietto di rientro su londra…
    fare sapere. ripeto fare sapere.
    ah, poi volevo ringraziarti, ora fra qualsiasi cosa stia facendo (gioca a pc, fa la doccia, riempie la lavastoviglie) grida: “non venitele in faccia ripeto non venitele in faccia! olè.
    l.s.

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