Comodini Inaspettati

Questo sole, per noi metereopatici, è una grande benedizione. Noi, in questo periodo, soffriamo di grandi botte depressive per il grigio laminato che Milano offre nelle otto ore di luce diurna. E poi ci si mette anche la pioggia. E se non c’è la pioggia c’è la nebbia, che è un male anche per i camionisti (quelli messi peggio sono i camionisti metereopatici: ché muoiono schiantandosi e nel contempo sono anche depressi. Che brutta fine). Insomma, questo sole, messo lì così, con tanto di cielo terso, montagne a vista e aria pungente, è un’ottima ragione per essere di buon umore.

Ma noi metereopatici – ipocondriaci ci stupiamo anche del fatto che qualche doloretto sia sparito. Le nostre malattie in fase terminale se ne vanno davanti al sole. E noi metereopatici – ipocondriaci – pendolari, siamo anche quasi contenti di fare tutta la coda del mondo in tangenziale sotto il sole. E noi ipocondriaci – metereopatici – pendolari  – pessimisti siamo abbastanza felici di questo sole, anche se dubitiamo che duri per sempre, anzi sappiamo per certo che presto, molto presto, pioverà a dirotto. E io che sono metereopatico – ipocondriaco – pendolare – pessimista – psicolabile, penso sempre che c’è qualcuno che sta peggio di me, e mi rassereno camminando sotto questo sole.  Ma il mio lato critico ( appartengo alla variazione metereipopendopessipsicocritico) non può lasciar correre, anche in un giorno con codesto sole, un sassolino che mi si è infilato nella scarpa. (e qui, caro Elegante, puoi anche smettere di leggere, tanto nemmeno oggi si parla della festa). E ci sarebbe tutto un lungo discorso sui libri da fare prima, ma per evitare di tediarvi troppo (leggi non ho voglia) salto alla conclusione: ho finito i libri sul comodino ( non è vero: mi rimane chuck Palahniuck, ma mi fa cagare già da pagina 2. E tra l’altro non ho nemmeno un comodino.). Ho ripreso in mano uno degli ultimi, poi mi sono messo a dormire quasi subito, mentre la Signora sfogliava un libro di cui tutte le sere mi fa una recensione dettagliata (“questo libro è una merda”). Sicché oggi mi decido a cercare una libreria vicino all’azienda, che c’è anche il sole e diventa quasi romantico andare a comprare un libro in pausa pranzo. E non un libro qualsiasi, voglio una libreria che mi dia la garanzia di avere “La Ballata delle Prugne Secche”. Eh si, voglio quel libro. Lo ha scritto una blogger (trovate il link qui di fianco, è Pulsatilla), e a quanto pare ne faranno anche un film. Quindi voglio questo libro: lo voglio perché è una blogger, ne faranno un film, lei è del 1981, e il suo blog è scritto da dio. Trovo, sul sito della sua casa editrice, tutti i dettagli. E ci trovo, guarda un po’, anche un sacco di recensioni. Molte sono di riviste “giovani”: Rolling Stone, Repubblica XL, Vanity Fair, Grazia: sarebbe già un’ottima ragione per non comprarlo più. Mi metto a leggere le recensioni: due concetti compaiono di continuo: è una blogger ( e lo avevamo capito) ed è la storia della nostra Bridget Jones. Ocazzomerda! Omerdacazzo, ma perché mi devi rovinare una giornata così bella?  E anche qui bisognerebbe scrivere almeno venti pagine su quanto il modello della brutta perdente ma buona ( e dei suoi eterni problemi con gli uomini che sono tutti stronzi), in cui tutti ci rispecchiamo prima o poi, occupi nella nostra scala morale lo stesso posto dei reality. Ma Valeria, te lo prometto, lo leggerò, prima o poi.

Caldeggio da un mesetto a questa parte David Sedaris. Comprate tutto quello che trovate, perché è la dimostrazione che si possono scrivere ancora degli ottimi racconti prendendo come spunto la propria vita ( lui è un po’ aiutato perché è omosessuale, americano, vive a Parigi e sua madre era un’alcolista, ma non possiamo essere tutti così fortunati).

 

Rimango comunque un metereopatico-ipocondriaco-pendolare-pessimista-critico e inconcludente: perché dopo tutto questo popò di parole non ho raggiunto una conclusione: non so che libro comprare. E non so nemmeno se lo comprerò. E non so nemmeno se domani ci sarà il sole. E non ho nemmeno un comodino. Facile fare gli ottimisti quando si ha un comodino e si è omosessuali americani. Ma cazzo provate a mettervi nei miei panni… qui si sta toccando il fondo del barile.

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