C’è Rvello?

Il processo con cui vengono accettate nuove informazioni o importanti notizie dal mio cervello  è semplice. La notizia si mette in coda, attende il suo turno, viene esaminata da uno dei neuroni  incaricati che le da un grado di importanza in una scala da 1 a 10. Questo grado di importanza ha diverse variabili: ad esempio se è estate e l’informazione riguarda una promozione di vendita per degli sci, l’incaricato è autorizzato a cestinare l’informazione con grado 1. La notizia non è ritenuta interessante dal mio cervello, che la cassa con superiorità e deridendone la fonte. Quindi se la notizia è giunta da mia sorella il mio cervello autorizza un incaricato a telefonare a mio padre per dirgli: “ tua figlia è una testa di cazzo”. Più complesso è quando molte notizie pervengono contemporaneamente al cervello. Gli incaricati sono pochi, e scioperano spesso, soprattutto dopo grandi bevute o serate di spessore. In caso di sciopero, la notizia può chiedere di essere esaminata con urgenza. Esempio pratico:
sabato mattina, ore 8. Reduce da 4 cuba, il cervello è in completo sciopero. Il Franz guida la macchina con movenze meccaniche, La Signora è costretta di continuo a ricordargli la destinazione. Un cartello grosso e luminoso avvisa che la strada è interrotta per lavori. La notizia attiva la procedura d’urgenza. A pochi metri dal cantiere, il Franz si ferma. La notizia arriva solo ora.
Franz: “ah, ma è chiusa per lavori”                                                              
La Signora: “te ne sei accorto adesso?”
F:” mi è arrivata la notizia solo ora…”
LS: “prego?”
F:”Lascia stare. Piuttosto, dov’è che stavamo andando?”
Il cervello in sciopero può ricordare queste importanti notizie e tenerle con grande efficienza in rilievo. Grazie a questo sistema le notizie d’emergenza vengono mantenute sempre in evidenza.
Padre: “Pronto?”
F:”ciao sono io. Volevo dirti che la strada sotto casa è chiusa per lavori”
P:” è la quarta volta che mi chiami per dirmelo”.
F:” mi sembrava importante. Magari dovessi uscire…”
P:”sono già fuori. Sono in macchina con te”.
F:”altra notizia importante”.
In questo breve esempio due notizie sono entrate in conflitto fra loro. In giorni normali allarmi come questo vengono gestiti con semplicità. In giorni di sciopero le informazioni possono andare in conflitto e generare strani mix tipo: guarda che papà è chiuso. La strada è in macchina con te. La macchina è chiusa e tuo padre è in strada. Sono già da diverso tempo in trattativa con i sindacati per ridurre gli scioperi e i turni di riposo. Sono arrivato a buon punto: oggi il mio cervello sciopera solo dopo il 5° cuba, oppure dopo un bombardamento informativo troppo grande tipo “Congresso Matematico di Statistica Quantistica”. Sto inoltre lavorando per dare in appalto la gestione delle informazioni a un call centre esterno, forse nelle filippine. Nel frattempo sono costretto a continue trattative con i neuroni sindacali. In periodi come questo, dove le informazioni per me nuove sono la maggioranza, è un continuo braccio di ferro per far funzionare il tutto. Accade in giorni come questo, che gli uffici di smistamento non funzionino molto bene. Esternamente riesco a mascherare sufficientemente il tutto. Visto da dentro è un grandissimo bordello. E qualcosa si può percepire dalla pupilla vitrea. Stamattina è stato subito chiaro che sarebbe stata una giornata davvero in salita.
Ho bisogno di nicotina-è il primo giorno d’inverno- devi comprare il pane- la mensola è 70×20- il mercato avrà una contrazione direttamente imputabile all’erosione dei prezzi- Platinette mi fa cagare- le previsioni danno bello per tutta la settimana- ho bisogno di nicotina- la caffeina è necessaria per avviare correttamente tutti i processi celebrali- hai sbagliato cravatta, sembri un coglione- il limite è di 90 non di 240- non sono mai andato a 240- questo lo dici tu- dammi nicotina- era Manzoni o Leopardi quello della poesia di ieri?- stronzo, la nicotina- dove cazzo è la leva del cambio- il casello si paga con il bancomat- la cintura è troppo stretta- solo in Inghilterra si guida a sinistra.
Dopo un terrificante viaggio in tangenziale bombardato da queste informazioni sono arrivato al parcheggio aziendale. Sceso dalla macchina ho provato a chiuderla con il telefonino prima e poi con un porta biglietti da visita, poi ho tirato fuori le chiavi dal cruscotto e ho chiuso (questo però lo faccio normalmente). Un collega è arrivato insieme a me. La tragedia è alle porte. Facciamo il pezzo di strada che ci separa dal cancello. Io provo la tecnica del silenzio, mi sembra la soluzione migliore per evitare problemi. Lui ha un sfottuto bisogno di fare conversazione.
Collega: “Arrivi presto oggi eh!?”
F:”Ho bisogno di nicotina”
Collega: (porgendo una sigaretta) “ho visto la tua presentazione di ieri. Ottimo lavoro”
F:” il mercato avrà una contrazione direttamente imputabile all’erosione dei prezzi”
(grande Franz, tieni duro, mancano una manciata di metri)
C:” Eh, facile da dire. Difficile da mettere in pratica”
F: “Era Manzoni o Leopardi?”
C:”cosa? Ah, no è un modo di dire. Insomma bisogna prendere le misure del problema. Dobbiamo portare a casa delle soluzioni attendibili”.
F: “70×20. Le misure sono 70×20”
C:” 70 di fatturato con 20 di netto. Fammi pensare” Si ferma, molto interessato. “ Ma si, è geniale! Ah, così li mettiamo a 90!”
F:” A 240, non a 90”
Il Collega si allontana, ridendo. Rimango da solo, e indico con urgenza una riunione con i neuroni sindacali.
“Ragazzi sono le otto di mattina. Se iniziamo così sarà dura arrivare a mezzogiorno”.
Nessuno mi risponde, sono in sciopero. Entro in azienda, e provo a timbrare la Fidaty Card al posto del cartellino. Sarà una giornata di merda. Sindacati del cazzo.

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