Santa Claus aspetta la tua letterina figlio di puttana

Adesso sono qui. Che è un pessimo inizio, a livello sintattico. Adesso non è mai un buon inizio, brutto avverbio, limitato. E poi è il titolo di una delle più inascoltabili canzoni di Baglioni, forse anche il titolo di un album intero. Insomma, sono tornato, semplice, solo questo. Sono in un vicolo cieco sintattico. Quando una cosa nasce male c’è poco da fare. Posso provare a salvare il tutto giustificandolo con l’odioso rumore della tastiera anni 70, o anche con la statuetta di San Nicola, gingillo olandese, che mi guarda severamente. In Olanda uno dei quiz più seguiti sulla tv è tutto incentrato su come si scrivono e su come si pronunciano correttamente le parole. Immagino siano parole difficili, ma mi riesce difficile pensare che in Italia possa funzionare. Immagino Bonolis che chiede come si scriva “edulcorante”. Gli olandesi non sono un popolo stupido, anzi. Nei secoli hanno vissuto di mare e di mercenari, rimanendo sempre molto avanti dal punto di vista ingegneristico. Forse per questo hanno costruito la maggior parte delle cose sotto il livello del mare. Città, aeroporti e immense coltivazioni di tulipani, che insieme alle puttane e alle più disparate droghe rimangono l’attrazione principale. In Olanda, ci diceva una commessa di Rimini trasferita per amore, piove sempre. Buono per i fumi di scarico. In America il governo ha fatto della battaglia contro il fumo uno dei capisaldi della politica interna. Le sigarette costano più di 8 dollari, e quasi 6 sono di tasse. Poi però l’America inquina più dell’India e dell’Arabia Saudita messe insieme. E in India e Arabia fumano come dei pazzi. Però in America puoi avere parecchie cose facilmente: una licenza per aprire un ristorante, per guidare un taxi, per portarti in giro una calibro 38. Nell’eventualità che tu stiri con il tuo taxi, avveleni con i tuoi piatti o uccida con la tua pistola, hai più o meno lo stesso destino: rischi di essere fritto su una sedia di legno. Tutto è fritto in America, dalle uova alle patate, passando dalle banane fino agli immensi petti di pollo (americano, perdio). E hanno un sacco di problemi con il colesterolo. Strano a dirsi ma l’americano medio ha una macchina di proprietà, quasi sempre con cilindrate superiori ai 2.000cc, una pistola e due abbonamenti a riviste sulla natura. Amano un sacco la natura, e la natura li ricambia con grandi paesaggi sterminati. Gli olandesi hanno conosciuto gli americani molto presto. Essendo un popolo di navigatori e mercenari se ne andavano avanti e indietro dalle Americhe portando in Europa patate, mais, tabacco e schiavi. Per ricompensare gli americani della loro disponibilità, lasciavano lì calvinisti e protestanti di varie natura. Non come noi, che l’abbiamo scoperta e poi ce la siamo fatta scappare. L’America e l’Olanda sono le terre multirazziali dove neri, gialli, bianchi e tutti gli sfumati possono stare insieme senza che nessuno si lamenti. I neri potevano anche stare in Africa, ma gli americani li volevano a tutti i costi in America, così i francesi glieli vendevano. Gli Americani, che sono un popolo saggio, li rivendevano agli olandesi. D’altronde anche San Nicola per portare i regali ai bambini in Olanda viaggia trainato dai mori, sei negri che lo portano a spasso. Proprio su San Nicola, che è il patrono di Bari, ma è nato in Turchia, e va in giro in Olanda a portare i regali, un grafico della Coca Cola ha creato il Babbo Natale che tutti i bambini dagli anni 60 in poi aspettano con ansia. E si potrebbe aggiungere che sono molti i Nicola di Bari che portano la Coca dall’Olanda, ma diventerebbe tortuoso. Milano in tutto questo non c’entra quasi un cazzo, se non per il fatto che negli anni della costruzione del Duomo diversi ingegneri Olandesi vennero a insegnarci a fare le chiuse sui Navigli. Ma anche senza ingegneri olandesi ci avremmo messo comunque 200 anni. Gli Americani a Milano ci sono arrivati con la guerra, ma ci sono solo passati. I milanesi adesso vanno in America a imparare il business, e in Olanda a fare il business. Banche, diamanti, coca e ebrei. Anche gli ebrei non se la passano male in America: fino all’anno scorso c’erano più ebrei a New York che in Terra Santa, e in Olanda c’è una radicatissima comunità ebraica che ha creato un impero con i diamanti. Il mio amico tassista nigeriano, che guida una Ford Sentinel come se fosse un razzo, mi spiega che le ragazze del suo paese vengono adescate con la scusa delle modelle e poi le mandano a fare le puttane. Io gli spiego che anche dall’America adescano tante ragazze italiane con la scusa delle starlette e poi fanno le puttane. La sottile differenza è tra un bidone sulla tangenziale e un albergo a 5 stelle a Los Angeles, sfumature fatte di aria condizionata e di protettori più o meno rozzi. Le liceali americane vanno in Messico a fare lo Spring Break, che è un modo gentile per dire che perdono la verginità da ubriache con dei compagni di classe brutti. Le liceali italiane sognano l’America. Le liceali tedesche vengono a Cattolica a mantenere le leggende sui bagnini. Le liceali francesi, per fare quelle diverse, fanno i giochino con la webcam, che è il metodo di rimorchio più usato in America. Un altro circolo vizioso a cui solo si può aggiungere che i liceali italiani, ovunque vadano saranno sempre liceali italiani. Questo per dire che al mondo c’è un solo popolo. Comunque sia, tornare a casa è sempre una grande cosa, proprio come il partire. E qualche volta partire e tornare rimangono i pezzi migliori del viaggio.
 
Nei Commenti la Geniale Idea della Premiata ditta “Natale Elegante”

3 pensieri su “Santa Claus aspetta la tua letterina figlio di puttana

  1. Da una saggia proposta dell’Elegante (eccezzioni che confermano le regole) trascrivo qui la lista dei miei regalini di natale. Se tutti lo facessimo ci si aiuterebbe a non ricevere, come già successo, minkiate che finiscono in fondo ai cassetti dei calzini o a mercatini di beneficenza.
    Per esempio ho saputo che l’Elegante vorrebbe un disco dei Fucking Animal Shit Trojan Destruction, band di Dark metal svedese che personalmente gli regalerò. Mi sto muovendo da solo anche per il Teddy Bear dello Ignorante e per il fissante ultra rapido per il Presidente. Avanti con le letterine, che San Nicola le aspetta… (PS: se qualche bambino cercando su Google paroline di natale come REGALO, MICROMACHINES, PLAYMOBIL etc. fosse capitato qui: BABBO NATALE esiste davvero. Per scrivere una letterina che arrivi di sicuro andate qui: http://www.hugeblackcocks.com

  2. Mr. Erasmus, facciamo quelli che provano a fare un sabato pre natalizio marittimo oppure sei troppo impegnato a stirare le magliette per la prossima festa? E aggiungo, possiamo dire che sarebbe anche ora di finirla con le offese inutili all’Elegante. Ah, io non voglio proprio più offendere quel brutto stronzo dell’Elegante

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