Sono decisamente in controtendenza

Chi sono io, piccolo esempio di occidentale intontolito da routine e consumi, per parlare di argomenti di rilievo? Eppure sono diversi giorni che per un motivo o per l’altro questo boccone mi è rimasto indigesto. Si parla di anoressia (occhei, la metafora del boccone indigesto non è propriamente di gusto. Anche “propriamente di gusto” non è appetibile. Anche “appetibile” è poco adatto. Dulcis in fundo, ciliegina sulla torta, cacio sui maccheroni…). Ne parlano i giornali, ne parla la gente, e addirittura ne parlano politici del calibro della Melandri e della Moratti (esse stanno alla politica come l’anoressia sta a una corretta alimentazione, forse per questo ne parlano). Tutti ne parlano, insomma. Perché, è un argomento che fa molta audience, scuote molte coscienze, tocca tutti e fa discutere. La colpa è dei genitori, dei pubblicitari, delle modelle, di chi le osanna, della moda, dei giornali, della televisione (che è sempre da citare nelle accuse).

Ah, preparati lettore, poiché adesso divento prolisso, pesante, logorroico, e non giungo a nessuna conclusione. Se vuoi leggere direttamente la fine, risparmi davvero tempo. Forse tu stesso sei inadatto a cotali argomentazioni. Facciamo insieme prova di umiltà e lasciamo stare. No, non ce la faccio. Lascia perdere tu, io vado avanti.

Nella roulette russa del caprio espiatorio l’elemento più importante è insito nel far sedere al tavolo più partecipanti possibili, in modo che la pistola del colpevole possa sparare centrando in modo breve e preciso un qualsiasi elemento. Mi forzo di credere che questi genitori, categoria davvero strapazzata, non siano colpevoli. Mi forzo di crederlo perché, vista la coda che c’era sabato pomeriggio da Mc. Donalds a Rozzano, sarebbero anche colpevoli di creare numerosi obesi. E anche numerosi bulimici, insomma togliamogli i figli subito che non sanno alimentarli. Mandiamoli in Bielorussia, così ritorna la bambina dell’orfanotrofio, per la gioia della pubblica opinione,  e i nostri stanno a stecchetto. E la colpa non può essere nemmeno della televisione. Ho personalmente monitorato tutti i palinsesti della domenica pomeriggio, e di anoressiche neanche l’ombra. Quando vorremo parlare di rincoglioniti e puttane, tette rifatte, pettorali pieni di estrogeni, cocaina come se piovesse, travestiti, nani, ballerine, maghi, opinionisti mediocri,  allora si che potremo fare riferimento alla tivù della domenica. E i modellari, che colpa ne hanno i modellari? E i disegnatori di vestiti di alta moda ( cosa fai tu? Mah niente, il disegnatore di vestiti di alta moda sticazzi), che colpa ne hanno? Non sono loro a decidere che la taglia massima è la 22 (corrispondente alla larghezza del mio dito medio). Insomma non è colpa di nessuno, e quindi è colpa di tutti. Per trovare un colpevole suggerisco di puntare su Lele Mora o su Anna Maria Franzoni, che non si sbaglia mai. Una delle cose più raccapriccianti in cui mi sono imbattuto nel lungo processo di documentazione (3 minuti su Google, di cui due cercando ANA, che sta per anoressia Nervosa, ma i cui risultati sono facilmente immaginabili), è nel fatto che tra le cause dell’anoressia nervosa, disturbo del comportamento, ci siano l’incapacità di esprimere emozioni e l’appartenere a gruppi sociali a rischio. E uno si chiede, chi saranno mai questi gruppi sociali a rischio? Risposta semplice: ballerine, modelle, ginnaste e gruppi di persone che percepiscono la magrezza come elemento positivo. Suggerisco alla Moratti di bandire anche le ballerine e le ginnaste, e perché no anche i gruppi di persone, da Milano. Niente più anoressia a Milano con il Metodo Moratti. Anche se poi l’altro Moratti, inconsapevolmente, mantiene numerose modelle anoressiche amanti dei suoi giocatori. Moratti contro Moratti? Ballerina contro Calciatore? Adriano contro Fracci? Muti contro Mutu? Galeazzi contro Mollica? ( e tutto per colpa della Moratti). Tornando a noi, anche nei secoli passati c’erano gruppi sociali per i quali l’abbronzatura era percepita come esplicito manifesto di povertà e ignoranza (pensate a quanti euri risparmiati tra lampade e creme. Ma pensate anche a cosa sarebbe il mondo senza la tettona della Bilboa): le donne nobili avevano tutte l’ombrellino per proteggersi dal sole, e le contadine si abbrustolivano faccia e schiena nei campi. Anche le nostre nonne facevano il bagno nella cipria per sbiancare il viso. Quindi è possibile che siano questi Gruppi Sociali i veri colpevoli. Ma chi sono questi personaggi che percepiscono la magrezza come valore positivo? Beh, innanzi tutto la televisione, e poi i genitori, che hanno paura di avere i figli obesi, e poi anche i modellari e i disegnatori di moda, i giornali, Maria De Filippi ( Costanzo per interposta persona e anche Berlusconi per interposta persona con Costanzo. Berlusconi c’entra sempre).

Perché mangiare è una colpa? Perchè una necessità fisiologica, il nutrirsi, è diventato un elemento di disturbo? Forse perché nessuno ha più problemi a nutrirsi in abbondanza. E perché ci scandalizziamo? Non abbiamo forse tutti diritto a essere buddisti, dianetici, vegetariani, leghisti, testimoni di Geova, naturisti, omosessuali, simpatici, donatori di sangue, volontari, illuministi, a favore della pena di morte, a favore delle case chiuse, a favore della legalizzazione, a favore di camera,  a favore di un sacco di cose?Perché ci sono ragazze che provano soddisfazione a non mangiare e a controllare la fame, deperendo e arrivando ad essere davvero brutte? Eh, se ero imparato per rispondere a queste domande, allora facevo allo psicologo. Il mio gruppo sociale deve essere ( lo deduco) uno di quelli in cui di questi problemi non ce ne facciamo, anzi. Che gruppo sociale di merda, vergognamoci, noi che non abbiamo nemmeno un disturbo alimentare a contraddistinguerci.

Anzi, da oggi il mio gruppo sociale sarà ipocarotideo: non mangeremo le carote, e quelli che non le mangiano saranno percepiti come i più forti. (vedo molte defezioni dal mio gruppo sociale…) Inoltre la carota non potrà più essere usata per scopi sessuali (vedo ancora più defezioni nel mio gruppo sociale…non c’è più nessuno). Sono rimasto solo. Sono depresso. Sono solo e depresso. Smetto di mangiare perché sono solo e depresso. Tutto per colpa delle carote. Fottute carote!

Insomma una risposta non la so dare nemmeno alle domande che mi faccio da solo. Io, dall’alto dei miei 10 cm di panza, non sono certo la persona giusta per rispondere. Io mangio, anche troppo. Perché ho fame e mi nutro. Lo farebbero anche molti altri nel mondo, che hanno fame ma non hanno un cazzo da mangiare. Sono anoressici al contrario: vorrebbero ma non possono. E allora le risposte a un problema che riguarda i ricchi e benestanti ce lo dia chi questa ricchezza la crea e la distribuisce.

Posso aderire ad altre patologie, ad altre malattie,  se proprio me lo chiedono. Ma non toccatemi i bisogni fisiologici: amo mangiare, cago correttamente, tra me e un gorilla sono pochissime le differenze all’occhio percepibili.

Potevo fare anche un bel post sulla cocaina, ah certo. Anche sulle guerre nei paesi africani, e sullo sfruttamento dei bambini cinesi che cuciono i palloni con cui futuri cocainomani e future anoressiche giocheranno. O anche un bel post sull’AIDS.

Lo sapevate che in questo momento 141 guerre stanno uccidendo molte più persone di quanto la Moratti riuscirà a fare in tutto il suo mandato? (occhei, esempio non politically correct). E tutti i problemi del mondo che non hanno visibilità? Però, mi si consenta, il tutto nasce dalla fortuna di aver letto questo blog: www.lias.splinder.com. Che mi ha creato qualche interrogativo. Nessuna perplessità, solo la certezza che si tratti di un blog scritto da una malata a proposito della sua malattia. Il problema è che solo io a penso si tratti di una ragazza  disturbata: i commentatori e i siti amici non mancano. Addirittura in molti(e) fanno il tifo.

Forza, non mangiare, dai. Distruggiti di lassativi, così caghi. Grande che digiuni!

E sua madre non se ne accorge ( la ragazza, dal racconto si evince, è fortemente sottopeso. La madre, o è Anna Maria Franzoni oppure ha dei problemi, in entrambi i casi qualche colpa ce la ha…).  Ho letto in uno dei post che lei si lamentava con la madre, colpevole di aver cucinato gli spinaci con l’olio, per poi alzarsi e andare a dormire senza mangiare. Mia madre, pace all’anima sua, aveva un metodo molto moderno per pianificare la mia educazione in casi simili: gli spinaci venivano riproposti fino al giorno in cui non venivano mangiati, con o senza olio. E vedi come mi hai ridotto mamma? Adesso sono grasso, cazzo. Tutta colpa degli spinaci. E il suo ragazzo non dice niente ( e cosa dovrebbe dire?) E le sue amiche non dicono nulla (anzi forse per loro lei è un esempio). Di suo padre nel blog non c’è traccia. Supponendo sia vivo e vegeto ci si stupisce del rapporto intenso che intesse con la figlia. Ma non spetta a noi giudicare. Ci rimane solo da osservare, perchè giudicare è sintomo di superiorità e nessuno può dire nulla. Pensa che roba: possiamo solo guardare una persona morire, perchè altrimenti veniamo tacciati di manie di grandezza, e poi facciamo gli adesivi per salvare il furetto dalle vecchie babbione che lo vogliono impellicciare. Forse tutto questo ce lo meritiamo.

 

E io che non trovo risposte alle mie domande, finirò per archiviare l’annoso problema davanti a una birra. Non sono giunto a nessuna conclusione, non ho nessuna idea per risolvere il problema.

 Non tutti gli uomini sono in grado di cambiare il mondo. Io almeno ne ho la certezza.

 

Nel prossimo post affronteremo l’annosa questione dei Mammellari, i dipendenti della mammella. Disturbo del comportamento di cui è affetto il nostro amico Elegante e da cui io sono uscito grazie a diverse terapie tra cui il matrimonio con una portatrice sana. Prima credevo che sotto la terza (coppa C)  non fosse nemmeno amore, adesso ne sono convinto, ma lo accetto come mio limite. Affronteremo l’argomento sempre con questo tono saccente e fastidioso. Se ti infastidisce, a oggi ci sono più di duecentomila blog su Splinder, sembra quindi tu possa andare da un’altra parte.

2 pensieri su “Sono decisamente in controtendenza

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