Il salotto buono

Tira fuori i piatti belli amore. tira fuori la tovaglia della festa. Preparati a una serata davvero memorabile. Questa sera mettiamo in scena il salotto buono. Anzi, lo facciamo per tutto il week end. Preparo il vino, tu pulisci il bagno, e per carità togli tutte le riviste che leggo cagando. Ci si prepara ai racconti di tutta una estate. Sottofondo jazz, che fa salotto buono. Ma è il salotto buono non perchè di discuta di affari, non perchè si parli di finanza creativa ( in cui spadroneggio perchè tutti i giorni mi invento un motivo per il conto in rosso. Sono un creativo di primo pelo). No, il salotto diventa buono, ha un buon profumo e dei bei colori. Si sentono tutti gli odori, si sentono mille voci e si vedono mille facce. Si vedono i colori degli uccelli del Kenya, si sentono i profumi della sardegna. Si mangia un po’ di cucina greca e si programma una gita in croazia. Si pesca su un moletto e si mangia in un fast food di new york. E la cosa più bella è che ognuno la racconta a modo suo. La cosa forse più sottile è la differenza di punti di vista, le sfaccettature. La memoria di una vacanza. Chiedi a Sabino com’è New York. Solo puzza di cibo. Poi chiedi com’è il Kenya e ti senti un discorso sugli uccelli colorati ( nessuna allusione fallico razziale del vecchio gay Monazzo. Vera etologia tipo: ma che uccelli erano? e che cazzo ne so). Salotto buono, in cui corrono ricordi buoni, da Stintino a Mumbasa, da Atene a Miami. Viaggio solo ritorno. In attesa di una nuova andata. La famiglia si ricompone, piano piano, a colpi di cuba come tradizione, e con un filo di malinconia. Si riparte, tutti all’appello come cadetti volontari di una guerra obbligatoria. Si sparano sogni contro le nuvole, e poi ti accorgi che sono sempre gli stessi, e anche la guerra è sempre la stessa. Veterani metropolitani. L’esperienza a qualcosa servirà… o almeno così dicono.

Nella foto che troverete allegata al numero di Gente Che Conta in edicola Lo Ignorante La Signora e Cinzia Mani di Forbice nel Salotto Buono durante le trattative per una scalata di acquisto di un importante gruppo finanziario. Lo Ignorante farà da prestanome e Cinzia si occuperà della parte legale. Resta da chiarire la posizione della signora, che dichiara di voler essere la nuova lady Finanza. Ma io Non sono Mr. Finanza. E nemmeno me ne intendo… pensavo che Ricucci facesse lo yogurt… Bah, scalata anomala, ma farà sempre bene alla salute…

Self Service

Ma come?!? Non sei mai stato a Formentera?

Ricetta Per essere TRENDY (occhio che non mi ripeto) a Milano.

1. avere un lavoro dal nome figo: web assistant- marketing supervisor. Uniche varianti le sempreverdi: avvocato – medico – dentista.  2. avere una macchina decisamente medio borghese. Unica variante: lo sportivo. 3. Avere degli amici trendy. 4. Frequentare posti trendy. 5 Dire cose tremendamente trendy. 6. disinteressarsi di attualità, politica o massimi sistemi, inutili per perseguire gli ideali trendy. 7. avere un passato da comunista liceale. Meglio licei di comprovata matrice trendy. (Elenchi disponibili presso il Provveditorato agli Studi, e in ogni caso tutti i licei della prima circonvallazione e tutti i privati in genere). 8. avere un amico che fa cose tremendamente strane: aiuta sempre inoltre avere un amico sportivo di qualsivoglia natura. 9. Frequentare palestre trendy. 10. ANDARE IN FERIE IN POSTI TRENDY. Ecco, io che sono trendy come un piatto di acciughe marinate, non sono particolarmente infastidito dalla popolazione trendy di Milano. Io resto qui, loro li. Li osservo divertito. Ma ( qui l’errore è stato mio), quando mi infilo in un locale Trendy, pieno di gente Trendy, che si racconta delle loro vacanze Trendy e inizia a urlare "chi non era a Formentera oe oe", mi si gonfia tutto il malcontento. Ci passo sopra con un paio di cuba, mente le gattemorte Trendy sopra i trenta sgattaiolano fra un album di foto e un’altro. Il maschio Trendy non si da pervinto, colorito con il lucido da scarpe testa di moro, prova il rimorchio della trendy-sopratrenti. Dio come mi manca Costantino. E a proposito, del Trendy Formentera, non di Costantino, ma Wilson che fine ha fatto?

Chi non era a formentera oe oe … chi non era a formentera oe oe …. chi non era a formentera oe oe …. chi non era a formentera oe oe ….Chi non era a formentera oe oe … chi non era a formentera oe oe …. chi non era a formentera oe oe …. chi non era a formentera oe oe Chi non era a formentera oe oe … chi non era a formentera oe oe …. chi non era a formentera oe oe …. chi non era a formentera oe oe Chi non era a formentera oe oe … chi non era a formentera oe oe …. chi non era a formentera oe oe …. chi non era a formentera oe oe Chi non era a formentera oe oe … chi non era a formentera oe oe …. chi non era a formentera oe oe …. chi non era a formentera oe oe Chi non era a formentera oe oe … chi non era a formentera oe oe …. chi non era a formentera oe oe …. chi non era a formentera oe oe

See You Later Alligator

 Diamo i numeri? Uffici semivuoti pieni di palliducci impiegati semi depressi grazie alle poderose condizioni climatiche milanesi. Self service pieni di impiegate ancora a dieta, perchè per via della pioggia hanno mangiato tutta l’estate.  Se qualcuno volesse sapere dove si trovi El Presidente in compagnia di Egofix e pochi altri eletti può andare qui, con tanto di web cam sulla spiaggia. Se invece qualcuno volesse sapere dove è Cinzia può andare qui  . Sempre meglio che milano. Anche se qui sarebbe peggio. Ma il top rimane Il sottoscritto che è qui e che lotta per i vertici di classifica con Rena e con l’Ambasciatore. Sicuramente rimarrete stupiti anche di quante risorse il Bradipo offra ai suoi lettori per supplire alla carenza di notizie. Ad esempio qui vi potete aggiornare a dovere sul mondo. Oggi, purtroppo ci tocca ricordare Lo Ignorante, nel giorno del suo compleanno. Lo ignorante è qui. Ma sarà di ritorno presto. Nel contempo gli rivolgiamo sereni i migliori auguri per un serenissimo ritorno in nave, in questi giorni di mare forza sette. Nella più totale indecisione e mentre cose ben più importanti accadono, per sapere del destino del nostro week end bisognerebbe si guardare il meteo, ma anche la voglia di stare due ore in coda… A ognuno la sua bilancia per fare due pesi e due misure. Se il giochino dei link vi ha fatto passare almeno due minuti di svago vi propongo Mona, Krine, Le tre marie di abbiategrasso.

Per letture più elevate mi permetto di consigliare lo sfoglio di: uno, bel blog, scritto bene. due, per autopromozione, e tre, perchèil web è bello perchè è vario.

disclaimer: questo post serve semplicemente a illudere di una continuità nella cronaca impossibile da perseguire per evidenti latitanze. Il giochino dei link avrà comunque avuto un effetto placebo sui meno abbienti che si considereranno almeno soddisfatti. Forza di internet: poco da dire ma tanto da vedere.

resisti, se pensi sia indispensabile

Dichiaro aperta, tramite questo post, la stagione. Le fatali coincidenze che mi spingono a valutare oggi come la data astrale in cui i testicoli si muovono in senso rotatorio antiorario sono: la prima coda su viale Monza alle otto di mattina. Tutti abbronzati, olive ascolane chiuse nei barattoli turbodiesel con la faccia di chi ne farebbe a meno. Il dente del giudizio, grosso come un tavolino da fumo, spinge per essere estratto, facendo pressioni su tutti i nervi a cui ha accesso. Il dentista è sulla sua barca, in qualche atollo per il mondo. Si spera in qualche test nucleare. Le nuvole, la temperatura e il senso di castrazione chimica che questo clima regala a milano. La mancata consegna della croncaca di Milano del corriere della sera. Che io al cassiere glielo avevo detto che mancava. Ma lui, forte della posizione, mi ha saccentemente risposto che se non c’era è perchè non è uscita. Coglione. La fine delle cartine e del tabacco, improvvisamente mancati al loro unico compito. E la frenetica simpatia del cielo sopra Cinisello Balsamo, a cui molti pittori e molti poeti tutt’oggi dedicano interminabili pagine e quadri. Forse girerà qui un film anche Mr.Wenders. Forse. Nella frenesia dell’attesa il Brico Center ha finito il nastro biadesivo, che con ogni probabilità lo comprano i vecchietti per fissarsi la dentiera, e che allo stato dell’arte era l’unica cosa che mi serviva in ufficio.Poi uno dice eh il lunedì.  Attendo la pausa pranzo, gemendo di voglia nello scoprire cosa mai potrà ancora accadere.

seratone intellettuale

Mi aspetta una serata totalmente dedicata all’intelletto. Duri esercizi e complicate sessioni per allenare il pensiero. Giusto per far capire da subito il tenore della serata vi consiglio di accompagnarmi dove berrò la prima birra:  www.virtualbartender.beer.com/beer_usa.htm. Lasciate caricare la pagina e poi chiedete alla cameriera le vostre ordinazioni ( consiglio kiss – strip e simili). Appena finita la mia birra da single in città ho un importante cineforum, grazie ai bollini della Esso: retrospettiva su Bruce Willis dal titolo: "l’uomo che recita da dio". Poco prima di andare a letto proporro al mio esausto cervello un ultima e massacrante prova: il sudoku del Corriere. Per chi avesse dei dubbi sull’efficacia di tali prove intellettuali, mi permetto di dare breve resoconto dei miei tentativi: ore 08.00: tentativo di acquisto di un quotidiano: 4 edicole chiuse. ore 13.30: tentativo di acquisto di un dvd dai minimi contenuti: reperibile solo Die Hard ( e nemmeno il due o il tre. Il primo.) ore 18.00. Visita al sito Vivimilano.it per cercare qualcosa da fare. Oltre alla festa della birra di Biassono e a un concerto di musica argentina a Cavenago il nulla. Albertini si sbrodola sulla Milano aperta. Ore 19.00 decisione estrema: mi chiudo in casa e faccio serata da solo. Ore 19,15: accortomi dell’assenza di qualsivoglia alimento commestibile allarmo mio padre sulla situazione e propongo una pizzeria: la risposta è secca: io ho già mangiato. Prima di essere raggiunto dalla disperazione ripiego su internet. Qualcosa si trova sempre. Senza nessun rimpianto seduto al bancone virtuale, con qualche dubbio su me stesso, digito parole a cui la bionda maggiorata risponde sempre stropicciandosi le tette. Affogando nel dolore primordiale, una lacrima mi corre sulla guancia in memoria della pre adolescenza. Dove la biondona telematica bastava a far serata. Ma anche settimana. Cosa mi ha ridotto così? il mondo? l’amore? il lavoro? Possibile che la mia cultura cinematografica sia decisa dal benzinaio di Viale Fulvio Testi ( uno dei tre aperti)? Dubbioso mi avvicino al frigo e prelevo del tonno, pronto a un succulento pasto e ormai prossimo al sonno riparatore. Agosto, io ogni anno ci provo. Ma non capisco.

disclaimer: visto l’alto contenuto intellettuale del post si sconsiglia la lettura a tutti coloro che credono ancora a Babbo Natale, al Segreto di Fatima, ad Albertini e alla verginità di B. Spears. Caldeggio la frequentazione del bar virtuale a tutti coloro che avessero invece la malaugurata idea di uscire a Milano. bere un cuba assomiglia a una missione speciale. Il mediocre contenuto erotico del sito suddetto lo rende adatto prevalentemente ad un pubblico di adolescenti ed anziani cardiopatici. Se non appartieni a una di queste due categorie e sei rimasto infoiato per la biondazza consulta uno psicologo del lavoro.

Offerta Last Minute Ferragosto a Milano

Un italiano, un turco, un marocchino e un algerino. Non è l’inizio di una barzelletta ma l’elenco esatto delle persone che ho incontrato nel mio ferragosto urbano. Il primo ferragosto della mia vita in cui sono uscito con il maglioncino. Reduce dalla Sardegna, consapevole che due settimane siano davvero troppo poche, ma riposato come non mai e soprattutto ricaricato spiritualmente, affronto ferragosto con due compagni d’eccezzione. El Presidente, che ancora deve partire, e una laconica malinconia. Nostalgia, dolore per la distanza. Non faccio nulla per farmela passare, anzi ci lavoro sopra. Da abile fuochista, butto legna sulla brace e mi godo la piccola fiamma che luccica. Il cervello è in pieno lavoro, un boiler di idee pronto a distribuire caldo per tutto l’inverno. Non credo di essere l’unico a sentire l’estate come il vero momento per fare progetti, e non credo di essere l’unico a cadere in letargo d’inverno. Doso le parole, anche perchè l’unico a cui regalarle è un Presidente in vena di chiacchere costruttive, e scrivo tutto su quadernetti che andranno sicuramente persi. Della sardegna porto in tasca ancora una manciata di sabbia e stampati in testa il mare e il vento. Porto due settimane in cui con la Signora, più o meno involontariamente, si è costruito e ricostruito. Porto un paio di scontrini, prezzi troppo grossi anche per Milano, e il ricordo di una concentrazione straordinaria di cafoni, come un gigantesco set di un film di Vanzina. Un popolo bue che si muove a suon di serate con Salvo del Grande Fratello, dai bicipiti immensi, tatuaggi di cui tutti sono pronti a spiegare significati talmente profondi da essere sepolti. Costantino mi segue, ne ho le prove. Anche lui in giro per serate, con la stessa folla di Lourdes, che allo stesso modo implora il miracolo. Ma di madonne non ne appaiono. Tutto insieme, come se potesse cancellare le spiagge mozzafiato, il mare con i pesci a riva, il sale, tanto sale, fino in fondo alle orecchie, i silenzi e le carezze. Impossibile.  Come trovare un bancomat che funzioni in Sardegna o un distributore di sigarette a Milano. Che mi accoglie nuda. Fresca, deserta e inospitale. Solo chi è davvero innamorato può credere ancora che sia una città di umani. Per tutti gli altri rimane solo una bella rinfrescata in un centro commerciale, quello si davvero aperto.  Chissà quante pagine servono per riempire queste sensazioni. Intanto, per una volta, sono tornato carico e sereno.  Sereno.

Se sei un pro attento al tuo contro

Non vorrei mai innervosire Egofix, ma domenica si è vista una mareggiata che da tempo non si vedeva. Non vorrei mai deludere l’Ambasciatore, ma in 2 ore e poco più siamo andati e in 2 ore e mezza siamo tornati. Mai mi permetterei di infastidire Cinzia, ma per dormire abbiamo speso 12,5 euri, come dice lei. Per contro, nella mareggiata più grande mai vista noi si è solo galleggiato. Per contro, nonostante le due ore siamo tornati stanchi lo stesso. Per contro, spendendo poco per dormire ci siamo sfogati sulla Poretti. Ma per ogni pro c’è un contro.  Di pro a passeggio per la versilia ce ne era a sufficienza in questo week end. Tra una festa di Surfers e un meeting di Bear Contest c’erano a passeggio tutti quelli che in Italia surfano da pro. E noi, moderni contro, con i nostri tavoloni, troppo fuori moda, e i nostri tentativi di surfare per godere, in piena contro tendenza con i pro dalle manovre radicali. Potrei dire di aver visto da vicino Mr. Yang, leggenda della tavola, e addirittura di aver surfato sulla sua tavola. Potrei. Potrei anche dire di aver ballato con Mr. Conti, pluridecorato campione nostrano che si broccolava la Signora in mia assenza. Potrei, ma come contro dico che ho preferito surfare con la tavola del Monazzo e ballare con il Lopa. E dire che al contest più chic non ci abbiamo messo nemmeno piede. Non siamo andati nemmeno a informarci sulle ultime novità. Non c’era nessuno dei bradipi a guardare i campioni sul molo di Forte. Non per essere contro. Semplicemente per non essere pro. Bando ai giuocchettuncoli lessicali. La cosa più pro che si è vista in due giorni è stato il sole del tramonto di domenica. Ma non si può ignorare nemmeno la grande prestazione del Presidente, con un paio di chicchette degne di un pro. Ormai ha un suo stile. Peccato per la scelta dello spot. E’ infatti in grado di trovare il punto con meno onda in assoluto in tutta la costa. Performance berlusconiana della Signora che sbanca lo stand creato appositamente da Attilio per le produzioni bradipe. Sconvolto il Dott. Guido anticipa la ritirata.  Le tavole si risfodereranno solo a settembre. Con un piccolo rimpianto sulla vacanza comune. Ma la famiglia si è allargata, a quanto pare. E come tutte le famiglie allargate ha un processo decisionale degno del parlamento. Ma non tutto è perduto.

Usavamo vestire Hippy: ora non più

Volevo scrivere, con ritmo e un filo di sarcasmo, di due cose completamente diverse: il concerto degli U2, a cui abbiamo mandato El Presidente come rappresentanza ( che se no Bono mi ci rimane male), e una notiziuola di qualche giorno fa. Un suicidio, con tanto di dichiarazione di intenti via blog. Diario di una morte annunciata. Volevo, appunto. Poi mi sono scontrato con due fette di melone e una insalatona, e tutto è stato rimandato a un futuro imprecisato.  Cerco di riprendere qualcosa dalla mente, nel mentre di un cazzeggio forzato in attesa di una telefonata della Signora.  Esploro i siti della concorrenza, e vado su quello aziendale. Spulcio tra altri blog, navigo a casaccio nei siti delle case editrici. La rete così infinita non ha un cazzo da dirmi. O, probabilmente, io non ho un cazzo da cercare.  Mi sparo qualche sito di surf. Cerco notizie, storia. Qualche curiosità. Tipo: ogni anno 123.457 surfisti vengono punti da meduse. 123.450 volte è El Presidente. Oppure: ogni onda di 1,00 mt scarica sulla riva 34 Kg di forza motrice al secondo. Tra la riva e i 34 Kg è inopportuno infilare la faccia come spesso faccio io.  Non c’è nulla di interessante.  Allora mi accorgo di avere la notizia. Consulto velocemente Besenzonazzi, il Direttore Commerciale del Bradipo. A lui sembra opportuno cambiare le chiavi di ricerca, per dare maggiore visibilità all’evento.  Così, se sei capitato su questa pagina perchè hai digitato su Google <blow+job, comunità rasta di milanello, scudetto+inter, romanticismo, fisting, rave party, nonsolomoda>, non te ne avere a male ma sono scelte della Direzione.  La notizia è questa: questo fine settimana a Marina di Massa c’è il party di SURFERS.IT. Roba che se sei un surfista appena appena alla moda ci devi essere. Grandi campioni, belle magliette, grasse risate, un etto di figa, due o tre cuba, musica inascoltabile ma molto cool, la ricetta. E in questo calderone non poteva mancare la presenza attenta di tutti gli imprenditori bradipi. Ci saremo, con StArSfUcKeR e Verde Pistacchio. Magliette e collanine. Riformulo graficamente la cosa:

STARSFUCKER e VeRde PistAcChio al Beat Cafè di Marina di Massa per il Surfers Party. Info su www.surfers.itse ci sei ci stai

22..23..luglio..2005

Tutto lone ( Panta Lone)

Riassunto in tre tempi: la fine messa all’inizio, l‘inizio nel mezzo e tutto il resto a casaccio.

Si, perchè tutto parte da un lunedì di luglio. Mentre cerco di respirare, e tiro la vespa per farmi arrivare aria ai polmoni, già sudato ancora prima di arrivare in ufficio. Peccato che Kubrick sia morto. Questa mattina il cielo su Milano lo avrebbe ispirato non poco. Grigio, spesso nei suoi trentacinque gradi, irrespirabile, sconfortante.  Nelle mie scarpe da ufficio sento le piaghe sui piedi. La carne rossa, irritata dalla tavola da surf. Le porto come un piccolo segreto, come il prezzo pagato al mare anche questo fine settimana. Per le cose belle c’è sempre un prezzo.  Non lo si dice a nessuno. A nessuno interessa delle mie piaghette. Del dolore nel camminare. Come me, con piccole cicatrici, ci sono almeno altri quattro. Sono tutti in giro. Uno monta mobili in Porta Romana. Uno si è svegliato all’alba per andare in chissà quale cantiere. C’è un pubblicitario con le piaghe sulla pancia, e un libero professionista con le ginocchia viola. Questo mi consola. E mi fa sorridere. Perchè in acqua eravamo tutti zitti. Un silenzio irreale. Davanti a certi spettacoli si sta zitti.  Questa è la fine. L’inizio è tutto in una piccola mareggiata, tra meduse e alghe. Segnati dalla stanchezza, scottati dal sole, zitti in mare.  Una dopo l’altra, semplicemente onde. Senza misure, senza metri. Tante volte voler misurare le cose le rovina. Vale per le onde e per le sensazioni.  Troppe volte. Mentre respiravo con la stessa tranquillità di uno con un masso al collo, mi fermavo sulla tavola, a mollo. E pensavo che spesso non è dove ritorni a pesare, ma è quello che lasci. Per questo anche questa domenica sembrava una piccola cerimonia funebre. Passi lenti, un’ultima birra. Qualcuno che guarda se mai fosse il caso di aspettare che salga il mare. Mai più piatto di così. Basta una cena, con la frutta mischiata al pesce, a dare la sensazione di poter decidere quando partire. E sentirsi arrivati a Melegnano, che è uno dei posti più surreali di tutte le estati. Il casello come la porta di una prigione. Perchè forse c’è tra di noi qualcuno che al mare ci viene per il mare, ma anche per lavare qualcosa, per pulirsi, zitto a rincorrere un onda. Quel qualcuno assomiglia tanto a me, ma forse ci assomigliamo tutti, almeno da questo punto di vista.

tante volte poi uno dice che è il caso. Ma con solenne rigor mortis il nostro Presidente del Consiglio ci ha avvisato oggi che la recessione è finita. Questo porta a due conseguenze dirette e una indiretta. Delle dirette la prima: potete comprare più magliette Starsfucker. La seconda: devo proprio essere un caso a parte, perchè con le mie entrate posso mantenermi solo un polso e una gamba, o a scelta, la pancia e le caviglie. La conseguenza indiretta è che sempre di più rimango del parere che quando mi faccio un’idea su qualcuno non mi sbaglio.

la novità fa sempre un po’ paura al perdente

Milano, Colonne di San Lorenzo,  venerdi otto luglio. Comunicato Stampa: presentazione ufficiale della collezione Starsfucker. Come sono le magliette? Belle, con la maiuscola. Primo perchè sono le nostre Magliette. Secondo perchè sono davvero belle.  E terzo, ma forse più importante, perchè ci ricorderemo di averlo fatto. E ci rideremo sopra, comunque andrà. Complice un tempo ballerino e uno scazzo latente, alle Colonne ci sono pochi bradipi. Mai occasione migliore per un paio di cuba, indossando rigorosamente starsfucker.  La sorpresa è vedere la famiglia al completo, eccetto assenti storici o giustificati, nel sabato sera più tamarro di tutta Milano. Corso Como è pronta per uno Starsfucker Attack.  Sotto un cielo che non ha pietà nemmeno della mia stupida cocciutaggine a muovermi sempre in vespa, si ritrova tutta la famiglia ( vedi foto di famiglia qui a fianco) per un cuba ristoratore. La cornice è davvero pittoresca. Simil-Costantino passeggiano insieme a Splendide Troiette su tacco a spillo. El Presidente si ritaglia il suo pubblico tra le tardone che lo adorano nella sua impeccabile camicia bianca. Egofix, campione invidioso, punta sui travestiti, riscuotendo un discreto successo. Io mi godo la castità della mia dolce metà che vedendo un gruppo di zarri che gira intorno alla vespa pensa che siano lì per guardare quanto è bella. I giovani mentecatti tentavano di staccare lo stemmino Piaggio dal muso, senza sapere che la colla, oltre che per essere sniffata, ha altri utilizzi. L’Ambasciator non porta pene, ma si incravatta e porta Cinzia in Tacco per celebrare il loro secondo anniversario, a conferma che l’amore è cieco forte. Renato e Sabino fanno un tiepido tentativo di ingresso al Casablanca, da dove vengono rimbalzati direttamente dal filippino che fa le pulizie. Il marketing Starsfucker segue una strategia ben precisa: quella casuale. Cosicchè a salvare il target di vendità è la Simo+Le Amiche della Simo. Decidono che Starsfucker sarà il loro marchio.  E non fanno certo la cosa sbagliata. Ma come, voi non comprereste una maglietta di uno degli eroi di The Club? Nel mondo che cambia tutti hanno bisogno di un punto di riferimento. Fa che il tuo non sia una semplice stella, ma uno scopatore di stelle! (eh, se nasco poeta non è mica colpa mia…)

The Frunz, eroe di guerra scampato a sette attentati e rimasto clamorosamente ucciso durante un improvviso temporale su viale Monza, prova che la vespa e un mito ma non fa i miracoli.