In queste poche righe si farà della gran cultura. Sono reduce, insieme all’Ignorante, all’Ambasciatore, e ad altri pochi eletti, dalla cena di benvenuto di Wilson, ritornato appunto dall’Inghilterra. Il nostro, particolarmente scocciato per il clima culturale italiano e per la poca attenzione riservata ai ricercatori del belpaese ha deciso di tornare solo per poco. Giusto il tempo di cambiare la biancheria sporca per ripartire per Formentera, dove conduce una estenuante ricerca sulla sessualità e la libido femminile. Per tutta la stagione passata, travestito da bagnino, ha svolto massacranti ricerce corteggiando donne di tutte le età e di diverse nazionalità. Nonostante l’esoso numero di femmine cadute nella rete della scienza, la sua ricerca necessita di ulteriori numeri. Per questa ragione si trova costretto a ripartire. Proviamo pietà per un uomo che ha fatto della sua vita una missione per la scienza. La buona notizia è che oltremanica Wilson è stato apprezzato finalmente per le sue immense doti matematiche. Il Biscardi della matematica ha potuto procedere con le sue ricerche presso l’università di Londra. Dopo notti insonni, dolorosi risvegli e faticose giornate all’isegna del consumo smodato di popper ed altre sostanze, riflettendo sui neuroni rimasti illesi, Wilson ha elaborato la sua teoria, anche detta Il Quadrato di Wilson:
La somma di x numeri dispari è uguale al quadrato di x.
Supponendo quindi che x sia 3, Wilson sostiene che la somma dei primi 3 numeri dispari sia uguale al quadrato di 3. Praticamente 1+3+5 ( i primi tre numeri dispari) è uguale a 3alla seconda. Stupiti da tanta intelligenza, non abbiamo avuto più parole per complimentarci con il ricercatore di San Siro. Pubblicherà la sua legge matematica su alcune riviste di settore. Speriamo la scienza non spezzi il Leonardo de noi Artri.
Grazie a un saggio consiglio di Giulia, ho smesso di collezzionare pile e pile di giornali e riviste. Da oggi mi limito a ritagliare gli articoli che mi interessano. Questi progressi, che un po’ mi spaventano, hanno anche i loro lati negativi. Armato di forbice sono pronto a sezionare l’ultimo numero del settimanale Sette, che racchiude un servizio sui fondatori di Google. Alcune pagine dopo vengo colpito da una pubblicità. Una ragazzina di colore sorride guardando il cielo azzurro. Il messaggio sottoscritto è "fermiamo le menomazioni genitali delle donne. E’ un crimine contro l’umanità". Tra l’altro correttamente scritto in diverse lingue, tra cui il cinese e l’arabo. Sono infatti molte le donne cinesi che leggono Sette, per non parlare del pubblico dei paesi arabi, affamato a tal punto del settimanale da comprarne interi yatch. Mi sorprendo a fare una riflessione che cade a pennello in campagna elettorale. Chi mi volesse mai accusare di faciloneria è benvenuto: dunque, il messaggio è corretto: l’infibulazione è un terribile crimine. Se non vado errando se ne occupò la Bonino in tempi non sospetti, quando degli uteri delle donne di colore poco ci fregava, se non per l’utilizzo diretto ai margini della tangenziale Ovest. Siamo quindi pienamente daccordo sul fatto che il messaggio della pubblicità sia giusto, motivato e goda della nostra approvazione. Ma ci viene anche da pensare che l’infibulazione è un crimine tremendo come le torture, le mine antiuomo, i proiettili al fosforo, la guerra, e mille altre violazioni quotidiane ai nostri diritti. E qui si insinua il mio pesante pensiero demagogico: ma non è che in campagna elettorale, in un momento in cui le donne rappresentano una categoria davvero allettante, questo governo voglia confonderci le idee? E in che modo? Facendo una campagna ministeriale profondamente sociale e umana? E perchè sotto lo slogan principale non si aggiunge: come la guerra, la pena di morte, le mutilazioni, le mine e tutti gli stracazzi che riempiono il mondo, per l’ottanta percento approvati silenziosamente dallo stesso governo che ne condanna uno solo. Mi accingo al letto profondamente colpito dalla mia malacreanza, dal mio modo di vedere le cose sempre per il lato più contorto.
Anticipando lo schieramento politico del Bradipo, vi comunico che questa sera ho abbandonato la lettura del programma dell’Unione, preferendogli una lezione di Marketing noiosissima. Su duecento e passa pagine ho il personalissimo record: pagina 36. Lo consiglio caldamente a chi sente la necessità di trovare un motivo per non andare a votare. E mi sono accorto giusto qualche tempo fa che il segreto per cui questa campagna elettorale è la sintesi del nulla è in una frase dell’Ingorante, detta alle 4.56 seduto su una panchina di Porta Venezia, alla fine della Notte Bianca ( per lui Notte in Bianco): " Ci vuole più amore". Anche se lui si riferiva alle carenze di affetto che El Presidente gli manifesta ultimamente, credo abbia centrato in pieno il problema. Sono tutti li a spararsi addosso, vomitando critiche e battutine. Nel mio percorso di meditazione ricostruttiva primaverile, sento forte il bisogno di un candidato che parli in positivo. Basta parlare degli errori altrui: è ora che tornino gli "evviva". "evviva le tasse" "evviva le auto italiane fatte in Brasile" "evviva i milanesi" "evviva le acque del po piene di coca" "evviva qualcosa" "evviva il lavoro". Credo che colmerò questa lacuna con la visione di qualche episodio di Don Camillo e Peppone. In qualche modo dovrò pur rimediare. Ma, continuando nella terribile demagogia che mi attanaglia, se questa campagna elettorale fosse fatta su di noi? Ovvero, se è vero che il pane si fa per chi mangia il pane, è anche vero che una campagna così bassa è fatta per gente bassa. Toni bassi, messaggi bassi, premier basso. Basta, è ora di scrivere sui muri qualche "evviva".
"evviva tutto"




