E se fossimo normali davvero!?!

Abbiamo sempre bisogno di capire le cose. E’ naturale. Sta nella normale logica delle cose.

Per capire l’importanza dell’amore profondo fino in fondo nella sua essenza, però, spesso, bisogna non essere innamorati, come si dice…senza l’amore si impara ad apprezzare l’amore.

Per valorizzare la vita nella sua interezza chissà perché bisogna prima vivere un importante lutto prima.

 

Sapere cosa si vuol fare da grandi, imparare a conoscere la propria strada, imboccarla…è preceduto dalla consapevolezza di ciò che non vogliamo essere, di ciò che non vogliamo diventare. Ma solo così si riescono a stimare davvero le cose?

Apprezzare le amicizie passa prima dal significato dello stare da soli.

E perché? Perché funziona così. E chi lo sa? E togliendo coloro che lo sanno (o pensano di saperlo), perché altri non lo sanno??

Avere il valore, la misura, il senso delle cose passa sempre prima dal "non-qualcosa". Per avere qualcosa dobbiamo prima sapere come ci si sta senza, come ci si sente senza. Stiamo vivendo nella società dell’abbondanza dove però l’unica nostra unità di misura per capire le cose è la privazione, il “non” delle cose! Ma cazzo!

Si dice che la meta del successo passa dalla strada tortuosa e impervia degli errori.

“So di non sapere” (Platone); “Possiedo il nulla” (Copernico); “Conoscere l’ignoranza e ignorare la conoscenza” (non me lo ricordo); “La vita non é altro che un brutto quarto d’ora, composto da momenti squisiti” (Wilde); “Il sogno è l’infinita ombra del vero” (Pascoli); “Vedi le cose e dici: «Perché?», Ma sogno cose che non sono mai esistite e dico: «Perché no?»” (Lichtenberg).

Che significato date a queste celebri frasi? Hanno tutti un minimo comun denominatore…che nulla è definitivo. Le cose cambiano. In bene? In male?, dettagli. Però cambiano. Le amicizie cambiano, si può essere amici per tutta la vita ma, guarda caso per un problema o per un altro, l’amicizia cambia, i valori che la caratterizza cambiano, è inevitabile, si deve rinnovare, deve crescere, svilupparsi così come crescono e si sviluppano le persone. Gli amori cambiano. Perché finiscono? Perché ne iniziano di nuovi? Dettagli. Però cambiano. Gli amori cambiano perché cambia la capacità di amare…ma questa non è una gran novità. È piuttosto ovvio. D’accordo sì è ovvio, ma sono le ovvietà che ci danno sicurezze, che ci danno certezze.

“lui/lei non mi ha voluto, mi ha lasciata/o”…bhè allora vuol dire che non mi meritava….è ovvio, scontato, ma dà sicurezza.

“non mi hanno preso per quel posto di lavoro”…cazzi loro non sanno cosa si perdono…ovvio, prevedibile, ma rassicura.

Siamo circondati da frasi fatte…le snobbiamo ma guarda caso non possiamo farne a meno. Ci qualificano, è come se ci dessero dei punti di riferimento grazie ai quali riusciamo a misurare il significato delle cose, degli eventi.

La mia frase preferita? Senza dubbio “…è strano perché tu non sei come gli altri, sei speciale” mi piace perché quando la dicono (quelle rarissime volte….2, e una non vale perchè detta da un familiare) per un attimo, per solo un secondo dopo averla sentita…ci credo davvero!

E la vostra? Il bradipo ascolta

5 pensieri su “E se fossimo normali davvero!?!

  1. sì ma con tutto questo pappone cosa voglio dire in fondo: “Titolare ma le nostre amate pagelle?” siamo entrati oramai nel secondo quadrimestre, avanti con le valutazioni.
    l’ignorante

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