L’ora d’aria

 

Ovvero breve etimologia della pausa pranzo e dei fenomeni paranormali correlati ad essa.

universalmente conosciuta come Pausa Pranzo, l’ora di pausa che solitamente va dalle 13 alle 14 è oggetto di studio di molti sociologi per le evidenti deviazioni mentali che da essa derivano. Proviamo a classificare. Innanzi tutto lo status sociale del cittadino è determinante. Difatti un dipendente trascorre in modo diverso la pausa pranzo da un titolare o un autonomo. Per i dipendenti le alternative sono poche: i bar della zona. In ogni zona ci sono diversi bar. Il cavallo di battaglia è l’insalatona. L’insalatona è una ciotola di insalata, appunto, addobbata per assomigliare a un pasto completo. Vero must per tutte le creatrici di diete fai da te, l’Insalatona ha diverse sfumature di colore in correlazione al tipo di bar frequentato. Il bar medio basso serve le sue insalatone con le uova verdi e il formaggio arancione. I pomodori sono mollicci e il mais è quasi allo stato di trasformazione in pop corn. Ovviamente, il bar figo, quello con i camerieri fighi e i nomi dei panini cool, ha un’insalata perfetta. Il prezzo oscilla, in un vero e proprio cartello, tra i 4 e i 7 euro. Si, sette euro. Si si, sette euro. Alternativa all’insalata è la Piadina. Ogni bar ha la sua, ma la cotto-mozzarella è una assicurazione per evitare di prendere pesanti inculate. Difatti tutti i baristi, reduci dalle ferie a Santo Domingo o sul Mar Rosso, personalizzano le piadine con salse di loro creazione ispirate dai bei ricordi. Alle lamentele dei clienti schifati rispondono malinconicamente " A Santo si mangia così". Prezzo tra i 4 e i 6 euro. Al panino si sta sostituendo lentamente il primo surgelato, ottimo per la salute del fegato e per la pancetta. Oltre al bar ci sono i Cafè. I cafè ( pronuncia cafeeee) sono, solitamente, in centro città. Li non si mangia una insalata: si mangia l’Insalatona. Se tra gli ingredienti non vi è percettibile differenza, nel prezzo si avverte un lieve e costante dolore nella zona basso lombare altrimenti detto "dubbio dell’inculata". La Pizzeria rimane una alternativa calorica ma pur sempre valida. Il pizzaiolo è nel 98 % dei casi egiziano. Ci tiene a farvi pesare che sa fare la pizza e maneggia l’impasto facendo dei numeri da Silvan. A volte la pizza è talmente bassa che non si trova. Il prezzo è modico ma il vero rischio è il torpore della Sfinge, altresì conosciuto come abbiocco letale. Il Focacciaro, o panettiere, fa della focaccia un arte. Pagando al kilo, ti senti felice dei due etti di zucchine che ti ha messo sopra fino a quando non arriva lo scontrino. Il Focacciaro medio è in grado di produrre delle incredibili variazioni sul tema " Pesanti e Contenti". Salamella e Zola, Cipolle e Taleggio, Olive e Olio Piccante.  Il Foccacciaro del centro città ha tra le sue proposte anche la focaccia macrobiotica e il pane integrale, per adattarsi alla zona "addominali di Costantino". Ultima possibilità il Self Service. Solitamente frequentato da una massa immane di dipendenti di tutte le aziende della zona, il Self Service è l’inferno dantesco di chiunque abbozzi a una dieta corretta. Si entra convinti di mangiare poco e bene e si esce con un conto da Gualtiero Marchesi e due etti di fritto misto sulla panza.  La ressa è immane e l’imbruttimento porta a picchiarsi per la fila alla cassa e a ciularsi i condimenti dai tavoli.  Categoria a se è il ristorantino. Di esclusiva dei rappresentanti di tutte le categorie il ristorantino è un posto appena fuori città in cui ci si reca in base al parcheggio. Più BMW ci sono fuori meglio è. Solitamente lo si fa per pranzi di lavoro, ma il ristorantino è una droga sociale. Si cerca in tutte le zone l’ammasso di SuV e di Cabrio e si parcheggia frenetici. Come si mangia non si sa, tanto… paga l’azienda.

Analisi sociologica scritta in seguito al trauma subito da qualche giorno a questa parte: da quando al tranquillo self service davanti all’ufficio sbarcano 27 autobus navetta di tutte le aziende della zona, che scaricano eserciti di formiche. O il digiuno o la guerra

 

Codice Mercury

Succede che una sera in cui Milano sprizza umido come San Paolo Monazzo, El Presidente e il sottoscritto si ritrovino per un simposio sulla vita e sulle effettive conseguenze delle nuove tendenze filosofiche. Succede, in contemporanea, che un paio di cuba si parcheggino sulla già precaria linea digestiva. Di conseguenza si rende necessario deambulare, per stimolare il precario processo digestivo. Se,  ed è un se che influenza gli eventi, durante la deambulazione si scorge tale slava, immigrata clandestina, che ambisce a venderti della comune birra, non si può che accettare l’offerta. Alla quale segue l’offerta di nuove birre da parte congiunta del Monazzo e del sottoscritto. Di conseguenza si suppone che sia normale all’indomani provare la netta sensazione che il processo neuronale sia governato da Oronzo Canà. I neuroni rispondono bene al nuovo allenatore, che ha reso possibile nelle prime ore del mattino che io tentassi: 1. di aprire la macchina con il portafoglio. 2. di un tentativo di sorpasso sulla corsia di emergenza della tangenziale, rientrato all’ ultimo. 3. accensione della sigaretta tramite telefonino. 4. tentato scasso della porta di fianco all’ufficio. 5. preparazione di 2 caffè consecutivi senza bicchiere. Al terzo caffè Oronzo lascia la gestione neuronale per consegnarla nelle mani della più sobria e meno colorita solita gestione che si limita all’espletamento delle funzioni principali legate alla sopravvivenza e al lavoro ( non insieme: quindi respirare+scrivere una mail= impossibile). La rendita professionale rimane invariata, le funzioni vitali pure, ma rimane tanta nostalgia del mister…

Sabato sera Cap Nel Vent Party, ore 20.30 GetFatCity ( abbiategrasso). Presenziare tramite avviso telefonico. E ricordare che su tutta la vigevanese si insinuano controlli di velocità e palloncini. Sconsigliato caldamente l’arrivo in ritardo o senza prenotazione.

Il salotto buono

Tira fuori i piatti belli amore. tira fuori la tovaglia della festa. Preparati a una serata davvero memorabile. Questa sera mettiamo in scena il salotto buono. Anzi, lo facciamo per tutto il week end. Preparo il vino, tu pulisci il bagno, e per carità togli tutte le riviste che leggo cagando. Ci si prepara ai racconti di tutta una estate. Sottofondo jazz, che fa salotto buono. Ma è il salotto buono non perchè di discuta di affari, non perchè si parli di finanza creativa ( in cui spadroneggio perchè tutti i giorni mi invento un motivo per il conto in rosso. Sono un creativo di primo pelo). No, il salotto diventa buono, ha un buon profumo e dei bei colori. Si sentono tutti gli odori, si sentono mille voci e si vedono mille facce. Si vedono i colori degli uccelli del Kenya, si sentono i profumi della sardegna. Si mangia un po’ di cucina greca e si programma una gita in croazia. Si pesca su un moletto e si mangia in un fast food di new york. E la cosa più bella è che ognuno la racconta a modo suo. La cosa forse più sottile è la differenza di punti di vista, le sfaccettature. La memoria di una vacanza. Chiedi a Sabino com’è New York. Solo puzza di cibo. Poi chiedi com’è il Kenya e ti senti un discorso sugli uccelli colorati ( nessuna allusione fallico razziale del vecchio gay Monazzo. Vera etologia tipo: ma che uccelli erano? e che cazzo ne so). Salotto buono, in cui corrono ricordi buoni, da Stintino a Mumbasa, da Atene a Miami. Viaggio solo ritorno. In attesa di una nuova andata. La famiglia si ricompone, piano piano, a colpi di cuba come tradizione, e con un filo di malinconia. Si riparte, tutti all’appello come cadetti volontari di una guerra obbligatoria. Si sparano sogni contro le nuvole, e poi ti accorgi che sono sempre gli stessi, e anche la guerra è sempre la stessa. Veterani metropolitani. L’esperienza a qualcosa servirà… o almeno così dicono.

Nella foto che troverete allegata al numero di Gente Che Conta in edicola Lo Ignorante La Signora e Cinzia Mani di Forbice nel Salotto Buono durante le trattative per una scalata di acquisto di un importante gruppo finanziario. Lo Ignorante farà da prestanome e Cinzia si occuperà della parte legale. Resta da chiarire la posizione della signora, che dichiara di voler essere la nuova lady Finanza. Ma io Non sono Mr. Finanza. E nemmeno me ne intendo… pensavo che Ricucci facesse lo yogurt… Bah, scalata anomala, ma farà sempre bene alla salute…

Self Service

Ma come?!? Non sei mai stato a Formentera?

Ricetta Per essere TRENDY (occhio che non mi ripeto) a Milano.

1. avere un lavoro dal nome figo: web assistant- marketing supervisor. Uniche varianti le sempreverdi: avvocato – medico – dentista.  2. avere una macchina decisamente medio borghese. Unica variante: lo sportivo. 3. Avere degli amici trendy. 4. Frequentare posti trendy. 5 Dire cose tremendamente trendy. 6. disinteressarsi di attualità, politica o massimi sistemi, inutili per perseguire gli ideali trendy. 7. avere un passato da comunista liceale. Meglio licei di comprovata matrice trendy. (Elenchi disponibili presso il Provveditorato agli Studi, e in ogni caso tutti i licei della prima circonvallazione e tutti i privati in genere). 8. avere un amico che fa cose tremendamente strane: aiuta sempre inoltre avere un amico sportivo di qualsivoglia natura. 9. Frequentare palestre trendy. 10. ANDARE IN FERIE IN POSTI TRENDY. Ecco, io che sono trendy come un piatto di acciughe marinate, non sono particolarmente infastidito dalla popolazione trendy di Milano. Io resto qui, loro li. Li osservo divertito. Ma ( qui l’errore è stato mio), quando mi infilo in un locale Trendy, pieno di gente Trendy, che si racconta delle loro vacanze Trendy e inizia a urlare "chi non era a Formentera oe oe", mi si gonfia tutto il malcontento. Ci passo sopra con un paio di cuba, mente le gattemorte Trendy sopra i trenta sgattaiolano fra un album di foto e un’altro. Il maschio Trendy non si da pervinto, colorito con il lucido da scarpe testa di moro, prova il rimorchio della trendy-sopratrenti. Dio come mi manca Costantino. E a proposito, del Trendy Formentera, non di Costantino, ma Wilson che fine ha fatto?

Chi non era a formentera oe oe … chi non era a formentera oe oe …. chi non era a formentera oe oe …. chi non era a formentera oe oe ….Chi non era a formentera oe oe … chi non era a formentera oe oe …. chi non era a formentera oe oe …. chi non era a formentera oe oe Chi non era a formentera oe oe … chi non era a formentera oe oe …. chi non era a formentera oe oe …. chi non era a formentera oe oe Chi non era a formentera oe oe … chi non era a formentera oe oe …. chi non era a formentera oe oe …. chi non era a formentera oe oe Chi non era a formentera oe oe … chi non era a formentera oe oe …. chi non era a formentera oe oe …. chi non era a formentera oe oe Chi non era a formentera oe oe … chi non era a formentera oe oe …. chi non era a formentera oe oe …. chi non era a formentera oe oe

Se sei un pro attento al tuo contro

Non vorrei mai innervosire Egofix, ma domenica si è vista una mareggiata che da tempo non si vedeva. Non vorrei mai deludere l’Ambasciatore, ma in 2 ore e poco più siamo andati e in 2 ore e mezza siamo tornati. Mai mi permetterei di infastidire Cinzia, ma per dormire abbiamo speso 12,5 euri, come dice lei. Per contro, nella mareggiata più grande mai vista noi si è solo galleggiato. Per contro, nonostante le due ore siamo tornati stanchi lo stesso. Per contro, spendendo poco per dormire ci siamo sfogati sulla Poretti. Ma per ogni pro c’è un contro.  Di pro a passeggio per la versilia ce ne era a sufficienza in questo week end. Tra una festa di Surfers e un meeting di Bear Contest c’erano a passeggio tutti quelli che in Italia surfano da pro. E noi, moderni contro, con i nostri tavoloni, troppo fuori moda, e i nostri tentativi di surfare per godere, in piena contro tendenza con i pro dalle manovre radicali. Potrei dire di aver visto da vicino Mr. Yang, leggenda della tavola, e addirittura di aver surfato sulla sua tavola. Potrei. Potrei anche dire di aver ballato con Mr. Conti, pluridecorato campione nostrano che si broccolava la Signora in mia assenza. Potrei, ma come contro dico che ho preferito surfare con la tavola del Monazzo e ballare con il Lopa. E dire che al contest più chic non ci abbiamo messo nemmeno piede. Non siamo andati nemmeno a informarci sulle ultime novità. Non c’era nessuno dei bradipi a guardare i campioni sul molo di Forte. Non per essere contro. Semplicemente per non essere pro. Bando ai giuocchettuncoli lessicali. La cosa più pro che si è vista in due giorni è stato il sole del tramonto di domenica. Ma non si può ignorare nemmeno la grande prestazione del Presidente, con un paio di chicchette degne di un pro. Ormai ha un suo stile. Peccato per la scelta dello spot. E’ infatti in grado di trovare il punto con meno onda in assoluto in tutta la costa. Performance berlusconiana della Signora che sbanca lo stand creato appositamente da Attilio per le produzioni bradipe. Sconvolto il Dott. Guido anticipa la ritirata.  Le tavole si risfodereranno solo a settembre. Con un piccolo rimpianto sulla vacanza comune. Ma la famiglia si è allargata, a quanto pare. E come tutte le famiglie allargate ha un processo decisionale degno del parlamento. Ma non tutto è perduto.

Usavamo vestire Hippy: ora non più

Volevo scrivere, con ritmo e un filo di sarcasmo, di due cose completamente diverse: il concerto degli U2, a cui abbiamo mandato El Presidente come rappresentanza ( che se no Bono mi ci rimane male), e una notiziuola di qualche giorno fa. Un suicidio, con tanto di dichiarazione di intenti via blog. Diario di una morte annunciata. Volevo, appunto. Poi mi sono scontrato con due fette di melone e una insalatona, e tutto è stato rimandato a un futuro imprecisato.  Cerco di riprendere qualcosa dalla mente, nel mentre di un cazzeggio forzato in attesa di una telefonata della Signora.  Esploro i siti della concorrenza, e vado su quello aziendale. Spulcio tra altri blog, navigo a casaccio nei siti delle case editrici. La rete così infinita non ha un cazzo da dirmi. O, probabilmente, io non ho un cazzo da cercare.  Mi sparo qualche sito di surf. Cerco notizie, storia. Qualche curiosità. Tipo: ogni anno 123.457 surfisti vengono punti da meduse. 123.450 volte è El Presidente. Oppure: ogni onda di 1,00 mt scarica sulla riva 34 Kg di forza motrice al secondo. Tra la riva e i 34 Kg è inopportuno infilare la faccia come spesso faccio io.  Non c’è nulla di interessante.  Allora mi accorgo di avere la notizia. Consulto velocemente Besenzonazzi, il Direttore Commerciale del Bradipo. A lui sembra opportuno cambiare le chiavi di ricerca, per dare maggiore visibilità all’evento.  Così, se sei capitato su questa pagina perchè hai digitato su Google <blow+job, comunità rasta di milanello, scudetto+inter, romanticismo, fisting, rave party, nonsolomoda>, non te ne avere a male ma sono scelte della Direzione.  La notizia è questa: questo fine settimana a Marina di Massa c’è il party di SURFERS.IT. Roba che se sei un surfista appena appena alla moda ci devi essere. Grandi campioni, belle magliette, grasse risate, un etto di figa, due o tre cuba, musica inascoltabile ma molto cool, la ricetta. E in questo calderone non poteva mancare la presenza attenta di tutti gli imprenditori bradipi. Ci saremo, con StArSfUcKeR e Verde Pistacchio. Magliette e collanine. Riformulo graficamente la cosa:

STARSFUCKER e VeRde PistAcChio al Beat Cafè di Marina di Massa per il Surfers Party. Info su www.surfers.itse ci sei ci stai

22..23..luglio..2005

Tutto lone ( Panta Lone)

Riassunto in tre tempi: la fine messa all’inizio, l‘inizio nel mezzo e tutto il resto a casaccio.

Si, perchè tutto parte da un lunedì di luglio. Mentre cerco di respirare, e tiro la vespa per farmi arrivare aria ai polmoni, già sudato ancora prima di arrivare in ufficio. Peccato che Kubrick sia morto. Questa mattina il cielo su Milano lo avrebbe ispirato non poco. Grigio, spesso nei suoi trentacinque gradi, irrespirabile, sconfortante.  Nelle mie scarpe da ufficio sento le piaghe sui piedi. La carne rossa, irritata dalla tavola da surf. Le porto come un piccolo segreto, come il prezzo pagato al mare anche questo fine settimana. Per le cose belle c’è sempre un prezzo.  Non lo si dice a nessuno. A nessuno interessa delle mie piaghette. Del dolore nel camminare. Come me, con piccole cicatrici, ci sono almeno altri quattro. Sono tutti in giro. Uno monta mobili in Porta Romana. Uno si è svegliato all’alba per andare in chissà quale cantiere. C’è un pubblicitario con le piaghe sulla pancia, e un libero professionista con le ginocchia viola. Questo mi consola. E mi fa sorridere. Perchè in acqua eravamo tutti zitti. Un silenzio irreale. Davanti a certi spettacoli si sta zitti.  Questa è la fine. L’inizio è tutto in una piccola mareggiata, tra meduse e alghe. Segnati dalla stanchezza, scottati dal sole, zitti in mare.  Una dopo l’altra, semplicemente onde. Senza misure, senza metri. Tante volte voler misurare le cose le rovina. Vale per le onde e per le sensazioni.  Troppe volte. Mentre respiravo con la stessa tranquillità di uno con un masso al collo, mi fermavo sulla tavola, a mollo. E pensavo che spesso non è dove ritorni a pesare, ma è quello che lasci. Per questo anche questa domenica sembrava una piccola cerimonia funebre. Passi lenti, un’ultima birra. Qualcuno che guarda se mai fosse il caso di aspettare che salga il mare. Mai più piatto di così. Basta una cena, con la frutta mischiata al pesce, a dare la sensazione di poter decidere quando partire. E sentirsi arrivati a Melegnano, che è uno dei posti più surreali di tutte le estati. Il casello come la porta di una prigione. Perchè forse c’è tra di noi qualcuno che al mare ci viene per il mare, ma anche per lavare qualcosa, per pulirsi, zitto a rincorrere un onda. Quel qualcuno assomiglia tanto a me, ma forse ci assomigliamo tutti, almeno da questo punto di vista.

tante volte poi uno dice che è il caso. Ma con solenne rigor mortis il nostro Presidente del Consiglio ci ha avvisato oggi che la recessione è finita. Questo porta a due conseguenze dirette e una indiretta. Delle dirette la prima: potete comprare più magliette Starsfucker. La seconda: devo proprio essere un caso a parte, perchè con le mie entrate posso mantenermi solo un polso e una gamba, o a scelta, la pancia e le caviglie. La conseguenza indiretta è che sempre di più rimango del parere che quando mi faccio un’idea su qualcuno non mi sbaglio.

Scelgo di VOLER scegliere

Non posso crederci, è da un sacco che qui non scrive più nessuno. Allora? Già tutti in vacanza? Dai coraggio! Ultimo post….23 giugno. Siamo reduci dal caldo infernale dei giorni scorsi, siamo reduci dal live 8 (tral’altro non male) ma putroppo ancora non salvi dal periodo dei saldi…i mitici saldi…che Dio li abbia in gloria. Chi starà leggendo queste righe sarà agli sgoccioli con il lavoro, chi il lavoro ha cominciato a farlo da poco…quindi niente sgoccioli, chi ha finito gli esami della sessione estiva e chi è nel pieno della sessione, chi è al mare, chi è in città…insomma per chi ha il tempo e la voglia di leggere questo blog orami avrà capito che non mi piace molto farmi leggere, o meglio, far leggere quello che scrivo, adoro farmi raccontare da chi legge e quindi colgo l’occasione di lasciare uno spunto per farvi raccontare. Innanzitutto sono piacevolmente sorpreso dalle vostre sensazioni sui numeri. Le vostre percezioni su simboli che altro non sono che cifre sono fantastiche. Questo deve servire per capire…capire che noi non siamo solo lavoro, casa, fidanzato, marito(o moglie), mutuo, macchina, locale notturno…siamo emozioni, siamo calore, siamo colore, siamo sangue; siamo tutto ciò che degli stupidi numeri riescono a trasmetterci. Non dimentichiamolo…mai! Comunque oggi ero in piscina col Franz e signora e tra una sigaretta, un tuffo e una birra (scusate ma alle 16.10 del pomeriggio mi sembrava un po’ prestino per un cuba) riflettevo (e già questo è un evento). La Scelta signori! Noi che capacità di scelta abbiamo. Quanto siamo liberi di scegliere…quanto ci sentiamo liberi di scegliere. Siamo davvero così grandi e indipendenti da essere completamenti padroni delle scelte che condizioneranno la nostra vita. O c’è qualcosa che dirotta la nostra "libera" scelta. E che a causa di quella scelta dirottata, a domino, dovremo effettuare altre scelte sempre non desiderate ma dovute! Sì….ecco la parola chiave…dovere….signori noi in qualsiasi momento "dobbiamo"….dobbiamo fare…..pensare….dire….comprare….vendere….viaggiare….dobbiamo anche avere responsabilità…attenzione non scegliamo di essere responsabili….ma "dobbiamo" esserlo. E’ assurdo. Le mie sono solo parole…ma è veramente assurdo. E a causa di questa assurdità la capacità di scelta viene cambiata con l’idea di "dover" scegliere per….Se la nostra vita si dovesse ridurre a questo è triste. Io non "devo scegliere….io scelgo di non dovere….Non la scelta di dovere ma la scelta di voler scegliere….già questa è una gran vittoria…ma chissà! Ora la palla la passo a voi….o meglio a chi è interessato a voler (e non dover) esprimere la propria idea. Ah dimeticavo di dire la mia….non credo personalmente di avere questa grande capacità di scelta….troppe variabili si intrecciano nella mia vita ora per capire se veramente sono completamente padrone delle mie scelte che dovrebbero caratterizzarla.

L’importanza del numero 2

Se vi chiedessi…quanto sono importanti i numeri per voi? Nella vostra vita quanto usate i numeri? Quantifichiamo tutti signori miei! Fateci un po’ caso. E’ tutto un numero, una quantità, un valore. Quanto ho preso all’esame, quanto mi pagano, per quanto tempo dovrò lavorare, fra quanto andiamo in vacanza, quanto costa il traghetto, a che numero civico abiti ecc…..Siamo circondati da misure, siamo noi stessi quantificati con delle misure, quanto pesiamo, quanto siamo alti, che taglia porti, che misura di reggiseno hai…..Contiamo, sommiamo, sottraiamo, moltiplichiamo, dividiamo e poi contiamo ancora. Ok ma questa non è una gran scoperta. Si sa! Non è poi questa novità. Il punto è un altro….se vi chiedessi…che valore date ai numeri che caratterizzano la vostra vita? Quanto vale il numero 7? Per alcuni molto, per altri niente e così via…è normale! E se vi domando….secondo voi che sapore ha il numero 7? Che colore ha il 24? Al tatto….che sensazione vi dà il numero 59? Che profumo ha il 45? Bhè allora la cosa cambia no?! La risposta, se per voi vale la pena rispondere, è più complessa, è più profonda! Oggi voglio fare questo, oggi non voglio contare i numeri, oggi li voglio qualificare, oggi li voglio colorare, voglio assaggiarli e annusare…e li voglio ascoltare…ecco sì voglio anche ascoltarli. Oggi più che mai mi sono accorto di quanto il numero 2 abbia un significato tutto particolare. D’accordo…2 sono gli occhi, 2 sono le braccia, e le gambe anche, ma 2 è anche altro. E’ amicizia, è confronto…hai la tua idea ma c’è qualcuno che non la vede come te, hai un’ incertezza ma c’è anche qualcuno che ti dà sicurezza, dove tu hai una certezza qualcuno ha dubbi, il 2 è rabbia…si è sempre incazzati con qualcun’altro o con qualcos’altro, è amore….dio….è amore! Il 2 non può che essere anche amore! E’ delusione, chi non è deluso con e di qualcun’altro? Anche chi è deluso di se’ stesso è 2…perchè è come giudicarsi guardandosi allo specchio. Può essere anche fiducia, perchè no?! E’ paura. Ma sopra ogni cosa 2 è fatica e impegno. Sì perchè non è semplice essere amico o amica, non è facile dare e avere certezze, non è così automatico amare e odiare. Signori questa è la mia interpretazione…sarei curioso di sapere le vostre di sensazioni sui numeri. Fate sapere al bradipo quanto i numeri colorano la vostra vita, odorano i vostri ricordi e allietano musicalmente il vostro udito.

Il Bradipo per il Sociale

L’estate è alle porte e la mobilitazione è al massimo livello. Tutte le metropoli si attivano per la tutela dello sfigato metropolitano, che ad agosto boccheggia chiuso dentro una Esselunga, o smanettando con MSN in ufficio. Anche il Bradipo rinnova gli appuntamenti estivi, per stare vicino a tutti i sottoposti che ciondolano per la città. Primo ed immancabile appuntamento è "Vi Presento Un Cojone", concorso arrivato alla seconda edizione. La partecipazione è libera, e il concorso si chiude a settembre. la vincitrice della passata edizione è stata Cinzia, con il personaggio ligure dei 36 punti erogeni di una donna. Per chi non c’era, è inutile raccontare. Una delle serate dove abbiamo riso di più in assoluto. Presenta anche tu un cojone, sputtanalo insieme a noi, ridicolizzalo e umilialo. Se il tuo cojone è un cojone vero vincerai.  Io ho in mano un paio di contatti caldi… Sono esclusi cojoni già conosciuti… o parenti, e la presentazione deve avvenire almeno davanti a tre bradipi. Secondo appuntamento, non meno ghiotto del primo, è il Cornetto Free Festival. Concorso riservato a soli uomini, già alla decima edizione. Si svolge nel totale anonimato, quindi possono partecipare anche fidanzati. Si sceglie una Perfetta Fidanzatina e la si porta sulla strada del Cornetto. L’obbiettivo finale è conoscere il cornuto e offrirgli un Cornetto. Vincitore dell’ultima edizione il Franz, con la mitica cremonese innamorata. Terzo concorso è La Foto. Il concorso, in verità, è composto in due gare. La prima è chiamata "il Podologo". Basta gironzolare per il Duomo, essere fermati dal solito gruppetto di turisti per una foto. La foto deve rigorosamente inquadrare solo i piedi. Per partecipare è necessaria la diretta testimonianza di almeno un bradipo. Passata la prima prova, c’è la seconda, chiamata Naturalismo Espressionista. Eseguibile ovunque, anche se da i suoi massimi risultati in località balneari, prevede l’inserimento in un fotoritratto di estranei con parti basse in primo piano. Insomma, anche il Bradipo fa la sua parte per rendere vivibile l’estate….