Zanzara jazz

Ricevo fastidiose lamentele dalla fronda dei Broccoloni perchè sul Bradipo viene data visibilità solo ad alcuni soggetti. Di conseguenza pubblico uno straordinario documento fotografico. Perchè straordinario? Primo, perchè scattato dalla Simo, ubriaca fradicia al Loola Paloosa. Secondo: perchè il significato di questa foto supera di molto le migliori storie contorte stile Beautiful. Quale gazzella fotograferebbe il leone? Quale passero fotograferebbe il cacciatore? Quale upupa fotograferebbe il lemuro? (lo dicevo che mia madre mi ricoglioniva con tutte quelle puntate di Quark…) Insomma, la poveretta non sa di fotografare il Trio del Broccolo, macchina da guerra comandata dal Presidente, pronta ad avventarsi su di lei senza pietà. Sicchè ella non sa di stare fotografando i suoi tre cacciatori. Ma se del Presidente conosciamo vita morte e miracoli ( ricordiamo qui il miracolo detto Okio Tokio o di Marisa Collection.  Accade in primavera quando El Presidente si presenta con pantalone di lino largo e sandalo infradito in pieno look  asian-gay-dominator), e se di Mona conosciamo anche segreti impensabili ( si dice sia figlio di Vasco e che in realtà sia un ispettore dell’antidroga. Quello che è sicuro è che le sue camicie sono ricavate dalle tende dell’Ikea di Trezzano), del terzo soggetto nulla sappiamo. Chi è il rosso amico del Presidente? Chi si cela dietro la giacchetta low-radica-so chic? Chi è Ricky? Arrivato a noi durante una festa Beleza (questo già dovrebbe far pensare), nemmeno dopo mezz’ora di chiacchere con me e il Presidente sfiora la rissa con un terzetto di simpatici zingari. Affabile e sempre disposto al broccolo, look impeccabile e quasi puntuale, disponibile ad ascoltare, propenso al cuba, di età indefinita (tra i 32 e i 64). Grazie alla squadra dell’Ispettore Monazzo sono riuscito ad arrivare ad alcune informazioni su di lui che qui pubblico. In realtà sotto il nome Ricky si cela Ofelia, un travestito della milano bene che dopo lo scandalo Lapo elkann ha deciso di mettersi in ombra e stare un po’ tranquilla ( versione del Lopa). Ricky è un agente immobiliare che è venuto a sapere che io e La Signora cerchiamo casa e si finge amico per rifilarci dei pacchi tremendi. (villette a Rozzano con fucile compreso nel mutuo) (versione mia).  Ricky è uno spiantato che cerca di farsi mantenere, e fa il simpatico per scroccare i soldi. Infatti l’altra sera ai fratelli La Bufala si è intascato il resto (versione del Gruppo delle Discepole dello Ignorante -chiara-laura-paola-etc-etc). Ricky è un castrato che faceva il tenore in teatro ma è rimasto senza lavoro per via di una raucedine. Fatto testimoniato dallo Ignorante che lo ha visto pisciare seduto (versione dello Ignorante). Non sa/non risponde (versione dell’Ambasciatore). Ricky è un ex trafficante di erba, testimoniato dal look, che è agli arresti domiciliari e ci usa come inconsapevoli spalle per riattivare la rete di spacciatori su Milano (versione più attendibile). Ad ogni modo so per certo che è un grande sportivo (lo dico per le più di 100 lettrici del Bradipo), e anche come intellettuale non se la cava male. "io lo ho visto sbavare appoggiato al bancone del Dynamo" (testimonianza anonima). "io sono sicura di averlo visto più volte mettersi la mano nella tasca dei pantaloni, come se cercasse qualcosa" (testimonianza anonima). "io lo ho visto broccolare in Trattoria Toscana, e sembrava davvero senza speranza" ( El Presidente). "io vorrei solo dire che Ricky è come un musulmano, quindi non conviene sposarlo" ( Cardinale Ruini). Da parte mia non so cos’altro aggiungere. Vi dico solo che indagherò a fondo e riporterò tutto sul Bradipo. Nel frattempo benvenuto nella famiglia. Da quello che bevi e da come broccoli sembra che tu sia tagliato per stare con noi….

P.S.: Giovedì sera Le Trattoir, ore venti2e3nta…

Radiazioni amiche

Statistiche alla mano impiego il mio impegno totale (ovvero la somma di impegno fisico+impegno intellettuale+dose di genio) in questo modo: un buon 80% sul lavoro, con tante soddisfazioni e tanta fatica. Un altro 50% nella ricerca della casa. Un altro 50% nella gestione degli amici. Il restante 20% non sa/non risponde. Se i conti non tornano nemmeno a voi è presto detto che c’è bisogno di riscoprire i piccoli piaceri della vita. Quelle soddisfazioni che ti fanno respirare, sorridere e soprattutto rilassare.  Ed eccomi allora ad indire una riunione con il Direttore Commerciale del Bradipo, il dott. Besenzonazzi, che licenzio in tronco. Mi assumo tutte le responsabilità del gesto e mi rilasso prendendo le redini del Bradipo. Mentre studio una nuova veste grafica, senza avere le conoscenze reali per capirci qualcosa, mi diletto su numeri e statistiche. Indubbio che appena si parli di gnocca, scrivendo qualisvoglia termine, il numero di utenti subisce una notevole impennata, grazie alle orde di ragazzini che digitano su Google in preda a raptus di onanismo che ricordo ben diversi ai miei tempi. Considerando la seghetta adolescenziale come patrimonio indiscutibile dell’umanità, continuerò nel percorso sollecitando questa particolare porzione di pubblico con iniziative mirate come la pubblicazione a sorpresa di foto piccanti. Giovani amici della mutanda di cartongesso e dell’occhiaia, per sopperire nell’immediato alle vostre esigenze vi rimando qui. Per quanto riguarda la nostra particolare passione per il surf, devo purtroppo dire che gli utenti non corrispondono, e non partecipano alle nostre iniziative. Il numero di lettori dei post dedicati è stabile e basso. Vanno molto bene i post personali deliranti, che hanno un loro pubblico affezzionato. Agli aficionados dico di non preoccuparsi. Il mio personale neurodelirio non  subisce mai momenti di calo. Anzi, viste le previsioni nell’immediato futuro lavorativo e personale, c’è sclero per un libro intero. Le foto, rivoluzione che ha consentito al Bradipo di raccontare in modo più verosimile, sono un prodotto che piace. Qui c’è una personale classifica, che mi induce a pensare che il pubblico del Bradipo sia prevalentemente di sesso femminile e/o indeciso. Difatti la foto più vista è quella del Presidente, ferito e con pacco in vista. Pessima visibilità per il sottoscritto e per Eogfix. Alta la media per Mona e per Lo Ignorante. Prometto alle donne del Bradipo e ai femminielli amici de Lo Ignorante nuove foto del Presidente nudo.  I lettori sono sopra i 14.000, che significa, togliendo gli accessi dei soliti noti e i compulsivi attacchi del Presidente che va a vedere la sua fotografia per capire se si vede il cotone nelle mutande, che abbiamo 12 accessi nuovi ogni tre settimane. (non chiedetemi come sono giunto a questi risultati, io mi occupo di marketing non di statistica…) Tutto questo lasciando nelle mani del destino questo grande strumento di comunicazione. Blog storici come questo, con decine e decine di lettori, sono delle micropotenze del pensiero. Quindi? Ne deduco che a me non interessa nulla esercitare nessuna micropressione sul pensiero di nessuno. Ma come sito nato per raccontare e raccontarci, devo essere sincero, il quadro è soddisfacente. E se è vero che le vere chicche arrivano alla fine eccone due: la prima, di cui nessuno si sarà accorto è che questo sito ha la sua Radio! Avete capito bene, una radio, che trasmette musica 24h su 24h. Trovate il link a sinistra sotto Radio Bradipo. Musica buona, selezionata con fatica, per accompagnare la lettura del Bradipo e perchè no, da lasciare accesa in ufficio. Provare per credere (il link lavora in base alla banda. Che non so cosa voglia dire, ma di cui traduco l’essenza: ci mette un po’ a caricare. Chiudete il paginone che vi si apre e lasciate aperta la paginetta, con pazienza). Buon Ascolto. La seconda chicca è una soffiata su sabato sera. L’immagine qui sopra è la locandina ufficiale, da scaricare, stampare, mandare via mail, usare come filtrino, carta per appunti o areoplanini. Si delinea il programma della serata: consumazioni a 5€, quattro ciupiti a 10€, tre birre a 10€. La musica non mancherà, ma per gli affezzionati della break dance ci sarà una sorpresa: Mr. Lhopa, breaker londinese, che farà i suoi numeri. Di questo parleremo più avanti.  Alla Tanga Parade possono partecipare tutte, culi larghi compresi. Il premio in palio vale la competizione. Ma per svelare tutte le chicche di questo imperdibile appuntamento lascio ancora un po di suspance…. con adv finale:

StarsFucKer Attack #1: 19-11-2005 Julep Pub, Piazzale Libia, Milano. Dalle 22.30. Non Mancare, la vita è troppo breve per questo genere di rimorsi

A Proposito

A proposito.

il surf non ha una data di nascita, e come molti sport di nicchia, prima di conoscere il successo attraversa fasi alterne. Come dimostra la foto qui sopra (1941), è comunque più vecchio di quanto si possa pensare. In quarant’anni di storia certificata ha subito diverse evoluzioni, nei materiali, grazie alle tecnologie, di conseguenza negli stili e nelle performances. Quello che è sicuro è che il surf da onda ha mosso diverse generazioni, senza motti politici o religiosi, attraverso una vera e propria rivoluzione silenziosa. La cultura surfistica ha le sue fondamenta nella spregiudicata ricerca di alcuni giovanotti tutto pettorali e costumini aderenti volta a superare i limiti. Si passa dal longboard, tavola lunga e larga (specialmente agli inizi) ai moderni shortini, tavolette mignon dalle prestazioni incredibili. Lontano dalle scene e dalle mode, gli adepti dell’onda hanno potuto elaborare una vera e propria filosofia di vita.  Se è vero che al centro di tutto c’è uno sport difficile, la cui preparazione richiede sforzi degni dei nostri migliori palestrati, tutto intorno alla "giornata di mare" si crea un modo surreale e marecentrico. Il mondo del surf gira intorno alla spiaggia, che sia per una surfata o per una festa. I ritmi sono completamente diversi. Levatacce per le mareggiate e feste in pieno pomeriggio. Come sia diventato moda è facile spiegarlo ritornando al fatto che tutto ciò che affascina è un buon business. inutile procedere nella noiosa spiegazione. A monte di tutte le gare, di tutti i bicipiti, di tutte le marche e di tutta la moda, rimane una sostanziale differenza con gli altri sport da tavola. Se è vero che il windsurfista sceglie indifferentemente il mare o il lago e lo snowborder non è sempre un amante della montagna, il surfista ha un legame inossidabile con il mare. Dal mare dipende, con il mare interagisce, per affrontare il mare si prepara, ed è il mare a fargli male o a regalare adrenalina. Il Mare. Il Viaggio. Qui mi fermo davvero.

Alle spalle del primo starsfucker attack vorrebbe esserci una festa surfers, nello spirito e nel modo. Un’isola a Milano per divertirsi. Punto. Bevendo, ballando, parlando, guardando. Una festa. Quasi verrebbe da specificare anche sulla locandina: lasciate tutto voi che entrate. Spogliandovi di tutti  i luoghi comuni. Provandoci almeno. Questo è il senso della serata.

Per capire a cosa si ispira la serata, l’idea di Viaggio, l’idea di Spot, l’idea di Festa: il sito delle leggende. Oltre a un sacco di foto incredibili c’è il link al sito di Mr. Weber, che è una leggenda. Chi ha tempo da perdere può passare a trovare il Franz al Surfer’s Den, lui di Weber si è fatto una cultura.

Un trionfo di calori (feri)

Metti una sera qualsiasi. Metti un orario improbabile. Metti Milano con tutto il novembre che riesce a regalare, pioggerellina compresa. Aggiungi la causa e ottieni l’effetto. La causa è la laurea della Simo. Centodieci. Niente da aggiungere se non i complimenti. Lasciamo da parte lo scontato e ansimante fraseggio su: "ma adesso cosa fai?" etc etc. L’effetto ottenuto è il Saint Lorenz. Patologia che colpisce tutta la famiglia: ovunque si vada si sta fuori, si fuma, si beve e si chiacchera. Effetto collaterale, dovuto al luogo, è la sensazione di essere rapinati. Infatti stare sotto il tendone esterno del Lola Paloosa (ocomecazzosiscrive), provoca un alleggerimento di circa 30 €, per coloro che bevono meno. Quindi non noi. La festa inizia già prima dell’arrivo della festeggiata. Si inizia con una raffica di cuba, sparati a salve sulla folla. La musica pompa, le lampade svolazzano. I barman improvvisano balletti davvero piacevoli. Costantino è un ricordo lontano. Qui si viaggia a livelli molto più soft. Mi si conceda di dire che la situazione è interrante. Ad ogni modo, il Lula lo si conosce per le "pazze" sul bancone. Capitiamo però nella serata dedicata al cosciotto abbondante. Pericoloso per chi si avventura intorno al bancone, prossimo al cedimento sotto il peso dell’abbondanza, e pericolosa per gli occhi, che risentono dell’estetica soggettiva. La folla preme all’entrata. Dentro la folla preme verso l’uscita. I buttafuori, elevati al rango di sceriffi, spintonano e calpestano. Io mi alleggerisco con una doppietta di cuba, pour parlè. Lo Ignorante divora un pacchetto di sigarette in un paio d’ore. Giulia offre una scollatura dalle diverse interpretazioni. L’Ambasciatore arriva giusto per una bevuta, Cinzia (scocciata perchè la si chiama cinzia), dicevo La Fede, arriva con un paio di pullmini di amici. Presente anche un ospite internazionale: Lo Sbirro, titolare del sito TalentoSprecato. La festeggiata, ubriaca marcia, diffonde bacini e abbraccini (non Baci&Abbracci). Nascosto nei pensieri di tutti, il panozzo in circonvallazione fa il suo ingresso a fine serata. Panozzo? No, panino in Corso Como: 7€. Penso: Quanto costa essere giovani, accipicchia*. Chiudo con la spiegazione della foto. Infatti Lo Ignorante torna alla carica con il suo personaggio più riuscito: l’Insidiatore di Fidanzate. Saltella qui e là, broccola e beve. La vittima è una amica di una amica dell’amica della Simo.  Chiacchere suadenti, movimenti leggeri, occhiate languide e il gioco è fatto!. Il premio speciale per il look va ancora una volta al Presidente, con pantalone rubato sul set di un video dei Back Street Boys. Davvero sagace.

*: quello che ho pensato veramente è stato: "Ma maledetti pezzi di merda assassini". Ma stonava con il tono aulico del post. Se poi voleste sapere la riflessione  completa andate su RadioCorrida. 

Smau smau micio micio gra gra

Passo uno: a Roma la Tangenziale si chiama Grande Raccordo Anulare. Sei corsie che diventano otto, a volte dieci, passano la città lasciandosi di fianco immensi spazi verdi, concessionari e discariche, un misto tra nord e sud del mondo. Centro appunto.

Passo due: sono a Roma, a sud, scrivo dietro al tramonto. Ho una fidanzata a Milano che cerca casa. Per due. A nord. L’ideale sarebbe incontrarsi. A metà. Firenze. Al centro appunto.

Passo tre: novembre e dicembre sono la fine dell’anno, non del mondo. Gennaio è l’inizio con febbraio. Marzo aprile maggio e giugno sono in mezzo. E li preferisco. Centro dell’anno.

Passo quattro: riguardo a beleza vi consiglio di assaggiare lo spot sul sito. Stasera andrete alla festa. Io in camera a guardarmi CSI. Sarebbe meglio una birretta e due chiacchere. In mezzo, al centro, appunto.

Doppio passo: come un mantra mi ripeto che tutto ha uno scopo. Respiro il caldo di 24 gradi inaspettati, telefono e fumo parecchio. Il telefono alla fine fuma. Guido per strade che salgono intorno a mura che avranno più anni di cristo, con prati e alberi intorno che mozzano il fiato. I pini marittimi, che noi del nord associamo al mare, sono ovunque. Chiudo con il rosa in cielo, la finestra di questo hotel che non si apre, e tutta roma davanti. Tante volte, lo dimostrano i passi, è meglio stare in mezzo. In silenzio davanti a questa vista mi rendo conto di non pentirmi affatto di una cosa: la totale incapacità di stare nel mezzo.

Punti di vista

I testimoni (private)

"chi guarda Genova deve sapere che Genova si guarda dal mare"

Essendo un post prevalentemente personale ne consiglio la visione ad un pubblico adulto.

Ci sono città che non riesco a digerire. E poi mi ritrovo a pranzo in un ristorante calabro-puglio-torinese con uno degli amici più preziosi. Faccia a faccia con un pezzo di me, con una piacevole chiaccherata, davanti a una insalata inguardabile. Io Torino non riesco a capirla, non ha nulla da dirmi, niente da darmi. A Torino ci finisco per lavoro, la giro in lungo e in largo, con i suoi seicento cantieri, che sono una bandiera di speranza per ridare un tono a una città che sembra non volerti mai accogliere. A Torino capita di non incontrare una faccia bella per intere giornate. Torino è stanca, respira con la Fiat. Ho detto tutto. Punto. Torino ha intorno le montagne, già bianche. Pulite, sotto le nuvole. Torino ha fatto la guerra come Milano, come Roma, come mille altri posti. Ma forse Torino continua a fare la guerra, piena di gente che ci sopravvive. Per questo mi fa piacere vedere che stai bene a Torino, che sei tranquillo. A volte penso tu sia una porzione della mia anima gemella ideale. Per tua fortuna la mia omosessualità latente è, appunto, latente. Nella demenza del peperoncino rovesciato sul tavolo, delle risate da sedicenni con una cameriera troppo stanca per capire, tiri fuori pezzi di conversazione che sono troppo amari per un pranzo. Chi passa? Chi può avere ragione? E alla fine ci si ritrova a capire che il bisogno di un sole verso cui girarsi è il senso del continuare a muoversi.

Viaggiare è bello da dire. Viaggiare per lavoro è tutt’altro che bello. Il sedile come una sindone motorizzata, mentre mi lascio Torino alle spalle. Piove a dirotto. Guido piano. Viaggiare ha di bello che ti lascia da solo a pensare. Penso che sia stupendo tornare. Avere un posto, una persona, una casa, qualcosa da cui tornare. Chi manca di rispetto a chi? Una promessa, mi hanno insegnato, è sempre una promessa. Per te, per rimanere leale con te stesso.  Prometti due volte. Ma ricordati di non mentire a te stesso. Solo questo

La distanza fisica tra due cose ha una precisa unità di misura, il metro. La distanza fisica tra due persone ha una ancora più precisa unità di misura: i sentimenti. La distanza si dilata e si restringe in una telefonata, si solidifica con il tempo, distrugge anche la più forte delle lealtà. Eppure non esiste nessuna legge che impedisca di scappare, di partire. Nessuna. Le scelte sono la benzina della distanza. Te lo dico io che mi drogo di novità e cambiamenti. Giocare è sempre l’alternativa migliore al sopravvivere. Guarda le cose al contrario, guarda genova dal mare, ti sembrerà un’altra cosa. Semplicemente.

Eppure Torino mi fa cagare

Cucuruccucu Palomaaa

Ormai trattasi di ricetta universalmente applicabile. Mettiamo quindi on line il programma della famiglia bradipa per i compleanni:

Ciao ___________ oggi è il tuo compleanno e i tuoi amici hanno deciso di contattarci per la festa. Ecco in breve cosa succederà. Ah, a proposito, i più sentiti auguri! Dunque: in primis arriveremo tutti con un filo di ritardo, fattore non trascurabile visto che si tratta di venti persone. Ma non ti preoccupare più di tanto, in ogni caso Lo Ignorante arriverà puntuale ( perchè non ha un cazzo da fare). Una volta arrivati alla tua festa non ci importerà nulla di presentarci per gli auguri, ma non ti preoccupare, l’Amico di Tramite (ovvero colui che ha avuto la sventurata idea di portare uno di noi che si è trascinato dietro tutti gli altri) ci indicherà con il dito e con fare vago dirà: "sono amici miei". Non ti dovrai preoccupare nemmeno della nostra attitudine al bordello per buona parte della serata, poichè tendiamo a stare fuori dai locali. Ah, per quanto riguarda i free drink non avere preoccupazioni, alcuni si saranno già mossi per scroccare da bere a tuo nome. A metà serata entreremo a ballare, iniziando lo spettacolo conosciuto dai più come: "Entropia". Mentre alcuni irriducibili intaseranno il bancone con ordinazioni varie, i "broccolatori" inizieranno lievi ma pressanti molestie su tutte le femmine nel raggio di 200 metri, fidanzate e non. A loro si aggiungeranno gli "alcolizzati" con rumori molesti, urla, trenini iniziati, finti pestaggi, gare di rutti, immaginari concerti e altri numeri segreti. Non ti preoccupare per la nostra incolumità, siamo già conosciuti da una rilevante porzione di buttafuori milanesi, e comunque in stato di ebrezza tardiamo a percepire il dolore. Per quanto riguarda torte e simili ci teniamo ad essere i primi ad assaggiare, per dimostrarti lo stretto legame che tra noi intercorre. Usciremo dal locale a notte fonda, solo per fumare una decina di sigarette. Se non ti salutiamo, non te ne avere a male, ma a stento ci riconosciamo a vicenda… figurarsi uno sconosciuto. Il pacchetto " Festa" prevede inoltre alcuni personaggi fissi  tra cui: Cinzia: che saluta buona parte dei tuoi amici e si intrattiene con gradevoli chiaccherate. El Presidente: che si traveste ogni volta da un personaggio diverso: può darsi sia Lady Oscar come può darsi che sia HemuraKi IV. L’Ambasciatore+Il Franz: che alzano il fatturato del locale con almeno dieci consumazioni fisse. Abbiamo inoltre la possibilità di offrirti il Finto Buttafuori (checco) che sta immobile tutta la sera in un punto del locale a tuo gradimento. Il Trombatore Mascherato ( il Teo) che ci proverà con le fidanzate di chi ti sta antipatico. Non in ultimo puoi godere dello speciale pacchetto "Litigando sotto la pioggia" splendida rappresentazione teatrale di litigio di coppia inscenato di volta in volta da qualcuno. Ricorda che se prenoti entro capodanno puoi avere gratis anche: il Finto Surfista, il Pendolare in Sbattimento o  a scelta Sabino + una vaschetta di HagenDaz alla fragola e rhum.

Prenota ora la tua festa standard!

Disclaimer: tutti i servizi sono gratuiti ad eccezzione del finto buttafuori, che ha una famiglia da mantenere e quindi richiede soldi per le prestazioni. Ma ne vale davvero la pena!

Super Pippo

 

Si vive una sola volta. E qualcuno nemmeno una.

woody allen

Parte I

A volte mi piace guardare le cose attraverso i suoi capelli.  Che è la metafora fotografica di qualcosa di più: a volte mi piace guardare le cose come le guarda lei, con i suoi occhi. A volte mi piace guardare le cose riparandomi dietro il bello, dentro una culla di serenità, protetto. Ho ventisei anni, normo dotato, ho diritto di voto, uno stipendio, una macchina per viaggiare, parecchi amici, un cuore abbastanza forte e dei valori. Dicono che dovrei essere grato di questo. Anche se, ringraziando dio per il mio normo fisico, il resto me lo gioco tutti i giorni. Per questo è bello per me fermarmi e guardare fuori con i suoi occhi. Per questo lei è un colore, qualcosa di simile a un colore di fondo. Semplicemente. Ci sono sere in cui ho solo voglia di un paio di amici, di chiacchere e sorrisi. Dietro mi lascio poche cose, consumo le possibilità come legna. Faccio bruciare tutto. Cerco di farlo. Non mi nascondo dietro ai dubbi di un qualsiasi ragazzo, e come tutti a volte evito le domande troppo grosse. Mi siedo a pensare spesso. Perchè serve. Come un buon libro. Ho grandi progetti per me, speranza da vendere. Tutto sembra bene. Ho pensato, penso, e penso che penserò spesso ai valori. Ne discuto, mi si gonfiano le vene del collo. Qualcosa di assoluto, un codice morale, un modello di condotta. Qualcosa di simile al "benpensare". Ho anche imparato che sono proprio i valori a non cambiare mai. La sete di discutere impazzisce davanti a argomenti del genere, ultimo sorso.

Parte II

Pippo, la scopa magica. Pulisce in tutti gli angoli della casa. La casa delle libertà, con quel "tutti assolti" del processo All Iberian, ha usato al massimo la legge "pippo" per scopare via ogni dubbio. Tutti assolti, una minaccia più che una sentenza. Super Pippo, l’eroe a fumetti in calzamaglia, non potrebbe mai salvare le nostre orecchie dal tormentone scandalistico sul jet set che pippa. E Super Pippo non lo farà. Nemmeno Pippo, il campione, l’eroe della simulazione in area, si escluda che pippi. Nel bene o nel male. Pippo, resta comunque uno stile di vita. E poi, lo dico io che mi faccio quattro cuba in una sera, non è un problema di salute. Pippero, futuro senza accento, canzone macabra di una puttana che muore in un salotto bene. Bene, nel senso che pieno di soldi. Perchè il salotto bene è quello di casa mia. E nel salotto di casa mia non si discute nemmeno: è un problema di valori. Che, almeno quelli, non si cambiano con una sentenza.

Parte III ed ultima

E a stare bene attenti, collegati, a queste cose ci si pensa. Senza esagerare. E comunque respirando piano, per non spostare i riccioli rossi che ti fanno sembrare belli anche i palazzoni del centro.

Shampooooo

Succede che tante volte sia difficile trovare un’inizio.  Ma dato che il succo merita, trovare una cannuccia per farvelo ciucciare è dovere. Proviamo a fare il trailer del film che è andato in  onda questo week end:  La Famiglia del Bradipo presenta:

Ocean’s Eight

Protagonista assoluto: El Presidente. Coprotagonisti non volontari: tutti gli altri. Location: Maremma Maiala che Piove. La Trama parte subito con un colpo di scena: sotto un cielo grigio e grosso tre giovani si avventurano in acqua per cavalcare delle onde, attività meglio conosciuta come Fare Del Surf. Il mare è grosso, attivo e insidioso. Solo un deficente si potrebbe avvicinare al risaccone a riva, tentando di surfare più di mezzo metro di schiuma. Infatti il deficiente è solo. Non si sa come ma riesce a salvarsi, rimediando una ginocchiata sull’occhio. Accorrono in suo soccorso gli unici sei cristiani sul litorale. Il ragazzo è di sana e robusta costituzione, duro a morire, coriaceo. Un vero macho. Infatti viene portato via in barella, moribondo, accudito da tre inferimiere con i sogni distrutti. La commedia si fa incalzante all’ospedale di Massa, famoso centro internazionale. Una dottoressa con il trucco da travestito fa di tutto per tenere El Presidente ricoverato il più possibile, mentre lui dal canto suo fa di tutto per autoconvincersi di essere ormai prossimo alla sepoltura. Egofix da i primi segni di crollo nervoso insieme al Franz. All’Ambasciatore e a Cinzia viene dato il compito di reperire del cibo. Di loro si saprà qualcosa quattro ore dopo. Nel frattempo i luminari maremmani optano per il ricovero. Si, avete capito bene. Il ricovero di uno con un taglio sullo zigomo. Il trasferimento all’ospedale di Carrara viene fatto su un’ambulanza degli anni 40. Da qui il gruppo decide di smettere di dare peso alla cosa. La scissione prevede che una parte faccia una fantastica gita sotto la pioggia a Forte dei Marmi. Egofix, me medesimo e l’Ambasciatore vengono sorteggiati per vigilare sulle condizioni di salute del moribondo. L’ospedale di Carrara ci accoglie in tutto il suo splendore: un’insieme di ville fasciste, mai più ristrutturate, arroccate sotto cave di marmo. Famoso infatti è sia il marmo di Carrara sia il rinomato nosocomio. Sicchè, arrivati al padiglione G veniamo accolti da una visione rivoltante: un gigante lampadato, muscolo ben definito, costumino aderente con pacco in vista, camice operatorio verde slacciato davanti e pantofola di plastica dell’ospedale. Il poveretto si trascina a malapena. Stentiamo a riconoscere in lui El Presidente. Il reparto ha sei letti. Due infermieri e tre camere. L’aria che si respira è quella dei migliori episodi di E.R. (Ermanno e Roberto, i due infermieri). Di piacevole c’è la cena, servita fredda, accompagnata da un rifornimento di merendine approvvigionate dall’Ambasciatore. Il poveraccio è ancora convinto di essere con un piede nella fossa, e noi sempre più convinti che il male vero sia in testa. Per non far preoccupare i suoi fa una telefonata tragica in cui annuncia un possibile ricovero settimanale. A quel punto lo lasciamo, convinti che non superi la notte. Lo ritroviamo al Beat Cafè, rinnovato e rinvigorito dalla medicina più antica del mondo: la gnocca. E’ merito infatti di Simonetta, a cui si dice verrà data la beatificazione per la resurrezzione del palestrato moribondo. Il film si conclude in bellezza con un pranzo all’autogrill.

Due sono le conclusioni immediate: chi non è capace di surfare stia a casa e l’Ambasciatore è un’alcoolista ( sette cuba a sera). Tutti i fatti narrati sono realmente accaduti e i testimoni sono direttamente reperibili. El Presidente de Fero, così chiamato per il temperamento coriaceo ed istintivo, al momento delle riprese giace in convalescenza nel suo letto di casa. Egofix ha abbandonato l’attività sportiva per una vita fuori dalle scene. L’Ambasciatore giace riverso sul bancone di qualche bar, assistito da Cinzia, anch’ella ubriaca. Roberta e Marcello hanno imparato che non si va in vacanza con degli sconosciuti. Il Franz scappa verso Roma, terrorizzato al pensiero che al Presidente si possa incarnire un unghia, cosa che lo porterebbe a morte istantanea. Per onore della cronaca va detto che l’unico pensiero del Surfista Cicatrizzato era farsi uno shampoo. A belli capelli…

la fine del mondo

Tante volte non ci sono risposte migliori del silenzio – tante volte non ci sono momenti più belli di un sorriso  – tante volte non si  può dire sempre si – troppe volte sei solo stanco – troppe volte pensi ma non fai ma quasi sempre un paio di giorni al  mare risolvono la cosa. Stasera si parte. Destinazione Marina di Massa. Iscrizione con corso rapido di "la cena dei surfisti" 125 €. Iscrizione con noleggio asse da stiro per onde: 145 €.  Viaggio in coda sulla cisa: 3 ore e mezza. Il sapore del sale sulle labbra sorseggiando una birra dopo l’ennesima rovinosa caduta: non ha prezzo. 

SeE You !  REmEmBer FrITZ: LiFe Is ToO ShOrT !!!

non facendo più da un po’ "il libro del mese" consiglio spassionato che ben si adatta all’autunno: "il valzer degli addii" M. Kundera. Adelphi. Anche se Kundera andrebbe letto tutto… si deve pur iniziare da qualche parte….