I testimoni (private)

"chi guarda Genova deve sapere che Genova si guarda dal mare"

Essendo un post prevalentemente personale ne consiglio la visione ad un pubblico adulto.

Ci sono città che non riesco a digerire. E poi mi ritrovo a pranzo in un ristorante calabro-puglio-torinese con uno degli amici più preziosi. Faccia a faccia con un pezzo di me, con una piacevole chiaccherata, davanti a una insalata inguardabile. Io Torino non riesco a capirla, non ha nulla da dirmi, niente da darmi. A Torino ci finisco per lavoro, la giro in lungo e in largo, con i suoi seicento cantieri, che sono una bandiera di speranza per ridare un tono a una città che sembra non volerti mai accogliere. A Torino capita di non incontrare una faccia bella per intere giornate. Torino è stanca, respira con la Fiat. Ho detto tutto. Punto. Torino ha intorno le montagne, già bianche. Pulite, sotto le nuvole. Torino ha fatto la guerra come Milano, come Roma, come mille altri posti. Ma forse Torino continua a fare la guerra, piena di gente che ci sopravvive. Per questo mi fa piacere vedere che stai bene a Torino, che sei tranquillo. A volte penso tu sia una porzione della mia anima gemella ideale. Per tua fortuna la mia omosessualità latente è, appunto, latente. Nella demenza del peperoncino rovesciato sul tavolo, delle risate da sedicenni con una cameriera troppo stanca per capire, tiri fuori pezzi di conversazione che sono troppo amari per un pranzo. Chi passa? Chi può avere ragione? E alla fine ci si ritrova a capire che il bisogno di un sole verso cui girarsi è il senso del continuare a muoversi.

Viaggiare è bello da dire. Viaggiare per lavoro è tutt’altro che bello. Il sedile come una sindone motorizzata, mentre mi lascio Torino alle spalle. Piove a dirotto. Guido piano. Viaggiare ha di bello che ti lascia da solo a pensare. Penso che sia stupendo tornare. Avere un posto, una persona, una casa, qualcosa da cui tornare. Chi manca di rispetto a chi? Una promessa, mi hanno insegnato, è sempre una promessa. Per te, per rimanere leale con te stesso.  Prometti due volte. Ma ricordati di non mentire a te stesso. Solo questo

La distanza fisica tra due cose ha una precisa unità di misura, il metro. La distanza fisica tra due persone ha una ancora più precisa unità di misura: i sentimenti. La distanza si dilata e si restringe in una telefonata, si solidifica con il tempo, distrugge anche la più forte delle lealtà. Eppure non esiste nessuna legge che impedisca di scappare, di partire. Nessuna. Le scelte sono la benzina della distanza. Te lo dico io che mi drogo di novità e cambiamenti. Giocare è sempre l’alternativa migliore al sopravvivere. Guarda le cose al contrario, guarda genova dal mare, ti sembrerà un’altra cosa. Semplicemente.

Eppure Torino mi fa cagare

6 pensieri su “I testimoni (private)

  1. Riuscire a mantenere vive quelle risate da sedicenni…senza imputridire in atteggiamenti seriosi da “io sono cresciuto”…anche questo è meraviglioso!
    Ciao Franz, e……tranquillo, non sono diventato ricco…..PER ADESSO! 🙂

  2. caro francesco , mi hai emozionato, purtroppo anche io vado spesso a torino e ogni volta penso sempre a quanto è triste e quanto è cupa,ma alla fine quando vado via ho sempre la sensazione di non aver potuto conoscerla meglio e ci rimango male torino ha un anima dentro nascosta..come molte altre città d’italia compresa genova,invece la nostra cara milano, che all’apparenza po essere belle e super tendenza non è altro che una bolla di sapone e neanche di prima qualita…
    che bello Viaggiare anche per lavoro, dai franz che tutto serve nella vita e poi fatti il kulo adesso perche poi tanto te la spasseraii ….già sai
    C.M

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