il più grande day after

Dopo la splendida letterina del Presidente, e un paio di giorni di incredibili abbuffate, posso dire di essere sopravvissuto al più doloroso dei day after. Con un bottino di regali che va via via affievolendosi con il corso degli anni, e una resistenza all’arrosto con mostarda che diminuisce natale dopo natale, ogni 27 dicembre mi sento sempre più vecchio e frustrato. Sebbene avessi trovato una comoda via di fuga alla malinconica depressione pre natalizia grazie allo splendido turno in ambulanza la notte del 24, quest’anno come lo scorso sono rimasto in balia degli eventi. Provenendo da una famiglia assolutamente e profondamente cattolica, mi sono fatto la vigilia davanti a RAI1, in una casa deserta per via della fuga (della messa) di mezzanotte, preparandomi ad un 25 scoppiettante. Forse ne parlo per via del doloroso trauma che mi colpisce dalla seconda media in poi, ovvero da quando hanno iniziato a farmi regali da "ometto". Fastidiosissimi portafogli, gilet e camicie, cravatte e spericolati manuali su, nell’ordine, "Università, come scegliere", "Università, perchè non abbandonare", "Lavoro, come trovarlo", "Questa casa non è un albergo" (con CD di M.Pezzali incluso e sorelle che canticchiano soddisfatte il motivetto), "Vendere, il lavoro più vecchio del mondo dopo la puttana", "Vendere e prostituirsi, la stessa cosa", "Venditori, come tenere giù la pancetta". Eppure mi sarebbe bastato fare come El Presidente, sincero e schietto, e scrivere a B.Natale la mia personale lista… Anche perchè siamo rimasti con parecchie cose in sospeso, primo fra tutti He-Man con l’armatura nuova e diversi Exogini che mi mancano. Ma non è trascurabile nemmeno il fatto che io abbia chiesto la caserma dei pompieri delle MicroMachines e che essa non sia ancora pervenuta. Per quest’anno mi accontento del favoloso Shampoo anticaduta e dei simpaticissimi pantaloni-antivento da moto da competizione, pensati per la mia vespa che non supera i 70. Ma l’anno prossimo sarò solerte… anzi, visto che manca ancora la Befana…

 

“Cazzo” vuoi?!
 
Caro Babbo Natale,
negli ultimi anni ti ho visto molto impegnato in situazioni che non facevo tue: sdraiato in spiagge esotiche, a bere birra e superando ogni limite quest’anno persino guidare un camion! Ma non è che poco poco la il piccolo schermo ti ha fatto montare un pochino la testa? Sarà…ma lo sai che io non sono cambiato per niente dopo essere stato in TV? Eppure il mio è stato un programma da prima serata, qualcosa di imperdibile, non qualche reclame invernale di questo o quel marchio.
Comunque non è per questo che ti scrivo; a dire il vero sono anche tanti anni che non lo faccio più, ma questa volta ci tenevo tanto, forse perché i miei amici non credono più in te ed io, che invece di fede ne ho da vendere, volevo farti qualche richiesta anche per loro.
Inizio con il Mona; bene, quando arriverai in quelle stradine tutte uguali in zona forlanini non disperare…riconoscerai il mio amico dal suo lungo impermeabile ai cui fianchi sono incollati i suoi agenti speciali. Lottano contro non so che cosa, ma secondo me lo fanno davvero bene visto che tutte le volte che arrivano a fine serata l’Ispettore è agitato come una lattina di Red-Bull su un tapis-roulant e lo vedo prolungarsi in lunghi discorsi alla pattuglia che tronfia si pavoneggia nel locale. Ecco, a lui vorrei tu portassi una vera auto, qualcosa tipo Starschi e Ach, che ce lo vedo troppo bene lì sopra, tanto più che la sua vettura attuale non si capisce bene come sia potuta costare tutti quegli euri, visto che tra l’altro il sedile davanti non va neanche giù!
Per Ale e la Fede ti richiedo un regalo di coppia; ultimamente li ho visti privi del solito smalto e credo sia a causa di una cospicua perdita di capelli provocata da qualche sindrome lavoartiva che li priva del passatempo preferito (…e non solo da loro) ovvero di tirarseli davanti a tutti nelle occasioni che contano. Pertanto se potessi fargli fare due belle extension risolveremmo un bel dramma.
Il mio amico Ricky invece è davvero bravo a suonare le percussioni, ma ironia della sorte: non suona in nessun complesso sebbene non ne abbia pochi…AH AH! Cosa ne diresti se lo spedissimo a San Patrignano dove so esserci qualche buon musicista ed in più unendo l’utile al dilettevole magari il ragazzo abbandona la strada delle tentazioni e si inizia a drogare! Hai mai sentito un buon musicista, cantante o artista che non faccia uso di sostanze?
Caso a parte è Lo Ignorante. Pochi giorni fa’ ci ho passato tre giorni insieme e ancora non ho capito bene come mai il sesso femminile non gli interessi…proprio no…comunque quello che ho capito è che non conosce molto bene il funzionamento dell’imbuto. Se ce lo porti con qualche goccia d’olio, magari trova qualcuno che glielo spiega, sai mai che una volta introdotto…il ragazzo faccia outing! Tanto a noi che già lo sappiamo ci va bene così com’è!!
Ti faccio ora altre piccole richieste: numero 1 surf (vedi tu se short long o quantaltro) per Egofix che se no mi resta a piedi come a Max Biaggi e poi mi dice che vinco solo perché lui non ce l’ha; un parrucchiere per aiutare la Fulvietta a ritrovare un mazzo di chiavi che se no è un cazzo di casino; per la Simo un maestro di spinning che profumi, ci provi, sia intelligente, romantico, brizzolato, sulla quarantina, con famiglia ma singol, che ce l’abbia lungo ma non faccia male e che faccia male ma solo se richiesto; infine per me e Franz un incredibile anno di mareggiate…ma all’idroscalo…che quando ci vengono J.Conti e soci almeno per una volta i local siamo noi…e col cazzo che li facciamo entrare in acqua!…che non si può?? O’ tu sei Babbo Natale…mica cazzi!
Ringraziandoti anticipatamente, ti porgo i miei
DISTINTI SALUTI
El Presidente
 
PS Fammi ricevere anche qualche sms in più di THE CLUB…che anche se i miei amici mi dicono che sono sfigato, quelle ci stanno!! Forse!?
 

Un semplice dettaglio

"Troppe occasioni passano, e io sto qui a leggerne la targa"

Panta Rei, oltre che un imperdibile libro di De Crescenzo (mai letto), è un’ottimo deterrente-mantra per evitare che la vita mi sorpassi. Con il "tutto scorre"  agevolo spesso qualche personale defaiance, e giustifico i momenti di stanca. Fossimo barche a vela, assomiglierei a una goletta. Si, sono abituato a cercarmi il vento, ma sono anche pronto a remare sottocosta. Con il mio legno ho retto a tempeste in cui sono affogati equipaggi messi molto meglio, e vengo sorpassato da sfavillanti yacht. Tutto questo riflettere di oggi è stato piacevolmente stimolato da una serie di eventi che concatenandosi hanno generato quello che comunemente si può dire "un momento introspettivo".  E’ una specie di ricetta, i cui ingredienti possono essere sempre nuovi. Nell’occasione di ieri sera, una notevole lettura di un racconto scritto da un amico, insieme alla voce piacevole della Signora che mi raccontava di piccole cose, seduti su un letto. Una ricetta ha una delle chiavi del suo successo nella genuinità degli ingredienti, ma anche nel forno in cui viene cotta. Insomma, un momento così in coda in tangenziale avrebbe perso di consistenza, non lievitando per colpa del furgoncino dietro che suona e abbaglia. Ma la fortunata concatenazione di eventi ha avuto la sua perfetta cottura con una canzone esplosa dal pc. Quella canzone che tutta la vita mi ricorderà quella festa, una decina di anni fa, in cui per tre ore (ininterrotte) ho limonato con quella che credevo essere la donna della mia vita, pigiandola contro un calorifero del salotto. Ricordo perfettamente il bruciore ai bordi della bocca, memoria fisica, e le sensazioni dentro, memoria sensoriale.  Ho una memoria del tutto particolare, rosicata, forse, dall’alcool e incasinata dal disordine. Ricordo perfettamente il sapore dello sciroppo che ho preso per un anno quando avevo meno di quattro anni. Ricordo il Papa in Piazza V Giornate, e ricordo la sensazione al tatto della prima tetta che ho toccato. Ricordo il freddo della sabbia sulla schiena nella notte della mia prima volta. Ricordo l’ultimo giorno di scuola e il primo giorno di lavoro per pagarmi le vacanze. Ricordo perfettamente la voce di mia madre, e a volte mi sembra di sentirla nella tromba delle scale, ma a quanto pare ne ho dimenticato i consigli. Ricordo tutto, dolore e amore, con un sistema tutto mio. E penso che ci siano periodi per vivere, in cui si naviga con un piacevole vento favorevole o con una burrasca. Periodi in cui tutta la tua attenzione è concentrata sulla goletta, per andare avanti. E ci sono periodi in cui, per una serie di coincidenze e fatti, inevitabilmente ci si ritrovi a guardare indietro. Serve sempre guardarsi dietro, per ricordare quello che sembrava dimenticato. Come quando ritrovi una lettera della tua ex ex ex fidanzata, e ti ricordi di colpo di quel pomeriggio. O come quando di colpo ti salta in mente di quella volta che tuo padre ti aveva detto di no e tu… Così, per un racconto e una chiaccherata, cotti a puntino da una canzone, mi sono ricordato perfettamente di come mi sono immaginato. Insomma mi è venuto in mente cosa pensavo a 19-21-22-24 anni di me a 26, cioè oggi. Prevedibile che la mia idea a 19 anni sia davvero lontana dalla realtà. Ma la cosa sorprendente è che a 25 avevo tutta un’altra idea dei 26. Non lontanissima, ma quasi.  E in tutto questo navigare, impegnati a tenere la goletta a galla, è anche piacevole trovarsi a sorridere da soli per una canzone condita con un racconto e due chiacchere. Questo post non ha una morale. Non c’è un senso. Credo fosse Cartesio a dire che leggere è come conversare con il lato migliore degli uomini. Leggendo ho trovato un pezzo bello, chiaccherando anche.  In chiusura uso un trucchetto per riportare il tutto alla realtà, mischiando un ricordo con domani sera e servendovelo condito di particolari. La festa Beleza non è una festa Beleza, ma una festa Bud (quelli della birra). Per entrare bisogna registrarsi sul sito. C’è il link sul sito Beleza. Se non vi registrate non entrate. E il ricordo? Ah si. Oggi, ancora cullato dalla canzone, sfruttando la pausa pranzo, vado sul sito Beleza per curiosare. Trovo il link al sito della Bud. Mi registro. Poi curioso tra i riders del team Bud. Nicola Bresciani, amico di Simonetta, campione di Short, toscanaccio che fatica a mettere quattro parole in fila, ma con gli addominali disegnati da Ken Shiro. Poi c’è Federico La Croce. Aspetta, ma, si , ma dai, si si. Federico La Croce, mio compagno di banco, amico da due telefonate ogni pomeriggio, inseparabile socio della: prima canna, prima scopata, prima birra, prima sospensione etc etc. Fa il windsurfista di professione (addirittura il primo in Italia). Beh, com’è strana la vita. E i particolari piccanti? Ah si. In un giugno in cui io limonavo duro e provavo in tutti i modi la palpata di tette, lui mi arriva, di ritorno da scuola, con una domanda: ma tu hai mai usato un goldone? La risposta l’hanno data i miei occhi. Ci si ferma in farmacia, si prende di petto la situazione e si compra la scatola "Settebello Senso". Si corre a casa e si apre. Sei bustine tipo Aspirina Effervescente, un soggiorno, e due coglioni che guardano il tutto come se fosse il Graal. Dopodichè si apre il primo, lo si tocca, lo si guarda. Scivoloso, con quell’odore merdoso, bianco, lungo. Lo si tira, lo si allarga, lo si piega. Dopodichè lui, il surfista di professione, ha il colpo di genio. Prende una bottiglia di Coca da 2 litri, la mette sul tavolo e con fare da sacerdote nel tempio apre un altro preservativo. Delicatamente lo mette sulla bottiglia, fino a metà. Rimaniamo tutti e due estasiati di fronte alla scultura, in silenzio, con la complicità di chi ha capito buona parte del mondo.  Fine. (per dovere di cronaca, a lui i goldoni sono serviti la sera stessa, a me dopo due anni. E inoltre, ubriaco marcio, ho bevuto dalla bottiglia di Coca spensieratamente). Forse una morale a questo post c’è….

Scaricando la nostra locandina e presentandola al Globe riceverete un omaggio della ditta. E ricordatevi di non bere mai dal posto dove avete messo il goldone. E che gli amici sono davvero la cosa più preziosa…

Secondo Me (primo tu!)

 Post prevalentemente organizzativo, un concentrato di date per il natale. Primo: cena sociale del Bradipo domenica sera, agriturismo in località misteriosa, intorno alle 21. Fate sapere alla Signora della vostra presenza (riservato ai soci). Secondo: venerdì sera mi giungono voci su una festa Beleza. Visionare la concorrenza è sempre consigliabile. Obbligatoria la presenza degli invidiosi.  Verificate voi qui.  Contorno: sabato sera, prima che mi dimentichi, il nostro Sportivo ed Elegante Ricky suona. Quale migliore occasione per deriderlo e rovinare tutte le sue amicizie! Trattasi di concerto gospel, in Santa Maria Del Carmine, ore 20.45, ingresso 15 €. Tassativo portare trombe da stadio. Dulcis in fundo: l’immagine è la locandina provvisioria del secondo episodio Starsfucker Attack.  Cambia la location ( spettacolare terrazza panoramica sul centro), cambia lievemente la formula, ma la sostanza rimane. Insomma qualche ritocco e si riparte.

fine del noioso post organizzativo.

STARSFUCKER XMAS PARTY VENERDì 23 DICEMBRE ORE 22.30- GLOBE, PIAZZA V GIORNATE 1 MILANONON E’ NATALE SE NON VIENI!

Mari mossi e venti fermi

Non mi vergogno di dire che l’ho fatto nella speranza di essere fotografato con lui: ho passato il week end con una star della televisione. Certe occasioni vanno cavalcate e non so voi ma a me non capita tutti i giorni di avere un amico che ha sfondato. Immagino voi siate interessati a tutti i segreti di una vita da star. Purtroppo ho fatto promessa di non rivelare alcuni particolari. Su una cosa voglio rassicurarvi: Il Presidente è ancora un ragazzo come tanti. La fama e il successo non lo hanno cambiato. Su un altra cosa vorrei rassicurarvi: Lo Ignorante mente quando dice di avere la casa a San Remo. Se verrete broccolate da lui con un invito galante al mare sappiate che abita a Riva Ligure (la Sesto San Giovanni di Ponente). Con lo Ignorante abbiamo trovato Giulia, che non ha saputo resistere al fascino di una Star della Televisione. Abbiamo inoltre scoperto grazie a Andre  che una delle pizze più buone d’Italia si mangia ad Imperia. Inoltre ho finalmente compreso che a confronto con Imperia e Savona, Buccinasco sembra Las Vegas. E poi il mare. Si, il mare. Una specie di droga, qualcosa che entra sottopelle (e sotto la muta). Nelle nostre esplorazioni surfistiche ( che fa più figo chiamare surf trip…) abbiamo toccato tutti gli spot più famosi della costa di ponente, pur di battezzare nel modo migliore le nuove tavole (La Signora Potter e Il Presidente). In serata San Remo ci accoglie pronta a celebrare degnamente una stella del tubo catodico. Scopro quindi che basta essere forestieri, benvestiti e con il capello un po’ lungo per far credere ad una qualsiasi cameriera di essere "Gigi di Campioni", "Mario di Amici". E’ bello essere serviti e riveriti come delle vere bombe dell’etere. Ormai sono entrato nel tunnel. E ho deciso di cambiare. Da oggi vado al lavoro con la maglietta di Dimensione Danza. Speriamo che serva, nel frattempo vado che devo mandare due sms in diretta a inbox ( cristian mi manki. 6 1 amico. speriamo che dobbiamo andare ancora al mare insieme ke mi sono divertito. fraxxx79)

Meditate gente, meditate!

 

Ci vorranno diversi giorni di riflessione per smaltire quello che ho visto ieri sera. Ci vorranno parecchie cose belle, sensazioni piacevoli, esperienze costruttive, per cancellare dalla mia mente le orrende immagini di un uomo distrutto. Posto che: 1) la trasmissione è davvero inguardabile, 2) le ragazze erano davvero inguardabili, 3) lui era davvero inguardabile, smaltirò il tutto in diversi giorni di ritiro spirituale. Per una dettagliata recensione ci si vede fra qualche giorno. Per chi si fosse perso la figura di merda via etere del Presidente è possibile prenotare una copia scrivendo nei commenti. Intanto io scappo al mare, forse mi servirà.

La mia terapia: spalmare lentamente, con cerchi concentrici nella zona centrale, la paraffina sulla tavola. Accarezzare le pinne controllando l’aderenza. Richiudere la tavola nella sacca. Riporre il tutto nella macchina. Far viaggiare a velocità moderata per un paio d’ore, direzione confine italo francese. Scendere dalla macchina e controllare lo stato del mare. Indossare muta, sottomuta, calzari, guanti, coppola. Inserire la segreteria telefonica mentale per tutti i messaggi di allarme che il cervello passa sul freddo. Entrare in acqua e battezzare la tavola. Uscire dall’acqua in due ore, non di più. Lasciar riposare tavola e mente per una serata con lo Ignorante a San Remo, e riproporre il giorno seguente con le stesse modalità. (andiamo al mare!)

Tutto mazzo uno euro amigo

Percaso nostalgia dei climi caldi? Perchè? Solo per la colazione sul mare, surfata, sole birra e chiacchere? Ma dai!!!!!! La neve è così bella!

Post scritto da un giovane ragazzo pochi istanti prima del tentato suicidio presso la piscina Mincio a Milano. Il giovane, con cuffia adesiva rossa e gialla e costumino a mutanda, si è lanciato dal trampolino agonistico urlando: "odio la neveeeee", cadendo poi su due baldi giovanotti lì per allenarsi al giuoco della pallanuoto. I due giovani lo hanno salvato e costretto a un week end sulle piste da sci. Donando un euro al numero in sovraimpressione ci aiuterai a non permettere più queste torture.  Donalo, per cambiare il mondo!

(ah, a tutti i bambini che capitano qui per caso: è inutile che godete che nevica, che poi pensate di non andare a scuola lunedì. Brutti stronzetti: uno a milano la neve non attacca, se non sotto sindaco socialista. due: non riuscirete a fare palle di neve. tre: a scuola ci andrete lo stesso. quattro: babbo natale non esiste).

 

Motel Connection

Vorrei scrivere qualcosa di spessore, interessante e piacevole. Ho scoperto inoltre che quando scrivo di ricordi personali ottengo uno stile più fluido e un notevole incremento di lettori. Ma è anche arrivato il momento di alzare il tono di questo blog, anche perchè dalla classifica dei 100 blog più letti siamo tagliati fuori. Il primo passo è stato nel radicale cambio di immagini: rarissima quella qui sopra, appartenente alla collezione privata dello Sbirro, che ho messo come monito per tutte le ignare pulzelle che si avvicinano al nostro Fede. Un ragazzo dalle movenze così educate, così carino e comprensivo. Bene, sul sito dello Sbirro, nella sezione delle foto, troverete il reportage della festa hawaiana di questa estate e molte cose vi saranno chiare. Per i nostri amici pipponi, mi scuso per non aver messo nessuna strappona o figona, ma vi rimando a un sito più adatto a voi. Posso iniziare? Benone:

Disserzione del Franz sulla Rete, la Gnocca, e altri grandi veicoli di comunicazione del XXI Secolo.

Innanzi tutto, io della net culture non ci capisco una mazza. Mi fermo alla validità della rete come mezzo di comunicazione, nulla più. Mi rendo conto che la cosa cade a mio sfavore. E se non fossi fidanzato, prossimo marito, futuro padre, e probabilmente sulla strada della pensione, farei più attenzione ai piccoli messaggi che la rete stessa mi ha mandato. Con la lucidità di uno che sa davvero scrivere, il buon Chinaski giustamente mette in evidenza come i commenti e i link al blog siano ottime occasioni di broccolo, e successivamente dei canali facilitati per ricevere sicurezze etc. Chissà quanti broccoli abbiamo perso in tutti i commenti lasciati cadere nel nulla. Ora, nella mia condizione di fidanzato, futuro sposo, prossimo padre, e in seguito anche amante del buon vino, non posso che dire che in ogni caso mi metterò a rispondere a tutti i commenti. Insomma, quello che anche Fattidiminias mi faceva notare è che il nostro utilizzo della rete è improprio. E qui potrebbe concludersi l’interessante dissertazione sulla rete come veicolo di comunicazione, ma c’è un gancio con l’argomento successivo: nelle solitarie pause pranzo io e Simone (da pronunciare alla pugliese con o stretta e lunga: simooone), abbiamo capito che sul calcio non abbiamo un cazzo da dirci (mea culpa). Abbiamo provato a scambiarci le ricette stagionali, ma anche lì i nostri argomenti traballavano, allorchè grazie alla rete ci siamo confrontati su un argomento sempre verde. Insomma, ci sia concesso, a noi, popolo a cui chi sia la talpa non frega un cazzo, popolo a cui di cattaneo,ferilli, isola dei famosi, mentana & co, non sbatte uno stracazzo, di interessarci ad argomenti più consoni. E qui la dissertazione prende spessore, con relativa divisione in categorie di appartenenza:  Il Calendario delle Wanna Be (ingl: vorrei essere): calendario di modelle semisconosciute o vallette in erba. Sfondi esotici, tette al vento, atmosfera innocente e sguardi troppo languidi. Il Calendario Wanna Be finisce generalmente negli spogliatoi di qualche fabbrica, ben presto offuscato dal Calendario Principe. Il Calendario Principe: è il calendario dell’anno. Di una grande rivista, propone un personaggio semi insospettabile, che si rivela immensamente figa, posa con naturalezza e crea quel vedo-non vedo che logora tutta italia. Storico calendario Principe fu quello della Canalis. Con questo Calendario, la giovine si garantisce un posto fisso in qualche trasmissione sportiva, e nell’immaginario di buona parte degli under 50. Il Calendario Doppietta: Propone l’inedito lesbo-nudo, facendo vedere ben due strappone ignude per mese. Di solito le due sono scelte secondo il binomio mora-bionda, quarta-seconda, per arrivare a tutti i gusti. Decisamente forzato, scade nel lesbo-trash e non regge il confronto con i calendari maggiori. Dedicato a tutti gli armadietti degli infermieri e dei pompieri. Non garantisce nemmeno notorietà alla coppia, a meno che lo show lesbo non proceda nel tempo (vedi mascia e socia)  Il Calendario Sul Viale Del Tramonto: genere di gusto, proposto per rivalutare la vecchiarda che mantiene il fisico. Foto da lontano e inquadrature attente fanno si che la nonnetta regga almeno sulla carta il confronto con le nuove generazioni. Acquistato da nostalgici quarantenni o da appassionati del genere geriatrico, ha il suo massimo splendore quest’anno grazie a Silvia Rocca. il Calendario Pirelli: una delusione per tutti gli adolescenti. Con la scusa delle foto artistiche cade. E’ considerato un mito, ma non essendo un calendario erotico e nemmeno un calendario artistico, va bene per gli studi notarili o i meccanici di una certa età.Il Calendario Ritardatario: sarebbe anche il calendario Principe, ma esce in ritardo in edicola. Per ovviare il problema propone un figone d’oltremare, eccessivamente bella. Si garantisce anche a questa bella un posto in qualche palinsesto, magari non proprio in prima serata, ma cosa non si fa per apparire… Il Calendario Fatto In Casa: propone gente normale, casalinghe, nuotatrici, infermiere, bariste. Quello delle casalinghe passò alla storia con l’atroce dubbio: ma saranno davvero casalinghe o sono modelle? (la seconda). Quello di quest’anno sulle nuotatrici di Pesaro non permette dubbi: sono davvero ragazze comuni, di fatti sono delle cozze incredibili truccate da un muratore con mano pesante. Pessimo tentativo di ricerca della fama, giustificato da manie esibizioniste. Di tutto riguardo il calendario della studentessa che lo fa per pagarsi gli studi, Sara Romoli… a vedere le foto si pensa che non farà per nulla fatica… Il Calendario del Camionista: il vero calendario, l’unico, il  primo, il migliore. Si riconosce subito perchè ha i mesi scritti piccoli, che tanto delle date non ci interessa più di tanto. Si è adattato ai tempi, difatti se prima proponeva 12 modelle per dodici mesi, ora è diventato monografico. Rivolgendosi a un determinato pubblico, il soggetto è scelto tra quelli più facilmente riconoscibili: pornodive, presentatrici di seconda serata, annunciatrici hot line e simili. La pornodiva che posa nuda è come l’assonnato che sbadiglia. Naturalezza nel mostrare, sfondi di classe, qualche strappo alla regola del "mai-senza-mutande", per creare il giusto cocktail e garantirsi la presenza sul pannello posteriore Iveco. Il vero calendario del Camionista si riconosce perchè nella confezione ha in dotazione la ventosa per essere appiciccato sul camion. Sicchè, nessuno li compra, ma tutti ne parlano… Troppo sconcio per essere messo in cucina, ma ottimo da tenere in bagno sotto due tomi di Montanelli. Pregio di una nazione dove si fanno 20 calendari l’anno e non si può vedere il nuovo film di harry potter (v.m.14). A voi le riflessioni.  E tu che tipo sei? Più camion o valletta? Personalmente mixerei tutti i calendari, salvando solo le foto più belle… Il mio massimo? Aprile della Santarelli. E per finire la dissertazione culturale mantenendo un certo tono vi aggiungo che, all’epoca di internet come mezzo di comunicazione, è stupendo che il sito del più letto quotidiano nazionale abbia tutti i calendari… questione di share…

Happening week end: venerdì sera festa al Dynamo: conferme alla Signora.

Per un pugno di consumazioni

Sarebbe troppo facile annunciare il successo già dal titolo, e non è nemmeno buon uso farlo. Ma se si potesse provare, un titolo adeguato sarebbe: " Successo!", o qualcosa di simile. Prima ancora di addentrarmi nella narrazione do un paio di numeri di assaggio: 130 persone, 200 cocktail secondo il proprietario, 300 secondo una stima più attendibile, 12 partecipanti alla gara di tanga, di cui 2 uomini, 14 borse starsfucker rubate, 5 magliette. Numeri senza senso se non con delle debite precisazioni, qui sotto forma di pagella. Parto dall’esterno, con Il Proprietario, che mantiene il profilo basso, dicendo che si, è stata una festa carina, ma in verità si poteva fare di più. Serve per tutta la sera un rhum imbevibile, comprato direttamente in un phone center di boliviani dietro l’angolo. Grandioso l’occhio lucido che spiava la gara di tanga, con tanto di sorrisino. Voto: 6, sufficienza low profile. Pagella ottima per la Squadra Speciale dell’Ispettore Monazzo, trio sempre in voga, che assicura che nulla succeda nel corso della serata. L’Ispettore è già ubriaco alle 11, e vederlo uscire barcollando con il pc alle quattro e mezza non lede la sua immagine di uomo tutto d’un pezzo. Ai due scagnozzi il merito della perfetta gestione della security. Voto di squadra: 7. El Presidente è il papà del marchio starsfucker, e non è un esempio di padre. La sua precoce fattanza non gli preclude il buon esito della serata. Broccola e non conclude, in piena media stagionale, voto 7. Parentesi doverosa sulla tanga parade, che vede una vincitrice assoluta e diverse vincitrici morali. Tra le timide che scosciano poco e quelle che rimangono con il culo all’aria ci sono due chicche di cui pochi si sono accorti: un tanga con tanto di scritta Starsfucker, (laura, moralmente la vincitrice), esibito forse troppo timidamente, e un tanga a stringhetta, visto in precedenza solo in alcuni siti internet. Occhi puntati sulla giuria, composta dal Carletto, che non ha molta dimestichezza con i numeri, Ricky e il Teo. Per tutti e tre un voto con cartellino: 7. Al buon Guido, lo zio di Starsfucker, va il merito della creazione dell’accrocchio per il limbo, con voto alto per la fantasia:8. Elemento comune per entrambe le competizioni è Lo Sbirro, calato dalla liguria direttamente in porta romana per mostrare il culo e fare il limbo. Ai saluti di fine serata ci alitiamo in faccia una folata di rhum da spavento. Peccato che io abitassi a tre minuti e lui a duecento kilometri. davvero Talento tutt’altro che sprecato: voto 8 (lo Sbirro lo trovate qui). Non c’è gara per il parrucchiere misterioso che ha tagliato i capelli allo Ignorante, che per la serata si presenta pettinato da San Francesco. Che sia un messaggio, e che lui volesse, come il santo, parlare agli uccelli? Dubbi di omosessualità, voto macho: 7.  Gradita ospite anche FattiDiMinias, la prima amica del Bradipo, che ci mette un po’ a capire che si tratta di un meeting di alcoolisti. Grande per la presenza, 7,5. (fattidiminias la trovate qui). Voto basso per il breker de noi artri, Er Lopha, che viene attaccato sulla dance floor da un concorrente. Sentendosi in crisi invita la sua Vera fidanzata a inscenare la pantomima del telefonino rubato. Voto di coppia: 5,9. La Signora, sapendomi disattento, partecipa alla tanga parade, balla, si dimena, broccola e beve. Dovevo nascere in calabria: voto 7,5 per il delcoltèèèè. due punti anche per Giulia, che aiuta Ricky a non sentirsi solo, unica donna che ha il coraggio di parlargli. Divagazioni sul tema cuba per la Fede, senza L’Ambasciatore. Il voto totale alla serata, in una scala da 1 a 10,  seguendo il sistema di votazioni di Carletto è sicuramente: 23.  Unico piccolo neo, di cui nessuno si è accorto, è che trattandosi di un battesimo di rhum per le tavole nuove è stato un po’ brutto che le tavole non ci fossero. Peccato, con complimenti al Cinghiale.  Come numero zero è stata sicuramente una grande cosa… ma tutti gli sbrodolamenti li lasciamo a voce…. tanto prima di quanto voi possiate aspettarvi ci sarà il secondo episodio… in chiusura i complimenti meritatissimi al dj, davvero un capo dei piatti (sette cuba, dico s.e.t.t.e….)

prendo tutto in blocco

Giornata di blocco, stradale, mentale, intestinale. Novembre è sempre più novembre. E milano sembra essere il palcoscenico ideale per i peggiori ricordi di novembre. Sarà difficile recuperare lo spirito del Beat Cafè di giugno da rispolverare per la festa. Allo stesso momento, le prove generali sono iniziate ieri sera, con tanto di riversamento famigliare nell’anonimo pub, e con il proprietario che conta felice la quantità di bicchieri vuoti che tornano alla lavastoviglie. Nella media anonima della serata ricorderemo un personaggio di tutto rispetto, che ieri ha fatto il suo ingresso in società: l’Ispettore Monazzo. Protagonista delle più importanti retate nella famiglia della mala milanese, L’Ispettore Monazzo è un supereroe che si ispira direttamente a Wonder Woman e all’Ispettore Gadget. Da quest’ultimo eredita l’impermeabile dai mille poteri. E’ in grado di sfruttare i suoi super poteri per fare a pezzi il peggior criminale, è un’eroe, è il nostro super eroe.  Ieri sera si è presentato a bordo della MonazzoMobile, moderna caffettiera dorata, in compagnia dei suoi due scagnozzi. Infatti l’ispettore, moderno batman, ha non un solo robin ma bensì due. Il primo è l’instancabile FacciaDiGhiaccio, spietato cecchino. Il secondo è il Tony Monnezza de noi artri, al secolo Er Fratello der Lopa. Insieme sono un trio imbattibile, che difende la città dal male e dalle tenebre. URRA’ PER L’ISPETTORE MONAZZO!!!!

Certe cose mi affascinano o, più precisamente, mi lasciano viaggiare con la fantasia. Una delle migliori trasmissioni che la tv passa è "Anni Luce", infelicemente messa da La7 alla domenica mattina. Credo di averlo già scritto, sicuramente lo ho già detto e stra detto.  Rientra in quella categoria di cose che la tv propone e che mi affascinano in modo quasi morboso. Come una casalinga davanti a una soap di cui non vuole perdere nemmeno un sospiro. Come per i film di Sordi, di Verdone, di Chiari e Tognazzi. Sono uno dei pochi che si appenderebbe un poster di Chiari in camera, che ride a crepapelle per le gag di Sordi, che tra Zelig e Tognazzi non dubita un minuto. E passando per piazza Diaz sono uno dei pochi che tira su gli occhi verso la Terrazza Martini, da cui Mina e Chiari ridevano in quel film. Non sono un cultore, lascio che la mia ignoranza mi impedisca di conoscere date e registi, produttori e retroscena. Ma sono, se si può dire, un grande appassionato. Il fascino di tutto quello che quegli hanni hanno dato, lo sguardo positivo al futuro, la voglia di uscire dal bianco e nero, i primi aerei con il Catania Londra in sette, sette, ore. Gli autobus americani e le littorine italiane… potrei andare avanti degli anni. L’Italia dei paesini della bassa, trattorie e partite di calcio, quella stessa che ha creato Ligabue e gli agriturismi. Se, fumando al balcone guardando l’immensa sede di Prada davanti a casa mia, penso alla causa di questo mio innamoramento, ritorno indietro con i ricordi. Ma mi accorgo anche di una fondamentale differenza tra ieri e oggi. Non nelle macchine, nel progresso o nella ricchezza, ma nell’uomo.  La cosa forse più brutta: il desiderio di successo. La volontà di emergere, spietata e distruttiva, che come una influenza aviaria, più pericolosa ma meno evidente, ci mette tutti in competizione. Il successo, da manifestare con macchine, donne, case, vestiti, soldi, sorrisi, e costumi, ha drogato quella semplice voglia di stare bene che c’era prima. E al posto di una zingarata, di una gita al mare, di un bicchiere di vino, si è messa l’instancabile voglia di scalare la vetta. Che a mio modo di vedere le cose è un male. Forse queste righe, che assomigliano a uno strampalato tentativo di sociologia in pillole, sono un lamento e un rimprovero. O forse sono un consiglio, un sussurro per riprendersi quello che la piccola vita offre. Che poi è il massimo.