Un semplice dettaglio

"Troppe occasioni passano, e io sto qui a leggerne la targa"

Panta Rei, oltre che un imperdibile libro di De Crescenzo (mai letto), è un’ottimo deterrente-mantra per evitare che la vita mi sorpassi. Con il "tutto scorre"  agevolo spesso qualche personale defaiance, e giustifico i momenti di stanca. Fossimo barche a vela, assomiglierei a una goletta. Si, sono abituato a cercarmi il vento, ma sono anche pronto a remare sottocosta. Con il mio legno ho retto a tempeste in cui sono affogati equipaggi messi molto meglio, e vengo sorpassato da sfavillanti yacht. Tutto questo riflettere di oggi è stato piacevolmente stimolato da una serie di eventi che concatenandosi hanno generato quello che comunemente si può dire "un momento introspettivo".  E’ una specie di ricetta, i cui ingredienti possono essere sempre nuovi. Nell’occasione di ieri sera, una notevole lettura di un racconto scritto da un amico, insieme alla voce piacevole della Signora che mi raccontava di piccole cose, seduti su un letto. Una ricetta ha una delle chiavi del suo successo nella genuinità degli ingredienti, ma anche nel forno in cui viene cotta. Insomma, un momento così in coda in tangenziale avrebbe perso di consistenza, non lievitando per colpa del furgoncino dietro che suona e abbaglia. Ma la fortunata concatenazione di eventi ha avuto la sua perfetta cottura con una canzone esplosa dal pc. Quella canzone che tutta la vita mi ricorderà quella festa, una decina di anni fa, in cui per tre ore (ininterrotte) ho limonato con quella che credevo essere la donna della mia vita, pigiandola contro un calorifero del salotto. Ricordo perfettamente il bruciore ai bordi della bocca, memoria fisica, e le sensazioni dentro, memoria sensoriale.  Ho una memoria del tutto particolare, rosicata, forse, dall’alcool e incasinata dal disordine. Ricordo perfettamente il sapore dello sciroppo che ho preso per un anno quando avevo meno di quattro anni. Ricordo il Papa in Piazza V Giornate, e ricordo la sensazione al tatto della prima tetta che ho toccato. Ricordo il freddo della sabbia sulla schiena nella notte della mia prima volta. Ricordo l’ultimo giorno di scuola e il primo giorno di lavoro per pagarmi le vacanze. Ricordo perfettamente la voce di mia madre, e a volte mi sembra di sentirla nella tromba delle scale, ma a quanto pare ne ho dimenticato i consigli. Ricordo tutto, dolore e amore, con un sistema tutto mio. E penso che ci siano periodi per vivere, in cui si naviga con un piacevole vento favorevole o con una burrasca. Periodi in cui tutta la tua attenzione è concentrata sulla goletta, per andare avanti. E ci sono periodi in cui, per una serie di coincidenze e fatti, inevitabilmente ci si ritrovi a guardare indietro. Serve sempre guardarsi dietro, per ricordare quello che sembrava dimenticato. Come quando ritrovi una lettera della tua ex ex ex fidanzata, e ti ricordi di colpo di quel pomeriggio. O come quando di colpo ti salta in mente di quella volta che tuo padre ti aveva detto di no e tu… Così, per un racconto e una chiaccherata, cotti a puntino da una canzone, mi sono ricordato perfettamente di come mi sono immaginato. Insomma mi è venuto in mente cosa pensavo a 19-21-22-24 anni di me a 26, cioè oggi. Prevedibile che la mia idea a 19 anni sia davvero lontana dalla realtà. Ma la cosa sorprendente è che a 25 avevo tutta un’altra idea dei 26. Non lontanissima, ma quasi.  E in tutto questo navigare, impegnati a tenere la goletta a galla, è anche piacevole trovarsi a sorridere da soli per una canzone condita con un racconto e due chiacchere. Questo post non ha una morale. Non c’è un senso. Credo fosse Cartesio a dire che leggere è come conversare con il lato migliore degli uomini. Leggendo ho trovato un pezzo bello, chiaccherando anche.  In chiusura uso un trucchetto per riportare il tutto alla realtà, mischiando un ricordo con domani sera e servendovelo condito di particolari. La festa Beleza non è una festa Beleza, ma una festa Bud (quelli della birra). Per entrare bisogna registrarsi sul sito. C’è il link sul sito Beleza. Se non vi registrate non entrate. E il ricordo? Ah si. Oggi, ancora cullato dalla canzone, sfruttando la pausa pranzo, vado sul sito Beleza per curiosare. Trovo il link al sito della Bud. Mi registro. Poi curioso tra i riders del team Bud. Nicola Bresciani, amico di Simonetta, campione di Short, toscanaccio che fatica a mettere quattro parole in fila, ma con gli addominali disegnati da Ken Shiro. Poi c’è Federico La Croce. Aspetta, ma, si , ma dai, si si. Federico La Croce, mio compagno di banco, amico da due telefonate ogni pomeriggio, inseparabile socio della: prima canna, prima scopata, prima birra, prima sospensione etc etc. Fa il windsurfista di professione (addirittura il primo in Italia). Beh, com’è strana la vita. E i particolari piccanti? Ah si. In un giugno in cui io limonavo duro e provavo in tutti i modi la palpata di tette, lui mi arriva, di ritorno da scuola, con una domanda: ma tu hai mai usato un goldone? La risposta l’hanno data i miei occhi. Ci si ferma in farmacia, si prende di petto la situazione e si compra la scatola "Settebello Senso". Si corre a casa e si apre. Sei bustine tipo Aspirina Effervescente, un soggiorno, e due coglioni che guardano il tutto come se fosse il Graal. Dopodichè si apre il primo, lo si tocca, lo si guarda. Scivoloso, con quell’odore merdoso, bianco, lungo. Lo si tira, lo si allarga, lo si piega. Dopodichè lui, il surfista di professione, ha il colpo di genio. Prende una bottiglia di Coca da 2 litri, la mette sul tavolo e con fare da sacerdote nel tempio apre un altro preservativo. Delicatamente lo mette sulla bottiglia, fino a metà. Rimaniamo tutti e due estasiati di fronte alla scultura, in silenzio, con la complicità di chi ha capito buona parte del mondo.  Fine. (per dovere di cronaca, a lui i goldoni sono serviti la sera stessa, a me dopo due anni. E inoltre, ubriaco marcio, ho bevuto dalla bottiglia di Coca spensieratamente). Forse una morale a questo post c’è….

Scaricando la nostra locandina e presentandola al Globe riceverete un omaggio della ditta. E ricordatevi di non bere mai dal posto dove avete messo il goldone. E che gli amici sono davvero la cosa più preziosa…

8 pensieri su “Un semplice dettaglio

  1. Bello Franz…
    Ti piace davvero la nostra musica?
    Critiche?

    P.S. “E ricordatevi di non bere mai dal posto dove avete messo il goldone.”…però magari le vostre ragazze potrebbero farci un pensierino! 🙂

  2. volevo comunicarvi, che oltre al servizio di “stampa biglietti per la festa di venerdì”, simona organizza anche il trasporto con un pulmino preso a nolo, servizio ristoro con bibite fresche e panini caldi e servizio guardaroba. contattatela pure…

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