E-logio all’E-sordio

 

Figli di una società nella quale tutto ci è dovuto, passiamo gran parte delle nostre giornate a lamentarci (chi più chi meno) per ogni cosa, ad imprecare contro chiunque e a criticare l’operato altrui, dimenticandoci di ringraziare molte persone e di queste qualcuna in particolare, che ha la capacità di farci vivere momenti diversi, regalandoci “SENSAZIONI” (ricordatevi questa parola) positive! Intendo dire che ci sono momenti all’interno delle nostre giornate che andrebbero goduti a lungo ed intensamente che invece troppo spesso affrontiamo come eiaculatori precoci!

E’ per questo che intendevo iniziare la mia partecipazione a “IL BRADIPO” con un ringraziamento, ma per farlo ho bisogno di intraprendere un breve ma noioso excursus:

Ho sempre avuto un rapporto difficile con i computer, con internet e tutto l’ambiente hi-tech in generale, diffidando di chi ne decantava le virtù e rimanendo per anni ai margini di compagnie troppo evolute per esserne partecipe; complice il lavoro arrivano i primi rapporti con lo sconosciuto, incontri indesiderati, sporadici ed occasionali che mi hanno privato della verginità sfoggiata con orgoglio fino a poco prima! Si sà…da cosa nasce cosa…i rapporti diventano piacevoli, più frequenti e la convivenza diventa una necessità, così finalmente (lo scorso week-end) arriva il collegamento internet da casa…ed ora come in ogni convivenza che si rispetti: sono cazzi miei!

Con la scrittura invece i rapporti ci sono stati, anche se gli unici che io ricordi riguardano le poche righe scritte nei temi in classe, necessarie per raggiungere una sufficienza e la promozione a fine anno…se si può dire che costrizione è bello, allora scrivevo con estremo piacere!?

Detto questo, ringrazio “IL BRADIPO”  per avermi fatto appassionare a nuovi mezzi, poco conosciuti ed utilizzati prima d’ora; con abilità e affetto il curioso mammifero mi ha adottato: prima come semplice comparsa, poi come polemico commentatore ed adesso come scrittore…a proposito, grazie anche a ilFranz, colui che mezzo E-MAIL (da quando ho imparato questa parola il trattino dopo la E diventa d’obbligo) mi ha donato i poteri necessari per entrare a far parte di un’E-LITE!

Sono senza parole, è davvero un’E-MOZIONE pazzesca confrontarsi con un nuovo mondo e soprattutto poterlo fare con la consueta E-SUBERANZA che mi caratterizza; me l’avessero detto non ci avrei creduto…auguro a tutti di provare questa “SENSAZIONE”!!!

A proposito…ricordate il “SENSAZIONALE TOMBOLONE DI NATALE”?? E’ con estremo piacere che vi comunico di aver capito di esserne io il vincitore…e se non siete d’accordo rileggete tutto…a me “IL BRADIPO” una sensazione l’ha regalata!!! Potete dire lo stesso???

 Si è compiuto un dramma di proporzioni inedite, nel mio piccolo paragonabile solo ai grandi traumi della mia infanzia, come l’essere arrivato secondo in tutte le gare dalle elementari al liceo. Una tragedia di proporzioni epiche in una domenica qualsiasi di gennaio. Sono un uomo distrutto, finito, usurato dal tempo. Le mie giunture cederanno al peso della sofferenza. Mi accingo a riprendere possesso del blog dopo parecchio tempo, per scrivere le pagelle di una serata, routine tranquilla per ri-impossessarmi del mio spazio on line, ormai invaso da ignoranti consapevoli e petulanti presidenti, amichette che si messaggiano e segretarie che si ingraziano i loro titolari. Mi accorgo da subito che qualcosa non quadra, ma vita la mia relazione con l’informatica, rapporto in crisi fin dai tempi del mio primo pc, sorvolo e passo oltre. Ma Cazzo Della Merda In Culo a Una Cicciona Brufolosa, sono sparite le foto. C’è poco da stare calmi. Far sparire le immagini di questo blog è come togliere la palla dal gioco del calcio. Cerco di capire quale sia il problema, vado sul sito dove conservo tutte le immagini e la Redazione mi informa che "le tue immagini sono state archiviate per uno dei seguanti motivi: 1) è più di un mese che non mi connetto  2) non capisco e sorvolo 3) non capisco e ripasso al punto uno". In fondo alla pagina la Redazione ha però il tatto di avvisarmi che non è tutto perduto: le mie immagini sono conservate in un link che trovo sulla mia casella mail. Basterà digitare la password e riprendere possesso del maltolto sarà un gioco da ragazzi. Mi sorgono dei dubbi: 1) ignoro a quale mail si riferiscano 2) ignoro a quale password facciano riferimento 3) ignoro se tutto questo sia giusto o meno. Sorvolo sul punto tre, mi sembra secondario, e mi concentro sui primi due. Il dramma si trasforma in tragedia: localizzo la casella mail, ma non ricordo la password. Provo con le prime tre parole che mi vengono in mente e ci azzecco (tutto quello che è codici, pin, password, nella mia vita è composto da parole e numeri più semplici possibili). Ma il famoso link a cui approdo mi chiede una nuova password. Santo Dio, Benedetta la Voglia del Cazzo che Mi è Venuta quel Giorno di Merda in cui Ho avuto quella Cazzo di Idea…  Ora credo che tutto abbia un sapore diverso, più acido. Non riesco più a scrivere, a raccontare. Manca un pezzo fondamentale di questo sito: le foto. Come spiegare certe espressioni dell’Ambasciatore? o del Teo? sono morto. Brutto scherzo, come se spostassero i tasti della tastiera… sarebbe un dramma… sqccweo yb seqnnq ‘?ui aeuw qpals… wek ehi aòslo non cakeuq ci alks ehi ma cazzo, non ci provate… 

l’ignoranza è tra noi

Oggi è il 15 gennaio. Non ci posso credere. Oggi è il 15 gennaio 2005. Con notevole ritardo chiedo a tutti voi….passate bene le feste?. La corsa per cercare di fare un capodanno decente è conclusa, tutto per evitare di passarlo a casa da soli magari con 27 film affittati e un pachetto di sigarette pronte per essere fumate. Oggi si riprende la rubrica dell’ignorante. Rubrica trascurata per fin troppo tempo dal sottoscritto. Alcuni di voi diranno meno male, ad altri potrà non fregare nulla. Insomma da oggi si riprende anche perchè in questi giorni ne ho viste fin troppe di ignoranze lasciate così a piede libero per non poterle raccontare. Signori il gioco si ripresenta! Se qualcuno di voi avesse dubbi idioti, stupidi, troppo banali da poter esternare in pubblico…bhè questa rubrica è per voi. Il vostro ignorante di fiducia è qui per voi. Cominciamo subito nel raccontare un’ignoranza così tanto per riscaldarci. Immaginate un ragazzo, un bel tipo devo dire, pizzetto sbarazzino, sguardo furbetto e, all’occasione, molto molto serio. Un bel giorno si sveglia alle 4.30 del mattino pronto per andare in aeroporto per prendere un aereo per Londra. Lui è uno di quelli che nel lavoro non lascia niente al caso, preciso puntuale….perfetto insomma! Ancora assonnato arriva a Londra pronto per passare una giornata di duro lavoro saltando da un contratto all’altro, con l’unico obiettivo di ritornare a Milano dopo due giorni con soldi e clienti in più. Signori però ecco la svolta. Verso  la sera della prima estenuante giornata di lavoro, una volta solo in albergo, in una stanza tipica inglese si guarda in giro, sposta i comodini, guarda verso i muri, prima verso il basso, poi addirittura verso l’alto….niente non c’è storia. Incazzato come una iena chiama la sua ragazza a Milano sia perchè aveva una voglia matta di sentirla e di dirle che gli manca da morire anche se non sono passate neanche 24 ore da quando si sono visti per l’ultima volta e poi di informarla di questa sconcertante notizia: "Amore guarda sono di un incazzato….ma si può che non c’è una spina che è una che vada bene per il ricaricabatterie del cellulare?! Non credo che la batteria tenga per tutto il tempo che sto qui!". Di tutta risposta il ragazzo, dall’altro capo del telefono sente solo un piccolo rumore…..clic. La sua meravigliosa ragazza ha riagganciato. Signori che uomo. Ma magari tutti noi fossi la metà di quest’uomo, sicuramente il mondo non girerebbe nè dalla parte giusta nè da quella sbagliata, starebbe fermo per paura di fare cazzate. Caro Franz devi sapere che gli inglesi sono così nazionalisti che hanno le prese di corrente diverse dalle nostre. Ma non ti preoccupare anche l’elettricista più sfornito di Londra vende gli adattatori. Signori che ragazzo fantastico. Secondo voi la sua ragazza lo amerà ancora? Non vi preoccupate, vi terrò informati. Ma ora, per la legge del contrappasso, vi delucido su una bella figura da ignorante doc che ha fatto il vostro ignorante di fiducia. Due giorni prima di Natale mio padre mi commissiona un lavoro, portare una pianta grande quanto il Pirellone all’ultimo piano di un palazzo in centro. Dopo aver superato il traffico prenatalizio di Milano, dopo 500 giri per trovare la via e giusto quelle due ore per trovare parcheggio riesco a portare la "sequoia" fin davanti all’ascensore. Bhè signori non ci entrava neanche la metà della pianta lì dentro. Quindi sei piani a piedi! Arrivato davanti alla porta, mi ripulisco dal sudore e dalle foglie che mi si erano attaccate alla giacca e suono il campanello. Niente. Vado avanti per 10 minuti….ma niente. Il ritorno a casa è stato come il ritorno del soldato dal fronte. Entro in casa e trovo mio padre seduto al tavolo con mia madre e due tizi mai visti. Fregandomene dei due ospiti a me sconosciuti comincio a smadonnare contro tutto e tutti e soprattutto contro chi abitava in quella casa maledetta. Durante la mia performance da mille e una notte vedevo i miei progressivamente sbiancare ma credevo che fosse per la mia grandissima capacità oratoria nel riuscire a dire 27 parolacce e imprecazione senza neanche sbagliare la coniugazione di un solo verbo. Solo più tardi, dopo che a mia madre avevano dato dei sali per riprendersi dallo shock, sono riuscito a sapere che i tizi a me sconosciuti altri non erano che i destinatari di quella pianta. Signori quello che è successo dopo è un’altra storia. Questa è vera ignoranza! E per ignoranza intendo il non sapere che molto spesso bisogna tacere. Comunque, queste sono 2 semplici storie di 2 semplici storditi, sì storditi dai fumi dell’ignoranza. Ora tocca a voi. Scrivete nei commenti le vostre mancanze. Il vostro ignorante è tornato sempre pronto a raccontare e raccontarvi. A presto. Buon ignoranza a tutti.

Il Grosso Grigio e la Grande Mamma

fumator de habana 

Se c’è una cosa che mi irrita sopra la media è la Partenza Riflessiva. La Partenza Riflessiva mi coglie prevalentemente quando mi sveglio per forza, controvoglia e di corsa, in inverno e in una giornata metereologicamente instabile. Stamattina mi sono svegliato di corsa, controvoglia, in pieno inverno  con uno di qui cieli che solo Milano sa regalare: una tenda grigia stesa sui tetti. Salgo in macchina, percepisco i sintomi della Partenza Riflessiva e tento di sviare la sorte con la radio a manetta. Il Cd salta, operazione che potrebbe costare alla amata radio il lancio dal finestrino. Ma si farebbe davvero poco male, essendo io incastrato in un unica lamiera di macchine. Trasformazioni della Circonvallazione di Milano. Per chi non ci abita vale la pena di vederla almeno una volta nella vita.  Tiro giù il finestrino nel preciso istante in cui un grosso monovolume prova la partenza rapida. Ingoio quei tre o quattro grammi di polveri sottili che mi avvicinano al paradiso di qualche mese. Perchè per forza uno che attraversa Milano al mattino in macchina deve andare in Paradiso: ha già visto l’inferno. La Partenza Riflessiva è alle porte, mi coglie alla sprovvista. Merito forse anche del breve calcolo che riesco a produrre e che si spiega in poche parole: esattamente un giorno prima di questo inferno ero ancora nel mondo dei sogni a Roma, dove mi sarei svegliato con calma, toccando con i miei piedi i piedi della Signora e invitandola a fare colazione sotto il sole in una qualsiasi delle tremila piazze del centro. I miei piedi toccano l’acceleratore, lo sfiorano appena, puro petting automobilistico. Mi accendo la prima sigaretta. Io non smetterò di fumare. Una sigaretta è un piacere, uno sfizio, un vizio, un ipoteca su un cancretto, un gesto famigliare, un gesto che amo. La Grande Mamma qui non può vedermi.  Mi torna il buonumore di colpo. E non è merito della sigaretta. Sorrido, mi viene spontaneo, girandomi a destra e a sinistra. I vicini di ingorgo mi guardano sospettosi. Un paio di ragazze ricambiano, un vecchietto saluta, probabilmente scambiandomi per chissà chi, una signora mi fissa scioccata. Faccio così fino all’ufficio. Sorrido a tutti. Magari a qualcuno sarà servito. Anche solo per chiaccherare. Scendo e mi accendo la seconda. Quella prima dell’ufficio. Per volere della sorte mi hanno tolto dalla mia tana, dove potevo scappare fuori per una sigaretta. Sono finito davanti al capo. Promozione o controllo non mi interessa più di tanto. Fumerò di meno. Non fumo in ufficio. Io ho il vizio, ma anche la passione. Sono il primo che si infastidisce. Ne approfitto per guardare il cielo, il Grosso Grigio. Ripenso alla serata di ieri. 23.55: un cartello avvisa: l’ultima sigaretta. Arriva prontamente un cameriere, decisamente omosessuale del genere Checca Impazzita, e tutto soddisfatto mi annuncia: "Finiscila in fretta, manca poco e poi basta". Quello che si è mosso dentro è stato qualcosa di intestinale, muscolare, celebrale. Ho desiderato nell’ordine: sodomizzare il cameriere, sodomizzare un passante, picchiare i pugni sul tavolo, picchiare la nuca sul muro, urlare frasi di odio in francese. Ma poi, vuoi perchè con il francese sono un po a secco, vuoi perchè la sodomia mi urta, ho preferito uscire in strada. La Grande Mamma ha deciso per il nostro bene così. E così sia. Fuori c’è gente, e la sigaretta diventa uno spunto per il broccolo. Con largo anticipo riesco ad immaginare che il fumo sarà la prima causa di tradimento notturno.  Non sono arrabbiato, mi adatterò, me ne farò una ragione, e confiderò nelle leggi all’italiana. Ma di certo berrò di meno, appena possibile cercherò di stare all’aperto, e sceglierò ogni tanto un locale per fumatori. Ma di una cosa sono sicuro: il proibizionismo in ogni sua forma fallisce e degenera, e lo Stato Mamma ha da sempre perso i suoi figli lungo il percorso. Per i sognatori non fumatori che credono che lo Stato Mamma pensi al loro bene cito piccoli spunti: un letto d’ospedale, terapie a lungo termine, degenze costose, solo alcune delle voci di spesa di una sanità al collasso. E al fumatore ricordo: basterebbero tre sigarette in meno al giorno per produrre un danno davvero alto allo Stato Mamma, che non ci vuole far fumare, ma che con le tasse sulle sigarette arrotonda i bilanci. E poi, appena prima di entrare in ufficio, guardo in cielo, e penso al riscaldamento a gasolio, al trasporto su gomma, all’inquinamento dovuto alla benzina. Se alla Grande Mamma interessasse davvero la mia salute, saremmo tutti in bicicletta. E magari dal Grosso Grigio spunterebbe qualche raggio di sole… mi giro e sorrido a un peruviano con un furgone, lui rallenta e con la solennità di un reale inglese mi sfodera un dito medio lungo e sottile.

Paralipomeni alla Batracomiomachia

La Signora Incipit di anno sicuramente scoppiettante. La famiglia si sparge per le terre conosciute. Tornato il Presidente dalla sua visita ufficiale nell’Est, ci propone l’album di foto. Stallone bionde e rosse si alternano sulla macchina digitale. L’Ambasciatore viaggia verso il Nord: destinazione sconosciuta. Direttore organizzativo: Cinzia, quindi siamo a posto. wilson propone con la sua nuova agenzia di viaggi “Scommettiamo che?” un tour per Genova con passaggio al Casinò e breve sosta all’Ippodromo. Sembra quindi tornato alle sane abitudini di una volta. Krine è simpaticamente sollazzato dal grande viaggio primaverile della consorte.  Renato, in memoria della stagione passata, ripropone le vette aostane. Mi metto in marcia anche io. Per una celebrazione particolare. Nella Città Eterna per il compleanno della Signora. Il viaggio: sono tutti in viaggio…. Milano semideserta piange la povertà di sempre, con il solito affollamento da MediaWorld e le code al cinema. Il telefono in ufficio squilla due volte al giorno: sono i parenti che chiedono notizie. I servizi del telegiornale si dividono: poca attenzione al lanciatore di cavalletti, terrorismo psicologico per il maremoto e le solite riprese panoramiche delle piste da sci. Nulla cambia, e per la prima volta mi accorgo che lascio volentieri Milano. Il tour organizzato con gli amici americani (duomo, ticinese, montenapoleone, tutto compreso) mi ha fatto capire quanto si possa amare Milano. Se presa a piccole dosi. Parto felice, lascio la famiglia bradipa dispersa, con i superstiti in città che vanno avanti. Quattro giorni per tradire Milano, per stare seduto ad ascoltare il rumore che preferisco più di tutto: la risata sottile della Signora.

ZeroCinque: il treno passa una volta…

Aspettando una conferma, sudando tutte le giornate da gennaio a dicembre, cambiando lavoro, fidanzata, macchina, letto, scarpe, ambizioni e sogni, arranco verso un veglione dove c’è di tutto: generazione fortunata la nostra… lo dicono tutti… Credo sia davvero passato un anno: era da tanto che non cambiava tutto così velocemente in dodici mesi. Credo che quest’anno sia stato uno di quelli dove ho imparato di più di quanto abbia insegnato. Ho sofferto, ma ho fatto anche soffrire. Ho amato, mi viene facile, ma sono anche stato amato, e ho sentito quella piacevole sensazione sulla pelle. Ho discusso, ma mi sono dovuto mettere in discussione. Ho cambiato le carte in tavola, e ho scoperto che il mazzo non era truccato. Ho sorriso, e ho sentito la voglia di far sorridere. Adoro quelle trasmissioni di questi giorni in cui fanno un riassuntone di tutto quello che è successo nel mondo, e cosa succedeva un secolo fa. Vorrei, in poche parole, fare il riassunto di tutto quello che è successo. Ma la lista è davvero lunga. Vorrei fare la lista di cosa mi aspetto possa succedere: ma qualche mese fa ho imparato a credere nei sogni così come vengono. Niente mi è impossibile. O almeno credo. Ho fatto affidamento su tanti piccoli paletti, che il tempo ha sepolto senza pazienza, prima che riuscissi ad appoggiarmi. Ho guardato il libretto di istruzioni, ma ho la certezza che sia di qualcun altro. Peccato, faccio da solo. Senza troppo rispetto, ammiro chiunque accetti la sfida. Adoro vedere il sorriso di un uomo che si è appena sorpassato: il sorriso di quello che ha scalato un vulcano a mani nude. E forse la cosa più bella che ho visto quest’anno è stata la discesa in bicicletta di quell’italiano su una montagna in Perù. Salito con la bici in spalla, tre ore di fatica,  scendendo urlava: “che idea da stronzo”. Ma quanto deve aver goduto? Mi viene la pelle d’oca a ricevere quegli auguri di Pace e Serenità, parole troppo grosse se non volute da tutti. Vorrei che il messaggio fosse per tutti lo stesso: fallo, dio mio, fallo e basta: corri, non ti fermare a pensare: mille cose ti fermeranno, alcune terribili. Ma la differenza la fa una cosa che solo tu hai: la percezione esatta del sogno che stai inseguendo. Ne ho giusto giusto in mente un paio… che mi fanno tremare le gambe… che figata.  Vi auguro di farvi trovare quando il treno passa: dicono che passi una volta sola, l’ho sentito dire da gente che però non ha mai avuto il coraggio di inseguirlo… Beh, auguri….

Arriva per tutti il momento…

babbo natale non passa.... Arriva per tutti il momento, è una costante. Sono quei quattro secondi di malinconia nataliza… breve panico, riflessione, respiro e poi si riparte. La gamma di motivi è davvero vastissima: dai più seri ai meno seri. Poi arriva il momento dello spacchettamento di tutti i regali. Come dimenticare la splendida magliettina aderente in neoprene rosa che zia Assunta vi ha fieramente consegnato con le lacrime agli occhi, sospirando e dicendo: “guarda come è cresciuto il mio ometto”. Ci sono le code in macchina, ci sono le corse e i bancomat che si asciugano. Tre panettoni aziendali, due cesti gastronomici con funghetti essiccati della Val Brembana (dove non crescono funghi più da un pezzo…) un Cd di musica Gospel. Ma il regalo più bello? Ma cosa vorresti per natale davvero? Se si potesse regalare qualsiasi cosa, anche una cosa irraggiungibile? “vorrei regalarti la felicità“… sembra una frase scontata, ma è forse il più bel pensiero… Si potesse davvero regalare di tutto… e il regalo più brutto in assoluto?  Per concludere devo fare una cosa che non spetterebbe a me fare, ma che è necessario venga fatta. Quest’anno Babbo Natale non passerà. nei festeggiamenti di ieri sera, ha bevuto troppo e tentando di mettere a canuzzo la Befana è scivolato su una fetta di lime picchiando la testa. BuOn NaTalE….

Chi è chi?

Oscar Wilde diceva: “Non lasciare che il passato ti dica chi sei, ma lascia che il passato faccia parte di ciò che diventerai”. Signori io ci credo, condivido, ok; ma parte di cosa visto che non so neanche cosa sto diventando? Innazitutto prima di capire cosa sto diventando occorre che guardi cosa sono ora. Bella domanda, ma oggi noi quale parte rappresentiamo di noi stessi? Quello che facciamo, la posizione che occupiamo, quello che studiamo ci dice davvero chi siamo noi oggi? Chiaramente la risposta più ovvia è:”….certo che no. Noi non siamo solo quello che facciamo o quello che abbiamo e bla bla bla”, d’accordo quindi? Allora chi siamo noi oggi? Quello che tutti noi siamo oggi  rispecchia davvero quello che siamo veramente? Quante domande! Tu che stai leggendo, oggi sei un onesto lavoratore, uno studente di chissà quale facoltà, sei la segrataria di uno studio, sei un presidente, sei un ambasciatore, sei un pilota, sei uno psicologo, sei un calciatore, sei sei sei. La vita, e le scelte che essa comporta, sono su una linea sottile tra la favola e l’oscurità diceva Cohelo. Già, le scelte condizionano la nostra vita. Siamo così sicuri di aver già scelto cosa fare della nostra vita? Certamente oggi noi tutti abbiamo scelto di essere qualcosa e qualcuno in modo o nell’altro. Un consiglio…. una proposta…. uno spunto riflessivo per vedere davvero chi noi oggi siamo. Guardiamoci nelle tasche dei nostri pantaloni, mettiamoci le mani e tireremo fuori, magari, un biglietto timbrato del tram, qualche euro forse qualche scontrino di forse qualche locale di non si sa quale serata. Dopo di che aprite ogni cassetto di camera vostra e guardate in fondo, negli angoletti bui che non si vedono mai, chissà cosa salta fuori, certamente qualcosa che una volta usavate più spesso o che forse non sapevate neanche di avere ma che, guarda un po’, avevate. Date uno sguardo nel vostro portafoglio ora, a parte qualche euro cosa riuscite a scovare di bello? Forse qualche bigliettino della o del vostro amato, forse qualche santino (e guarda un po’ voi magari non siete neanche credenti), magari qualche biglietto da visita, magari un bella carta di credito con il vostro nome in rilievo, forse qualche spicciolo inglese e un biglietto della metro di Madrid, forse. Chissà cosa salterà fuori davvero da questi posti. Bhè sappiate che sono queste le cose più sincere ed oneste che possono aiutarci a ricordarci oggi noi chi siamo e quali sono stati i passi per diventare così. Ora riguardate in ognuno di questi posti prima elencati però stavolta immaginate di trovare quello che vi piacerebbe davvero trovare. Signori quello è quello che saremo, quello che noi, ognuno di noi vorrebbe diventare! E non vergognamocene, avvocati o psicologi possiamo esserlo tutti ma quello che siamo davvero ognuno di moi deve scoprilo a modo suo, con un percorso e con tempi tutti suoi.  Oggetti, cartacce, vecchi indumenti…..ma soprattutto ricordi. Forse è questo il passato, il presente e il futuro che intendeva Wilde, o forse no, ceramente è così che li immagino io! Buona ignoranza a tutti. il vostro ignorante di fiducia 


P.S Scusate ma stavo riguardando quello che avevo scritto, ma che caz… mi sono fumato??

La cintura muccata: ode al particolare

Il Presidente (foto da archivo)


 


 


 


 


 


 


 


 


 


eh si…  l’occasione era troppo ghiotta per essere lasciata lì ad impolverarsi sotto inutili pile di ricordi. Diamo a Cesare quel che è di Cesare, e ancora meglio, diamo al Presidente quello che è del Presidente. L’occasione viene da suo compleanno, il posto è conosciuto come fosse una seconda casa: la platea è variopinta. Visti gli ultimi insuccessi elettorali il Presidente si fa forza portandosi dietro una nutrita rappresentanza di attori del Circo di Vigevano. Ci sono tanti personaggi per la gioia di grandi e piccini: c’è il finto Fisioterapista, il finto Pugile, la finta Tettona, il finto Amico. Si vede che sanno lavorare insieme, e noi glielo lasciamo fare. Anche perchè tante volte è giusto fermarsi a pensare: e davanti al maglione di Krine era giusto osservare più di un minuto di silenzio. Proprio da lui parte la roulette delle pagelle: si presenta vestito da Man In Black, con il cappotto di Matrix e la fidanzata di Die Hard: molto multiplex, beve solo su richiesta e fuori dalla sua bmw si sente disorientato. Voto: 6, può dare di più.  E per la serie si può dare di più l’Amasciatore, reduce dalla settantesima partita di calcetto in due giorni, soffre sempre di più dei sintomi della sindrome di Fantozzi (al quale sempre più somiglia tra l’altro…). Arriva tardi, ingurgita un cuba e scappa con Cinzia al seguito: impiegati, voto 5. In una delle più belle riedizioni di se stesso Wilson ripropone un broccolo con pubblico pagante. Se per limonare ha bisogno della platea, siamo pronti ad affittare San Siro per vedere il resto. Voto: 7,5 show man. Vorrei ma non posso, questo è quello che pensano le giovani vigevanesi quando vedono arrivare le tette di Checco. Turgido, unto e pettinato direttamente da un falegname, il piccolo grande Checco rispolvera uno dei suoi personaggi preferiti, in attesa del G-Lounge, unico posto dove si sente davvero a suo agio: voto 6,5. Ecco una delle star di punta della serata: come per tutti i fenomeni , la via del successo si incontra sempre con la via delle stelle. E se i Take That erano grandi, ma Robbie da solo è meglio, allo stesso modo le Tre Marie di Abbiategrasso (per l’occasione in formazione completa da quattro) sono grandi, ma la Dani da sola ha la strada della fama spianata. Timida timida, confessa alle telecamere di aver appena passato l’esame di apnea. Finalmente potrà avere rapporti orali tenendo il naso tappato. Niente più odori per lei. Si pensa che lo abbia fatto per piacere ancora di più a Renato, con il quale, come tutti sapete, ha una storia. Si sa anche che Renato pecchi nell’igiene intima… e se tanto mi da tanto… Professionale e disinvolta: 7. Direttamente dall’aldilà rispunta l’Ignorante, titolare dell’unica rubrica al mondo in cui la gente gli chiede le cose e lui manco risponde. Sereno e dialettico, porta vari broccoli incorciati con la sua migliore tecnica: parlando in continuazione con tono monocorde stordisce la sua vittima portandola all’ipnosi: tra le sue prede: Joelle e Erika. Paziente e magico: voto 6,5. Soffre del troppo lavoro l’assistente del Presidente, che insieme a Guido ( ma si, quello che limonava con quell’altra… proprio lui) gestisce le pubbliche relazioni del festeggiato. Tra i miei personaggi più cari, ma senza voto, ricordo con piacere Simpaty e Scentology, due simpatiche ragazze pon pon di Vigevano ( e che pon pon…). E come non ricordare Joelle, alla sua prima presenza. E come non citare la Simo ( ma si proprio lei, quella che fa gli occhi dolci a Wilson), e la Fra ( ma si quella che fa gli occhi dolci al Presidente) e come non citare la Signora ( ma si quella che fa gli occhi dolci all’Ignorante e a Krine, ma che rimane la mia fidanzata), e la nostra Maia, tornata dopo un ritiro sabbatico in Serbia… Ma per ultimo lui: il festeggiato. Per il suo compleanno il Presidente sfodera uno splendido costume da paggetto gay del settecento, con tanto di cintura muccata. L’elemento che fa la differenza, la classe condensata in un girovita, un richiamo a nobili origini. Distribusice free drink per tutta la sera ( mi sono messo in coda trenta volte), saluti, baci, occhiolini e palpatine. Sembra contento (quando il suo assistente gli ricorda di esserlo). Un grande padrone di casa. Peccato per i capelli, davvero troppo banali visto il costume degno di Elton John. Voto:8 regalato!!! (forse sono corrotto dai cinque cuba che mi ballano ancora sul fegato). Voto globale: 9, c’erano tutti, e forse questa è una gran cosa…

sampei e saprei










 


 


 


 


 


 


 


 


 


Pensare che era solo una manciata di mesi fa, quando al posto dell’aperitivo


al posto delle corse e delle code, ci si sedeva a pescare.


Che poi non si fosse mai riusciti a pescare, poco conta.


Giovedì sera grande serata finale per il Presidente,


che celebra la nascita del suo primo erede con un cocktail


alla Trattoria ( sede del Consiglio). Presenti per l’eccezzionale


evento anche famose personalità estere tra cui l’Ignorante,


autoesiliatosi per la sua spessa ignoranza verso i lidi


di XXmiglia.


Aspettando giovedì, ma soprattutto aspettando i sabati di primavera