uè, uagliò wellcome in Illinois

Amsterdam, Schipol, gate F8, in attesa:

chiedo gentilmente a un poliziotto dove io possa fumare una sigaretta, visto che mi tengono seduto nello stesso posto da più di quattro ore senza nemmeno che in lontananza compaia un mezzo con le ali. Lo sbirro mi sorride e mi dice: " Da nessuna parte, siamo in America". Oh yeah!

Boeing 747/400 KLM, posto C34: devo rimanere sveglio, perchè la chiattona di fianco a me si alza ogni 22 minuti. Mi concentro su un film. Parte Cars, in lingua originale. E c’è una 500 di origini italiane che in lingua originale continua a dire: "Belizimo, che pauura. O certo capperi!"

Sul modulo per la green card, gentilmente tradotto dal Ministero degli Esteri, devi mettere semplicemente i tuoi dati anagrafici. Ma il ministero ci tiene a precisare che "tutti i dati vanno scritti in maiuscolo e in lingua inglese". Oh, Frenkie Minkia is back!

Chicago, Tower North 96° piano: dico a un collega che mi piace parecchio il panorama indicando una finestra che da sullo sconfinato quartiere nord. Lui si gira, mi sorride e alludendo alle tre ciccione sedute davanti alla finestra: "ah, i gusti sono gusti".

Mangio ogni due ore, ma non c’è da preoccuparsi, diluisco il tutto con piogge torrenziali di frappè alla fragola con amminoacidi ramificati. Ho avuto anche la soddisfazione di fare una breve ma molto intensa puzzetta davanti al direttore generale di una grande multinazionale. Annovero tra i racconti anche una lunga chiaccherata con la barista nera dell’albergo, una splendida sessantenne che parla stretto slang. Sarei rimasto ad ascoltarla per ore, senza comunque capire una parola.  E tutti loro, con questa innata passione per la televisione ( la guardano dappertutto, anche in ascensore) e questa forte rassegnazione.

Aloha brots

domani mercatino casa Pistecchi. Maggiori info dalla Signora

Uat uill iu do uitaut me?

 

Comunicazione di servizio: questo blog si trasferisce per un breve periodo in Illinois, con più precisione a Chicago, insieme al suo proprietario e a pochi effetti personali indispensabili. Le ragioni del mio viaggio sono essenzialmente di lavoro, ma ritaglierò ampi momenti per trascorrere ore ludiche nella città più bella d’america (lo ha scritto il sito ufficiale su Chicago, stranamente). Una temperatura straordinariamente mite (33 gradi) mi accoglierà. (ah, i gradi non sono Celsius). Con un fuso orario in linea con gli orari dell’Ambasciatore, desidero comunque rimanere in contatto con la famiglia bradipa. Come suggerivo alla Signora, mandate pure SMS con richieste per acquisti vari. Fermandomi in America 64 ore in totale avrò un sacco di tempo per comprare tutte le minchiate che desiderate. Grazie al cambio euro dollaro sono molti i prodotti che conviene comprare negli States. Proprio nessuna idea? Beh, ad esempio un Chrysler costa 19.000,00 dollari, e ci risparmiate quasi 6.000 euri ( o eurori, dipende dal cambio). Oppure un appartamento vista lago costa 200.000 dollari, con un risparmio per la stessa metratura a Milano in centro di quasi 50.000 dollari.  Proverò comunque a scrivere una sottile cronaca a stelle e strisce. Splinder noti bene che questo Blog è uno dei più internazionali: abbiamo scritto da Londra, da Gerusalemme, dall’Olanda e dal Belgio, dalla Slovenia e anche dalla Sicilia.

Come tutti i migranti, al mio ritorno porterò le incredibili storie di una delle più eccitanti città di tutta l’America ( sempre dal sito ufficiale). Una vita notturna frenetica (ci sono ben due discoclub) e una emozionante downtown piena di shops per i miei gifts con brand. Oh, Yeah!, a confronto il Fiordaliso di Rozzano mi sembrerà una stronzata.

Aloha fratelli!

Il Perozzino

Perozzi,

coccodrilli preparati non ce ne sono. Solo un pensiero, per chi ha saputo raccontare una delle storie più belle di tutto il novecento, come protagonista e come voce narrante. Amici Miei non è solo un film, è una soluzione a molte cose. Per questo, insieme al Conte Mascetti, siete rimasti grandi in mezzo a molte altre storie scritte. Caro Perozzino, rimarrai per le generazioni a venire una voce narrante di uno dei capolavori migliori. Grazie, senza bisogno di aggiungere parole, per averci raccontato questa stupenda storia.

 

Caro Dgol,

che nome strano che hai! accipicchia quanti amici che mi sono fatto iscrivendomi al Club Mille Miglia Air France. E io che pensavo che mi arrivassero solo le promozioni sulle rotte aeree… Grazie per la tua prima lettera, mi fa molto piacere che stai bene. Io me la cavo, diciamo che sto bene anche io. E’ difficile raccontarti cosa succede qui, dove vivo io. Dal tuo indirizzo suppongo tu sia coreano o di qualche posto lì vicino. Non sono mai stato da quelle parti, ma appena ci passo di sicuro ti chiamo così usciamo a bere una birra insieme. Ah, chissà com’è la birra lì da voi. Sai che cambia da paese a paese, in base all’acqua che usano. Scusa se la mia lettera sarà breve, ma sono al lavoro e non mi aspettavo di trovare una tua mail. Pensa che questo mese ho speso 100 euro per attivare Fastweb, con tanto di Firewall e Filtro Famiglia. Sono investimenti da fare, se non vuoi che ti arrivino brutte cose via internet.  Oggi mi sto preparando per fare un lungo viaggio dall’altra parte del mondo, ma stai sicuro che controllerò la mail ogni giorno. Rispondimi presto.

PS: scusa se ti correggo, ma non si scrive FIGE, ma FIGHE, perchè al plurale si aggiunge anche la H. Non è sempre così: casa – case, mela – mele, cachi- cachi. Comunque so benissimo che l’italiano è una lingua difficile da imparare. Sei già stato bravissimo così.

PS2: Per quanto riguarda il tuo invito, ti ringrazio ma sono già a posto. Anche io, per ora, scopo gratis. E lo faccio con una sola figa (senza H, perchè singolare). Mi basta e mi avanza. E il mio apparato genitale sembra funzionare bene anche senza medicine giuste. C’è anche da dire che ho 27 anni, e sarebbe strano che fosse il contrario. Ho diversi amici con problemi di questo genere, ti allego i loro indirizzi, così magari diventate amici. Però se inizi a scriverti con loro non smettere di farlo con me, mi raccomando. Odio quelli che fanno gli amiconi e poi ti lasciano da solo. 

PS3: Ma chi cazzo è Paul?

Disclaimer: Le informazioni contenute nella presente mail si intendono come private e rivolte agli indirizzi citati nella sezione riguardante i destinatari. Copie, parziali o totali, della presente non sono autorizzate e possono essere perseguite a norma di legge. Il destinatario può inoltrare la presente solo se richiesto dal mittente. Questo per tutelare la privacy sulle e-mail. Diverso è il caso di un pirla che da il suo indirizzo a una compagnia aerea. Ma sappiamo tutti che quando si tratta di fige bagnate nessuno capisce più niente. Caro coreano di stocazzo, grazie ma sei fuori prezzo. Pago molto meno qui a milano. Se poi aggiungi le spese di spedizione faccio prima a pagare una serata a una modella. Grazie comunque, tenetemi comunque aggiornato su tutto. Attendo grandi sorprese dall’Esselunga e da Mediaworld: se Air France mi manda le fige, figurarsi Esselunga. E ho anche la fidaty piena di punti fragola…

Comodini Inaspettati

Questo sole, per noi metereopatici, è una grande benedizione. Noi, in questo periodo, soffriamo di grandi botte depressive per il grigio laminato che Milano offre nelle otto ore di luce diurna. E poi ci si mette anche la pioggia. E se non c’è la pioggia c’è la nebbia, che è un male anche per i camionisti (quelli messi peggio sono i camionisti metereopatici: ché muoiono schiantandosi e nel contempo sono anche depressi. Che brutta fine). Insomma, questo sole, messo lì così, con tanto di cielo terso, montagne a vista e aria pungente, è un’ottima ragione per essere di buon umore.

Ma noi metereopatici – ipocondriaci ci stupiamo anche del fatto che qualche doloretto sia sparito. Le nostre malattie in fase terminale se ne vanno davanti al sole. E noi metereopatici – ipocondriaci – pendolari, siamo anche quasi contenti di fare tutta la coda del mondo in tangenziale sotto il sole. E noi ipocondriaci – metereopatici – pendolari  – pessimisti siamo abbastanza felici di questo sole, anche se dubitiamo che duri per sempre, anzi sappiamo per certo che presto, molto presto, pioverà a dirotto. E io che sono metereopatico – ipocondriaco – pendolare – pessimista – psicolabile, penso sempre che c’è qualcuno che sta peggio di me, e mi rassereno camminando sotto questo sole.  Ma il mio lato critico ( appartengo alla variazione metereipopendopessipsicocritico) non può lasciar correre, anche in un giorno con codesto sole, un sassolino che mi si è infilato nella scarpa. (e qui, caro Elegante, puoi anche smettere di leggere, tanto nemmeno oggi si parla della festa). E ci sarebbe tutto un lungo discorso sui libri da fare prima, ma per evitare di tediarvi troppo (leggi non ho voglia) salto alla conclusione: ho finito i libri sul comodino ( non è vero: mi rimane chuck Palahniuck, ma mi fa cagare già da pagina 2. E tra l’altro non ho nemmeno un comodino.). Ho ripreso in mano uno degli ultimi, poi mi sono messo a dormire quasi subito, mentre la Signora sfogliava un libro di cui tutte le sere mi fa una recensione dettagliata (“questo libro è una merda”). Sicché oggi mi decido a cercare una libreria vicino all’azienda, che c’è anche il sole e diventa quasi romantico andare a comprare un libro in pausa pranzo. E non un libro qualsiasi, voglio una libreria che mi dia la garanzia di avere “La Ballata delle Prugne Secche”. Eh si, voglio quel libro. Lo ha scritto una blogger (trovate il link qui di fianco, è Pulsatilla), e a quanto pare ne faranno anche un film. Quindi voglio questo libro: lo voglio perché è una blogger, ne faranno un film, lei è del 1981, e il suo blog è scritto da dio. Trovo, sul sito della sua casa editrice, tutti i dettagli. E ci trovo, guarda un po’, anche un sacco di recensioni. Molte sono di riviste “giovani”: Rolling Stone, Repubblica XL, Vanity Fair, Grazia: sarebbe già un’ottima ragione per non comprarlo più. Mi metto a leggere le recensioni: due concetti compaiono di continuo: è una blogger ( e lo avevamo capito) ed è la storia della nostra Bridget Jones. Ocazzomerda! Omerdacazzo, ma perché mi devi rovinare una giornata così bella?  E anche qui bisognerebbe scrivere almeno venti pagine su quanto il modello della brutta perdente ma buona ( e dei suoi eterni problemi con gli uomini che sono tutti stronzi), in cui tutti ci rispecchiamo prima o poi, occupi nella nostra scala morale lo stesso posto dei reality. Ma Valeria, te lo prometto, lo leggerò, prima o poi.

Caldeggio da un mesetto a questa parte David Sedaris. Comprate tutto quello che trovate, perché è la dimostrazione che si possono scrivere ancora degli ottimi racconti prendendo come spunto la propria vita ( lui è un po’ aiutato perché è omosessuale, americano, vive a Parigi e sua madre era un’alcolista, ma non possiamo essere tutti così fortunati).

 

Rimango comunque un metereopatico-ipocondriaco-pendolare-pessimista-critico e inconcludente: perché dopo tutto questo popò di parole non ho raggiunto una conclusione: non so che libro comprare. E non so nemmeno se lo comprerò. E non so nemmeno se domani ci sarà il sole. E non ho nemmeno un comodino. Facile fare gli ottimisti quando si ha un comodino e si è omosessuali americani. Ma cazzo provate a mettervi nei miei panni… qui si sta toccando il fondo del barile.

C’è Rvello?

Il processo con cui vengono accettate nuove informazioni o importanti notizie dal mio cervello  è semplice. La notizia si mette in coda, attende il suo turno, viene esaminata da uno dei neuroni  incaricati che le da un grado di importanza in una scala da 1 a 10. Questo grado di importanza ha diverse variabili: ad esempio se è estate e l’informazione riguarda una promozione di vendita per degli sci, l’incaricato è autorizzato a cestinare l’informazione con grado 1. La notizia non è ritenuta interessante dal mio cervello, che la cassa con superiorità e deridendone la fonte. Quindi se la notizia è giunta da mia sorella il mio cervello autorizza un incaricato a telefonare a mio padre per dirgli: “ tua figlia è una testa di cazzo”. Più complesso è quando molte notizie pervengono contemporaneamente al cervello. Gli incaricati sono pochi, e scioperano spesso, soprattutto dopo grandi bevute o serate di spessore. In caso di sciopero, la notizia può chiedere di essere esaminata con urgenza. Esempio pratico:
sabato mattina, ore 8. Reduce da 4 cuba, il cervello è in completo sciopero. Il Franz guida la macchina con movenze meccaniche, La Signora è costretta di continuo a ricordargli la destinazione. Un cartello grosso e luminoso avvisa che la strada è interrotta per lavori. La notizia attiva la procedura d’urgenza. A pochi metri dal cantiere, il Franz si ferma. La notizia arriva solo ora.
Franz: “ah, ma è chiusa per lavori”                                                              
La Signora: “te ne sei accorto adesso?”
F:” mi è arrivata la notizia solo ora…”
LS: “prego?”
F:”Lascia stare. Piuttosto, dov’è che stavamo andando?”
Il cervello in sciopero può ricordare queste importanti notizie e tenerle con grande efficienza in rilievo. Grazie a questo sistema le notizie d’emergenza vengono mantenute sempre in evidenza.
Padre: “Pronto?”
F:”ciao sono io. Volevo dirti che la strada sotto casa è chiusa per lavori”
P:” è la quarta volta che mi chiami per dirmelo”.
F:” mi sembrava importante. Magari dovessi uscire…”
P:”sono già fuori. Sono in macchina con te”.
F:”altra notizia importante”.
In questo breve esempio due notizie sono entrate in conflitto fra loro. In giorni normali allarmi come questo vengono gestiti con semplicità. In giorni di sciopero le informazioni possono andare in conflitto e generare strani mix tipo: guarda che papà è chiuso. La strada è in macchina con te. La macchina è chiusa e tuo padre è in strada. Sono già da diverso tempo in trattativa con i sindacati per ridurre gli scioperi e i turni di riposo. Sono arrivato a buon punto: oggi il mio cervello sciopera solo dopo il 5° cuba, oppure dopo un bombardamento informativo troppo grande tipo “Congresso Matematico di Statistica Quantistica”. Sto inoltre lavorando per dare in appalto la gestione delle informazioni a un call centre esterno, forse nelle filippine. Nel frattempo sono costretto a continue trattative con i neuroni sindacali. In periodi come questo, dove le informazioni per me nuove sono la maggioranza, è un continuo braccio di ferro per far funzionare il tutto. Accade in giorni come questo, che gli uffici di smistamento non funzionino molto bene. Esternamente riesco a mascherare sufficientemente il tutto. Visto da dentro è un grandissimo bordello. E qualcosa si può percepire dalla pupilla vitrea. Stamattina è stato subito chiaro che sarebbe stata una giornata davvero in salita.
Ho bisogno di nicotina-è il primo giorno d’inverno- devi comprare il pane- la mensola è 70×20- il mercato avrà una contrazione direttamente imputabile all’erosione dei prezzi- Platinette mi fa cagare- le previsioni danno bello per tutta la settimana- ho bisogno di nicotina- la caffeina è necessaria per avviare correttamente tutti i processi celebrali- hai sbagliato cravatta, sembri un coglione- il limite è di 90 non di 240- non sono mai andato a 240- questo lo dici tu- dammi nicotina- era Manzoni o Leopardi quello della poesia di ieri?- stronzo, la nicotina- dove cazzo è la leva del cambio- il casello si paga con il bancomat- la cintura è troppo stretta- solo in Inghilterra si guida a sinistra.
Dopo un terrificante viaggio in tangenziale bombardato da queste informazioni sono arrivato al parcheggio aziendale. Sceso dalla macchina ho provato a chiuderla con il telefonino prima e poi con un porta biglietti da visita, poi ho tirato fuori le chiavi dal cruscotto e ho chiuso (questo però lo faccio normalmente). Un collega è arrivato insieme a me. La tragedia è alle porte. Facciamo il pezzo di strada che ci separa dal cancello. Io provo la tecnica del silenzio, mi sembra la soluzione migliore per evitare problemi. Lui ha un sfottuto bisogno di fare conversazione.
Collega: “Arrivi presto oggi eh!?”
F:”Ho bisogno di nicotina”
Collega: (porgendo una sigaretta) “ho visto la tua presentazione di ieri. Ottimo lavoro”
F:” il mercato avrà una contrazione direttamente imputabile all’erosione dei prezzi”
(grande Franz, tieni duro, mancano una manciata di metri)
C:” Eh, facile da dire. Difficile da mettere in pratica”
F: “Era Manzoni o Leopardi?”
C:”cosa? Ah, no è un modo di dire. Insomma bisogna prendere le misure del problema. Dobbiamo portare a casa delle soluzioni attendibili”.
F: “70×20. Le misure sono 70×20”
C:” 70 di fatturato con 20 di netto. Fammi pensare” Si ferma, molto interessato. “ Ma si, è geniale! Ah, così li mettiamo a 90!”
F:” A 240, non a 90”
Il Collega si allontana, ridendo. Rimango da solo, e indico con urgenza una riunione con i neuroni sindacali.
“Ragazzi sono le otto di mattina. Se iniziamo così sarà dura arrivare a mezzogiorno”.
Nessuno mi risponde, sono in sciopero. Entro in azienda, e provo a timbrare la Fidaty Card al posto del cartellino. Sarà una giornata di merda. Sindacati del cazzo.

Gatan Project

Due cose muovono le masse: la seconda è la rivoluzione. Per quanto riguarda la prima, aggiorno il vasto pubblico con qualche notizia di colore: la Tanga Competition avrà un meccanismo diretto di eliminazione per cui rimarranno solo i migliori fondoschiena di tutta la nazione. Lo Speaker ufficiale è l’Ispettore Monazzo. Stampate e ritagliate i coupon a sinistra. Regalateli alle vostre fidanzate, mogli, sorelle, mamme, ed invitatele a partecipare. Interrompo qui le trasmissioni per due semplici motivi: scrivo dall’Olanda, e il giochino mi starà costando una costola, e in secondo luogo rischio di diventare volgare.

PS: saranno presenti anche alcuni surfisti della domenica… abbiate pazienza.

Giulia il tuo pubblico ti aspetta

Life is now

Ragazzi eccomi tornato a Londra. Oddio, non mi sembra che Giulia e il nostro coinquilino (un certo Karim, giamaicano troppo simpatico) siano così felici. Sembra che li abbia distrubati…mah!! Comunque stasera sono fuori insieme non ho capito bene per che cosa. Devo dirvi che mi ha fatto veramente piacere rivedervi tutti, o la maggior parte di voi. Vuoi il nuovo taglio da piccolo paggio medievale del Franz, vuoi le doppie occhiaie dell’ambasciatore, aggiungo la verve comica e l’acuto intelletto (oltre al suo ginocchio bionico) dell’Elegante. Insomma piccole certezze che danno sicurezza nella vita.

Mi spiace non esserci all festa ma vi mando la mia dolce metà, mi raccomando di trattarmela bene. Per l’occasione mi ha detto che ha preso un tanga tipicamente inglese…con il big ben davanti. Alla mia domanda "cosa significa col big ben davanti" lei mi ha fatto un carezza e con uno sguardo misto di compassione e dolcezza mi ha risposto "chiedilo all’elegante

Signori miei ci vediamo per natale…mi raccomando fate i bravi.

 

hello I’m Ignorant

Ecco che di colpo, come un fulmine a ciel sereno, come un onda di mareggiata al tramonto, come un inatteso attacco di sciolta, come un sasso da un cavalcavia, compare lo Ignorante. Da tempo lo davamo per disperso, e la cosa ci divorava, l’angoscia ci logorava, insomma tutto era rovinato, precario, difficile da affrontare senza di lui. Lui che dava poesia alle nostre serate, lui che grazie alla sua immensa ignoranza rendeva piacevole qualsiasi cosa, si era deciso, dopo molte riflessioni, a un difficile trasferimento a Londra. Sono molti gli italiani che decidono di andare a vivere oltremanica, con destini spesso costellati da incredibili successi nel mondo finanziario. Una vera e propria fuga di cervelli, una dispersione delle menti più argute in campo finanziario. Ecco, nel caso dello Ignorante si tratta di un fenomeno inverso: una expatriation destinata a portare nella City una carica di ignoranza dai forti connotati italiani.  In una breve intervista rilasciata in un ameno locale di Milano sabato sera, abbiamo voluto ricostruire i passi del suo cammino:

31 agosto: Malpensa è completamente bloccata, tutti fermi, areoporto al collasso. E’ il giorno della partenza dello Ignorante. Il congestionamento è dovuto a Krine, che ha parcheggiato la macchina sulla pista di rollaggio, in preda ad un attacco di megalomania. Tiene in mano il frontalino dell’autoradio e urla: "Ciarli, alfa bravo". In mezzo a tutto questo Lo Ignorante decolla: destinazione London. Ad accompagnarlo Giulia.

3 settembre: Malpensa, ore 9.30: la coppia fa ritorno in Italia. Appena sceso dalla scaletta dell’aereo, Lo Ignornante confessa: "Ho visto cose che non potete nemmeno immaginare".

10 settembre: La coppia riparte per la capitale, decisa a fermarsi più di due giorni. Sanno che una vita di rinunce e sacrifici li aspetta. Londra non ha pietà. Sono costretti a vivere in uno squallido cinque locali in pieno centro, mangiando al ristorante solo tre volte a settimana. Giulia decide che può rinunciare a Grazia e Donna Moderna, Lo Ignorante rinuncia a comprare da mangiare. E’ la difficile vita dei migranti.

15 settembre: Lo Ignorante capisce il significato del termine Hello guardando uno spot della Motorola. Da questo momento saluta tutti con un gioviale: HelloMoto!. Giulia è decisa a lasciarlo, ma il Ministero della Sanità le fa sapere che è reato penale abbandonare un minorato all’estero.

20 settembre: Lo Ignorante trova lavoro come cameriere. Alla fine del suo primo giorno di lavoro viene pagato in sterline. Urlando contro il titolare frasi del tipo: "Le sterline le dai a quella zoccola di tua sorella, frocio", rifiuta i soldi. Il titolare, che non parla una parola di italiano, lo prende in parola.

22 settembre: Lo Ignorante è il primo Cameriere Volontario della storia. Come per il suo mito Forrest Gump, una folla di fans lo segue delirante. Londra viene invasa da Camerieri Volontari. Giulia è imbottita di psicofarmaci a letto.

30 settembre: Blair apprendendo che Lo Ignorante intende fermarsi a lungo in terra britannica, da le dimissioni da primo ministro. Prodi, comprendendo le dimensioni del problema, lo va a visitare.

2 ottobre: Da oggi l’Italia si impegna a pagare una quota fissa al governo inglese per tenere lo Ignorante all’estero.

15 ottobre: Italia 1 e BBC vogliono fare una fiction sulla vita dello Ignorante. "L’uomo che non sa di non sapere". Alberto Angela si ribella, Le Iene gridano allo scandalo: Giulia ormai viene usata dalle case farmaceutiche come tester per psicofarmaci ad alto tasso.

30 ottobre: lo Ignorante dichiara di voler tornare in Italia, anche solo per un paio di giorni. Il Governo Bielorusso firma un comuncato in cui chiede l’adozione dello Ignorante. In un video comparso su Al Jazeera, Alof Farouk Nessed, braccio destro di Bin Laden, confessa che davanti allo Ignorante nessuna guerra ha più senso.

10 novembre: All’arrivo dello Ignorante a Malpensa, un cordone di poliziotti deve contenere la folla. Un altro piccolo esercito deve trattenere il Krine che vuole parcheggiare la moto in un hangar. Giulia, rimasta a Londra, da segni di ripresa. Il suo nuovo terapeuta è capoverdiano. Le consiglia di mandare un SMS allo Ignorante con scritto: "When you try black, you never go back". Lui non capisce, fortunatamente, una parola. Ma è felice…. perchè l’ignoranza salva dalle preoccupazioni.

Bentornato Luca. Felice di vederti felice.

Giulia tornerà sabato sera, giusto giusto per la festa starsfucker. L’accoglienza sarà degna di un film di Siffredi, perchè certe cose le facciamo meglio noi…

SABATO 18 NOVEMBRE, dalle 2230 VIA VIGANO’ 4 (ZONA GARIBALDI) c/o VIGANO’ CAFE’StArSFucKeR atto III.