L’importanza del Terzo In-Commodor

Arriva finalmente una buona notizia, anzi tre: sabato prossimo starsfucker Night3, terzo episodio della saga. Succose novità: abbiamo eliminato fisicamente Eleonora, quindi la Tanga Competition è uscita dallo scandalo dei voti truccati, ma non solo. E’ con immenso piacere che vi annuncio le novità: innanzi tutto finalmente abbiamo un dj come si deve. Ne includo una breve biografia: da anni attivo nel panorama house dell’alto novarese, è molto conosciuto anche come uomo dell’Ispettore Monazzo: stiamo parlando di Ice da Face Dj. Durante tutta la serata partirà anche l’operazione "Terza Mano anche Gli stupidi Hanno un cuore". In pratica, consegnando agli incaricati una vecchia maglietta che non mettete più (di terza mano), riceverete una fiammante t-shirt starsfucker. Le magliette raccolte verranno date in beneficienza. Come si intuisce, questa serata è intrisa del significato del numero 3. Per questo le Terze Parti ( uomini scelti dal Presidente) saranno giudici di diverse iniziative: TerzaperTutte: a tutte le ragazze con una terza di reggipetto (verificabile al tatto e all’olfatto, me ne occupo io) che consegnano il loro prezioso indumento, verrà consegnato lo speciale BlowJob StarsPack (borsetta Starsfucker più chiupito). I reggiseni verranno appesi al bancone per tutta la serata. La giuria della TangaCompetition eleggerà il migliore grazie a 3 prove (sensuality, imbottity, nasata). La fortunata portatrice di reggipetto vincente avrà il prezioso cofanetto HolaTerza (con maglietta Starsfucker).Non voglio rovinare la curosità, ormai alle stelle, delle masse… quindi lascio che alcune cose vengano scoperte solo al momento giusto.

Per ogni bionda con la terza media, un chiupito gratis (portare certificato). Per ogni coppia che porta il Terzo Incomodo quattro chiupiti omaggio (due per il cornuto). Per ogni gara in cui sei arrivato terzo, portaci medaglie e/o coppe: vincerai favolosi gadgets. Per l’occasione sarà Eletto Presidente della Giuria l’Elegante, in quanto rappresentante della Terza Età.  Tre is a magic number…. e ho detto tutto.

In una saga il terzo episodio è sempre il migliore…

Importante nota (di colore): il nome del locale rimarrà segreto per non creare folle oceaniche già in coda da questa sera.

Aumma e aumma e aumma eeeeeeH

Siccome le vie del Signore sono infinite, io ho una estrema fiducia nel suo disegno. In poche parole mi rassegno volentieri davanti a fenomeni di cui non riesco a comprendere la portata. Tali processi mi snervano, infastidiscono e svuotano, per cui tendo a starne il più lontano possibile. Uno di questi è senza dubbio la compravendita immobiliare, processo complesso a cui partecipo con sempre maggior frequenza. E il gentile pubblico non si fermi a pensare che la mia avversione è per l’Agente Immobiliare, per il quale ho un profondo rispetto. Anzi, visto il mio forte senso civico, come non parcheggio nei posti per gli handicappati (diversamente abili), non parcheggio nemmeno davanti alle agenzie immobiliari, nei posti riservati agli Agenti (diversamente utili). Il loro lavoro è talmente complesso e affascinante che solo tra i dentisti c’è un tasso maggiore di suicidi (la mia affermazione non proviene da un saggio o una ricerca bensì da una frase di Brad Pitt in Ocean Eleven, confermata da Bruce Willis in FBI Protezione Testimoni, e non si dica che non mi tengo informato).
In ogni caso: non è sull’Agente Immobiliare che la mia attenzione si sofferma. Esso è solo un tramite, un sapiente braccio governato da una malefica mente: il venditore. Il venditore ha tre momenti cardine nel suo percorso: consapevolezza di possedere ( il momento in cui si rende conto di avere qualcosa da barattare con altri uomini in cambio di denaro), percezione di valore ( il momento in cui si rende conto che con questo baratto potrebbe guadagnare più che con la vendita di se stesso) e delirio di onnipotenza ( la fase ultima, in cui spara delle cifre sentite in televisione, passeggiando per il quartiere urlando “il potere dei sooooldiiiii”). Solitamente l’Agente Immobiliare e il Venditore vengono a contatto quando quest’ultimo è in preda a una fase terminale del delirio di onnipotenza. L’Agente Immobiliare acconsente a qualsiasi pretesa del Venditore, che da quel momento diviene il suo padrone. E’ solo allora che l’infernale macchinario si attiva per contattare gli Acquirenti, categoria troppo poco protetta e spesso anzi derisa. Siccome generalmente l’Acquirente si deve impegnare in iperbolici mutui (forma legalizzata di strozzinaggio), e solitamente tende a desiderare oggetti che non potrà mai possedere, propone un abbassamento del valore della compravendita. In questo momento il Venditore, sentendosi toccato nel suo delirio di onnipotenza, cade in uno stato di trance: lui è Dio, e un comune mortale sta mettendo in dubbio il volere di Dio. Passeggiando nervosamente per il soggiorno, maledicendo i poveri (come lui) che non hanno abbastanza denaro per comprare una casa a prezzo di un palazzo intero, decide di scendere di un millesimo. A questo punto la compravendita è nelle mani dell’Agente Immobiliare, che deve convincere entrambe le parti a trovare un punto di accordo accettabile: un valore maggiore alla proposta dell’Acquirente e minore della proposta del Venditore. Accordati, i due si scambiano dei muri per del denaro e pagano all’Agente Immobiliare una ragionevole percentuale per il preziosissimo contributo. La strana sensazione di averlo preso nel culo, temporaneamente passa nelle menti delle due parti. Ma è cosa da poco: l’Acquirente possiede dei muri, e per questo è euforico. Il Venditore possiede del danaro, e per questo mantiene intatta la sensazione di essere una delle possibili reincarnazioni del Cristo. Con quel denaro, prima o poi, tenderà a comprare dei muri, o delle lamiere, o anche della terra, per perpetrare il Circolo della Vita, preziosa catena alimentare al cui vertice sta il Venditore. E’ l’unico esempio di catena alimentare dove prima sei leone poi sei pecora, o anche in cui sei prima Macho e poi George Michael. E se la vendita di un mattone può davvero essere così piacevole, si capisce il perché di molte guerre. Nessuno si preoccupa, all’interno della catena, del contributo dell’avvoltoio, che trovando la pecora, pretende di mangiarne gli avanzi. E il bello è che nessun leone sa di poter trovare la pecora da solo, ed è per questo che leone fa rima con ….
 
Avviso a tutte le bionde laureate e ai nani da giardino, e perché no anche ai liguri di levante e ai piemontesi simpatici: presto, ma molto presto, una fragorosa festa avverrà…

Non sembra, ma il tempo passa. E ci sono vari modi per verificarlo: dal classico orologio, all’unto sui capelli. Passano i giorni, le settimane, i mesi. Io ho una perfetta collocazione spaziotemporale del mio ego: in parole povere, riesco a percepire il passare del tempo e gli spazi che mi stanno attorno. Tutto questo per dire che mi sentivo quasi in colpa per non aver scritto qui sopra per tutto questo tempo. Volendo fare un processo ai sensi di colpa bisogna prima dire che: scrivendo qua sopra non ci guadagno gran che ne in fama ne tantomeno in soldo. Si può ben capire come famosi bloggers traggano guadagno dallo scrivere sul loro blog: nel mio caso è addirittura il contrario: trattasi di una spesa. Ma a questo ho prontamente rimediato. Nella casa nuova ho subito fatto mettere Fastweb. Subito significa che in un paio di mesi forse potremo usare il telefono. Ma nella mia francescana semplicità ho dimenticato l’elemento portante: un pc. A questo ha rimediato Monazzo, regalando alla neonata Famiglia un portentoso Media Center super Digital Audio Fiber Now Net Wireless Power Tower Anal. Esso è un oggetto piccolo e luccicante, che è molto più di un pc. Come una tribù di aborigeni, io e la Signora, non sapendo bene come usarlo, lo abbiamo messo su un tavolino, con due ceri di fianco e dei fiori freschi di giornata. A lui tutte le sere facciamo delle offerte votive per accaparrarci il benvolere degli dei Wireless. Non ultimo si consideri che io adesso lavoro in una

MULTINAZIONALE

sarà forse questa la ragione del lungo silenzio? Sarà forse questa la ragione di tanta calma piatta?

Ebbene si.

Essa è la causa di tutto, l’origine e la fine di ogni uomo, l’alfa e l’omega del commercio. Io, dipendente numero 154002010010, sono solo un piccolo tentacolo della grande piovra, un semplice pelo della folta pelliccia.

Andiamo per passi: bisognerebbe spiegare che cosa sia una multinazionale. Ecco, su questo punto è semplice soprassedere limitandosi a dire che: c’è un’omino che fa l’operaio. Questo omino viene convinto da un marketing manager di avere bisogno di un lettore MP3. Un ingegnere e un designer pensano a come si possa fare. Poi danno tutto il lavoro all’omino, che lo costruisce, stando bene attento a risparmiare. Pochi giorni dopo l’omino può felicemente recarsi in un centro commerciale a comprare un lettore MP3. Nello specifico, io sono in un posto chiamato filiale produttiva. Essa è una sottoregione della multinazionale, abitata da operai e ingegneri. Ho molti pochi contatti con gli operai, perchè essi abitano strani posti chiamati linee di montaggio. Ho, invece, molti più contatti con gli ingegneri. L’ingegnere è un uomo che come il prete ha fatto una scelta totalizzante nella sua vita senza la necessaria consapevolezza. Diversamente dal prete, l’ingegnere difficilmente si pente della sua scelta professionale. Esso ha passato molti dei suoi anni migliori piegato su libri scritti in strani linguaggi. Una volta finiti gli studi gli ingegneri vengono comprati dalle aziende. Per le aziende avere un ingegnere è un po’ come avere un cane, con il vantagio che l’ingegnere vive di più e fa la pipì da solo. Noi abbiamo un grosso allevamento di ingegneri, chiamato reparto di Ricerca e Sviluppo. Qui stanno tutti insieme e fanno un sacco di cose indispensabili: provano l’esistenza di una sfumatura del grigio, cercano il nero assoluto, giocano con macchinari grossi e grigi, verificano tarature e pesi, controllano volumi e  passano interminabili ore a scrivere sul pc stringhe in strane lingue. Quando sono arrivati a un punto soddisfacente chiamano il loro allevatore, anch’esso ingegnere. Egli porta il frutto di tutti gli studi a delle riunioni pallosissime. Ma in una multinazionale il linguaggio è prezioso:  le riunioni pallosissime si chiamano "intrameeting". Durante questi sabba, altri ingegneri compiono strani rituali. Dopodichè viene deciso che il prodotto finale è: 1)molto remunerativo , 2) difficilissimo da copiare, 3) totalmente inutile. Soddisfatti dei primi due punti, gli ingegneri si buttano su qualche altra irrilevante scoperta. Per quanto riguarda il punto 3 entrano in gioco il Marketing e le Vendite. Tali reparti, essendo composti da persone normali e non da ingegneri, non hanno nessuna importanza agli occhi di tutto il resto dell’azienda. A loro spetta il semplice compito di spiegare al genere umano perchè dovrebbe spendere dei soldi per cose totalmente inutili. Qui entra in gioco un processo aziendale chiamato

Legge del Porto di genova ( conosciuta anche come il gioco dello scaricabarile)

Il procedimento è semplice: la fastidiosa questione del prodotto inutile viene esaminata dai Top Manager, che decidono di passare il tutto agli Area Manager. Dopo accurate riunioni e estenuanti partite a Pinball, il tutto passa ai Business Manager. Qui il tutto viene riesaminato: qualche timida critica viene fatta agli ingegneri, che minacciano di sguinzagliare gli operai ( e nello specifico i Mulettisti, che non sono figli di uomini di colore e donne bianche, ma sono i temibili guidatori del Muletto, ovvero zarri iperpippati con qualche abilità psicomotoria). E’ solo in questo momento che il Business Manager si accorge dell’esistenza del Marketing. Ecco che il tutto piove con precisone sulle spalle di inconsapevoli giovani, tra cui il sottoscritto, che possono solamente constatare di essere l’ultimo anello della catena alimentare aziendale.

Di tutti questi processi nulla trapela alla Direzione. La Direzione è situata nel corridoio più illuminato di tutta l’azienda. E’ un luogo ovattato e distante, molto vicino al coma. Qui tutto è pulito e lucido. Strane creature abitano la Direzione: giovani segretarie scosciate e vecchie arpie occhialute, che proteggono il prezioso contenuto delle Stanze Segrete. Nelle Stanze abita il General Manager. Esso è una creatura Illuminata e Potente. Il Suo Volere è il comandamento dell’azienda. Il General Manager si muove dalle Stanze Segrete solo per salire sulla Macchina del General Manager. Tale oggetto è solitamente una autovettura di non meno di 5 metri, parcheggiata esattamente sotto le finestre della Direzione e guidata da un semplice servo. Il General Manager comunica tramite mail che arrivano anche con il computer spento, in cui Esorta, Incentiva e Migliora. Pur essendo brianzolo verace, comunica solo in inglese, e con uno smodato uso di punti esclamativi, per sottolineare la positività del suo verbo. Più che un dirigente è una figura retorica. In tutta la multinazionale ci sono solo cinque General Manager, che si ritrovano in luoghi segreti per legiferare sul futuro del mondo.

Nel mio piccolo, affossato sulla scomoda sedia verde, sto imparando a muovermi e a comunicare. Sul muovermi sono a buon punto: ho individuato la mensa, la macchinetta del caffè e il cesso. Sul comunicare mi sono accorto di avere qualche lacuna. La lingua ufficiale è l’American English, scritto e parlato. E io, che credevo di essere uno molto easy con le lingue, mi sono accorto di avere un vocabolario molto vicino alla strada. So perfettamente come destreggiarmi in una conversazione sui prezzi della cocaina, ma arranco quando si parla di proiezioni di vendita. Sarei più adatto come produttore internazionale di Rapper, ma non mi sono dato per vinto. Devo solo stare attento a dosare i motherfucker e gli asshole che mi scappano delicatamente fuori dalla bocca.

E di tutto questo molto mi rimane dentro anche quando esco. La sera, davanti a un ottimo bicchiere di rhum decido di scrivere qualcosa e mi escono racconti stilizzati, con elenchi puntati e molti punti esclamativi.

La mia vita sessuale ha avuto un profondo cambiamento da quando so come ottimizzare i consumi per migliorare le prestazioni: per consumare di meno bisogna avviare la macchina produttiva a bassi regimi e non farla mai smettere di lavorare.

Non bevo più cuba, preferisco il rhum&cola (r’ahmencol’a). 

E piano piano riprendo i ritmi di sempre, perchè non c’è multinazionale che tenga: un ipocondriaco abitudinario psicolabile rimane sempre tale anche in American English.

A presto, scusate per l’assenza. fastweb permettendo le trasmissioni riprenderanno quanto prima.

Non dimenticatevi di: fare gli aguri a Giulia ( ma si, Giulia e Luca, i nostri amici espatriati) e alla Fede ( ma si, Ale e Fede, i nostri amici alcolizzati) per rispettivi compleanni. Fate i complimenti a Monazzo, che ha una nuova dimora, e a Renation, che finalmente dovrebbe entrare in possesso della sua. Pensate a Sabino, che forse lo vedremo a braccetto con Povia ( poveretti entrambi). Ridete dell’Elegante che sta per tornare a calcare i campi brianzoli ( tornei misti dell’oratorio si intende). E aspettatevi una grande festa Starsfucker quanto prima.