Forse, in un giorno pari in fondo dispari, la mia abilità che non ha pari, mi porta a godere delle disparità dell’etere. in pratica forse ma forse si riesce finalmente a pubblicare le foto. come se tornasse la luce dopo un black out… certo che se aspettavamo il resto della redazione… La foto in questione è un omaggio a tutti i praticanti del canuzzo: è estratta dal manuale "Ipotesi di Canuzzo" di I. Ra, 2003-2004 Ed. Icio Canuzzo. Si tratta di un raro documento fotografico che ritrae il Canuzzo Automobilistico ( conosciuto in gergo come Canuzzo a Cofano). Tale Canuzzo è purtroppo soggetto alla legislazione locale ed è quindi da considerare praticabile alternatamente: in giorni pari si può praticare con donne di taglia pari ( 2° 4° 6°). Viceversa per i giorni dispari. Sono esenti gli ignoranti, che essendo razza a rischio di estinzione possono canizzare in libertà. Omaggio spensierato alla mia Signora… senza nessun riferimento… o accanimento.
me too
cosa rimane: dialogo tra Platinette e Socrate
Sono dispari. Non solo, sono tutto dispari. Tutte le cifre della mia targa sono dispari. Per restare in sintonia mi punto la sveglia ad un orario dispari. Decido per le 6.51. Mi sento più allineato nella grande battaglia per abbattere quella simpatica nuvola grigia che aleggia, come ogni inverno, sopra casa mia. Mi alzo con il piede sinisto, che mi sembra il più dispari dei due. Non uso deodoranti che buchino l’ozono, anzi taglio la testa al toro e non mi metto nemmeno il deodorante. Mi lavo i denti senza lasciare che l’acqua scorra. Risparmio acqua. sono indeciso se prendere la macchina o andare a piedi. Sono in piena sintonia con il mondo delle sequoie centenarie e degli indigeni degli atolli. Arrivo all’ultimo semaforo prima dell’ufficio che mancano 2 minuti alle otto. Essendo la via principale di accesso a Milano da una manciata di comuni vicini, c’è un blocco dei vigili. Che ci aiutano a rispettare le regole. Manca un minuto, il verde non arriva. Eccolo, verde, scatto, prima seconda e sgasata. Passo davanti al blocco. Parcheggio. In armonia con il creato mi appisolo sul sedile della Vecchia Cicciona e sogno Madre Natura uguale a quella dei Puffi. Passeggiamo insieme nei boschi, a piedi nudi. sotto c’è una musica celeste. Siamo in armonia. Siamo in armonia di brutto. Corriamo spensierati. Arriva anche Grande Puffo. E’ proprio lui, rosso e blu. Corre insieme a noi, inciampiamo tutti e tre. Cadiamo in armonia. Non mi faccio male perchè atterro su un grande prato verde dove nascono speranze. Madre Natura mi salta sopra. Uh, che armonia. Intravedo qualcosa. Nudità armoniche. Ma mentre Madre Natura tenta l’approccio mi accorgo che si tratta di Platinette. Mi parla nell’orecchio. Aiuto, altro che armonia. Grande Puffo è lì vicino a guardare. Emette un suono tetro, orchestrale, inadatto a un puffo. Flatulenze cosmiche. Una gigantesca puzzetta. Troppe puf bacche. Mi sveglio di colpo. La puzzetta di Grande Puffo non è altro che lo sbuffo della 56, l’autobus che sfiora la mia macchina nonchè la taglia di Platinette. Che nel frattempo parla in sottofondo alla radio. Spengo ed esco. Aria gelata, odore di catrame, cielo sfumato al grigio. Armonia sto cazzo. Io devo sbattermi per risparmiare un dado di smog e nessuno firma il protocollo di Kyoto. Ma la 56 non inquina più di dieci macchine? ci bevo sopra un macchiato. Con tanta schiuma. Rimane la traccia sui baffi. La rabbia rimane inutile se non convogliata. Meglio non pensarci. Perchè pensarci è troppo da… insomma non vorrete polemizzare proprio su tutto… tutto tutto… Per restare in sintonia mi faccio girare solo un coglione, così è dispari…
L’ignoranza varca i confini
Gentili lettori sono stato in trasferta, l’ho fatto un po’ per me ma anche un po’ per voi. Sono andato in quel di Londra. Chi non la conosce, credo un po’ tutti ma chiedo……chi veramente la ama? Mmmmm non saprei, alcuni risponderebbe: "…miiii tempo di merda, gente di merda, prezzi da capogiro, un caffè ti costa circa 3000 lire del vecchio conio (come insegna il buon Bonolis), no no zero a Londra non riuscirei mai a viverci"; altri potrebbe controbattere, altri ancora potrebbero essere d’accordo con l’affermazione precedente. Non lo so signori io posso solo dire che se solo ci fosse la metà dell’atmosfera che si respira e dei colori che si osservano a Londra anche a Milano, la città sarebbe molto più vivibile. D’accordo gli inglesi non sono dei santi, alle sei del pomeriggio sono capaci di essere già ubriachi a rotolarsi per le strade di covent garden, ok ma anche noi non siamo da meno, a mezzanotte siamo capaci di impastarci contro il primo palo fuori dalla prima discoteca che ci viene in mente. Ognuno ha i suoi pregi e i suoi difetti però ragazzi, parlo personalmente, che città fantastica! Vi assicuro uno cosa, se per caso qualcuno di voi non riesce a rintracciare più un suo amico o è da un pezzo che non si fa più vedere in giro consiglio di fare un salto a Londra; oh mezza Italia è là! Comunque la ragione principale per la quale sono andato è per vedere veramente se in Inghilterra ci sono veramente le prese elettriche diverse dalle nostre e devo dire che il vecchio e caro buon Franz aveva ragione, effetivamente gli anglosassoni ricaricano il cellulare con delle spine diverse. La globalizzazione lì non è ancora arrivata!
A parte questo signori anche i londinesi per quanto riguarda ingnoranza si difendono bene, diciamo che ci danno del gran filo da torcere. Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare. Un tipo tutto distinto, tutto incravattato, un personcino a modo entra in un locale con altri amici e comincia a sorgeggiare con una classe tutta british la sua pinta di birra. saranno state le 18-18.30 circa. Bhè verso le 19.15, e non sto enfatizzando l’accaduto, la stessa persona era sul pavimento del pub che simulava una break-dance stile Don Lurio e usava la cravatta come lazo per cercare di accalappiare la prima femmina potenzialmente fecondabile che gli capitava a tiro.Che popolo fantastico. Ora immaginate una domenica mattina come tante altre, siete reduci da una serata dove avete fatto le 5 del mattino piegati in due dai cuba che avete bevuto e collassate sul letto in stato di morte apparente. Bene quello ero io domenica scorsa. Ero bello placido che boccheggiavo sul mio letto d’albergo quando, ad un certo punto, verso le 8.20 del mattina comincia a suonare l’allarme antincendio con un sibilo veramente fastidio e continuo. A quel punto io e la mia amica, ancora rincoglioniti, dopo aver capito chi eravamo e cosa ci facevamo lì cominciamo a metterci le prime cose che avevamo a portata di mano per scendere nella hall dell’albergo anche se nessuno dei due poteva veramente credere che ci fosse un vero incendio. Stavo per uscire dalla stanza quando butto l’occhio verso la finestra che si affacciava nel cortile che dava sulle altre stanze e vidi il genio, il vero genio di Londra. Un tipo, che nel marasma più totale, nel panico che nel frattempo si stava creando nei corridoi, era alla finestra….ancora in pigiama….con dei paraorecchie di pelo rosa sulle orecchie(appunto) per ovviare all’insopportabile suono che emetteva l’allarme…..con il viso ancora un po’ assonnato…..che, con tutta la calma di questa terra, si fumava una sigaretta! Ho visto lui e da lì la mia vita è cambiata. Basta così poco direte voi….io vi rispondo: dovevate vederlo e avreste capito anche voi un sacco di cose. Una volta visto lui, mi sono risvestito e sono ritornato a letto. Probabilmente quello era la stessa testa di cazzo che ha fatto partire l’allarme ma poco importa, Lui (con la elle maiuscola) è un illuminato. Signori il mondo è bello perchè è vario…. e meno male che è così. Alla prossima volta dal vostro ignorante di fiducia.
arrivano i nostri
scrivo veloce, ancora senza l’ausilio delle foto. Sconvolto dal post precedente, vorrei chiedere scusa a tutto il pubblico virtuale. Ma poi penso che tutto sommato è lo stesso pubblico che segue Amici e il Grande Fratello, e mi metto l’anima in pace. Sono sconvolto da un dubbio ascetico. Lavoro senza orario, la mia unica meridiana è rappresentata dal peso specifico delle mie occhiaie. Quando supera il kilo e mezzo mi stacco dal pc. Produco, come tutti devono fare. Dedico molta meno attenzione alla pancetta, che felice acquista volume, e soffro di dolori reumatici che solo i vostri nonni vi possono raccontare. Nel frattempo ascolto: tutti. Ascolto le confidenze omossessuali del nostro giovane Luca ( è un nome di fantasia) che si sente indeciso tra le sue corteggiatrici (numerose, ahime) e il suo ego. Ascolto le confidenze del Presidente ( è un nome di fantasia) che parla di commercio di magliette in due negozi: uno a Como, l’altro a On Line. Geografia multimediale. Ascolto la mia piccola fidanzata, mi fermo a guardarla ( una delle poche cose che mi mette pace) e mi aggiorno sulla situazione dei saldi a Milano. Ascolto Ale (un nome di fantasia), che farnetica di carrelli elevatori, e la sua fidanzata Cinzia, che straparla di provvedimenti giuridici. Subisco le telefonate di Checco ( nome di fantasia pure questo, la fantasia al potere), che organizza la sicurezza per feste immaginarie in date immaginarie. Mi sorprendo a pensare al nostro Krine ( qui non solo il nome, ma anche il personaggio è di fantasia), chissà che fine ha fatto. Mi ritrovo a pensare a Willy (il cui vero nome è Nivea), senza sapere che cosa ne sia di lui. E la cosa che più mi sorprende è che nelle comuni latitanze (mancano ormai da un pezzo serate storiche) è nel piccolo quotidiano che ci si ritrova. con questo cosa voglio dire? Semplicemente che anche in periodi come questi, in cui il tapis roulant del mondo è al massimo, c’è sempre tempo per ritrovarsi. a voi le storiche riflessioni sul valore dell’amicizia. Noiose? Poco male…. la vita è fatta anche di periodi così. Vi lascio con una riflessione, che in coda questa mattina mi ha raggiunto rovinandomi la giornata: ma "dio tassista" (esclamazione da me espressa per cause stradali) è una bestemmia o una semplice dimenticanza d’apostrofo? (chi non dovesse capire può cercare risposte nei commenti
I consigli de IL BRADIPO #1
Donne!!?…è finalmente in edicola: “L’ARTE DI SCOPARE”!
Da oggi è disponibile il primo di 69 fascicoli, con i quali potrete imparare un’arte sottovalutata e stupire così anche il maschio più esigente, senza più attribuire la vostra inefficienza e/o mancanza di voglia a falsi mal di testa.
Nel primo numero:
-iniziamo con i preliminari: le basi per una buona scopata
-scegliere il manico giusto e la giusta dimensione a seconda dell’occasione
-imparare la giusta impugnatura insieme alle migliori professioniste
-scopare negli angoli più estremi senza rischiare brutte figure
-ripulire il vostro strumento senza danneggiarlo
-i consigli delle esperte: Eva e Moana (Schicchi Pulizie) rispondono alle vostre domande.
Fascicolo per fascicolo, potrete inoltre realizzare il vostro strumento personale, per soddisfare chiunque, ma per prima cosa voi stesse; allegato al primo numero troverete un manico in finta plastica e la VHS: “Io scopo da Dio”.
Non perdete altro tempo e prenotate on-line la vostra copia al modico prezzo di € 8,69 ( € 13,69 con la VHS ).
“L’ARTE DI SCOPARE” è un’altra fantastica idea “EDIZIONI DEL CATS’O”!
IL SOGNO AMERICANO SENZA SPESSORE
Nato e cresciuto nella grigia periferia ovest di Milano, guardando a ripetizione Western, film con Terence Hill (poco importa aver scoperto più tardi la maggior parte di questi essere produzioni Italiane) e il mitico “Vacanze in America” con Gerry Calà, sono sempre stato attratto dal fenomeno USA, e quando dico attratto intendo per molteplici cause. Tra queste, il linguaggio e tutte le sue sfaccettature costituiscono tormento quotidiano, causando strane alchimie cerebrali, che mi portano in ogni momento a tradurre quanto più possibile: canzoni, nomi di città e così via! Riosservo e analizzo qualche traduzione:
-Canzoni
“AN OPEN LETTER TO NYC”
Brooklyn, Bronx, Queens, and Staten,
from the battery to the top of Manhattan,
asian, middle-eastern and latin,
black, white, New York you make it happen.
“UNA LETTERA APERTA A MILANO”
Baggio, Quarto Oggiaro, Navigli e Barona,
dalla povertà all’eccellente Zona Tortona,
asiatici, peruviani e meridionali,
bianchi, neri, Milano non hai uguali.
Incredibile a leggersi…questo ritornello dei “Beastie Boys”, tratto dal loro ultimo eccellente CD e attuale singolo, se riambientato e tradotto (non necessariamente alla lettera) sarebbe degno dei nostri “Gemelli Diversi”…il che mi rattrista. Non contento, provo a tradurre i nomi delle due band e mi ritrovo con i “Ragazzi Bestiali” e i “Different Twins”…sconvolgente come la traduzione valorizzi tutto a loro favore…e lo stesso accadrebbe con altri gruppi: “Rosso Piccante Pepe Chili” (Red Hot Chili Pepper), “Le Porte” (The Doors), “La Chiamata” (The Calling), “The Countryside Cousins” (I Cugini di Campagna), “Left Throw” (Tiromancino).
-Film & Telefilm
Esemplari le differenze in questo campo, se facessimo come gli spagnoli tradurremmo alla lettera ogni titolo, consci invece dell’inadeguato significato della traduzione che otterremmo, ad es. “L’Auto Eccezionale” (Supercar), “La Squadra A” (A-Team), “Il Sesso e La Città” (Sex & The City), manteniamo il più delle volte i titoli in lingua originale o in casi estremi li sconvolgiamo completamente per attirare il pubblico!
-Città
Anche i nomi delle città e paesini sono più originali; non avendo però in molti casi una traduzione plausibile, provo a invertire la rotta e ottengo così nomi strepitosi come: “Have-your-fat” (Abbiate-grasso), “Cor-hand” (Cor-mano), “G-hear Vis-counts” (G-udo Vis-conti), “If-a-needle” (Se-n-ago), “Cus-needle” (Cus-ago), “Three-face” (Tre-viso).
-Multinazionali
Facendo una semplice associazione di idee con il computer su cui lavoro, la prima multinazionale che mi viene in mente è Microsoft, sarebbe lo stesso se si chiamasse Micromorbido o forse penseremmo più ad un assorbente interno??? Sarebbe ancora ultra-miliardario Bill Gates??
Provo una grande ammirazione davanti a queste performance linguistiche, senza per questo denigrare la mia lingua madre e tutta la sua storia…in fondo…per quanta ammirazione io possa avere per lo Stato a Stelle e Strisce, non rimango nel mio allucinogeno viaggio mentale costantemente, ma ritorno ogni volta che mi siedo a tavola per mangiare, poco importa cosa e dove…in fondo il bello degli USA è solo frutto del mio immaginario…ora vado a mangiare due Spaghi, il Cane Caldo (Hot Dog) non cambierà sapore solo per una miglior traduzione!!
2 Fast 2 Furious 2 much philippinos
autostrada Mi-Ve. Tramonto. sole malato sulle colline ancora più malate. Paesaggio spettrale post industriale: terrificanti grattacieli con tanto di piste di atterraggio di elicotteri: provare per credere, il vicentino assomiglia a una caricatura dei peggiori incubi di O.Welles. Mi metto in macchina felice di tornare. Io non odio, per indole. Ma non apprezzo. E se c’è una cosa che non apprezzo è tutto ciò che va da Brescia a Venezia: gente, palazzi, partiti, cultura, modi di fare. Pigio sull’acceleratore. Fretta di tornare. Non ho una macchina potente, e questo oltre a farmi risparmiare mi salva la vita. Il contachilometri picchia verso la fine. Un ritorno qualsiasi, in mezzo a rappresentanti in splendidi coupè, operai in sorprendenti furgoni e camionisti randagi. Mi accorgo tardi dei fari: li vedo a mezzo metro dal culone troppo grasso della mia macchina. Mi mancano tre furgoni da sorpassare: accellero. L’Essere meccanico alle mie spalle sfarazza come un diavolo: luce blu avvolgente riflessa dallo specchietto direttamente sulla mia retina. Di solito è il comportamento del tipico Proprietario di BMW. Sono solo loro. Arrivano stile missile, ti si piantano nel culo e consumano la levetta dell’abbagliante, stupiti da un proletario in terza corsia. Finisco di sorpassare l’utlimo furgone e già mi aspetto il solito affiancamento con sguardo altezzoso. Non succede nulla. Poi, come nei migliori episodi di Ken il Guerriero la luce inonda lo scenario. è sempre lui. passato in seconda corsia. Sfarazza. Perchè lo fai? Tuo padre ti picchiava? La tua ragazza compie dei riti orgiastici con la tua squadra di calcetto? Lo lascio passare, ci mancherebbe, la Vecchia Cicciona (la mia macchina) è ai limiti della fusione. Mi sorpassa questo Grande Essere Lucente. Ecco ci risiamo. Eppure credevo finiti i postumi del cuba. Nero, lucido, basso, veloce. Il rumore è quello di uno dei primi sommergibili della marina. I vetri sono oscurati. Un sottile neon azzurro percorre tutta la sagoma della macchina. Roba da MIB, Man In Black, oppure Made in Brindisi, dipende dai punti di vista. E’ una BMW. La targa avvisa che l’astronauta è di milano. Vorrei chiamare la polizia. Per avvisarli che un Filippino si è impadronito di Cessna e lo pilota sulla Milano Venezia. Perchè lo hai fatto? Perchè? Quella scatola di lamiere ti sarà costata almeno… ma che dico… antamila. Perchè ci devi mettere il neon che hai rubato dall’insegna del sexy shop? Perchè? La Vecchia Cicciona ha un impeto di orgoglio, sfiora coraggiosa i 190. Sembra di stare seduti su una Vaporella, ma almeno tengo il ritmo del Filippino. Poi lui accellera. Lo perdo. Autogill di Dalmine: il tempo necessario per un caffè. Parcheggio, scendo, mi stiracchio. Se ci aggiungo un ruttino sono Carlo Verdone. Ma ho ancora un briciolo di dignità, così mi limito al caffè. Chi ti vedo parcheggiato lì. Ma proprio lì. A due passi da me. L’Astronave. E’ lei. Mi sbagliavo: supera di gran lunga gli antamila. dentro c’è atmosfera da caffè anni venti, tutto bianco color panna. Sarà pelle umana. Ma soprattutto dentro c’è una riccia rossa. Per un solo istante ho pensato fosse la Signora. Per un solo istante durato fino a quando lei non si è girata. Splendido esemplare di Cavia da Chirurgo. Seduta nella macchina filippina. Mi metto comodo: voglio conoscere il Comandante. Poco dopo lo riconosco dalla distanza: bello, alto, incravattato, lampadato color speck. Sale e con un rombo di motori che fa tremare l’Autogrill e scatena la competizione di tutti i camionisti (illusi fosse un collega che avesse lanciato la sfida Puzzetta a rombo). Sfreccia via lasciandomi lì con due domande e una riflessione: perchè lo ha fatto? perchè una riccia rossa? La riflessione? Beh… me la tengo
(post postato solo con l’intenzione di postare impostando un impasto per ulteriori post più allegri del precedente che postai in un giorno in cui su di me si appostò una placida malinconia).
E-logio all’E-sordio
Figli di una società nella quale tutto ci è dovuto, passiamo gran parte delle nostre giornate a lamentarci (chi più chi meno) per ogni cosa, ad imprecare contro chiunque e a criticare l’operato altrui, dimenticandoci di ringraziare molte persone e di queste qualcuna in particolare, che ha la capacità di farci vivere momenti diversi, regalandoci “SENSAZIONI” (ricordatevi questa parola) positive! Intendo dire che ci sono momenti all’interno delle nostre giornate che andrebbero goduti a lungo ed intensamente che invece troppo spesso affrontiamo come eiaculatori precoci!
E’ per questo che intendevo iniziare la mia partecipazione a “IL BRADIPO” con un ringraziamento, ma per farlo ho bisogno di intraprendere un breve ma noioso excursus:
Ho sempre avuto un rapporto difficile con i computer, con internet e tutto l’ambiente hi-tech in generale, diffidando di chi ne decantava le virtù e rimanendo per anni ai margini di compagnie troppo evolute per esserne partecipe; complice il lavoro arrivano i primi rapporti con lo sconosciuto, incontri indesiderati, sporadici ed occasionali che mi hanno privato della verginità sfoggiata con orgoglio fino a poco prima! Si sà…da cosa nasce cosa…i rapporti diventano piacevoli, più frequenti e la convivenza diventa una necessità, così finalmente (lo scorso week-end) arriva il collegamento internet da casa…ed ora come in ogni convivenza che si rispetti: sono cazzi miei!
Con la scrittura invece i rapporti ci sono stati, anche se gli unici che io ricordi riguardano le poche righe scritte nei temi in classe, necessarie per raggiungere una sufficienza e la promozione a fine anno…se si può dire che costrizione è bello, allora scrivevo con estremo piacere!?
Detto questo, ringrazio “IL BRADIPO” per avermi fatto appassionare a nuovi mezzi, poco conosciuti ed utilizzati prima d’ora; con abilità e affetto il curioso mammifero mi ha adottato: prima come semplice comparsa, poi come polemico commentatore ed adesso come scrittore…a proposito, grazie anche a ilFranz, colui che mezzo E-MAIL (da quando ho imparato questa parola il trattino dopo la E diventa d’obbligo) mi ha donato i poteri necessari per entrare a far parte di un’E-LITE!
Sono senza parole, è davvero un’E-MOZIONE pazzesca confrontarsi con un nuovo mondo e soprattutto poterlo fare con la consueta E-SUBERANZA che mi caratterizza; me l’avessero detto non ci avrei creduto…auguro a tutti di provare questa “SENSAZIONE”!!!
A proposito…ricordate il “SENSAZIONALE TOMBOLONE DI NATALE”?? E’ con estremo piacere che vi comunico di aver capito di esserne io il vincitore…e se non siete d’accordo rileggete tutto…a me “IL BRADIPO” una sensazione l’ha regalata!!! Potete dire lo stesso???
Si è compiuto un dramma di proporzioni inedite, nel mio piccolo paragonabile solo ai grandi traumi della mia infanzia, come l’essere arrivato secondo in tutte le gare dalle elementari al liceo. Una tragedia di proporzioni epiche in una domenica qualsiasi di gennaio. Sono un uomo distrutto, finito, usurato dal tempo. Le mie giunture cederanno al peso della sofferenza. Mi accingo a riprendere possesso del blog dopo parecchio tempo, per scrivere le pagelle di una serata, routine tranquilla per ri-impossessarmi del mio spazio on line, ormai invaso da ignoranti consapevoli e petulanti presidenti, amichette che si messaggiano e segretarie che si ingraziano i loro titolari. Mi accorgo da subito che qualcosa non quadra, ma vita la mia relazione con l’informatica, rapporto in crisi fin dai tempi del mio primo pc, sorvolo e passo oltre. Ma Cazzo Della Merda In Culo a Una Cicciona Brufolosa, sono sparite le foto. C’è poco da stare calmi. Far sparire le immagini di questo blog è come togliere la palla dal gioco del calcio. Cerco di capire quale sia il problema, vado sul sito dove conservo tutte le immagini e la Redazione mi informa che "le tue immagini sono state archiviate per uno dei seguanti motivi: 1) è più di un mese che non mi connetto 2) non capisco e sorvolo 3) non capisco e ripasso al punto uno". In fondo alla pagina la Redazione ha però il tatto di avvisarmi che non è tutto perduto: le mie immagini sono conservate in un link che trovo sulla mia casella mail. Basterà digitare la password e riprendere possesso del maltolto sarà un gioco da ragazzi. Mi sorgono dei dubbi: 1) ignoro a quale mail si riferiscano 2) ignoro a quale password facciano riferimento 3) ignoro se tutto questo sia giusto o meno. Sorvolo sul punto tre, mi sembra secondario, e mi concentro sui primi due. Il dramma si trasforma in tragedia: localizzo la casella mail, ma non ricordo la password. Provo con le prime tre parole che mi vengono in mente e ci azzecco (tutto quello che è codici, pin, password, nella mia vita è composto da parole e numeri più semplici possibili). Ma il famoso link a cui approdo mi chiede una nuova password. Santo Dio, Benedetta la Voglia del Cazzo che Mi è Venuta quel Giorno di Merda in cui Ho avuto quella Cazzo di Idea… Ora credo che tutto abbia un sapore diverso, più acido. Non riesco più a scrivere, a raccontare. Manca un pezzo fondamentale di questo sito: le foto. Come spiegare certe espressioni dell’Ambasciatore? o del Teo? sono morto. Brutto scherzo, come se spostassero i tasti della tastiera… sarebbe un dramma… sqccweo yb seqnnq ‘?ui aeuw qpals… wek ehi aòslo non cakeuq ci alks ehi ma cazzo, non ci provate…
l’ignoranza è tra noi
Oggi è il 15 gennaio. Non ci posso credere. Oggi è il 15 gennaio 2005. Con notevole ritardo chiedo a tutti voi….passate bene le feste?. La corsa per cercare di fare un capodanno decente è conclusa, tutto per evitare di passarlo a casa da soli magari con 27 film affittati e un pachetto di sigarette pronte per essere fumate. Oggi si riprende la rubrica dell’ignorante. Rubrica trascurata per fin troppo tempo dal sottoscritto. Alcuni di voi diranno meno male, ad altri potrà non fregare nulla. Insomma da oggi si riprende anche perchè in questi giorni ne ho viste fin troppe di ignoranze lasciate così a piede libero per non poterle raccontare. Signori il gioco si ripresenta! Se qualcuno di voi avesse dubbi idioti, stupidi, troppo banali da poter esternare in pubblico…bhè questa rubrica è per voi. Il vostro ignorante di fiducia è qui per voi. Cominciamo subito nel raccontare un’ignoranza così tanto per riscaldarci. Immaginate un ragazzo, un bel tipo devo dire, pizzetto sbarazzino, sguardo furbetto e, all’occasione, molto molto serio. Un bel giorno si sveglia alle 4.30 del mattino pronto per andare in aeroporto per prendere un aereo per Londra. Lui è uno di quelli che nel lavoro non lascia niente al caso, preciso puntuale….perfetto insomma! Ancora assonnato arriva a Londra pronto per passare una giornata di duro lavoro saltando da un contratto all’altro, con l’unico obiettivo di ritornare a Milano dopo due giorni con soldi e clienti in più. Signori però ecco la svolta. Verso la sera della prima estenuante giornata di lavoro, una volta solo in albergo, in una stanza tipica inglese si guarda in giro, sposta i comodini, guarda verso i muri, prima verso il basso, poi addirittura verso l’alto….niente non c’è storia. Incazzato come una iena chiama la sua ragazza a Milano sia perchè aveva una voglia matta di sentirla e di dirle che gli manca da morire anche se non sono passate neanche 24 ore da quando si sono visti per l’ultima volta e poi di informarla di questa sconcertante notizia: "Amore guarda sono di un incazzato….ma si può che non c’è una spina che è una che vada bene per il ricaricabatterie del cellulare?! Non credo che la batteria tenga per tutto il tempo che sto qui!". Di tutta risposta il ragazzo, dall’altro capo del telefono sente solo un piccolo rumore…..clic. La sua meravigliosa ragazza ha riagganciato. Signori che uomo. Ma magari tutti noi fossi la metà di quest’uomo, sicuramente il mondo non girerebbe nè dalla parte giusta nè da quella sbagliata, starebbe fermo per paura di fare cazzate. Caro Franz devi sapere che gli inglesi sono così nazionalisti che hanno le prese di corrente diverse dalle nostre. Ma non ti preoccupare anche l’elettricista più sfornito di Londra vende gli adattatori. Signori che ragazzo fantastico. Secondo voi la sua ragazza lo amerà ancora? Non vi preoccupate, vi terrò informati. Ma ora, per la legge del contrappasso, vi delucido su una bella figura da ignorante doc che ha fatto il vostro ignorante di fiducia. Due giorni prima di Natale mio padre mi commissiona un lavoro, portare una pianta grande quanto il Pirellone all’ultimo piano di un palazzo in centro. Dopo aver superato il traffico prenatalizio di Milano, dopo 500 giri per trovare la via e giusto quelle due ore per trovare parcheggio riesco a portare la "sequoia" fin davanti all’ascensore. Bhè signori non ci entrava neanche la metà della pianta lì dentro. Quindi sei piani a piedi! Arrivato davanti alla porta, mi ripulisco dal sudore e dalle foglie che mi si erano attaccate alla giacca e suono il campanello. Niente. Vado avanti per 10 minuti….ma niente. Il ritorno a casa è stato come il ritorno del soldato dal fronte. Entro in casa e trovo mio padre seduto al tavolo con mia madre e due tizi mai visti. Fregandomene dei due ospiti a me sconosciuti comincio a smadonnare contro tutto e tutti e soprattutto contro chi abitava in quella casa maledetta. Durante la mia performance da mille e una notte vedevo i miei progressivamente sbiancare ma credevo che fosse per la mia grandissima capacità oratoria nel riuscire a dire 27 parolacce e imprecazione senza neanche sbagliare la coniugazione di un solo verbo. Solo più tardi, dopo che a mia madre avevano dato dei sali per riprendersi dallo shock, sono riuscito a sapere che i tizi a me sconosciuti altri non erano che i destinatari di quella pianta. Signori quello che è successo dopo è un’altra storia. Questa è vera ignoranza! E per ignoranza intendo il non sapere che molto spesso bisogna tacere. Comunque, queste sono 2 semplici storie di 2 semplici storditi, sì storditi dai fumi dell’ignoranza. Ora tocca a voi. Scrivete nei commenti le vostre mancanze. Il vostro ignorante è tornato sempre pronto a raccontare e raccontarvi. A presto. Buon ignoranza a tutti.