2 Fast 2 Furious 2 much philippinos

 autostrada Mi-Ve. Tramonto. sole malato sulle colline ancora più malate. Paesaggio spettrale post industriale: terrificanti grattacieli con tanto di piste di atterraggio di elicotteri: provare per credere, il vicentino assomiglia a una caricatura dei peggiori incubi di O.Welles. Mi metto in macchina felice di tornare. Io non odio, per indole. Ma non apprezzo. E se c’è una cosa che non apprezzo è tutto ciò che va da Brescia a Venezia: gente, palazzi, partiti, cultura, modi di fare. Pigio sull’acceleratore. Fretta di tornare. Non ho una macchina potente, e questo oltre a farmi risparmiare mi salva la vita. Il contachilometri picchia verso la fine. Un ritorno qualsiasi, in mezzo a rappresentanti in splendidi coupè, operai in sorprendenti furgoni e camionisti randagi. Mi accorgo tardi dei fari: li vedo a mezzo metro dal culone troppo grasso della mia macchina. Mi mancano tre furgoni da sorpassare: accellero. L’Essere meccanico alle mie spalle sfarazza come un diavolo: luce blu avvolgente riflessa dallo specchietto direttamente sulla mia retina. Di solito è il comportamento del tipico Proprietario di BMW. Sono solo loro. Arrivano stile missile, ti si piantano nel culo e consumano la levetta dell’abbagliante, stupiti da un proletario in terza corsia. Finisco di sorpassare l’utlimo furgone e già mi aspetto il solito affiancamento con sguardo altezzoso. Non succede nulla. Poi, come nei migliori episodi di Ken il Guerriero la luce inonda lo scenario. è sempre lui. passato in seconda corsia. Sfarazza. Perchè lo fai? Tuo padre ti picchiava? La tua ragazza compie dei riti orgiastici con la tua squadra di calcetto? Lo lascio passare, ci mancherebbe, la Vecchia Cicciona (la mia macchina) è ai limiti della fusione. Mi sorpassa questo Grande Essere Lucente. Ecco ci risiamo. Eppure credevo finiti i postumi del cuba. Nero, lucido, basso, veloce. Il rumore è quello di uno dei primi sommergibili della marina. I vetri sono oscurati. Un sottile neon azzurro percorre tutta la sagoma della macchina. Roba da MIB, Man In Black, oppure Made in Brindisi, dipende dai punti di vista. E’ una BMW. La targa avvisa che l’astronauta è di milano. Vorrei chiamare la polizia. Per avvisarli che un Filippino si è impadronito di Cessna e lo pilota sulla Milano Venezia. Perchè lo hai fatto? Perchè? Quella scatola di lamiere ti sarà costata almeno… ma che dico… antamila. Perchè ci devi mettere il neon che hai rubato dall’insegna del sexy shop? Perchè? La Vecchia Cicciona ha un impeto di orgoglio, sfiora coraggiosa i 190. Sembra di stare seduti su una Vaporella, ma almeno tengo il ritmo del Filippino. Poi lui accellera. Lo perdo. Autogill di Dalmine: il tempo necessario per un caffè. Parcheggio, scendo, mi stiracchio. Se ci aggiungo un ruttino sono Carlo Verdone. Ma ho ancora un briciolo di dignità, così mi limito al caffè. Chi ti vedo parcheggiato lì. Ma proprio lì. A due passi da me. L’Astronave. E’ lei. Mi sbagliavo: supera di gran lunga gli antamila. dentro c’è atmosfera da caffè anni venti, tutto bianco color panna. Sarà pelle umana. Ma soprattutto dentro c’è una riccia rossa. Per un solo istante ho pensato fosse la Signora. Per un solo istante durato fino a quando lei non si è girata. Splendido esemplare di Cavia da Chirurgo. Seduta nella macchina filippina. Mi metto comodo: voglio conoscere il Comandante. Poco dopo lo riconosco dalla distanza: bello, alto, incravattato, lampadato color speck. Sale e con un rombo di motori che fa tremare l’Autogrill e scatena la competizione di tutti i camionisti (illusi fosse un collega che avesse lanciato la sfida Puzzetta a rombo). Sfreccia via lasciandomi lì con due domande e una riflessione: perchè lo ha fatto? perchè una riccia rossa? La riflessione? Beh… me la tengo

(post postato solo con l’intenzione di postare impostando un impasto per ulteriori post più allegri del precedente che postai in un giorno in cui su di me si appostò una placida malinconia).

4 pensieri su “2 Fast 2 Furious 2 much philippinos

  1. Franz….lo avevo già intuito quella sera durante il post-concerto, ma oggi ne ho avuto la certezza: SEI UN GENIO!!! Saluti…

    Andrea

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