cosa rimane: dialogo tra Platinette e Socrate

 Sono dispari. Non solo, sono tutto dispari. Tutte le cifre della mia targa sono dispari. Per restare in sintonia mi punto la sveglia ad un orario dispari. Decido per le 6.51. Mi sento più allineato nella grande battaglia per abbattere quella simpatica nuvola grigia che aleggia, come ogni inverno, sopra casa mia. Mi alzo con il piede sinisto, che mi sembra il più dispari dei due. Non uso deodoranti che buchino l’ozono, anzi taglio la testa al toro e non mi metto nemmeno il deodorante. Mi lavo i denti senza lasciare che l’acqua scorra. Risparmio acqua.  sono indeciso se prendere la macchina o andare a piedi. Sono in piena sintonia con il mondo delle sequoie centenarie e degli indigeni degli atolli. Arrivo all’ultimo semaforo prima dell’ufficio che mancano 2 minuti alle otto. Essendo la via principale di accesso a Milano da una manciata di comuni vicini, c’è un blocco dei vigili. Che ci aiutano a rispettare le regole. Manca un minuto, il verde non arriva. Eccolo, verde, scatto, prima seconda e sgasata. Passo davanti al blocco.  Parcheggio. In armonia con il creato mi appisolo sul sedile della Vecchia Cicciona e sogno Madre Natura uguale a quella dei Puffi. Passeggiamo insieme nei boschi, a piedi nudi. sotto c’è una musica celeste. Siamo in armonia. Siamo in armonia di brutto. Corriamo spensierati. Arriva anche Grande Puffo. E’ proprio lui, rosso e blu. Corre insieme a noi, inciampiamo tutti e tre. Cadiamo in armonia. Non mi faccio male perchè atterro su un grande prato verde dove nascono speranze. Madre Natura mi salta sopra. Uh, che armonia. Intravedo  qualcosa. Nudità armoniche. Ma mentre Madre Natura tenta l’approccio mi accorgo che si tratta di Platinette. Mi parla nell’orecchio. Aiuto, altro che armonia. Grande Puffo è lì vicino a guardare. Emette un suono tetro, orchestrale, inadatto a un puffo.  Flatulenze cosmiche. Una gigantesca puzzetta.  Troppe puf bacche. Mi sveglio di colpo. La puzzetta di Grande Puffo non è altro che lo sbuffo della 56, l’autobus che sfiora la mia macchina nonchè la taglia di Platinette. Che nel frattempo parla in sottofondo alla radio. Spengo ed esco. Aria gelata, odore di catrame, cielo sfumato al grigio. Armonia sto cazzo.  Io devo sbattermi per risparmiare un dado di smog e nessuno firma il protocollo di Kyoto.  Ma la 56 non inquina più di dieci macchine? ci bevo sopra un macchiato. Con tanta schiuma. Rimane la traccia sui baffi.  La rabbia rimane inutile se non convogliata. Meglio non pensarci. Perchè pensarci è troppo da… insomma non vorrete polemizzare proprio su tutto… tutto tutto… Per restare in sintonia mi faccio girare solo un coglione, così è dispari…

11 pensieri su “cosa rimane: dialogo tra Platinette e Socrate

  1. sorry per ilPresidente e l’Ignorante… ma l’originale è proprio di un’altra categoria!
    è sempre un piacere leggerti!
    lachiara

  2. vogliamo parlare anche del 70% del riscaldamento condominiale di milano che non è ancora a norma?! Se la 56 inquina più di dieci macchine pensa cosa può fare un condominio con riscaldamento a cherosene non ancora regolarizzato! Che schifo!E noi lì come dei pirla a stare dietro a queste targhe alterne del cazzo!

  3. ot per l’ignorante:
    cos’è: un’epidemia di permalositudine? di qualcuno già sapevo… adesso anche tu!
    dimmi che posso fare per farmi perdonare: mi sto specializzando in muffins…
    cmq sei unico lo stesso, non ti preoccupare che continuerò a stampare e appendere i tuoi post!
    un bacione
    lachiara

  4. cri… ma quanto ti sei divertito ieri sera?!? evviva il calciobalilla…

    … e il sacco da boxe nel box.

    la I.R.A. (sì, sì sono io, quella vera)

  5. io devo dirlo. devo dirlo davvero. Leggerti è un piacere: sei divertente, scrivi davvero tagliato (figo). Mi piace leggerti… scherzi sulle profondità delle cose… grande ilfranz… peccato non ci sia una foto… sarebbe bello vederti… gnam gnam

  6. Due settimane fa durante un giorno “alterno” ero a fare un corso antincendio della 626 vicino P.le Lotto con altri 13 fortunelli di altre imprese. Pomeriggio prova pratica a Brugherio con facoltà di scelta del mezzo di trasporto: mezzo proprio o servizio navetta gratuito. Causa le mie braccine in contrasto con le protesi sfoggiate solitamente e l’abbiocco post pranzo, prendo la giusta decisione…navetta! Solo alle 13.30 scopro l’annunciata navetta essere invece un Pullman Granturismo (50 posti circa) dotato di ogni comfort, utilizzato solitamente per lunghe percorrenze tipo Milano-Ceske Budejovice (meta scelta a caso), gentilmente messo a disposizione per 5 giovani rispettosi del verde…mi sento un signore…forse preso un po’ per il culo!!

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