un tranquillo week end di ordinaria follia

Dal nostro inviato a Rozzano City:

L’occasione per il Gran Galà della Famiglia è la festa di laurea di Willy. Location: l’esclusivo esempio di edilizia post atomica Area 51.  Nel corso della serata vengono assegnati i Premi Ufficiali alla memoria di Krine. Il primo ad essere premiato è il festeggiato: a lui va il premio di San Matteo: come il santo, infatti fa rare apparizioni a eletti visionari. Premio Tom Tom Navigator a Cinzia, che per arrivare tocca tutti e quattro i punti cardinali delle tangenziali. Premio Informatore del Farmaco allo Zio Gabry, con il suo impeccabile completo casual. Con la motivazione: "sempre distinti e orgogliosi delle loro potenzialità"  vincono il Premio Sbirri In Borghese Ikea e Cap Nel Vent. Premio al miglior Doppio Senso alla Signora, che esclama "Dov’è la mia pasta?" e riceve trentaquattro proposte per l’acquisto di paste alternative.  Premio al Bancone Solitario a sopresa a Mona, con 2 gin ogni mezzora. Premio Per Lo Sport al Presidente e il Fido Fede, che bastonano la platea con la calma e la professionalità di due campioni. Premio Amici di Maria de Filippi a Mumbo, con la sua Danza dell’Emarginato.  A Sabino va il Premio Equilibrismo tra Sadismo e Masochismo, con pieni voti. Qui di seguito l’elenco dei premi Arci, direttamente conferiti dalla Gestione. Premio ArciGay alla Spagnola che si slingua la Signora. Premio ArciCazzi alla Vercellese: rappresentano la più grande concentrazione di peni in spostamento nel mondo. Rarissime le vagine, si muovon in gruppo coatto. Premio Arcibroccolo a Biagione: con la sua performance mette in discussione il Franz e rapisce gli occhi della Signora. Premio ArciTanga alla Simo, per il perizoma lepardato più piccolo del mondo. Premio Arcinculata ai gestori, che propongono il tesseramento Arci con un sovrapprezzo stile Berlusca. Premio Arcintura al mio amico sconsciuto che mi abbraccia ogni volta che mi vede.  Premio Arci Solarium al pallidissimo Amadini. Premio per il Buongusto (sulle orme di Fred) al bestione che mi ha ruttato sui capelli due litri di succhi gastrici. Alcuni premi verranno dati nel corso della prossima edizione del: "Domenica se non venite al Gioa mi incazzo (dite che entrate con me)".

Ronald R. Eggans

Dottor Franco

Alla cortese attenzione del Ministro Moratti:

Non per farmi i cazzi suoi, ma mentre lei vaneggia di riforme sul ciclo scolastico, allunga e accorcia le medie e le elementari, taglia i fondi e pezzi del suo naso, qui succede l’inenarrabile. Penso, spero e mi auguro, che la cosa non abbia ripercussioni sull’equilibrio mondiale. Ma qui si scherza con il fuoco. Si è deciso di infliggere al mondo una batosta. Perchè ministro? Perchè? Oggi, con 5 punti per la discussione, si è laureato in Scienze Politiche, con "Nascere Soffrire e Morire nelle tre religioni monoteistiche" Wilson Nivea Secondo, al secolo Teo. La cosa parrebbe normale. Analizziamo più attentamente: Scienze Politiche. E già. Ma poi il titolo della tesi… Ministro ministro ministro.  Grande Willy, da oggi Dottor Nivea.  Finalmente potrai anche tu mettere una bella cravatta panna su camicia nera e girare con l’occhiaia in rilievo per le vie intorno alla tua azienda dalle 13 alle 14. tornando dentro saluterai la segretaria, che ti risponderà "buongiorno dottore!". Grande Willy!!!! Almeno all’Ippodromo, le due cassiere che non lumi, ti potranno chiamare "dottore!". Dottore. Dottor Franco. Qui mi sa che…

Hai mai sognato si sentirti dire da una donna: "ma come sei gonfio?" Si? Finalmente in commercio un prodotto sensazionale, frutto di ricerche e sperimentazioni su decine e decine di istruttori di palestre: la Mutanda di Checco. La mutanda di Checco è un comodo tanga di neoprene, gradevolmente profumato al mentolo, con comoda sacca porta calzino frontale e regolazione laterale delle cinghie per avere un’aderenza totale. Larga posteriormente, davanti scende in maniera ergonomica, adattandosi ai vostri muscoli rigonfi di creatina senza creare le fastidiose irritazioni che avete con i perizomi di D&G. La sacca porta calzino vi consente di avere sempre definito un simpatico rigonfiamento che i vostri partners apprezzeranno al tatto. Finalmente non dovrete più sentirvi dire: " ma sei gonfio solo sul petto…" La Mutanda di Checco è disponibile in due taglie (s e xxs) e in due colori: Bianco Mutandone della Nonna e Nero Zarro Felice. Ordinandola sul sito potrete ricevere a casa un calzino di spugna bianca finto Nike da poter mettere direttamente nella vostra mutanda nuova. Per gli istruttori di palestra o i gonfiati in genere particolari sconti in onore della associazione: "HIPABEICAS" (ho il pettorale a bistecca e il c… a spiedino). Geniale idea! Grazie Checco!!!

Spalla dopo spalla

Pioviggina. Sottile e quasi calda. Sintomo della primavera in arrivo. Decido di prendere la vespa. Sintomo della mia demenza. Casa mia casa della Signora sono quei sei minuti netti, che all’asciutto passano in un attimo. Dopo le ventitrè esco per raggiungere la famiglia, ma costretto da una imbarazzante pioggia a scroscio, ripiego verso il box. C’è nei paraggi Checcuzzo. Chiedo come sia possibile per lui una trasferta del genere. E’ innamorato. E già qui capisco che la serata può diventare gustosa. Infilati nella sua macchina, con un odore di cane bagnato raccapricciante, chiedo notizie. Dai dimmi com’è… Hai in mente la Hunziker? Ecco pari pari. Una figa? Peggio… poi tieni conto che ha due figli… Ah, ecco. Già si complica. Anche perchè non li avrà fatti da sola… Infatti è sposata. Benone. Arrivano l’Ambasciatore e Cinzia. Lui, un colloquio dietro l’altro, pettinato stile fraticello, è in gran forma. Lei lo sopporta. Franco Parenti, birra. Tutto sembra scorrere davvero liscio. Chiacchere e risate. Checco ha gli spasmi alla muscolatura, normale per un drogato… Auguri di buona pasqua a tutti, io vado al mare. Sulla strada del ritorno mi ricordo di un piccolo aspetto fin qui tralasciato.   Ma dove saranno Brigitte Nielesen con il Pisello e Nemo, alias Il Presidente e L’Ignorante? Eh già, ho capito tutto. Tutto mi torna. come ho fatto a non pensarci. Era dall’inizio della serata che blateravano come due checche: andiamo di qui, ma no di li, sussu dai… Tutta una farsa. Volevano rimanere da soli. Adesso che si trovano spalla a spalla, nel ruolo di spalla reciproca, a spallare le malcapitate, non vogliono più che noiosi mortali come noi li disturbino. Così si dirigono al Gioia 69, il tipico locale milanese bello solo una sera la settimana, se sei ubriaco,single,e in compagnia. Io li avviso, ma loro vogliono stare soli. non c’è amico che tenga: sono solo loro due. Così nessuno potrà mai verificare i risultati. Nessuna prova tangibile del loro operato, ma solo una sicurezza: la Teoria della Spalla funziona.

Petto o spalla o coscia?

Prova di quello che dico è la mia naturale predisposizione a ripetere le stesse cose più di un centinaio di volte. Prima che il mondo del lavoro falciasse la mia fantasia, nelle ripetizioni avvenivano delle aggiunte, il racconto si arricchiva di dettagli, perdeva fronzoli inutili. Questo per dire che probabilmente mi ripeto. Ma ne sono cosciente. Ho avuto negli ultimi giorni, il tempo per guardare la mia vita da fuori. Ho imparato a sfruttare, perchè è raro che succeda. Come salire su un autobus che fa il giro della tua vita. Ti serve per capire quanto relativi siano certi problemi, quanto grossi siano in realtà gli ostacoli. Quando scendo dall’autobus coscienziale mi sento sempre un po’ meglio. Mi faccio delle domande e mi do delle risposte. Più che le risposte mi fanno paura le domande. Perchè delle risposte si trovano sempre, qualche mezza bugia, qualche verità spalmata. Basta essere un po’ tolleranti con se stessi. Ma le domande, perdio, le domande… quelle si che mozzano il fiato. Se non fosse una domanda mi porrei un’altra questione: ma è giusto farsi queste domande a un quarto di secolo di vita? Solo che è un’altra domanda… e la risposta è ovviamente "si, beh, certo che bisogna vedere". Cosa? un’altra domanda. Quanto è relativa la circonferenza della propria vita lo si può costatare dalla lunghezza del viaggio sull’autobus coscienziale. Il mio dura pochissimo. Eppure mi sembra di avere i più grossi problemi del mondo. Strano ma vero. Scendo e mi sento libero, libero di saltare sopra qualche problema e di scartarne qualcun altro. Tutto così piccolo. E’ stato proprio ieri che ho deciso di migliorare. Mi è costato fatica. Ma non ne potevo più di aspettare questo dannato autobus: mi sono comprato una bicicletta. Posso prenderla quando voglio,ed è più che sufficiente per fare quel girettino di vita. Pare brutto ma ne sono costretto: devo finire tutto con una domanda. Mi piacerebbe essere sordo alle risposte. Ma è giusto?

NEXT WEEK END THE BIG SURF SHOW: IF U WANNA BE THERE IT’S TIME TO GET THERE

Quel vecchio bastardo del Presidente

Inutile rispondere alle illazioni che confermano quanto possa essere vasto l’universo della demenza omosessuale. Piuttosto mi concentro sul Torneo di Calcio Balilla Memorial Renato Cap Nel Vent, svoltosi ieri notte al Den. Grazie all’organizzazione di alcuni famosi alcolisti il torneo parte in ritardo. Fin dal sorteggio è chiaro cosa abbia in mente il Presidente, versione nostrana di JBL (spiacente per chi non frequenta i ring). Il Principe della Truffa siede al tavolo del sorteggio e si fa mettere da subito al secondo turno. A nulla servono le lamentele del locale. Vestito con magliettina rosa, maglioncino azzurro e polsino in tinta, per accaparrarsi le moine delle fans adduce a un dubbio dolore al polso, una tendinite stroncante. Ma lui giocherà lo stesso, perchè lui è un Uomo. Al suo fianco il fido Fede, anche lui in divisa rosa. I due trafficano losco contro gli avversari, con trucchi e truffe davvero sorprendenti. Prima ci pensa il Presidente, che tiene ferme le aste degli avversari, poi ci pensa il Fede, che rompe l’impianto di areazione del locale, con relativo appesantimento della già morbosa aria di merda che si respirava. La botta finale è con l’arrivo dell’Ambasciatore, in versione Bombola a Gas. L’amico dei truffatori non esita a flatulenzieggiare intorno agli avversari. Lo scandalo non ha fine. Intanto io e Sabino, per celebrare Renato, giochiamo con passione e lealtà. Sostanzialmente fingo di vedere la pallina, e mi va di culo fino ai quarti di finale (sembra lunga ma sono due partite), dove incontriamo una simpatica coppia di over trentacinque che ci bastonano allegramente al grido Forza Lupetti. Il Presidente  ci mette del suo, e fa oliare le manopole di Sabino, i cui movimenti ricordano quelli di mia nonna mentre sbatte le uova. Usciamo ai quarti, come le grandi, senza amarezza, sudati come cavalli. Una nota di merito al team Fede-Fra. Tutto al femminile il loro modo di giocare. Confermano solamente che il biliardino è uno sport da uomini, e tale deve restare. La Signora fa il tifo per tutti, così per solidarietà. Con lei anche l’Ignorante, che è reduce dalle limonate a mulinello con una scandinava rimorchiata in Trattoria con il solito trucco delle chiaccherate per esasperazione. Speriamo torni presto a Bologna. Caro Presidente, San Giuvan fa minga Ingan, infatti hai perso in finale…. eh

…..e a volte ripartono! (e meno male!)

Ehi fermi tutti! Ok va bene mi assento per un po’ e che succede!? Il blog cambia immagine, guardo l’intestazione e vedo un fotone stile Jonathan dimensione e avventura di monti e valli e la scritta ilBradipo in sovraimpressione. Signori non so voi ma io preferivo 5496 volte di più come era prima. Cazzarola sembra un sito di Licia Colò alle falde del Kilimangiaro! Ah notate che il numero non me lo sono inventato ma sono le persone che fino ad ora hanno visitato il sito! Ora…..tralasciando le 5490 volte che lo ha visitato Franz, dico alle 6 persone rimanenti di continuare così, bravi! Continuate a leggerci ma anche a leggervi mi raccomando. Sappiate che leggere fa sempre bene. La seconda novità, avvenuta in mia assenza, è il Presidente che mi fa il ragazzo (ragazzo è un modo di dire) profondo e sensibile che esterna i suoi sentimenti e li condivide con tutti noi. Signori ribadisco…cosa sta succedendo? Rimango stupito e allibito allo stesso tempo. Io continuo ad osservare e ad annotare storie ed eventi di ignoranza inaudita. Ma questo sarà il tema di una mia prossima incursione letteraria. Per stasera può bastare così, il mio è un semplice saluto visto che era da un po’ di tempo che mancavo. Il vostro ignorante

STA ARRIVANDO IL MOMENTO!!!!!!!!!!!

SURFCAMP2004:CENTOVENTIEURELLIUNWEEKENDTUTTOCOMPRESO:TAVOLAMUTAEALBERGO.

NONVENIRESIGNIFICHEREBBEUNPO’DAREDAVVERO

APENSAREDIESSEREDEGLISTRONZI.VENENDOINVECEVIGARANTITELOSPREGEVOLESPETTACOLO

DIVEDEREILFRANZEILPRESIDENTEALLEPRESECONLATAVOLA

ANCHESEILPRESIDENTEPARTEAVVANTAGGIATOPERCHE’PIU’ABIUTATOASTRUSCIARSICONILEGNI.

otto marzo, otto e mezza esco de casa

piccolo spaccato della demenza

Tra le cose che non ho fatto mai nella mia vita c’è anche lo spogliarello integrale. Scopro che è una cosa abbastanza diffusa dai racconti alla radio. Un vero peccato restare chiusi in macchina con questa arietta di primavera, ma almeno vengo informato della possibilità di essere pagato profumatamente per mostrare il culo a un orda di donne. La cosa mi fa sorridere. Se lo avessi saputo qualche anno fa, nel momento in cui scoprivo l’esistenza del mitico Hot Mosquito, night che assomigliava a un circolo per detenuti, avrei proposto lo scambio. Mi ricordo delle pulsioni addominali con cui ci si sedeva sui divanetti polverosi, in attesa dello strip. Con qualche fish si poteva dare una palpatina. E ci sono cascato. Nel senso che un paio di mani ce le ho messe anche io. E vorrei vedere… Ma se me lo dicevate prima ci mettevamo daccordo. Una palpatina alle tette io, una strizzata di pisello tu. Peccato. Beh insomma, festa della donna. L’occasione per ricordare tutte le battaglie delle vostre mamme contro il potere del pene o un buon motivo per godersi un pettorale ben oliato di un clone di un centocelle boys? Meno male che esistono, amo le donne. Nella mia vita ho pianto solo per delle donne. Le donne della mia vita. Un viaggio. E il campionario che mi porto dietro è vasto: amiche, amanti, zoccole, pezzi di legno, stronze, tontolone, bonazze, fidanzate ideali. Eppure ogni volta che ne conosco una è sempre una sorpresa. Una ne ho scelta, fino ad oggi la scelta migliore che abbia mai fatto. Perchè? Perchè è come un viaggio, e ogni tappa è più bella di quanto ti potessi aspettare. E perchè sento ancora forte il pensiero addominale che si confonde con i sogni quando la accarezzo sulla schiena. Facendo gli auguri a tutte le donne del Bradipo, senza nomi per non dimenticarne nessuna, ridacchio sotto i baffi. Perchè se c’è una cosa che non riuscirete mai a cambiare è proprio la società. Ma non potete certo lamentarvi, perchè senza rendervene conto governate il mondo, con il cervello, certo, ma anche con tutto il resto. Diciamocelo, non c’è donna che non sappia usare tutto il necessario per raggiungere quello che vuole. E a noi, oltre al pene, rimane solo da bere il cocktail più buono del mondo: quello che riesce a fare una donna guardandoci negli occhi. Vorrei che gli auguri arrivassero anche a una persona in particolare. Non sa ancora di essere donna, forse non se ne rende conto. E’ confuso. Ma noi gli staremo vicini. Caro Luca, butta tutto fuori. Adesso che sei psicologa, puoi finalmente fare outing. L’otto marzo è anche la tua festa, e noi ti siamo vicini.

La vita è una partita (i.v.a.)

 domenicale, come da troppo non succedeva, mattiniero, come mi succede sempre più spesso, inforco l’Imenottero Nero, nuovo mezzo di spostamento primaverile, e buttando fuori olio e benzina in una nuvola azzurra, mi godo la circonvallazione. Sono pensieroso. Adoro la domenica mattina in centro. Mai me ne andrei da Milano. Questa è una lettera privata ad un amico, forse una delle persone più belle. Domani segna sul calendario, matita rossa alla mano, il suo ultimo giorno di lavoro dipendente. Mi sono goduto i mesi di preparazione, da amico che ascolta, ma anche da una prospettiva più alta: da venditore come lui. Proprio ieri sera, ristorante di pesce, tavolata allungata: ancora Ikea a condurre il gruppo. Tra le facce note un simpatico ritorno. Eravamo compagni di scuola. Uno "splendido", tipica razza milanese. Il giusto incrocio tra caricatura e realtà. Si chiacchera, tra una portata e l’altra. Ho la fortuna di sedere vicino al mio più vecchio amico, e di ridere insieme a lui. Lo Splendido chiede che lavoro faccio, normale conversazione. Rispondo come sempre: vendo. Qualsiasi cosa. Vendo. Punto. Ripropongo la domanda, più per cortesia che per interesse. Risponde: faccio pubbliche relazioni per una società finanziaria. Beh, bene. La serata procede, il pesce è ottimo. Si ride e si chiacchera. Tra un racconto è l’altro si scopre che lo splendido in realtà vende polizze di assicurazione e finanziamenti. La cosa mi fa sorridere: assomiglia ad Aldo Giovanni e Giacomo davanti a Marina Massironi che spiegano il loro lavoro… Vergogna? Beh, da domani potrai dire anche tu di fare pubbliche relazioni. Per lo Stato. Diventerai uno dei maggiori finanziatori dello Stato, lavorando sei mesi per te e sei per il popolo. Euro più euro meno. Potrai "scaricare", che è una cosa che fa davvero figo. Che poi li spendi lo stesso ma scarichi, ha tutto un altro sapore. Ma la cosa più importante è che continuerai a fare il lavoro più bello che ci sia: venderai. Qualsiasi cosa, in qualsiasi modo, fai parte della categoria più sincera eppure più maltrattata. Anche un avvocato vende i suoi servizi, ma non si dice. Tu sei più diretto. In mezzo alla strada. Per me fai bene, e se hai il culo stretto come uno spillo è perchè è un salto nel vuoto. Ma a quanto pare ne vale la pena. Ogni settore ha i suoi venditori. Esteticamente diversi. Prendi gli immobiliari, tostati sotto una lampada con il nodo della cravatta grosso come una tovaglia. O i gessati grigi degli informatori farmaceutici. E le golf 1.9TDI dei consulenti bancari? Sono tutti venditori, ma c’è chi è più consapevole di altri. La partita è tutta da giocare, l’affare da fiutare, il cliente da spremere, le trattative da chiudere, il budget da raggiungere, il target da rivedere. Vendere, da non confondere con amare, ma da usare per vivere.