La misteriosa apparizione della Kultura

Consentitemi un po’ di preliminari prima di arrivare al dunque del mio idillio amoroso con la Kultura. Come la maggior parte delle divinità, anche la Kultura ama manifestarsi in forme e modi sempre differenti. Ai suoi fedeli è richiesta grande capacità di adattamento, ma come in ogni Paradiso, le gratificazioni superano di gran lunga i sofferti percorsi. Scopo della serata di ieri era, principalmente, scoprire se io sono quello che ha tagliato le gomme a Zop, quello che manda i fiori a Sbucciature, quello che ha rapito il gatto diMr. Barone e infine quello che ha rubato a Melpunk il vinile dei Kassapunka in concerto alla Festa dell’Unità di Sant’Angelo Lodigiano (1994, gran concerto). Una volta appurato che io, in qualità di Franz il Maniaco, ho solamente pedinato per un paio di mesi Zop e ho rubato le calze di lana di Melpunk come feticcio per il mio amore, la cosa ha dovuto prendere forzatamente una piega godereccia. Sicché si è passati al difficile argomento: blogger – psicologia – turbe della personalità. Come una messa senza sacerdote, una discussione tale senza un bravo psichiatra era destinata fin dall’inizio ad affogare in del buon vino rosso. Cosa che ho molto apprezzato, anche se devo ricordarmi di tenere sempre una fiaschetta di rhum nella borsa della Kaffettiera Panzer.  Sulla gelatina di una torta alla frutta si è sollevato il sempre verde must: ma chi pubblica i blogger? Essendo la glaciale risposta sulla bocca dei più navigati e degli esperti di settore, la folla attendeva ansiosa il difficile verdetto. Un blogger non è uno scrittore, è stata la risposta degli scrittori presenti (che fanno, a tempo perso, i blogger). Ho anche saputo che la mia geniale invenzione, il romanzo aziendale, è già un genere esplorato. Cazzo, questa vita da Artista mi riserva solo dolori. Per rimediare all’urto emotivo ho dovuto presidiare il banco del vino, buttandomi su un gradevolissimo bianco caldo. La Proprietaria della Medjugorie Milanese del Noir, tale Tecla, osservava il mio affiatamento con la bottiglia con la stessa passione con cui avrebbe guardato i Teletubbies. Ecco, parlando di Tecla, devo confessare che è facile trovare donne, ma lei rientra appieno nella mia personale idea di Donna. Per una sgradevole questione anagrafica credo di non essere di suo interesse, ma il mio sarà un corteggiamento platonico. Ho addirittura comprato un libro di Sbucciature (Elisabetta Bucciarelli, per dovere di cronaca), pur di stare solo con Tecla. Eravamo persi l’uno nello sguardo dell’altra, attorno a noi solo libri, un registratore di cassa e l’universo quando Sbucciature ha interrotto drammaticamente il momento. Si è sentita in dovere di autografare il mio acquisto, ma era ovvio che volesse mettermi i bastoni tra le ruote. Peccato, ma moderno Jacopo Ortis non demorderò. Tornando alla serata, ho apprezzato molto l’involontario scontro Generazione Br vs Generazione Pr, due mondi, due modi, due scopi, una sola città. E’ anche uscito il solito pezzo: “hai l’età di mio figlio”, che da vero superclassico riecheggia ovunque io vada (tranne, va detto, all’Esselunga).   In qualità di Maniaco, sono riuscito a rubare il tovagliolo con cui si è asciugato Zop. Lo terrò assieme al pezzo di carta igienica che ho recuperato a Le Trottoir, su cui credevo ci fossero tracce di Pinketts. L’ho fatto analizzare, e il referto è stato drastico: 9 parti di rhum, 3 parti di vodka, 2 parti di Gin. Non è una reliquia, è un cocktail. Pinketti Frozen on the Paper.
Bene, e in questo incerto domani, il tuo incontro con la Kultura che cosa ha prodotto?   
Grazie per la domanda. Beh, prima cosa ho messo “dalla parte del torto”, di Elisabetta Bucciarelli, su eBay. Affrettatevi, nell’asta ci includo anche un cavo USB e due pile duracell. Il tutto per poter tornare da Tecla.
Franz: “Tecla, mia moglie ha venduto su eBay il libro di Elisabetta. Che ne dici di vendermene un altro?”
Tecla: “Franz, scappiamo insieme su un isola lontana, per sempre”
Elisabetta: “Scusate, stavo passando di qui. Vuoi che ti autografi anche questo?”
 
Inoltre ho proficui progetti alcoolici con Mr. Barone, volti ad apprendere ancor più a fondo le nozioni base per scrivere un diario di memorie a 28 anni.
Poi vorrei fare quello che faccio da un sacco di tempo: scrivere. Come blogger, come giovane, come milanese, come scrittore, come poeta, come innamorato, come rabbioso pazzoide. Come cazzo vi pare. Ma scrivere, forse come terapia, forse come unica fantasia, forse come arma. Scrivere ancora. Perché prima o poi devo finirlo il mio primo racconto di due paginette.
 
Grazie per le parole.  
(disclaimer: avendo lasciato la macchina fotografica nella moto, ho pubblicato una delle immagini più significative recuperata da un vecchio database di quando pedinavo una tipa. Inoltre ho dimenticato i nomi importanti, per questo fingo di non citarli volutamente, e ho chiamato Federico Maggioretti Federico Maiorana. Avanti di questo passo e il geriatrico è indispensabile)

7 pensieri su “La misteriosa apparizione della Kultura

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