il più grande day after

Dopo la splendida letterina del Presidente, e un paio di giorni di incredibili abbuffate, posso dire di essere sopravvissuto al più doloroso dei day after. Con un bottino di regali che va via via affievolendosi con il corso degli anni, e una resistenza all’arrosto con mostarda che diminuisce natale dopo natale, ogni 27 dicembre mi sento sempre più vecchio e frustrato. Sebbene avessi trovato una comoda via di fuga alla malinconica depressione pre natalizia grazie allo splendido turno in ambulanza la notte del 24, quest’anno come lo scorso sono rimasto in balia degli eventi. Provenendo da una famiglia assolutamente e profondamente cattolica, mi sono fatto la vigilia davanti a RAI1, in una casa deserta per via della fuga (della messa) di mezzanotte, preparandomi ad un 25 scoppiettante. Forse ne parlo per via del doloroso trauma che mi colpisce dalla seconda media in poi, ovvero da quando hanno iniziato a farmi regali da "ometto". Fastidiosissimi portafogli, gilet e camicie, cravatte e spericolati manuali su, nell’ordine, "Università, come scegliere", "Università, perchè non abbandonare", "Lavoro, come trovarlo", "Questa casa non è un albergo" (con CD di M.Pezzali incluso e sorelle che canticchiano soddisfatte il motivetto), "Vendere, il lavoro più vecchio del mondo dopo la puttana", "Vendere e prostituirsi, la stessa cosa", "Venditori, come tenere giù la pancetta". Eppure mi sarebbe bastato fare come El Presidente, sincero e schietto, e scrivere a B.Natale la mia personale lista… Anche perchè siamo rimasti con parecchie cose in sospeso, primo fra tutti He-Man con l’armatura nuova e diversi Exogini che mi mancano. Ma non è trascurabile nemmeno il fatto che io abbia chiesto la caserma dei pompieri delle MicroMachines e che essa non sia ancora pervenuta. Per quest’anno mi accontento del favoloso Shampoo anticaduta e dei simpaticissimi pantaloni-antivento da moto da competizione, pensati per la mia vespa che non supera i 70. Ma l’anno prossimo sarò solerte… anzi, visto che manca ancora la Befana…

 

“Cazzo” vuoi?!
 
Caro Babbo Natale,
negli ultimi anni ti ho visto molto impegnato in situazioni che non facevo tue: sdraiato in spiagge esotiche, a bere birra e superando ogni limite quest’anno persino guidare un camion! Ma non è che poco poco la il piccolo schermo ti ha fatto montare un pochino la testa? Sarà…ma lo sai che io non sono cambiato per niente dopo essere stato in TV? Eppure il mio è stato un programma da prima serata, qualcosa di imperdibile, non qualche reclame invernale di questo o quel marchio.
Comunque non è per questo che ti scrivo; a dire il vero sono anche tanti anni che non lo faccio più, ma questa volta ci tenevo tanto, forse perché i miei amici non credono più in te ed io, che invece di fede ne ho da vendere, volevo farti qualche richiesta anche per loro.
Inizio con il Mona; bene, quando arriverai in quelle stradine tutte uguali in zona forlanini non disperare…riconoscerai il mio amico dal suo lungo impermeabile ai cui fianchi sono incollati i suoi agenti speciali. Lottano contro non so che cosa, ma secondo me lo fanno davvero bene visto che tutte le volte che arrivano a fine serata l’Ispettore è agitato come una lattina di Red-Bull su un tapis-roulant e lo vedo prolungarsi in lunghi discorsi alla pattuglia che tronfia si pavoneggia nel locale. Ecco, a lui vorrei tu portassi una vera auto, qualcosa tipo Starschi e Ach, che ce lo vedo troppo bene lì sopra, tanto più che la sua vettura attuale non si capisce bene come sia potuta costare tutti quegli euri, visto che tra l’altro il sedile davanti non va neanche giù!
Per Ale e la Fede ti richiedo un regalo di coppia; ultimamente li ho visti privi del solito smalto e credo sia a causa di una cospicua perdita di capelli provocata da qualche sindrome lavoartiva che li priva del passatempo preferito (…e non solo da loro) ovvero di tirarseli davanti a tutti nelle occasioni che contano. Pertanto se potessi fargli fare due belle extension risolveremmo un bel dramma.
Il mio amico Ricky invece è davvero bravo a suonare le percussioni, ma ironia della sorte: non suona in nessun complesso sebbene non ne abbia pochi…AH AH! Cosa ne diresti se lo spedissimo a San Patrignano dove so esserci qualche buon musicista ed in più unendo l’utile al dilettevole magari il ragazzo abbandona la strada delle tentazioni e si inizia a drogare! Hai mai sentito un buon musicista, cantante o artista che non faccia uso di sostanze?
Caso a parte è Lo Ignorante. Pochi giorni fa’ ci ho passato tre giorni insieme e ancora non ho capito bene come mai il sesso femminile non gli interessi…proprio no…comunque quello che ho capito è che non conosce molto bene il funzionamento dell’imbuto. Se ce lo porti con qualche goccia d’olio, magari trova qualcuno che glielo spiega, sai mai che una volta introdotto…il ragazzo faccia outing! Tanto a noi che già lo sappiamo ci va bene così com’è!!
Ti faccio ora altre piccole richieste: numero 1 surf (vedi tu se short long o quantaltro) per Egofix che se no mi resta a piedi come a Max Biaggi e poi mi dice che vinco solo perché lui non ce l’ha; un parrucchiere per aiutare la Fulvietta a ritrovare un mazzo di chiavi che se no è un cazzo di casino; per la Simo un maestro di spinning che profumi, ci provi, sia intelligente, romantico, brizzolato, sulla quarantina, con famiglia ma singol, che ce l’abbia lungo ma non faccia male e che faccia male ma solo se richiesto; infine per me e Franz un incredibile anno di mareggiate…ma all’idroscalo…che quando ci vengono J.Conti e soci almeno per una volta i local siamo noi…e col cazzo che li facciamo entrare in acqua!…che non si può?? O’ tu sei Babbo Natale…mica cazzi!
Ringraziandoti anticipatamente, ti porgo i miei
DISTINTI SALUTI
El Presidente
 
PS Fammi ricevere anche qualche sms in più di THE CLUB…che anche se i miei amici mi dicono che sono sfigato, quelle ci stanno!! Forse!?
 

Oh happy days (con la esse)

Sarò breve in tutto, in modo da potervi dare tutte le mie emozioni di un week end. Purtroppo sul concerto gospel c’è poco da dire. Prezzo proibitivo, chiesa surgelata, acustica impossibile, repertorio sconosciuto. Ma tutto questo non mi interessava. Volevo sputtanare Ricky. Lo desideravo. E non ce l’ho fatta. Purtroppo il giovane Elegante è anche un ottimo percussionista. Se non fosse per le smorfie jazz sembrava fatto apposta. Bravo è bravo. Questo mi costa dirlo, ma come sapete sono oggettivo. E’ oggettivamente un pirla, ma è anche oggettivamente un musicista. Stupenda performance dell’Ispettore Monazzo sul fondo della chiesa che balla stile anni settanta e deliziosa performance di Giulia, che si scassa il cazzo e fugge. Sulla cena di Natale sarò ancora più breve. Organizzata nella profonda provincia per venire incontro alle esigenze di Rena, vede una grande partecipazione. Tutti, o quasi, ma senza Rena. Prestigiosa ricomparsa di Krine, che per l’occasione natalizia si veste da pastorello. Deliziosa performance dell’Ambasciatore, pettinato da manager hippy anni 80, appena uscito da un film con Gerri Calà. Sorprendente ritorno dalle noste parti del Lopa, che prova in diversi momenti la socializzazione con il Teo ( che lo guarda stupito del fatto che gli elfi non esistano solo nelle favole). Bella prestazione di gruppo con una sottolineatura dovuta: nessuno aveva invitato Lo Ignorante, che purtroppo è venuto. Terzo ed ultimo argomento: oggi è una data nefanda: il genetliaco del Presidente, che ebbe i natali in un fosco 19 dicembre di 26 anni fa. Non essendo per nulla permaloso, vi ricordo di mandargli un sms con gli auguri ( ciao Kri, auguri troppo per il tuo comple!, in linguaggio inbox così capisce). Nello stesso giorno sono nati anche: ? . Beh, insomma, basta lui.

xmas party di venerdì: piacevole news introdotta da quel genio di Pesce (Fede)… non si può anticipare nulla, ma cambierà la serata. Per tutte le donne offese dal maschilismo del tanga party è in arrivo la Fish competition. Da non perdere. Consiglio caldamente a tutti gli uomini di tenersi atletici e di sfruttare la settimana per prepararsi adeguatamente. Per chi non fosse ancora convinto c’è il messaggio tra parentesi ( non essendo una chiamata alle armi, e non essendo obbligato a venire, puoi anche stare a casa. Se poi ti perdi la Fish Competition non sono cazzi nostri). Invitate todo mundo ( troppo beleza?). Ma soprattutto invitate tutti quelli che vi stanno sul cazzo. Essendo una festa di natale, siate più buoni. Quello stronzo del vostro collega, quella puttana della vicina, quel deficente del tabaccaio, quella sciampista della scrivania davanti.  ( e quel coglione che vi ha ciulato la ragazza alle medie)

A natale siamo tutti più buoni, con la Fish Competition anche più Boni!

Un semplice dettaglio

"Troppe occasioni passano, e io sto qui a leggerne la targa"

Panta Rei, oltre che un imperdibile libro di De Crescenzo (mai letto), è un’ottimo deterrente-mantra per evitare che la vita mi sorpassi. Con il "tutto scorre"  agevolo spesso qualche personale defaiance, e giustifico i momenti di stanca. Fossimo barche a vela, assomiglierei a una goletta. Si, sono abituato a cercarmi il vento, ma sono anche pronto a remare sottocosta. Con il mio legno ho retto a tempeste in cui sono affogati equipaggi messi molto meglio, e vengo sorpassato da sfavillanti yacht. Tutto questo riflettere di oggi è stato piacevolmente stimolato da una serie di eventi che concatenandosi hanno generato quello che comunemente si può dire "un momento introspettivo".  E’ una specie di ricetta, i cui ingredienti possono essere sempre nuovi. Nell’occasione di ieri sera, una notevole lettura di un racconto scritto da un amico, insieme alla voce piacevole della Signora che mi raccontava di piccole cose, seduti su un letto. Una ricetta ha una delle chiavi del suo successo nella genuinità degli ingredienti, ma anche nel forno in cui viene cotta. Insomma, un momento così in coda in tangenziale avrebbe perso di consistenza, non lievitando per colpa del furgoncino dietro che suona e abbaglia. Ma la fortunata concatenazione di eventi ha avuto la sua perfetta cottura con una canzone esplosa dal pc. Quella canzone che tutta la vita mi ricorderà quella festa, una decina di anni fa, in cui per tre ore (ininterrotte) ho limonato con quella che credevo essere la donna della mia vita, pigiandola contro un calorifero del salotto. Ricordo perfettamente il bruciore ai bordi della bocca, memoria fisica, e le sensazioni dentro, memoria sensoriale.  Ho una memoria del tutto particolare, rosicata, forse, dall’alcool e incasinata dal disordine. Ricordo perfettamente il sapore dello sciroppo che ho preso per un anno quando avevo meno di quattro anni. Ricordo il Papa in Piazza V Giornate, e ricordo la sensazione al tatto della prima tetta che ho toccato. Ricordo il freddo della sabbia sulla schiena nella notte della mia prima volta. Ricordo l’ultimo giorno di scuola e il primo giorno di lavoro per pagarmi le vacanze. Ricordo perfettamente la voce di mia madre, e a volte mi sembra di sentirla nella tromba delle scale, ma a quanto pare ne ho dimenticato i consigli. Ricordo tutto, dolore e amore, con un sistema tutto mio. E penso che ci siano periodi per vivere, in cui si naviga con un piacevole vento favorevole o con una burrasca. Periodi in cui tutta la tua attenzione è concentrata sulla goletta, per andare avanti. E ci sono periodi in cui, per una serie di coincidenze e fatti, inevitabilmente ci si ritrovi a guardare indietro. Serve sempre guardarsi dietro, per ricordare quello che sembrava dimenticato. Come quando ritrovi una lettera della tua ex ex ex fidanzata, e ti ricordi di colpo di quel pomeriggio. O come quando di colpo ti salta in mente di quella volta che tuo padre ti aveva detto di no e tu… Così, per un racconto e una chiaccherata, cotti a puntino da una canzone, mi sono ricordato perfettamente di come mi sono immaginato. Insomma mi è venuto in mente cosa pensavo a 19-21-22-24 anni di me a 26, cioè oggi. Prevedibile che la mia idea a 19 anni sia davvero lontana dalla realtà. Ma la cosa sorprendente è che a 25 avevo tutta un’altra idea dei 26. Non lontanissima, ma quasi.  E in tutto questo navigare, impegnati a tenere la goletta a galla, è anche piacevole trovarsi a sorridere da soli per una canzone condita con un racconto e due chiacchere. Questo post non ha una morale. Non c’è un senso. Credo fosse Cartesio a dire che leggere è come conversare con il lato migliore degli uomini. Leggendo ho trovato un pezzo bello, chiaccherando anche.  In chiusura uso un trucchetto per riportare il tutto alla realtà, mischiando un ricordo con domani sera e servendovelo condito di particolari. La festa Beleza non è una festa Beleza, ma una festa Bud (quelli della birra). Per entrare bisogna registrarsi sul sito. C’è il link sul sito Beleza. Se non vi registrate non entrate. E il ricordo? Ah si. Oggi, ancora cullato dalla canzone, sfruttando la pausa pranzo, vado sul sito Beleza per curiosare. Trovo il link al sito della Bud. Mi registro. Poi curioso tra i riders del team Bud. Nicola Bresciani, amico di Simonetta, campione di Short, toscanaccio che fatica a mettere quattro parole in fila, ma con gli addominali disegnati da Ken Shiro. Poi c’è Federico La Croce. Aspetta, ma, si , ma dai, si si. Federico La Croce, mio compagno di banco, amico da due telefonate ogni pomeriggio, inseparabile socio della: prima canna, prima scopata, prima birra, prima sospensione etc etc. Fa il windsurfista di professione (addirittura il primo in Italia). Beh, com’è strana la vita. E i particolari piccanti? Ah si. In un giugno in cui io limonavo duro e provavo in tutti i modi la palpata di tette, lui mi arriva, di ritorno da scuola, con una domanda: ma tu hai mai usato un goldone? La risposta l’hanno data i miei occhi. Ci si ferma in farmacia, si prende di petto la situazione e si compra la scatola "Settebello Senso". Si corre a casa e si apre. Sei bustine tipo Aspirina Effervescente, un soggiorno, e due coglioni che guardano il tutto come se fosse il Graal. Dopodichè si apre il primo, lo si tocca, lo si guarda. Scivoloso, con quell’odore merdoso, bianco, lungo. Lo si tira, lo si allarga, lo si piega. Dopodichè lui, il surfista di professione, ha il colpo di genio. Prende una bottiglia di Coca da 2 litri, la mette sul tavolo e con fare da sacerdote nel tempio apre un altro preservativo. Delicatamente lo mette sulla bottiglia, fino a metà. Rimaniamo tutti e due estasiati di fronte alla scultura, in silenzio, con la complicità di chi ha capito buona parte del mondo.  Fine. (per dovere di cronaca, a lui i goldoni sono serviti la sera stessa, a me dopo due anni. E inoltre, ubriaco marcio, ho bevuto dalla bottiglia di Coca spensieratamente). Forse una morale a questo post c’è….

Scaricando la nostra locandina e presentandola al Globe riceverete un omaggio della ditta. E ricordatevi di non bere mai dal posto dove avete messo il goldone. E che gli amici sono davvero la cosa più preziosa…

Secondo Me (primo tu!)

 Post prevalentemente organizzativo, un concentrato di date per il natale. Primo: cena sociale del Bradipo domenica sera, agriturismo in località misteriosa, intorno alle 21. Fate sapere alla Signora della vostra presenza (riservato ai soci). Secondo: venerdì sera mi giungono voci su una festa Beleza. Visionare la concorrenza è sempre consigliabile. Obbligatoria la presenza degli invidiosi.  Verificate voi qui.  Contorno: sabato sera, prima che mi dimentichi, il nostro Sportivo ed Elegante Ricky suona. Quale migliore occasione per deriderlo e rovinare tutte le sue amicizie! Trattasi di concerto gospel, in Santa Maria Del Carmine, ore 20.45, ingresso 15 €. Tassativo portare trombe da stadio. Dulcis in fundo: l’immagine è la locandina provvisioria del secondo episodio Starsfucker Attack.  Cambia la location ( spettacolare terrazza panoramica sul centro), cambia lievemente la formula, ma la sostanza rimane. Insomma qualche ritocco e si riparte.

fine del noioso post organizzativo.

STARSFUCKER XMAS PARTY VENERDì 23 DICEMBRE ORE 22.30- GLOBE, PIAZZA V GIORNATE 1 MILANONON E’ NATALE SE NON VIENI!

Mari mossi e venti fermi

Non mi vergogno di dire che l’ho fatto nella speranza di essere fotografato con lui: ho passato il week end con una star della televisione. Certe occasioni vanno cavalcate e non so voi ma a me non capita tutti i giorni di avere un amico che ha sfondato. Immagino voi siate interessati a tutti i segreti di una vita da star. Purtroppo ho fatto promessa di non rivelare alcuni particolari. Su una cosa voglio rassicurarvi: Il Presidente è ancora un ragazzo come tanti. La fama e il successo non lo hanno cambiato. Su un altra cosa vorrei rassicurarvi: Lo Ignorante mente quando dice di avere la casa a San Remo. Se verrete broccolate da lui con un invito galante al mare sappiate che abita a Riva Ligure (la Sesto San Giovanni di Ponente). Con lo Ignorante abbiamo trovato Giulia, che non ha saputo resistere al fascino di una Star della Televisione. Abbiamo inoltre scoperto grazie a Andre  che una delle pizze più buone d’Italia si mangia ad Imperia. Inoltre ho finalmente compreso che a confronto con Imperia e Savona, Buccinasco sembra Las Vegas. E poi il mare. Si, il mare. Una specie di droga, qualcosa che entra sottopelle (e sotto la muta). Nelle nostre esplorazioni surfistiche ( che fa più figo chiamare surf trip…) abbiamo toccato tutti gli spot più famosi della costa di ponente, pur di battezzare nel modo migliore le nuove tavole (La Signora Potter e Il Presidente). In serata San Remo ci accoglie pronta a celebrare degnamente una stella del tubo catodico. Scopro quindi che basta essere forestieri, benvestiti e con il capello un po’ lungo per far credere ad una qualsiasi cameriera di essere "Gigi di Campioni", "Mario di Amici". E’ bello essere serviti e riveriti come delle vere bombe dell’etere. Ormai sono entrato nel tunnel. E ho deciso di cambiare. Da oggi vado al lavoro con la maglietta di Dimensione Danza. Speriamo che serva, nel frattempo vado che devo mandare due sms in diretta a inbox ( cristian mi manki. 6 1 amico. speriamo che dobbiamo andare ancora al mare insieme ke mi sono divertito. fraxxx79)

Meditate gente, meditate!

 

Ci vorranno diversi giorni di riflessione per smaltire quello che ho visto ieri sera. Ci vorranno parecchie cose belle, sensazioni piacevoli, esperienze costruttive, per cancellare dalla mia mente le orrende immagini di un uomo distrutto. Posto che: 1) la trasmissione è davvero inguardabile, 2) le ragazze erano davvero inguardabili, 3) lui era davvero inguardabile, smaltirò il tutto in diversi giorni di ritiro spirituale. Per una dettagliata recensione ci si vede fra qualche giorno. Per chi si fosse perso la figura di merda via etere del Presidente è possibile prenotare una copia scrivendo nei commenti. Intanto io scappo al mare, forse mi servirà.

La mia terapia: spalmare lentamente, con cerchi concentrici nella zona centrale, la paraffina sulla tavola. Accarezzare le pinne controllando l’aderenza. Richiudere la tavola nella sacca. Riporre il tutto nella macchina. Far viaggiare a velocità moderata per un paio d’ore, direzione confine italo francese. Scendere dalla macchina e controllare lo stato del mare. Indossare muta, sottomuta, calzari, guanti, coppola. Inserire la segreteria telefonica mentale per tutti i messaggi di allarme che il cervello passa sul freddo. Entrare in acqua e battezzare la tavola. Uscire dall’acqua in due ore, non di più. Lasciar riposare tavola e mente per una serata con lo Ignorante a San Remo, e riproporre il giorno seguente con le stesse modalità. (andiamo al mare!)

On the road

Molto più di quanto possiate immaginare. Questa volta El Presidente supera se stesso. Credevamo di avere visto tutto con Marisa Collection, ma MERCOLEDI’ 7 DICEMBRE ore 21.00 SU ALLMUSIC, potremmo ricrederci. Per l’occasione è stata allestita una tendopoli presso Casa Monazzo, con appuntamento ore 20.30 per spaghettata preparatoria. (considerando le doti culinarie di Mona consiglio caldamente una pizza). E poi via con le pernacchie. Perchè? Perchè???? Ah, semplice: El Presidente sarà protagonista di una puntata intera di INBOX On The Road, pessima imitazione di un gioco anni ottanta stile columbro. Sicchè El Presidente sarà portato a scegliere tra tre possibili amori. Tutte faranno per lui qualcosa per rendersi speciali. Una volta scelta, sarà lei a decidere se portare lui in un favoloso last-minute a Venezia (morti di fame). Volete sapere come va a finire? Appuntamento presso Casa Monazzo (Il Commissariato) ore 20.30 mercoledì. Tante volte le cose più divertenti passano inosservate….

Non sai dove sia Casa Monazzo? Non sei stato invitato? Hai problemi per arrivare alla cena di compleanno della Vale? Ti senti depresso e stanco? Sei ingrassata? E’ colpa di Ricky! Offendilo nei commenti… ti libererà dal peso…!

Le Imperdibili edizione week end

Precisazione necessaria a riguardo di questo post che entra nella categoria Le Imperdibili grazie a diversi fattori. Quello che è narrato è tutto vero. Che voi ci crediate o meno.

Primo tempo: Bella Mia ti porto al Cine ( errori che condizionano un’esistenza)

Sabato di dicembre. Milano è reduce da una romanticissima nevicata. I risultati sono riassunti in muretti di ghiaccio sporco ai bordi delle strade. Mentre il resto della famiglia è impegnato in diverse attività ( con il terzetto Ignorante-Presidente-Elegante impegnati in un insidioso scontro Italia Norvegia alla Trattoria Toscana e gli altri rintanati sotto i piumoni), propongo alla mia Signora un ritorno ai tempi del liceo. E sia ben chiaro: facciamo le cose in grande. Un tutto compreso. Panino-cinema-limonata ed eventuale petting. Un vero e proprio amarcord dei 17. Corso Vittorio Emanuele ci accontenta. L’atmosfera è natalizia, la Rinascente in grande spolvero, il Duomo romantico. Tutto è amore, compreso il freddo pungente che ci fa stare vicini vicini. Passiamo dal cinema a prendere i biglietti, per garantirci i posti migliori. Obbiettivo Burger King. L’idea mi sollazza. Appena entrato scopro che sollazza anche altri 700 cristiani.  Mission Impossible. Deviamo sul sempreverde Zio Mac, dove mi accorgo dell’esistenza di un menù giapponese. Mi sento multietnico, global e pieno di amore per il mondo. Il panino è immangiabile, con un retrogusto di alghe di Cattolica. Le patatine jap sono delle sfoglie di patate immerse nell’olio e coperte di sale, caldamente consigliate dai nutrizionisti. Ma non c’è tempo per brontolare. E’ già ora di cinema. Il film lo ho scelto io. Per tutta una serie di motivi di cui preferirei non parlare visto il risultato. Se avessi nella vita lo stesso fiuto che ho per i film, farei lo scaricatore di merda. Ad ogni buon conto il film è Mr. & Mrs Smith. La sala è stracolma. Le poltroncine comode come i sedili delle Ferrovie Nord, e la pubblicità all’inizio piacevole come i ritardi del Milano-Abbiategrasso. Chi volesse evitarsi la tortura può evidenziare le righe tra parentesi. Per tutti gli altri si passa in fondo. ( la storia è semplice: Pitt e la Jolie sono una coppia in crisi di letto. Di mestiere fanno i killer, uno all’insaputa dell’altra. Il fatto che siano in crisi di letto provoca diversi commenti tra il pubblico di ambo i sessi, che si sostituirebbe volentieri all’uno o all’altra. Ah già, il pubblico… grande partecipazione con ovazioni e urla, risate e commenti per ogni scena. Gli unici due che sono usciti in disappunto eravamo io e La Signora. E certe cose fanno riflettere… Morale: tutto scorre liscio finchè i due non si devono uccidere a vicenda. La cosa scatena una tonnellata di effettoni e sparatorie senza risparmio, e ovviamente riaccende la passione. La coppia riscopre il sesso in un amplesso di tutto rispetto. L’unica pecca è che Angelina Jolie è rimasta un po’ troppo a Tomb Rider. E ha una varietà di espressioni facciali degna di un ferro da stiro. Inoltre in magliettina è un pezzo da novanta. Nuda così così – unico caso al mondo-. Il gran finale è degno di Fast & Furious e Matrix. Se siete amanti del genere correte a vederlo. E in contemporanea uscite da questo sito immediatamente. festival dello scontato, urticante, nauseabondo e anche un pochino noiosetto). Esco dal cinema con un lieve senso di nausea, dovuto forse al mac-mattone che mi si è parcheggiato sopra l’esofago. Ma non c’è spazio per il mal di pancia. Subito a letto, pronti per l’epica domenica.

Secondo Tempo: Il mercatino dell’artigianato di Vimercate ( Io, Lei e L’Orso della Golia Bianca)

Domenica, ore sei. Sveglia che mi peserà per tutta la settimana. Ma ne vale la pena. Il primo mercatino della Signora. Il battesimo commerciale per le sue creazioni. Arriviamo a Vimercate che è ancora buio. Per chi non fosse di Milano, Vimercate è uno dei 35 paesi della bretella nord di Milano, detta Brianza, culla di ricchezza e produttività. Cenate, Rubate, Vendete, Capriate, Losmate, Surbiate etc etc. Al nostro arrivo il piazzale è già brulicante di formichine operose. Grazie alla mia consolidata abilità manuale e alle mie letture ( Manuale delle Giovani Marmotte), montare il gazebo è un giochetto che ci prende un’ ora buona. Il sole fa capolino a salutare il nostro stand, luminoso e colorato. Nella mattinata si assiste ad un singolare spettacolo pirandelliano: gli unici visitatori del mercatino sono gli espositori stessi. Tutti amici, tutti sorpresi e contenti, tutti curiosi. (tutti si allontanano dagli stand altrui con commenti tipo: "che roba di merda" e "lo facevo meglio io con le mani legate"). Vista l’inerzia decido di socializzare con il vicinato. Alla nostra destra simpatica ragazza che propone degli ovali dipinti a mano personalizzabili con il proprio nome. Ideali per porte e portoni, dice lei. Perfetti come poggiapiedi, dico io. Alla nostra sinistra La Fabbrica Del Tutto Fatto A Mano. Coppia, madre-figlia, 60-30 anni, con banchetto ultraorganizzato, luci focali, riscaldamento, teloni per pioggia, e centinaia di prodotti di tutti i generi, rigorosamente fatti da loro. Mi stanno sul cazzo ancora prima di parlarci, ma superano le aspettative quando scopro che la figlia è una rispettatissima scrittrice di libri tipo: "Magie all’uncinetto" e "I segreti del brocantage". Per evitare l’omicidio mi concentro sulle mie falangi senza sensibilità. Nonostante l’affluenza, noi non molliamo nemmeno quando l’orso bianco della Golia Bianca scappa per il troppo freddo. La Botta finale ce la da una pioggerellina ghiacciata alle ore 15. A consolarci il consistente incasso: otto euro.

Morale del Film: molto meglio morire di freddo tentando di vendere alle sciurotte brianzole che vedere la Jolie recitare.

Pubblicità: martedi sera compleanno Vale (fidanzata di renato). Cena galà, sommelier, cravatta nera (in pratica ci si spacca). RSPV to Franz.

Pubblicità 2: da sabato è attivo il forum. Se non avete idea di cosa sia provate a cliccare sul banner a sinistra. (se vi consola, non lo so usare nemmeno io).

per Le Imperdibili da Milano è tutto, Franz Naso di Ghiaccio.

Scegliamo di comunicare o di apparire?

È forse una società autistica la nostra? È una domanda ricorrente nei miei pensieri in questi ultimi tempi a cui vorrei dare una risposta.

Naturalmente rispondere significa per me spiegare e descrivere, ma anche essere convinto che sia un problema che può interessare molti di noi, poiché non è ininfluente capire esattamente qual è la qualità dei rapporti umani nelle nostre società.

L’autismo è quel disturbo, frequente nella schizofrenia, caratterizzato dalla perdita di interesse per il mondo esterno, con una forte chiusura in sé stessi e, talvolta, anche con una produzione cospicua di fantasie, allucinazioni, deliri.

Quindi sembra contraddittorio attribuirlo ad una società, ad un gruppo, ad un insieme, ad una entità non individuale.

Ma in questo caso penso proprio che sia una definizione corretta e cercherò di spiegarmi meglio. Il comportamento autistico, uscendo dall’uso e dall’abuso culturale della psicologia e della psichiatria, può apparire come una risposta automatica di resistenza all’intromissione massiccia e soffocante dell’insieme sul e nel singolo.

Quando ci sentiamo oppressi nella nostra esistenza, invasi nella nostra intimità, occupati nello spazio e nel tempo, tutti (molti) diventano autistici.

Voglio anzi sostenere che questo atteggiamento di ribellione viscerale alla limitazione stressante della propria individualità è indispensabile per sostenere e garantire lo spazio autonomo di ognuno di noi.

Ma, nella sua accezione patologica, l’autismo è un ripiegamento implosivo, un ostentato e quasi masochistico rifiuto di stare con gli altri, o meglio, di riconoscere gli altri. In ogni caso l’autismo, quando non è imposto dalle allucinazioni e dai deliri di un mondo di relazioni drogate e autoritarie, può essere il tentativo di resistere e di rispondere, cercando in sé stessi la via di fuga alle soffocanti maglie del dominio.

Eccesso di comunicazione

Ma quando questa incomunicabilità esistenziale ed essenziale si estende ad un gruppo sociale, ad un’intera società, diventa un fenomeno molto, molto preoccupante.

La mia preoccupazione, si badi bene, non è quella dello psicologo asettico che descrive i fenomeni, ma quella piuttosto di chi sente addosso questa realtà di isolamento e di sofferenza. Una delle poche certezze che ho conservato nel tempo è quella della naturale socialità degli esseri umani, del bisogno vitale di stare insieme all’altro, non solo per la sopravvivenza ma soprattutto perché non è possibile alcuna libertà, nessuna autonomia, senza anche quella di chi ti è prossimo; anzi, oggi più che mai, abbiamo capito tutti che le condizioni di coloro che pure ci sono lontani (geograficamente e culturalmente) sono determinanti per definire le nostre. Allora la riflessione, quando si ha la percezione che la società nella quale si vive, e questa nel suo rapporto con altre più lontane, sia in una fase di acuta e drammatica implosione, diventa drammatica e significativa per ognuno di noi. Ma come, potreste obiettare, nella società fondata sulla comunicazione, dove tutto, ma proprio tutto, è soggetto alle regole della comunicazione, dove il trionfo di tutto ciò che è hi-tech è finalizzato a mettere in relazione comunicativa gli individui, dove la ricerca scientifica è un business mediatico prima che sostanziale, dove il terrorismo di stato o fondamentalista cura, in maniera ossessiva e perfezionista, all’estremo, proprio e soprattutto il comunicare, dove molti seguaci dell’alternativismo e dello scontro politico cercano ossessivamente l’apparenza e la visibilità che diventa poi il vero scopo e il vero obiettivo (in mancanza evidentemente di più sostanziali idee), dove abbiamo appena celebrato la potenza comunicativa delle varie religioni, dove ogni cosa, ogni respiro, ogni esistenza trovano il loro senso nell’essere comunicate e raccontate (pensate a chi ormai si esibisce in TV anche quando sta al cesso, in isole più o meno famose), dove tutto insomma è apparenza condivisa e sostenuta, in questa società noi potremmo descrivere l’autismo sociale? Penso proprio di sì, penso anzi che questo eccesso di comunicazione drogata, questo bisogno sfrenato di mettere a conoscenza di tutti ogni pensiero, ogni sentimento, ogni azione, ogni fremito individuale, dimostri drammaticamente che non esiste alcuna comunicazione vera, che la solitudine forzata, il ripiegamento su sé stessi, costituisce la realtà.

Signori, tutto ciò potrebbe anche essere un bene se fosse una libera scelta, consapevole, di ritirarsi e di resistere all’invasione barbarica della società di massa, ma solo pochi sono consapevoli di ciò che stiamo vivendo, troppo pochi sono in grado di sviluppare comportamenti alternativi, sani, semplici, immediati, liberi, autonomi.

 Confini inviolabili

Per la maggioranza di noi, esseri umani mai così piccini e limitati come oggi, apparire in questa orgia mediatica e comunicativa, diventa uno dei nuovi bisogni indotti, una delle ragioni di autostima e di autoconsiderazione. La comunicazione, così connaturata all’essere umano, è in questo mondo completamente saltata, non c’è più, non esiste.  Possiamo trovare tutto ciò che ho schematicamente descritto prima, ma la comunicazione vera non alberga più nelle relazioni umane.

Basta stare in macchina ad un semaforo, ascoltare i commenti in una fila davanti ad un ufficio qualsiasi, aspettare il proprio turno alla cassa di un supermercato, osservare degli adolescenti (ma non solo) quando si misurano con una play station o quando sono in un qualsiasi ritrovo, per capire che quello che sto sostenendo è più di un pensiero, ma è, piuttosto, una disarmante realtà.

Allora l’autismo non ci apparirà più come una patologia individuale, non ci preoccuperà più in quanto reazione personale esasperata tendente al ripiegamento estremo in sé stessi, ma si paleserà come una caratteristica fondante di questa società di massa.

La via d’uscita è innanzitutto una presa di coscienza individuale, un lavoro faticoso e continuo in noi stessi, un rifiuto di queste logiche dell’apparenza e della comunicazione totalizzante e forzata. Ma non basta!!

La potenza suadente della comunicazione mediatica e delle sue logiche è veramente forte, invasiva, ammagliante, subdola.

La cosa più difficile e anche più utile è quella di tracciare sistematicamente dei limiti del proprio essere nei confronti delle cose e degli altri, non rifiutare queste cose o questi esseri umani. Sono tutto ciò che garantisce anche a noi una esistenza degna di essere vissuta. Ma tracciare il limite oltre il quale non andare, segnare i confini inviolabili della propria dignità, libertà, autonomia, è indispensabile, oggi più che mai. È difficile, tremendamente difficile e faticoso.

Ma è l’unica cosa concreta, sistematica, quotidiana, che possiamo fare per garantire ai nostri sogni di essere ancora appetibili per i nostri figli. Comunicare è essenziale per la nostra vita, esprimere noi stessi, ciò che siamo veramente, è il senso forse più vero di un progetto di società che esploda ogni giorno in una nuova, libera, significante, comunità nella quale, ancora una volta, ricordiamolo, ciò che esalta l’individuo e lo rende degno di considerarsi tale, è il riconoscersi nell’altro senza vergognarsi di appartenere al genere umano.

Scusate lo sfogo…ma soprattutto….di avervi annoiato!!