Super Pippo

 

Si vive una sola volta. E qualcuno nemmeno una.

woody allen

Parte I

A volte mi piace guardare le cose attraverso i suoi capelli.  Che è la metafora fotografica di qualcosa di più: a volte mi piace guardare le cose come le guarda lei, con i suoi occhi. A volte mi piace guardare le cose riparandomi dietro il bello, dentro una culla di serenità, protetto. Ho ventisei anni, normo dotato, ho diritto di voto, uno stipendio, una macchina per viaggiare, parecchi amici, un cuore abbastanza forte e dei valori. Dicono che dovrei essere grato di questo. Anche se, ringraziando dio per il mio normo fisico, il resto me lo gioco tutti i giorni. Per questo è bello per me fermarmi e guardare fuori con i suoi occhi. Per questo lei è un colore, qualcosa di simile a un colore di fondo. Semplicemente. Ci sono sere in cui ho solo voglia di un paio di amici, di chiacchere e sorrisi. Dietro mi lascio poche cose, consumo le possibilità come legna. Faccio bruciare tutto. Cerco di farlo. Non mi nascondo dietro ai dubbi di un qualsiasi ragazzo, e come tutti a volte evito le domande troppo grosse. Mi siedo a pensare spesso. Perchè serve. Come un buon libro. Ho grandi progetti per me, speranza da vendere. Tutto sembra bene. Ho pensato, penso, e penso che penserò spesso ai valori. Ne discuto, mi si gonfiano le vene del collo. Qualcosa di assoluto, un codice morale, un modello di condotta. Qualcosa di simile al "benpensare". Ho anche imparato che sono proprio i valori a non cambiare mai. La sete di discutere impazzisce davanti a argomenti del genere, ultimo sorso.

Parte II

Pippo, la scopa magica. Pulisce in tutti gli angoli della casa. La casa delle libertà, con quel "tutti assolti" del processo All Iberian, ha usato al massimo la legge "pippo" per scopare via ogni dubbio. Tutti assolti, una minaccia più che una sentenza. Super Pippo, l’eroe a fumetti in calzamaglia, non potrebbe mai salvare le nostre orecchie dal tormentone scandalistico sul jet set che pippa. E Super Pippo non lo farà. Nemmeno Pippo, il campione, l’eroe della simulazione in area, si escluda che pippi. Nel bene o nel male. Pippo, resta comunque uno stile di vita. E poi, lo dico io che mi faccio quattro cuba in una sera, non è un problema di salute. Pippero, futuro senza accento, canzone macabra di una puttana che muore in un salotto bene. Bene, nel senso che pieno di soldi. Perchè il salotto bene è quello di casa mia. E nel salotto di casa mia non si discute nemmeno: è un problema di valori. Che, almeno quelli, non si cambiano con una sentenza.

Parte III ed ultima

E a stare bene attenti, collegati, a queste cose ci si pensa. Senza esagerare. E comunque respirando piano, per non spostare i riccioli rossi che ti fanno sembrare belli anche i palazzoni del centro.

La beleza do mundo

Amici delle serate in cui i ciupiti bevuti superano le sigarette fumate, compagni del barcollo ma non mollo, superstiti dell’estate, fumatori di droghe leggere e abusatori di frasi pesanti: ieri per voi S. Donato si è trasformata in una piccola Los Angeles. Sotto l’egidia del leone Agip, a ridosso del Duomo, dietro il Po, insomma in un vicolo di paese appunto, si è consumata una serata le cui conseguenze rimarranno a lungo nella memoria collettiva. La festa di Beleza Pura, un gruppo di amici che usano il surf come scusa per drogarsi e viaggiare ( il sito qui). La location è questo famosissimo locale proprio davanti al mercato comunale, grande come la cucina di casa mia, con il proprietario che davanti alla folla di consumatori impazziti cantava a più non posso "non me lo so spiegare". Grazie anche allo speaker di una discoteca bresciana, la serata è già bollente al nostro arrivo. La promessa è che per ogni reggiseno portato al bancone verrà dato un cuba. Le conseguenze sono appese sopra la cassa. Reggiseni come trofei. Vassoi di ciupiti ci raggiungono senza che nessuno li chiami, e una tavola da surf con un tubo completa la serata. Tra le note biografiche è necessario sottolineare che El Presidente è riuscito a farsi male anche qui, a San Angeles ( o Los Donatos come preferite). Mi appello alle ultime forze per rimanere sveglio e riesco a fare la conoscenza di alcuni personaggi del sottobosco Beleza Pura. Ricky, musicista che vende merda. Il Bergamasco no Global che va in fissa sulla tavola. Il cugino di Funari, e sul finire di serata i mafiosi della zona. La macchina fotografica finisce nelle mani della Signora, e l’effetto è un catalogo di porno pissing. La Simo che piscia. La fulvia che piscia. Una sconosciuta che piscia. Rovinato dal dubbio sui gusti sessuali della mia futura sposa, preferisco ricordare un amico, ritratto nella foto sopra. Lui, ubriaco e rovinato, biascicante e barcollante, riesce a strappare un broccolo d’annata, con tanto di limonata su cofano della macchina. Numeri così eravamo abituati a vederli nelle mani del Teo…  Annoveriamo inoltre la presenza dello Ignorante, con Giulia al seguito. Ma il numero di fine serata lo piazza l’Ambasciatore: telefonando alle due e mezza chiede dove sia la festa. Sentendosi rispondere che tutto sta finendo si incazza. Splendido esempio di come el mundo es pieno de beleza porque vario.

caput mundi

chilometri sull’appia – chilometri sull’aurelia. Cene di pesce – carne a volontà- resti romani vicini a programmazione seriale digitale. Code di macchine e pellegrini. Albergo di lusso e cravatte dai colori impossibili. Chiudi un contratto e salti il pranzo. Salti la doccia e fai la cena. Piove con il sole. Sigarette e mal di gambe. Fiato nei polmoni, tutto il centro a piedi. Halls mentoliputs color ghiaccio. telefonate brevi per matrimoni. Quattro matrimoni e un interinale. Doviziose curve a 220 sull’appennino, mangiando tortelazzi e acqua calda. Cena di lavoro e camera comoda. Niente amici, solo telefono. Un cuba al volo. Uno solo. Lavoro, semplicemente lavoro.

Cris ma cosa combini?!

Pensando al post precendente mi chiedo….come mai le cose migliori avvengono quando non ci sono! Che sfiga! Oggi ho preso un caffè col Presidente e devo dire che questa amara esperienza lo ha segnato non solo sul volto. Era mogio, triste, assente, sfiduciato, spento…mi ha perfino domandato: "Tornerò mai bello come prima?" e io da amico cosa volevate che rispondessi…"Cri ma certo, al massimo se così non fosse da oggi ti chiameremo lo Sfreggiato!(con due g)".  Comunque…passate bene le vacanze? Per alcuni di voi saranno nate storie d’amore già finite, per altri queste storie stanno ancora vivendo. Altri ancora sono partiti con la ragazza (o il ragazzo) e sono tornati soli (o sole); certi altri sono partiti in due e sono tornati in tre! Poco importa…si torna sempre…si ritorna in un posto in cui siamo stai bene…si ritorna con quella persona…si ritorna a lavorare…si ritorna a casa…torniamo sempre verso qualcosa e da qualcos’altro! Io personalmente sono tornato a Milano. Come viene vissuto il ritorno…come un qualcosa di invetibabile? Come una variabile obbligatoria e necessaria? Lo vivete in maniera positiva oppure in maniera frustrante e negativa? Sono curioso di sapere da dove o da chi ritornate e verso cosa stato ritornando. Alla fine…se ci pensate…è come fare un po’ il punto della situazione su noi stessi…e una volta tanto ci sta!

Buon ritorno e rientro a tutti! L’ignorante dei vostri sogni

 

Shampooooo

Succede che tante volte sia difficile trovare un’inizio.  Ma dato che il succo merita, trovare una cannuccia per farvelo ciucciare è dovere. Proviamo a fare il trailer del film che è andato in  onda questo week end:  La Famiglia del Bradipo presenta:

Ocean’s Eight

Protagonista assoluto: El Presidente. Coprotagonisti non volontari: tutti gli altri. Location: Maremma Maiala che Piove. La Trama parte subito con un colpo di scena: sotto un cielo grigio e grosso tre giovani si avventurano in acqua per cavalcare delle onde, attività meglio conosciuta come Fare Del Surf. Il mare è grosso, attivo e insidioso. Solo un deficente si potrebbe avvicinare al risaccone a riva, tentando di surfare più di mezzo metro di schiuma. Infatti il deficiente è solo. Non si sa come ma riesce a salvarsi, rimediando una ginocchiata sull’occhio. Accorrono in suo soccorso gli unici sei cristiani sul litorale. Il ragazzo è di sana e robusta costituzione, duro a morire, coriaceo. Un vero macho. Infatti viene portato via in barella, moribondo, accudito da tre inferimiere con i sogni distrutti. La commedia si fa incalzante all’ospedale di Massa, famoso centro internazionale. Una dottoressa con il trucco da travestito fa di tutto per tenere El Presidente ricoverato il più possibile, mentre lui dal canto suo fa di tutto per autoconvincersi di essere ormai prossimo alla sepoltura. Egofix da i primi segni di crollo nervoso insieme al Franz. All’Ambasciatore e a Cinzia viene dato il compito di reperire del cibo. Di loro si saprà qualcosa quattro ore dopo. Nel frattempo i luminari maremmani optano per il ricovero. Si, avete capito bene. Il ricovero di uno con un taglio sullo zigomo. Il trasferimento all’ospedale di Carrara viene fatto su un’ambulanza degli anni 40. Da qui il gruppo decide di smettere di dare peso alla cosa. La scissione prevede che una parte faccia una fantastica gita sotto la pioggia a Forte dei Marmi. Egofix, me medesimo e l’Ambasciatore vengono sorteggiati per vigilare sulle condizioni di salute del moribondo. L’ospedale di Carrara ci accoglie in tutto il suo splendore: un’insieme di ville fasciste, mai più ristrutturate, arroccate sotto cave di marmo. Famoso infatti è sia il marmo di Carrara sia il rinomato nosocomio. Sicchè, arrivati al padiglione G veniamo accolti da una visione rivoltante: un gigante lampadato, muscolo ben definito, costumino aderente con pacco in vista, camice operatorio verde slacciato davanti e pantofola di plastica dell’ospedale. Il poveretto si trascina a malapena. Stentiamo a riconoscere in lui El Presidente. Il reparto ha sei letti. Due infermieri e tre camere. L’aria che si respira è quella dei migliori episodi di E.R. (Ermanno e Roberto, i due infermieri). Di piacevole c’è la cena, servita fredda, accompagnata da un rifornimento di merendine approvvigionate dall’Ambasciatore. Il poveraccio è ancora convinto di essere con un piede nella fossa, e noi sempre più convinti che il male vero sia in testa. Per non far preoccupare i suoi fa una telefonata tragica in cui annuncia un possibile ricovero settimanale. A quel punto lo lasciamo, convinti che non superi la notte. Lo ritroviamo al Beat Cafè, rinnovato e rinvigorito dalla medicina più antica del mondo: la gnocca. E’ merito infatti di Simonetta, a cui si dice verrà data la beatificazione per la resurrezzione del palestrato moribondo. Il film si conclude in bellezza con un pranzo all’autogrill.

Due sono le conclusioni immediate: chi non è capace di surfare stia a casa e l’Ambasciatore è un’alcoolista ( sette cuba a sera). Tutti i fatti narrati sono realmente accaduti e i testimoni sono direttamente reperibili. El Presidente de Fero, così chiamato per il temperamento coriaceo ed istintivo, al momento delle riprese giace in convalescenza nel suo letto di casa. Egofix ha abbandonato l’attività sportiva per una vita fuori dalle scene. L’Ambasciatore giace riverso sul bancone di qualche bar, assistito da Cinzia, anch’ella ubriaca. Roberta e Marcello hanno imparato che non si va in vacanza con degli sconosciuti. Il Franz scappa verso Roma, terrorizzato al pensiero che al Presidente si possa incarnire un unghia, cosa che lo porterebbe a morte istantanea. Per onore della cronaca va detto che l’unico pensiero del Surfista Cicatrizzato era farsi uno shampoo. A belli capelli…

la fine del mondo

Tante volte non ci sono risposte migliori del silenzio – tante volte non ci sono momenti più belli di un sorriso  – tante volte non si  può dire sempre si – troppe volte sei solo stanco – troppe volte pensi ma non fai ma quasi sempre un paio di giorni al  mare risolvono la cosa. Stasera si parte. Destinazione Marina di Massa. Iscrizione con corso rapido di "la cena dei surfisti" 125 €. Iscrizione con noleggio asse da stiro per onde: 145 €.  Viaggio in coda sulla cisa: 3 ore e mezza. Il sapore del sale sulle labbra sorseggiando una birra dopo l’ennesima rovinosa caduta: non ha prezzo. 

SeE You !  REmEmBer FrITZ: LiFe Is ToO ShOrT !!!

non facendo più da un po’ "il libro del mese" consiglio spassionato che ben si adatta all’autunno: "il valzer degli addii" M. Kundera. Adelphi. Anche se Kundera andrebbe letto tutto… si deve pur iniziare da qualche parte….

50 io 50 tu

 

breve sunto: il Teo è tornato. Già girano leggende sulle sue performances. Checcuzzo ha ricominciato la psicosi da Gioia 69, con il beneplacito di tutta la cumpa. El Presidente si insidia nel mio fidanzamento con scuse banali e fuori luogo. Io torno fresco da Amsterdam, che fatta eccezzione per l’areoporto rimane una città del cazzo. Vespa ieri sera a Porta a Porta invita due famiglie e si chiede come possano sopravvivere. Risponde Rutelli: " con la forza di volontà tipica degli italiani". Quasi quasi voto Silvio. Non posso evitare di scrivere che Rena si è ripreso dal coma etilico post compleanno. Qui pioveva, mentre in olanda c’era il sole. Almeno una piccola vittoria. Nei viaggi albergo-fiera-ristorante-albergo ho pensato. La cosa accade ormai con frequenza sistematica. Tutto fa presagire grandi pensieri. Grandi pensieri – grandi passi – grandi cambiamenti. Piccole cose, insomma…

In loving memory of Mr. Rockopolitik, one of the most important writer of the century, died in misterious occasion during an exposition of the broadcast video market in amsterdam. Probably buried by a sales manager, because the police found him under thousand of catalogue of Kramer Electronics LTD

L’ora d’aria

 

Ovvero breve etimologia della pausa pranzo e dei fenomeni paranormali correlati ad essa.

universalmente conosciuta come Pausa Pranzo, l’ora di pausa che solitamente va dalle 13 alle 14 è oggetto di studio di molti sociologi per le evidenti deviazioni mentali che da essa derivano. Proviamo a classificare. Innanzi tutto lo status sociale del cittadino è determinante. Difatti un dipendente trascorre in modo diverso la pausa pranzo da un titolare o un autonomo. Per i dipendenti le alternative sono poche: i bar della zona. In ogni zona ci sono diversi bar. Il cavallo di battaglia è l’insalatona. L’insalatona è una ciotola di insalata, appunto, addobbata per assomigliare a un pasto completo. Vero must per tutte le creatrici di diete fai da te, l’Insalatona ha diverse sfumature di colore in correlazione al tipo di bar frequentato. Il bar medio basso serve le sue insalatone con le uova verdi e il formaggio arancione. I pomodori sono mollicci e il mais è quasi allo stato di trasformazione in pop corn. Ovviamente, il bar figo, quello con i camerieri fighi e i nomi dei panini cool, ha un’insalata perfetta. Il prezzo oscilla, in un vero e proprio cartello, tra i 4 e i 7 euro. Si, sette euro. Si si, sette euro. Alternativa all’insalata è la Piadina. Ogni bar ha la sua, ma la cotto-mozzarella è una assicurazione per evitare di prendere pesanti inculate. Difatti tutti i baristi, reduci dalle ferie a Santo Domingo o sul Mar Rosso, personalizzano le piadine con salse di loro creazione ispirate dai bei ricordi. Alle lamentele dei clienti schifati rispondono malinconicamente " A Santo si mangia così". Prezzo tra i 4 e i 6 euro. Al panino si sta sostituendo lentamente il primo surgelato, ottimo per la salute del fegato e per la pancetta. Oltre al bar ci sono i Cafè. I cafè ( pronuncia cafeeee) sono, solitamente, in centro città. Li non si mangia una insalata: si mangia l’Insalatona. Se tra gli ingredienti non vi è percettibile differenza, nel prezzo si avverte un lieve e costante dolore nella zona basso lombare altrimenti detto "dubbio dell’inculata". La Pizzeria rimane una alternativa calorica ma pur sempre valida. Il pizzaiolo è nel 98 % dei casi egiziano. Ci tiene a farvi pesare che sa fare la pizza e maneggia l’impasto facendo dei numeri da Silvan. A volte la pizza è talmente bassa che non si trova. Il prezzo è modico ma il vero rischio è il torpore della Sfinge, altresì conosciuto come abbiocco letale. Il Focacciaro, o panettiere, fa della focaccia un arte. Pagando al kilo, ti senti felice dei due etti di zucchine che ti ha messo sopra fino a quando non arriva lo scontrino. Il Focacciaro medio è in grado di produrre delle incredibili variazioni sul tema " Pesanti e Contenti". Salamella e Zola, Cipolle e Taleggio, Olive e Olio Piccante.  Il Foccacciaro del centro città ha tra le sue proposte anche la focaccia macrobiotica e il pane integrale, per adattarsi alla zona "addominali di Costantino". Ultima possibilità il Self Service. Solitamente frequentato da una massa immane di dipendenti di tutte le aziende della zona, il Self Service è l’inferno dantesco di chiunque abbozzi a una dieta corretta. Si entra convinti di mangiare poco e bene e si esce con un conto da Gualtiero Marchesi e due etti di fritto misto sulla panza.  La ressa è immane e l’imbruttimento porta a picchiarsi per la fila alla cassa e a ciularsi i condimenti dai tavoli.  Categoria a se è il ristorantino. Di esclusiva dei rappresentanti di tutte le categorie il ristorantino è un posto appena fuori città in cui ci si reca in base al parcheggio. Più BMW ci sono fuori meglio è. Solitamente lo si fa per pranzi di lavoro, ma il ristorantino è una droga sociale. Si cerca in tutte le zone l’ammasso di SuV e di Cabrio e si parcheggia frenetici. Come si mangia non si sa, tanto… paga l’azienda.

Analisi sociologica scritta in seguito al trauma subito da qualche giorno a questa parte: da quando al tranquillo self service davanti all’ufficio sbarcano 27 autobus navetta di tutte le aziende della zona, che scaricano eserciti di formiche. O il digiuno o la guerra

 

Diventando vecchi si impara (dicono)

 

Ora, mi trovo nella scomoda posizione di cercare di catalogare una serata. Per semplificare la metto nelle pagelle, anche se è stato molto di più. Partiamo dalla fine: dalle defezioni. Checco: la sua non è una defezione, è una richiesta di aiuto. Per una sera prova il contatto con una donna. Memorabile il tono di voce con cui racconta i preparativi del giardino – tana dell’amore: voto 7Krine: è al lavoro. E’ al lavoro in sardegna. E’ al lavoro in sardegna e lavora due mezzore al giorno. Sindacalista, voto: 6. Ora, sui presenti bisogna dire una cosa. La famiglia bradipa è una squadra di boomber diesel. I più hanno potenzialità, ma faticano a carburare. Il festeggiato è già fatto al nostro arrivo. Barcolla intorno al bbq rubando costolette crude e dandone metà al cane. A metà della serata non è più in se. Si aggira intorno al tavolo mollando peti e ridendo di cose che non riesce a capire. Sul finire della cena arriva a tavola carico di bottiglie con l’obbiettivo di ubriacare la tavolata. Metà del contenuto gli finisce in bocca, l’altra metà sulla maglietta. Solo l’acquazzone violento lo salva da un inizio di pestaggio. Il tipico giochetto da ubriachi che finisce con un setto nasale in polvere. Apre i regali senza nemmeno un ‘idea di cosa abbia in mano. Infatti tiene la carta e butta il contenuto. Ottima la tenuta estiva da filippino a passeggio, con bermudino, canotta e infradito (lanciati dal sottoscritto e da Sabino nel cortile del vicino, che fa anche rima). Della serie, la vecchiaia insegna, sempreverde, voto 8. Alla sua gentile metà va il voto della Moglie, quello che si conferisce a chi sopporta un branco di ubriachi molesti. Probabilmente avrà passato la nottata a tenere la fronte al suo pallidissimo amore: voto della moglie, appunto, 9.  Dani, dai più conosciuto come lo sbirro giocherellone. Un peluches di trent’anni. Mangia e beve come un barbaro, sotto gli occhi spaventati della sua metà. Cercando di proteggere il cane lo schiaccia ripetutamente. Ottimo finale di serata, quando per uscire sbatte la fronte sul cancello chiuso. Voto di rendita, 7.  Lo Ignorante perde il pelo ma non il vizio, si sarebbe detto. Ma nessuna fidanzata è stata molestata, eccetto la mia, in tutta la serata. Dedicato al BBQ, lo fa spegnere a metà della serata, ma la platea ubriaca di nulla si accorge. Voto di rispetto: 7,2. Monazzo & El Presidente. Si si, vanno in coppia. Un tandem affiatato basato su alcool e ciccetta. Senza farsi beccare tazzano come due cisterne e passano la cena a rollare cannoni come due adolescenti. Una volta carburato, i due inziano a sentire il bisogno di ciccetta. Monazzo trova sfogo su Sara, la fidanzata di Sabino. El Presidente, forte della sua magliettina rosa e dello zainetto con le pailettes, progetta i piani per la seconda notte bianca di seguito. I due sono come Van Basten e Gullit, vanno insieme come il cacio sui maccheroni, sono come le api e il miele, insomma si rivelano come coppia di attacco. Alla fine della serata spariscono verso l’ Onda Anomala di Lampugnano, che deve essere un locale mica male, vista la zona e il nome. Fichissimi: voto 8. Sabino, il piccolo boyscout. Arriva con un regalo più alto di lui, e con Sara in versione Militar Sado. L’occhio è di quelli che hanno dormito fino a mezzora prima, ma giustifica il ritardo con grandi progetti e piccoli problemi. Va via prima confermando la tradizione. Già averlo visto è un successo: voto 7.  Ricompaiono le Tre Marie insieme a Cavallo Pazzo. Un ritorno annunciato, visto che giocano in casa. La Maria Bea fidanzata è socievole come la cartavetrata e manca la Maria Dani. Ma ci accontentiamo. voto 6. La location imperiale nulla è a confronto del tiramisu della Signora Bettuelli, alla quale va il mio massimo rispetto e un invito galante per una cenetta. voto 9.  Ottime anche le birre leccate dal cane ( o da Rena), anche se il meglio me lo ha offerto un lapidario Rena: "tieni assaggia" porgendomi uno stecchino. Beh, invecchiando si invecchia… questo è certo.  

Codice Mercury

Succede che una sera in cui Milano sprizza umido come San Paolo Monazzo, El Presidente e il sottoscritto si ritrovino per un simposio sulla vita e sulle effettive conseguenze delle nuove tendenze filosofiche. Succede, in contemporanea, che un paio di cuba si parcheggino sulla già precaria linea digestiva. Di conseguenza si rende necessario deambulare, per stimolare il precario processo digestivo. Se,  ed è un se che influenza gli eventi, durante la deambulazione si scorge tale slava, immigrata clandestina, che ambisce a venderti della comune birra, non si può che accettare l’offerta. Alla quale segue l’offerta di nuove birre da parte congiunta del Monazzo e del sottoscritto. Di conseguenza si suppone che sia normale all’indomani provare la netta sensazione che il processo neuronale sia governato da Oronzo Canà. I neuroni rispondono bene al nuovo allenatore, che ha reso possibile nelle prime ore del mattino che io tentassi: 1. di aprire la macchina con il portafoglio. 2. di un tentativo di sorpasso sulla corsia di emergenza della tangenziale, rientrato all’ ultimo. 3. accensione della sigaretta tramite telefonino. 4. tentato scasso della porta di fianco all’ufficio. 5. preparazione di 2 caffè consecutivi senza bicchiere. Al terzo caffè Oronzo lascia la gestione neuronale per consegnarla nelle mani della più sobria e meno colorita solita gestione che si limita all’espletamento delle funzioni principali legate alla sopravvivenza e al lavoro ( non insieme: quindi respirare+scrivere una mail= impossibile). La rendita professionale rimane invariata, le funzioni vitali pure, ma rimane tanta nostalgia del mister…

Sabato sera Cap Nel Vent Party, ore 20.30 GetFatCity ( abbiategrasso). Presenziare tramite avviso telefonico. E ricordare che su tutta la vigevanese si insinuano controlli di velocità e palloncini. Sconsigliato caldamente l’arrivo in ritardo o senza prenotazione.