Aristide non era certo il massimo

Quando una canzone ti balla in testa. Quando una canzone con cui ti sei innamorato ritorna fuori dall’autoradio e ti rimane in testa per tutto il giorno. Quanto basta per sorridere al vicino di coda i tangenziale. Autostrada, la mia idillica location. Un mare di asfalto con cui ho un rapporto intimo. Lo vedo più della mia famiglia. Lo percorro, lo vivo, lo guardo, lo studio. La Vecchia Cicciona lanciata, il sole che scalda, il verde intorno. Non vivo certo da artista. Sigaretta, casello, parcheggio, caffè. Sigaretta, perchè no. Aggiustatina alla cravatta – rumore di portoni che si aprono – cani che abbaiano. Ufficio, stretta di mano – calorosa manifestazione di superiorità commerciale dalla semplice equazione: più stringi più vendi- . Seduti ci si studia. si parla, un rito. Ci si guarda negli occhi. E la canzone che torna in mente. Non ascolto più. Quando finisce lo guardo, rispondo in tema. Aspetto che ricominci – il venditore come lo psicologo: lascia parlare il tuo paziente-. C’è smarrimento nei suoi occhi, manco di aggressività. Per disorientarlo ulteriormente lo consolo. Lo coccolo direttamente nel suo brodo. Piangiamo insieme il momento di congiuntura commerciale. Celebriamo il funerale della ricchezza. Mi offre il caffè. Scotta, sapore di cialda di macchinetta, una merdata. Due sorsi e si butta metà. Finito il funerale si passeggia per gli uffici. Mostra i muscoli del suo potere. Ci si siede, si parla ancora. Si arriva a un prezzo che è sempre troppo alto. Si scende – tutto previsto-. Lo porti dolcemente al limite della discesa. Lui assaggia il suo successo. E’ un compratore, cazzo. Uno dei migliori. Strappa le condizioni migliori. Lo lascio così. Macchina, casello, sole in faccia, tangenziale. Tutti in coda. Lamiere e catrame. Milano sullo sfondo giallo. Appuntamento = contratto. Ritmo gente. Ritmo. Ci sono giorni in cui è una fortuna che sia venerdì.  Prima – seconda – prima. Sole, pilone, sole. Cambio vicino di coda continuamente. Sorrido a tutti. Ma ve la ricordate quella canzone? Tata ttattatatattta. Finestrino giù. Ve la canto io. E il vicino sorride. Non se la ricorderà? Non te la ricordi? Mi sorride ancora e fa cenno di si con la testa. Si riparte. Prima, seconda. Fermi. Sono arrivato alla fine. La rimetto dall’inizio. E si sente, se ci stai bene attento, il sapore dell’anguria e del caffè. Anche il rumore del baracchino in sottofondo. Tutto il giorno così, gonfio d’anguria e di caffè. Pieno di pollini caduti dagli alberi. Quasi quasi la rimetto..

minestrone dedicato

Quello che ti sei persa è stato un piccolo spettacolo. Una folla, fuori da quella sala parto, con un tifo da stadio con tanto di applauso finale. Non capita a tutti di avere una quindicina di zii adottivi. E visti gli zii, è anche una fortuna.  No dico, ti sfoglierai album su album sulle tue prime settimane di vita. Oroscopi e calendari. Quello che forse non trovi te lo racconto io. Sei nata in primavera, ed è già una fortuna. In un giorno di sole in cui volevano vendere le spiagge. Si, dico davvero. Ma è acqua passata. Il mare non si ferma. Con un papa appena eletto, 196 conflitti in 5 continenti, due virus internazionali e il milan in semifinale. Sono gli anni dello Zelig, e di Saranno Famosi. Per tua fortuna Costantino sarà già pelato per la tua maggiore età. La televisione si paga, tutti diventano pazzi per tirare la fine del mese. Milano è sempre Milano, anche se ti annoieremo con racconti su cose che non ci sono più. Paga il dazio per avere il maggior numero di zii… subisci tutti i racconti su tuo padre e su tua madre. Sei nata a trecento metri dal duomo, ma anche a trenta metri dalla sinagoga, un giorno in ritardo sulla liberazione italiana. Hai lasciato il tuo pubblico a riflettere, ognuno con la sua. Tua zia vuole diventare mamma, che non è cosa difficile, ma se un dio esiste non permetterà che l’Ambasciatore diventi padre. Eh già, se un dio esiste. Io, che ti do venticinque lunghezze, spero di dirti qualcosa di intelligente. Hai la mamma più bionda del mondo e il padre castano chiaro e sei nera corvina, con una faccia di cazzo notevole. Ma sono dettagli. Se non altro hai avuto il grande pregio di farci fermare, sorridere e ripartire. Sono cose da grandi queste…  Se posso dirti la mia, spero tu mi trovi ancora in giro, con il naso verso il cielo, felice per una giornata di sole, e senza la minima idea di cosa possa succedere domani….

Benvenuta Giulia!

Per chi ci conosce attraveso questo blog e per i lettori estemporanei delle nostre avventure descritte via etere quello che sto scrivendo poco interessera (o forse no chi lo sa!), ma noi cazzoni delle serate milanesi…e non solo milanesi il 26 aprile 2005 è stata una bella data, un bel giorno di vita, ma forse è meglio dire un bel giorno di nascita. Non so perchè ma oggi mi sento particolarmente ispirato, sarà che sto ascoltando nel frattempo Round Here dei Counting Crows versione acustica, sarà perchè oggi il sole ci regala una bella giornata di primavera (ed era ora aggiungo) ma ho voglia di condividere con coloro che non ci frequentano e magari non ci conoscono di persona l’arrivo di una persona in più tra noi. Avrà tutto il tempo per capire che la vita non è come un cartone di Walt Disney…ma ora lasciamo che si guardi Biancaneve e La sirenetta e che si immagini anche lei il suo principe azzurro; avrà tutto il tempo per capire che le relazioni sentimentali non sono come quelle che creerà con la fantasia tra la sua Barbie e il suo Ken…ma ora lasciamo che giochi con le sue bambole; avrà tutto il tempo per decidere che strada far prendere alla sua vita…ma ora lasciamo che il suo più importante pensiero sia quale amichetto invitare a casa per la merenda. Avrà tutto il tempo per avere tempo. Avrà tutto il tempo per fare della vita la SUA vita… ma ora lasciamo che Giulia e la vita si conoscano, ieri si sono solo presentate! Ciao Giulia e….ben arrivata!

apertura ufficiale stagione 2005

Beat Cafe, Versilia Gelata, 16/7 aprile 2005: si apre ufficialmente la stagione. Come tutti i siti specializzati, vogliamo anche noi pennellare una piccola ma dovuta recensione. Tempo: 10 gradi con raffica gelata. Temperatura dell’acqua: dato non disponibile. Mare: mosso, molto mosso, caotico. Squadra in gara: SoftTop Team. El Presidente (sua la foto di copertina, tutte le altre disponibili cliccando nel fotoalbum qui a fianco) irrompe in classifica con l’ostinazione di uno che in due giorni si fa 7 ore d’acqua, sufficienti per uccidere qualsiasi essere umano. Ottimo stile, peccato per l’ondum interruptus, sindrome che lo porta ad alzarsi mezzo minuto prima del tempo. Subito a seguire Izius Garcia, surfista messicano di grande tecnica. Brutto infortunio per lui in uno scontro con Jeremias Lopez, in piena gara. Io mi pongo dietro di loro, decisamente da migliorare la tecnica, grossi problemi di fiato. A scemare tutto il resto della classifica con Big Lebowsky e Giorgio XL che si contendono il trofeo "Non sono proprio capace, ma almeno vi faccio un po’ ridere". Un week end all’insegna del salutismo, con piccoli pasti frugali e pochissimo alcool. A rischio di collasso alimentare mezza squadra, con tanto di spesina al supermaket con cernita di tutto ciò che può fare colesterolo. Domenica si apre con un sole che rinvigorisce gli animi e un wisky che tranquillizza le menti. Tutti in acqua per una sana dose di mare ( 2 lt di media, ingoiati in più riprese) e per una chiusura di week end orgogliosa. Giro di boa per il prossimo week end e grande attesa per la tappa di maggio.  Aggiungere altro sarebbe inutile. Perchè quanto si possa godere una volta seduti al largo mentre si guarda la spiagga… e poi arrivarci, in qualsiasi modo, dentro un onda, non è cosa che si possa raccontare. Provare per Credere

Prodezze in excell

Che fra me e la statistica non corresse buon sangue lo si intuiva già dall’adolescenza. Il mio capo sfoglia pagine virtuali sullo schermo, grafico dopo grafico. Mostruosi falli di colori fantasiosi si alternano in griglie numerate di cui capisco il senso per intuito personale. Ogni foglio si porta via commenti agrodolci, sadiche riflessioni sulla forza vendite, ricordi amari di un passato glorioso, e un filo di vita. La situazione, a dispetto del fallo verde che indica Aprile 2005, è nera. Qui si batte la fiacca. Excell come traduttore di stati d’animo. Bella scoperta. Avrei pronte tre risposte, ma intuisco che non servirebbero a distogliere i suoi occhi dal pisello verde 2005 che messo vicino al pisello rosso 2004 sembra la gara a chi ce lo ha più lungo tra un nano e Rocco Siffredi. Il 2004, questo immenso Rocco Siffredi, era già grigio. Ma il nano 2005 è proprio nero. Soluzioni, proposte, saluti. Ho il piacere di riportare i commenti dalla strada. Non sono mettibili su excell. Peccato. Salgo in macchina e penso alla statistica. La mano di dio sul denaro. Statisticamente ogni sigaretta toglie 5 minuti di vita. Con un rapido calcolo, tenedo conto dell’età media nazionale, mi tolgo quei sette anni tra gli 84 e i 77. Che poi sono quelli dove ci si piscia addosso, si gira per casa infastiditi dalle ossa che non reggono e non si riconoscono i nipotini. Poco male. Non sono statisticamente demoralizzato. Smetterò di fumare quando sarò arrivato ai 70. Magari lì mi tirerà ancora, e poi c’è sempre tempo per ricominciare. La statistica, ovvero la battaglia contro la fantasia. Tre statisti sono a caccia. Il primo manca un anatra 10 cm a sinistra. Il secondo spara subito dopo, mancando la stessa anatra di 10 cm a destra. Il terzo urla: "l’abbiamo presa". Forse, dietro a tutti quei piselli di excell si potrebbe anche ragionare umanamente. Forse. Parlare di cose un filo più belle. Il libro del mese: Marco Archetti: Vent’anni che non dormo. 200 pagine veloci e pungenti. La storia è piacevole, reale e schietta. Assomiglia a un film stile Muccino – Volo. Molto indicato in periodi di semi fiacca mentale, perchè rinvigorisce. Costo: un cuba in Milano centro. Canguri Feltrinelli

Qualcuno ha percaso visto il mio orgoglio?

Racconto in Si bemolle, accompagnato da sottili sfoglie di rhum e brevi interludi di fumo azzurro, il tutto servito sopra un disco che manda sempre la stessa canzone.

Come quando, appena finito di fare l’amore, guardi il soffitto e pensi che, dopotutto, sei un po’ arrivato. E qualcosa ti spaventa. Non si riesce a definire se sia "un po’" o "arrivato".  Metto in ordine i souvenirs che ho raccolto, paccottiglie dell’anima. Se il cuore fosse una stanza, il mio sarebbe una camera di una vecchia puttana. Ricordi  e foto, un mobile decisamente fuori moda, un letto che fa un gran rumore, e la luce che va e che viene. Per uno strano fenomeno cardio-immobiliare, rimangono solo alcune cose. C’è sempre da mettere in ordine, ma è poca cosa se l’autore del disordine è il medesimo proprietario. Un disordine legalizzato. Schiacciando la testa sul cuscino non si può certo sentire il rumore del mare. Se sbagli lo strumento, difficilmente otterrai il risultato. Sotto un mucchio di magliette che non uso più posso sempre sperare di trovare una risposta, ma sarà dura. Considerando la situazione si può dire che io stia decisamente bene. Ma è arrivata l’ora delle pulizie di primavera. Tra un viaggio è l’altro, sempre in viaggio a raccogliere le piccole paccottiglie, metto in ordine. Si iniziava a sentire un deciso odore di merda. Non è cosa buona e giusta, e non ci vuole un dottore. Ho anche un amico che ha preso una filippina. Razza strana le filippine dell’anima, sembra che puliscano, ma spostano semplicemente le cose. Io faccio da me. Tenendo conto dei numerosi ospiti, non è neanche bello che ci sia questo puzzo di merda. E’ che capita che ci si faccia l’abitudine. O si compri un deodorante di coscienza. Uno sport, un’hobby, un deodorante. Schiacciando la testa sul cuscino scopro che il mare è solo disegnato sopra. Ma almeno non sento il traffico in sottofondo. Mi devo solo ricordare di mettere in ordine.

Per concludere si possono gustare alcuni frammenti di vita, conditi con il sorriso che si fa quando si ritrova una vecchia foto, accompagnando il tutto con rapide pulsioni dovute alla fame impellente.

 

un tranquillo week end di ordinaria follia

Dal nostro inviato a Rozzano City:

L’occasione per il Gran Galà della Famiglia è la festa di laurea di Willy. Location: l’esclusivo esempio di edilizia post atomica Area 51.  Nel corso della serata vengono assegnati i Premi Ufficiali alla memoria di Krine. Il primo ad essere premiato è il festeggiato: a lui va il premio di San Matteo: come il santo, infatti fa rare apparizioni a eletti visionari. Premio Tom Tom Navigator a Cinzia, che per arrivare tocca tutti e quattro i punti cardinali delle tangenziali. Premio Informatore del Farmaco allo Zio Gabry, con il suo impeccabile completo casual. Con la motivazione: "sempre distinti e orgogliosi delle loro potenzialità"  vincono il Premio Sbirri In Borghese Ikea e Cap Nel Vent. Premio al miglior Doppio Senso alla Signora, che esclama "Dov’è la mia pasta?" e riceve trentaquattro proposte per l’acquisto di paste alternative.  Premio al Bancone Solitario a sopresa a Mona, con 2 gin ogni mezzora. Premio Per Lo Sport al Presidente e il Fido Fede, che bastonano la platea con la calma e la professionalità di due campioni. Premio Amici di Maria de Filippi a Mumbo, con la sua Danza dell’Emarginato.  A Sabino va il Premio Equilibrismo tra Sadismo e Masochismo, con pieni voti. Qui di seguito l’elenco dei premi Arci, direttamente conferiti dalla Gestione. Premio ArciGay alla Spagnola che si slingua la Signora. Premio ArciCazzi alla Vercellese: rappresentano la più grande concentrazione di peni in spostamento nel mondo. Rarissime le vagine, si muovon in gruppo coatto. Premio Arcibroccolo a Biagione: con la sua performance mette in discussione il Franz e rapisce gli occhi della Signora. Premio ArciTanga alla Simo, per il perizoma lepardato più piccolo del mondo. Premio Arcinculata ai gestori, che propongono il tesseramento Arci con un sovrapprezzo stile Berlusca. Premio Arcintura al mio amico sconsciuto che mi abbraccia ogni volta che mi vede.  Premio Arci Solarium al pallidissimo Amadini. Premio per il Buongusto (sulle orme di Fred) al bestione che mi ha ruttato sui capelli due litri di succhi gastrici. Alcuni premi verranno dati nel corso della prossima edizione del: "Domenica se non venite al Gioa mi incazzo (dite che entrate con me)".

Ronald R. Eggans

Dottor Franco

Alla cortese attenzione del Ministro Moratti:

Non per farmi i cazzi suoi, ma mentre lei vaneggia di riforme sul ciclo scolastico, allunga e accorcia le medie e le elementari, taglia i fondi e pezzi del suo naso, qui succede l’inenarrabile. Penso, spero e mi auguro, che la cosa non abbia ripercussioni sull’equilibrio mondiale. Ma qui si scherza con il fuoco. Si è deciso di infliggere al mondo una batosta. Perchè ministro? Perchè? Oggi, con 5 punti per la discussione, si è laureato in Scienze Politiche, con "Nascere Soffrire e Morire nelle tre religioni monoteistiche" Wilson Nivea Secondo, al secolo Teo. La cosa parrebbe normale. Analizziamo più attentamente: Scienze Politiche. E già. Ma poi il titolo della tesi… Ministro ministro ministro.  Grande Willy, da oggi Dottor Nivea.  Finalmente potrai anche tu mettere una bella cravatta panna su camicia nera e girare con l’occhiaia in rilievo per le vie intorno alla tua azienda dalle 13 alle 14. tornando dentro saluterai la segretaria, che ti risponderà "buongiorno dottore!". Grande Willy!!!! Almeno all’Ippodromo, le due cassiere che non lumi, ti potranno chiamare "dottore!". Dottore. Dottor Franco. Qui mi sa che…

Chi ha l’indispensabile bisogna del superfluo

Milano, Old Fashion, ore 24.00, venerdì sera. La Milano bene, o che vuole sembrare bene, o che si sente bene, è tutta in coda. Grande movimento all’ingresso. Noi passiamo la fila. Ikea ci fa entrare tutti. Noi siamo un gruppo. Da soli non saremmo mai entrati: 12 uomini e due donne. Passiamo direttamente al privee, perchè a noi la massa ci disgusta. Il confine tra il privee e il resto del mondo è una ringhiera, un balcone rialzato da cui si può salutare gli amici proletari che stanno in basso. Gli amici proletari devono poter vedere cosa succede ai fortunati che possono salire. C’è una concentrazione di maiale pari solo a un allevamento della Amadori. Solo che qui non si macellano, si limonano. Wilson ha una camicia che sembra stata creata per lui, profuma come un travesta, si muove veloce e punta diretto su una minigonnata che salta la parte dei finti rifiuti e si concede in tre minuti secchi.  Lui ha la stessa reazione di un airbag. La sua bocca è come un paraurti. Se sollecitato comanda il rigonfiamento dell’airbag. Lei è esperta di meccanica. Ha anche due amiche cofane e un amico carrozziere. Officina dell’amore. Mi sposto e incappo in un distributore automatico di sorrisi e strette di mano. E’ qui per la festa del candidato. Inutile chiedere di che partito. Siamo all’Old Fashion non al Leonkavallo. Distribuisce piccoli volantini. Interinale in campagna elettorale. Disgusto, ecco cos’è quel saporino in fondo alla bocca. Lo faccio passare con un paio di cuba, che pago come un viaggio a Cuba, ma senza il mal d’aria. Il Presidente e Lo Ignorante si propongono in assetto da battaglia. Usciamo a fumare. C’è anche la Tina, il cuba serve come liquido antigelo. Proprio una serata da meccanici. Riflessione con sigaretta: "uè ma sono tutte fighe". Concordo. "ma proprio tutte, cazzo. Sarà la primavera". Concordo. "anche la tua donna comunque… la foto sul sito. cazzo si tiene bene" Concordo. Wilson, sgonfiato l’airbag, dispensa saggezza con una riflessione che merita la laurea: se il papa muore io non mi laureo. Vedo Ikea in broccolo e rifletto sul fatto che il rischio aumenta notevolmente. Ikea scopa ogni morte di papa. Ale passa tutta la serata a rincorrere l’interinale da campagna elettorale. Sarà vero che salire sul treno giusto è questione di attimi. Cazzo bisogna votare. Mi faccio un altro cuba. Perchè pari porta sfiga. Sono distratto dalla Signora. Un po’ stanca. La lascio in compagnia di Germano. Si è messo anche la camicia nera. Sorbole. In bagno piscio. Sembra niente, ma sono l’unico. Gli altri si curano il naso. Al tavolo compare una bottiglia: rhum. Diosialodato. Bevo a sorsi. Mi illudo venga offerta dal candidato interinale. Invece si paga. Vorrà dire che calcherò di più la matita sulla scheda elettorale. Finisco i soldi. Ma alla fine a cosa servono se non a uscire il venerdì. Che se inizio con queste riflessioni poi mi incazzo. Infatti mi incazzo. Con me stesso. Prendo la scusa della stanchezza della Signora. Propongo di andare. Vado via che sono le tre. Circonvallazione deserta. Arbore in sottofondo canta smorz’e lights. Non riesco a fare le pagelle. E ogni tanto penso che… va beh…