Imposta la posta

gentilissimi del marketing Mondadori,

chi vi scrive è un vostro cliente abituale. Questo significa che spesso, ma davvero spesso, acquisto presso di voi. Purtroppo prevalentemente libri, che so non essere il vostro principale interesse, poichè noto con piacere che gli scaffali si riducono per lasciare spazio a misteriosi espositori di agendine con mucchina, rubrichine con formichina, calamitine con zebretta, tutto il diminutivo dell’intelligenza umana in un 2 metri per uno. Giusto ieri ho visitato un vostro punto vendita, uno di quelli più chic, con il bar e tanti tanti espositori di mucchine e caprette. Ho constatato con piacere due cose: la nuova ondata di cassiere, gentili, magrine, carucce, educate, che trattano i libri con la stessa delicatezza con cui il netturbino tratta i sacchi di monnezza. E’ un piacere spendere le grandi banconote multicolore per poi trovarsi i libri infilati nel sacchetto con un metodo che i più definirebbero come "a cazzo buffo". E poi che roba trendy il buttafuori di colore, alto due metri e trentatrè, con i pettorali a pensilina, che se piove ci mettiamo tutti sotto. Che cosa figa l’assordante voce che al microfono annuncia ogni due secondi che ci sarà Luca delle Iene a una presentazione di un libro. L’annuncio è utile, perchè ci ha permesso di fuggire con anticipo, ma la petulante vocina, sparata a mille, non mi permetteva di gustare i Tokio Hotel a volume duemila mentre cercavo di leggere qualche quarta di copertina. Che pace, che luogo appropriato per i libri, che figata. Tornerò presto a trovarvi, anche perchè state facendo chiudere tutte le librerie brutte, con gli scaffali forniti e il proprietario scafato che ti sapeva suggerire sempre il titolo giusto, in pace e silenzio, e ti mollava anche lo sconto. Che schifo. Ah, già che ci sono, ho appena comprato la rubrichina con la pecorina, speriamo che esca anche il portafotina con l’elefantino, perchè ne sento un gran bisogno.

Carissimo Editor dell’Einaudi che ti occupi di Fred Vargas,

non so se hai mai letto uno dei suoi libri. Ti confiderò un segreto sconvolgente: sono in sequenza, collegati, con riferimenti e continui rimandi. Un po’ come le puntate di N.c.i.s.. Capisci? Questo significa che nel primo libro lei scrive di un personaggio, nel secondo fa riferimenti e magari nel terzo lo riprende. Questo rende discretamente utile leggerli in senso cronologico. Per questo ieri mi sono comprato l’ultimo che avete pubblicato. Solo a casa ho scoperto che è il primo, ed è del 1996. Sinceri complimenti. Chissà che spasso sarà leggerlo intuendone già la trama. Wow, non vedo l’ora di addentarlo.

Gentilissimi Zarri di Provincia,

ho apprezzato molto il vostro tentativo di scippo di ieri sera. Capirete bene che prima di mollare i miei effetti personali a due tamarri alti la metà di me, io possa provare il desiderio di difendermi. E’ una cosa atavica, preistorica, animalesca. In ogni caso vi sono molto vicino, perchè capisco il disagio di portare jeans aderenti con il culo fuori e le Nike dorate. Io sarei già impazzito. Ottima anche l’idea di spuntare dal nulla sfruttando l’oscurità. Sono spiacente per aver tradito le vostre aspettative di facili incassi, ma ho il mutuo, e per una questione di classe mi faccio rapinare solo una volta al mese. Grazie davvero per il vostro intervento, vi aspetto domenica prossima al solito posto. Magari venite con il cugino più grande o con lo zio.

Carissimo Harry,

scusa se ti scrivo, ma sono un tuo fan da un sacco di tempo e sono sconvolto. Una cosa tragica, peggio che i Serpe Verde in testa sopra i Grifon d’oro. Ho letto su un giornale scandalistico, il Corriere della Sera, che Silente, il grande preside, è omosessuale. Ecco, non so come dirtelo, ma a me che la personificazione del bene, degli ideali, la figura paterna per eccellenza, sia di colpo, frocio, mi lascia pensare a una trovata commerciale. Questa notte, nel frattempo, ho sognato Silente che si ingroppava Malgioglio sull’Isola. E sono profondamente turbato. Aiutami, Harry. Ciao, tuo Frenkie Potter.

7 pensieri su “Imposta la posta

  1. erano anni, o ani nel caso di Silente, che non ricevevo l’aggettivo “spassoso” riferito a me medesimo. E’ l’ultima volta fu su una spiaggia greca mentre combattevo il rhum per domare una simpatica torinese, che ha definito la mia prestazione, appunto, spassosa.

  2. confermo che non esistono più le librerie di una volta… dove il commeso aveva letto tutti o quasi i libri esposti e riusciva anche a dartene un commento intelligente… però che notte che devi aver passato..
    le cose tutte insieme ti accadono…
    La nonna lo diceva sempre i guai non vengono mai da soli.

  3. nella prima parte del post mi sono piegata in due dal ridere. anche io sabato ero alla Mondadori. Ma non c’era il buttafuori di colore e non trovo sia giuto, vado a sporgere reclamo. a Riccione ci vuole, che qui si è trendy 😉
    ma poi, a che serve un buttafoiri di colore in libreria scusa?
    mi dispiace x lo scippo.

  4. Anche nelle mel c’è il buttafuori, come pure nelle fnac, va di moda proprio per evitare i brutti ceffiraptor che cercano di derubare il faticoso incasso messo su con mucchine e pecorelle (non pecorine che suona male) per vargas devi prendertela col marketing e non con l’editor e per le mucche col buyer e non col marketing…questione di metodo!
    Ciao…sei molto simpaticoso…

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