La Trinità Onniscente

Martedì, ore nove, non un minuto di meno non un minuto di più: La Trinità non è ne in ritardo ne in anticipo. Con una stravagante coincidenza pentecostale, la triade a bordo di una nuvoletta atterrerà a Malpensa nel primo mattino, per giungere in visita pastorale alla Ridente Multinazionale. Il Padre, il Figlio e Lo Spirito Santo si muovono per una visita di cui non si ricordano precedenti. Si, il Figlio era sceso tra di noi per risolvere qualche bega. Crocifisso il vecchio direttore, aveva fatto ritorno al Ridente Quartier Generale. Lo Spirito non ha mai fatto visita, più che altro chiama a se ogni anno Saliva, il nostro direttore Finanziario, per un incontro illuminante. Saliva, che non può mai smettere di leccare almeno un culo di un super boss, ritorna pieno di luce, e diffonde i dettami di riduzione costi e tagli improvvisi, moderno apostolo della cost reduction. Per una simile occasione la Rivoluzione Fantozziana ha rivoltato il nostro decadente ufficio. Sono comparse piante verdi, a coprire le crepe secolari. Cestini lungo il cortile, una improvvisa pioggia di segnaletica anti-inofortunistica, e tanti, troppi, cartelli con misteriose frasi. Un tappeto, rigoroso colore aziendale, accoglie all’ingresso i visitatori. A nessuno è concesso camminarci. Il lindo colore deve rimanere tale fino al passaggio miracoloso dei tre. Pezzi di tessuto verranno poi venduti come reliquie. Sulle scrivanie sono scomparsi i segni del quotidiano disordine. Con una mail imperiale, il Preside ha prescritto la tassativa pulizia di tutti gli spazi. Con rammarico ognuno ha passato la mano su tutte le carte che in qualche modo dimostravano una qualche attività lavorativa. Sono scomparsi i calendari e i poster. Niente Magritte, niente puzzle al muro. Sono state concesse le foto dei figli, a dimostrazione della fertilità infusa dal benessere aziendale. Aboliti gli screen saver che inconsapevolmente testimoniano forme di vita estranee all’azienda: in allegato il Preside invia un terrificante logo aziendale, suggerendone l’immediata installazione. Per mano della Dottoressa Fussenbauer, somma Direttrice del Personale, è stata diramata una circolare che suggerisce l’abbigliamento per le signorine. Niente di scritto, la Dottoressa non è stupida. Solo una voce di corridoio, che rimbalza pesante come una palla da bowling nelle orecchie delle disperate segretarie. L’abbigliamento consigliato ricalca lo stile Fussenbauer. Saremo assaliti da un esercito di fighe di legno, con lo stesso stile dell’inimitabile Dottoressa. Uno stile adatto a chi ha provato l’ultimo orgasmo almeno una decina di anni fa. Il Pollaio è deserto. Tira aria di lavori forzati, così sono piovuti appuntamenti imprescindibili e riunioni con clienti troppo importanti per essere delusi. Dallo sforzo, sono portato a credere che ne perderemo qualcuno. Lo ritroveranno nella sua station aziendale, svenuto di stenti per la mezza giornata di lavoro, il Rolex tarocco fermo, la cravatta allentata, Radio Deejay in sottofondo. Io assisto impotente al lifting di excel: i drammatici dati che annunciano periodi di vacche magre si trasformano magicamente. Gli stregoni si sono riuniti in gran consiglio, per un sabba frettoloso con un pentolone straripante di pessimismo che deve essere trasformato nel più positivo dei domani.  Il miracolo gonfia gli istogrammi, rende sorridenti le maligne previsioni dei consulenti, ridà luce a polverose ricerche di mercato attendibili come il tocco di un bimbo bendato.  Il mio capo corre come una valletta mestruata. La sua mano passa veloce e il suo tocco riapre faldoni sepolti, dati truccati, presentazioni fittizie. Nei suoi occhi c’è il terrore di vedere il suo castello in Sardegna, il suo SUV, la scuola per ricchi cerebrolesi brianzoli, sbriciolati sotto il peso della verità. Il Preside è chiuso nel suo ufficio. Solo gli alti ufficiali sono ammessi, per comunicazioni urgenti. Ultimo tocco di stile, la sparizione magica di qualsivoglia segno di trattativa sindacale. Dalle bacheche scompaiono i minacciosi cartelli, le vignette, gli avvisi di assemblea. Agli operai è stata mandata, in qualità di emissario, L’Elastica. La nostra ha il compito di velare minacce, ventilare terrificanti punizioni per tutti quelli che sognano un giorno da leoni. E’ necessario che il mansueto gregge di agnelli incarni la produttività, l’efficienza, la disponibilità di una vera e propria forza lavoro. Un nutrito gruppo di stagiste lavora alla preparazione della serata per i nostri. Esclusivo ristorante, esclusivi piatti, esclusive chiacchiere intorno a un Sassicaia sull’orlo dell’aceto. Millesimato per il brindisi, e poi tutti a puttane. Alla cena sono stati invitati anche alcuni esseri umani, tra cui il sottoscritto. Ci sarà concesso di partecipare, allo stesso tavolo dei potenti, con il chiaro concetto che per una sola parola sbagliata si può trasformare nell’Ultima Cena. Una rappresentanza dell’umanità subordinata, tanto voluta dai nostri che si vede che amano sapere come si vive da poveri o come si tira la fine del mese con un mutuo. Io reciterò il mio ruolo di Diffusore Ambientale. Appoggiato da qualche parte nella sala riunioni, spruzzerò cordialità e dati gonfiati, diluendo l’odore di merda che pervade le poltrone nostrane con sapienti dosi di Power Point e dormendo per la maggior parte del tempo. Circolano già strane leggende che narrano di miracoli della Trinità: al loro passaggio i TFR tornano ad essere umani; dicono che un solo gesto del Figlio possa far aumentare lo stipendio a cinque dipendenti. Si vocifera che Lo Spirito sia in grado di far apparire macchine aziendali nuove di pacca. Qualcuno ha visto Il Padre distribuire ferie. Ma si sa che ogni religione ha i suoi vangeli apocrifi.  

6 pensieri su “La Trinità Onniscente

  1. il Diffusore Ambientale di Cordialità è un ruolo splendido, faccio mia immediatamente la definizione, anche perchè mi sa che è l’unico ruolo che mai mi appiopperanno qui dentro…ottimo “spaccato di vita”, ho la ghigna assassina stampata in faccia, x oggi diffondo solo nicotina fuori porta.

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