E’ stato bello, ed è anche durato tanto

Fine, per il 2006 pare non ci siano più possibilità di vita. Lo danno per spacciato. Peccato, a me personalmente aveva dato parecchie soddisfazioni. Mi sono sposato, ho comprato una casa, con tanto di mensole in pan dan con le piastrelle della cucina, sono passato dalla Vespa alla Moto, costatando che cambia solo il consumo di benzina, ho dato una svolta alla mia vita, ho visto l’America, ho letto parecchio, ho scritto un sacco, ho parlato troppo troppe volte, ho pianto due volte e mezza, una delle quali guardando Harry Potter, ho fumato qualcosa come 5500 sigarette, bevuto circa 100 cuba (dati per difetto, daltronde chi è perfetto?), ho scagliato la prima pietra diverse volte. Mi considero fortunato, dati alla mano, per essere sopravvisuto a circa 90.000 kilometri di autostrade e 50.000 km di rotte aeree. Sono tra i pochi fortunati che non si ritiene povero (pur rientrando a pieno titolo nella categoria dei meno abbienti) e mi considero un privilegiato perchè non ho nemmeno un finanziamento in corso per un plasma 50”.  Per celebrare la fine di quest’anno mi sono fatto un regalo: RadioCorrida V.2.1, che prenderà forma nel corso del 2007 raccogliendo tutto quello che leggo.

Per quanto riguarda Il Bradipo, grazie allo strumento che si trova in fondo ( proprio in fondo) alla pagina, ho scoperto che un sacco di gente ci capita digitando concetti sconnessi. Una breve recensione la trovate qui. (certo che cercare manuali tecnici per panettieri e falli mostruosi in questo posto è davvero da malati). Grazie, in ogni caso, a tutti i principali fautori di minchiate che mi sollecitano come peperoncino sotto il naso, siete voi l’anima di questo posto.

Credo non sia necessario ringraziare tutti per nome, anche se qualcuno meriterebbe speciali menzioni. Amici, questa è davvero la cosa più bella di quest’anno.

Se non succede nulla, l’anno prossimo mi auguro caldamente di scrivere con la stessa gioia, per un anno ancora così.

Special Prize:

Premio Speciale Economia e Commercio:

All’Ispettore Monazzo, che deve il 98% del suo fatturato alle vendite a noi poveri malcapitati. E chi diceva che con un mouse e una cravatta non si diventa riccchi, si ricreda.

Premio Speciale Europa Allargata:

A Pesce e al Presidente, che vanno solo a Est di Trieste, e tornano sperando nell’abolizione del decreto Merlin.

Premio Speciale "Disco dell’Anno":

alla Gospel Band dell’Elegante, e alla loro memorabile tappa a Nova Milanese (presto uscirà il doppio cd: live at Nova Milanese, a night with God’s band)

Premio Speciale Fantozzi e Filini sono i miei vicini

all’Ambasciatore, passato dal facile ruolo di studente al difficile calvario del cartellino ogni mattina. Dice una poesia "i Quadri che salgono al cielo in lucenti ascensori sono come vacche al macello, solo più eleganti".

Premio Miglior Mossa dell’Anno

a Renato, scappato da RCS una settimana prima che tutto si sgretolasse. Mai nessuno ha avuto così tanta prontezza ( o si chiama culo?)

Premio O’Scroccone:

all’Elegante, ospite fisso di Casa Pistecchi.

Premio Unico Per la Migliore Minchiata:

a Renato che urla "Da,Da,Da" alla tenore russa amica di Sabino

Premio per il Commercio Equo e Solidale:

A Salvo e Danilo, che insieme hanno consumato in un unica serata tanto rhum quanto ne produce il Venezuela in due mesi

Gran Premio dello Sport:

A Egofix, ostinato rematore di onde troppo piccole.

Premio "Vento D’Estate":

a parimerito alla Coppia Elegante e Franz, i cui stomaci sono come zampogne (per fortuna le zampogne fanno meno odore).

Premio Segreteria Organizzativa

Alla Signora, senza la quale molti non saprebbero nemmeno uscire dal casello dell’autostrada.

Premio Amore Nascosto

A Chicco, che molti potrebbero confondere con un pedofilo, invece ama le bambine.

Premio per il Miglior Acquisto:

di diritto al Presidente e al 90% dei suoi capi (dalle magliette rosa ai cappelli d’organza).

Premio Coppa del Mondo (ogni quattro anni)

Al gruppo guidato dal Presidente che urlava "Napoleone Pezzo di Merda"

Gran Premio dell’Elasticità

All’Elegante, elastico come un pilone di cemento armato.

Premio Col Cazzo mi Trovo un Lavoro.

al Teo, che grazie all’Amore (da dietro) è diventato dirigente

Premio Puerto Escondido:

a tutti coloro che sono in qualche modo spariti, per i migliori motivi del mondo. A loro i grandi auguri di una splendida sopravvivenza

Bene, se non dovessimo più sentirci, sappi che ti porto dentro, con tutto quello che mi hai insegnato. Se invece ci dovessimo vedere ancora, dammi sempre di più. Vivo aspettando che qualcosa mi stupisca, fallo tu.

 

 

 

 

Tra un cannellone e un rigore

Da La Repubblica: " Un nuovo inquietante fenomeno, dopo i sassi dai cavalcavia, sta squotendo la bassa pavese con violenza: l’AGRITERRORISMO. Gli agri terroristi si confondono con gli agri turisti comuni, e portano devastazione e scompiglio nei rifugi naturali in mezzo alle campagne. Moderni Attila, impietosi barbari del nuovo secolo. I loro nomi scivolano via veloci come le loro macchine, nella notte lombarda che adesso ha paura".

CANNELLONI BURRO E SPINACI

Metti una sera a cena. Metti anche un compleanno, che significa un paio di bicchieri in più per tutti. Metti anche il posto che si presta particolarmente. Il contesto agreste, la pace della sera, due o tre milioni di zanzare tigre, una ventina di maiali, una decina di mucche, oche e galline, e tanta pace. Menù prossimo alla perfezione, con tanto di torta suprema.  E gli Agriterroristi dietro l’angolo.  Grande responsabile è Lo Ignorante, che per tutta la sera sforna le armi del delitto. Suo il tempismo di far comparire un pallone nell’aia della candida cascina. Due porte improvvisate, squadre fatte in velocità e senza criterio, torso nudo d’ordinanza, e gli Agriterroristi si lanciano in una sfida con tanto di erba bagnata. Salvo, detto anche la Primula del Giambellino, gioca come se fosse la finale dei mondiali. Ha la stessa classe di Gattuso e gli stessi riflessi di Totti. L’Ispettore Monazzo gioca come ragiona, tanto da far supporre origini brasiliane. La partita viene purtroppo interrotta da una maleducatissima cameriera che ci ammonisce. Ma il primo cartellino giallo non spaventa la squadra, che abbandona l’aiuola di piante rare e ripara dentro il ristorante. E qui entra di nuovo in gioco Lo Ignorante, ancora responsabile del misfatto. Suo il regalo per l’Elegante: un set da 25 pezzi per percussionisti. In pochi secondi il tavolo si trasforma, e la Banda del Palo inizia a suonare i suoi successi, regalando emozioni uniche ai tavoli vicini. Veniamo ammoniti nuovamente, secondo cartellino uguale espulsione, non prima di aver pagato ovviamente.

SECONDO A SCELTA DELLA CASA

Per questioni numeriche si ripara verso il maxischermo improvvisato a casa della Signora. Per una strana legge fisica, ci stiamo tutti. El Presidente propone un bandierone stile lenzuolo, che sventola insieme alle altre mille bandiere proprio sopra una circonvallazione deserta. La squadra viene appoggiata a distanza dai commenti anni 80 dell’Elegante, dalle crisi isteriche della Signora e dai suggerimenti tecnici del CT Monazzo, posseduto dallo spirito di Nereo Rocco. Durante il secondo tempo la schiacciante superiorità transalpina semina i sospetti scaramantici. Presto fatto: la causa è negli spostamenti fatti da Fulvia e Veronica sul divano.  Struggente l’interesse di Sabino ( che sbadiglia come se guardasse Porta a Porta) e preoccupante la crisi epilettico catatonica di Rena. I rigori sono vissuti con calma da tutti, ma è Salvo il più quieto: si chiude in cucina per proporre un rosario da curva con tanto di versi e toccate di coglioni. Il mio pensiero va a Giulia,  a cui tanto sarebbe piaciuto vederci in cucina, pieni di odio razziale e di commenti sulle menomazioni dovute al colore della pelle.

DOLCE DI SFOGLIA, PANNA FRESCA E FRUTTI DI BOSCO

Il Duomo come il Sambodoromo e Corso XXII Marzo come Rio, gli italiani come Maradona ( nei migliori momenti). La ricetta fonda le sue basi sul sapiente uso del clacson e del braccio fuori dal finestrino, per anni gesti relegati alle tangenziali e per altre ragioni.  Con il senno di poi, i ricordi iniziano a delinearsi: il Ghana, e gli italiani che tifavano Ghana. Gli Stati Uniti i Cechi, i Canguri, i Wurstel e in fine, come vero dessert i cugini alpini. Nessuno lo diceva, ma vincere era questione di principio. Un dolce principio.

FINALMENTE IL CAFFE’

Molti bloggers pubblicano una lista di desideri, barrando quelli che riescono a vedere la luce. E proprio questa mattina mi sono accorto che battere i francesi di merda in una finale qualsiasi era nella lunga lista dei miei. Il Nobel per la letteratura può aspettare.

AMMAZZA CAFFE’

Il francese Ribéry sarebbe un grande amante delle discoteche. Dunque è ufficiale: lui e Ignazio La Russa sono la stessa persona

 Preso atto che l’ingresso di Casa Azzurri è istoriato da una bandiera italiana al contrario (il rosso sopra, all’ungherese) la Federcalcio è corsa ai ripari. Casa Azzurri da oggi si chiamerà Snack bar Budapest.
«De Rossi non va criminalizzato perché ha tirato la gomitata, ma la palla era vicina». (Carolina Morace, TgLa7)

  Nuovi guai per Ronaldo: durante la partita con l’Australia è stato ammonito per divieto di sosta.

 Sta meglio l’anziano di Viterbo che nel tentativo di leggere quanto costa mandare un sms a Sky per votare il risultato preferito (scritta peraltro facilmente decifrabile con l’ausilio di un microscopio elettronico) s’è avvicinato troppo allo schermo e ha tirato una testata al vetro del televisore.

 «In questi primi minuti mi sembra che il controllo della partita lo stiano avendo i nostri avversari» (Sandro Mazzola, Raiuno, 50’’ di Italia-Ghana).
 Sconcerto nella delegazione messicana dopo che è stato tradotto dall’arabo il quadro che il capitano dell’Iran ha donato al suo omologo prima del match: la scritta finemente ricamata significa «Abbiamo la bomba atomica».
 Funziona la strategia anti-hooligan della polizia tedesca: al minimo segnale di scaramuccia arriva un furgone delle forze dell’ordine munito di altoparlanti e costringe i facinorosi alla resa sparando a tutto volume l’inno «Cuore azzurro» dei Pooh. Finora tutto bene, anche se due agenti che non indossavano le cuffie non si sono ancora risvegliati.
 «Mi spiace per Signori, ma Pauleta non la butta dentro mai» (Vincenzo D’Amico, Raiuno, al primo minuto di Portogallo-Angola: Pauleta, foto , segnerà 2 minuti dopo).
 «La Repubblica Ceca ha trovato in campo
una squadra che anche noi volevamo giocare la partita»
(Francesco Totti, Sky).
“Cazzo” vuoi?!
 
Caro Babbo Natale,
negli ultimi anni ti ho visto molto impegnato in situazioni che non facevo tue: sdraiato in spiagge esotiche, a bere birra e superando ogni limite quest’anno persino guidare un camion! Ma non è che poco poco la il piccolo schermo ti ha fatto montare un pochino la testa? Sarà…ma lo sai che io non sono cambiato per niente dopo essere stato in TV? Eppure il mio è stato un programma da prima serata, qualcosa di imperdibile, non qualche reclame invernale di questo o quel marchio.
Comunque non è per questo che ti scrivo; a dire il vero sono anche tanti anni che non lo faccio più, ma questa volta ci tenevo tanto, forse perché i miei amici non credono più in te ed io, che invece di fede ne ho da vendere, volevo farti qualche richiesta anche per loro.
Inizio con il Mona; bene, quando arriverai in quelle stradine tutte uguali in zona forlanini non disperare…riconoscerai il mio amico dal suo lungo impermeabile ai cui fianchi sono incollati i suoi agenti speciali. Lottano contro non so che cosa, ma secondo me lo fanno davvero bene visto che tutte le volte che arrivano a fine serata l’Ispettore è agitato come una lattina di Red-Bull su un tapis-roulant e lo vedo prolungarsi in lunghi discorsi alla pattuglia che tronfia si pavoneggia nel locale. Ecco, a lui vorrei tu portassi una vera auto, qualcosa tipo Starschi e Ach, che ce lo vedo troppo bene lì sopra, tanto più che la sua vettura attuale non si capisce bene come sia potuta costare tutti quegli euri, visto che tra l’altro il sedile davanti non va neanche giù!
Per Ale e la Fede ti richiedo un regalo di coppia; ultimamente li ho visti privi del solito smalto e credo sia a causa di una cospicua perdita di capelli provocata da qualche sindrome lavoartiva che li priva del passatempo preferito (…e non solo da loro) ovvero di tirarseli davanti a tutti nelle occasioni che contano. Pertanto se potessi fargli fare due belle extension risolveremmo un bel dramma.
Il mio amico Ricky invece è davvero bravo a suonare le percussioni, ma ironia della sorte: non suona in nessun complesso sebbene non ne abbia pochi…AH AH! Cosa ne diresti se lo spedissimo a San Patrignano dove so esserci qualche buon musicista ed in più unendo l’utile al dilettevole magari il ragazzo abbandona la strada delle tentazioni e si inizia a drogare! Hai mai sentito un buon musicista, cantante o artista che non faccia uso di sostanze?
Caso a parte è Lo Ignorante. Pochi giorni fa’ ci ho passato tre giorni insieme e ancora non ho capito bene come mai il sesso femminile non gli interessi…proprio no…comunque quello che ho capito è che non conosce molto bene il funzionamento dell’imbuto. Se ce lo porti con qualche goccia d’olio, magari trova qualcuno che glielo spiega, sai mai che una volta introdotto…il ragazzo faccia outing! Tanto a noi che già lo sappiamo ci va bene così com’è!!
Ti faccio ora altre piccole richieste: numero 1 surf (vedi tu se short long o quantaltro) per Egofix che se no mi resta a piedi come a Max Biaggi e poi mi dice che vinco solo perché lui non ce l’ha; un parrucchiere per aiutare la Fulvietta a ritrovare un mazzo di chiavi che se no è un cazzo di casino; per la Simo un maestro di spinning che profumi, ci provi, sia intelligente, romantico, brizzolato, sulla quarantina, con famiglia ma singol, che ce l’abbia lungo ma non faccia male e che faccia male ma solo se richiesto; infine per me e Franz un incredibile anno di mareggiate…ma all’idroscalo…che quando ci vengono J.Conti e soci almeno per una volta i local siamo noi…e col cazzo che li facciamo entrare in acqua!…che non si può?? O’ tu sei Babbo Natale…mica cazzi!
Ringraziandoti anticipatamente, ti porgo i miei
DISTINTI SALUTI
El Presidente
 
PS Fammi ricevere anche qualche sms in più di THE CLUB…che anche se i miei amici mi dicono che sono sfigato, quelle ci stanno!! Forse!?
 

Chi ha l’indispensabile bisogna del superfluo

Milano, Old Fashion, ore 24.00, venerdì sera. La Milano bene, o che vuole sembrare bene, o che si sente bene, è tutta in coda. Grande movimento all’ingresso. Noi passiamo la fila. Ikea ci fa entrare tutti. Noi siamo un gruppo. Da soli non saremmo mai entrati: 12 uomini e due donne. Passiamo direttamente al privee, perchè a noi la massa ci disgusta. Il confine tra il privee e il resto del mondo è una ringhiera, un balcone rialzato da cui si può salutare gli amici proletari che stanno in basso. Gli amici proletari devono poter vedere cosa succede ai fortunati che possono salire. C’è una concentrazione di maiale pari solo a un allevamento della Amadori. Solo che qui non si macellano, si limonano. Wilson ha una camicia che sembra stata creata per lui, profuma come un travesta, si muove veloce e punta diretto su una minigonnata che salta la parte dei finti rifiuti e si concede in tre minuti secchi.  Lui ha la stessa reazione di un airbag. La sua bocca è come un paraurti. Se sollecitato comanda il rigonfiamento dell’airbag. Lei è esperta di meccanica. Ha anche due amiche cofane e un amico carrozziere. Officina dell’amore. Mi sposto e incappo in un distributore automatico di sorrisi e strette di mano. E’ qui per la festa del candidato. Inutile chiedere di che partito. Siamo all’Old Fashion non al Leonkavallo. Distribuisce piccoli volantini. Interinale in campagna elettorale. Disgusto, ecco cos’è quel saporino in fondo alla bocca. Lo faccio passare con un paio di cuba, che pago come un viaggio a Cuba, ma senza il mal d’aria. Il Presidente e Lo Ignorante si propongono in assetto da battaglia. Usciamo a fumare. C’è anche la Tina, il cuba serve come liquido antigelo. Proprio una serata da meccanici. Riflessione con sigaretta: "uè ma sono tutte fighe". Concordo. "ma proprio tutte, cazzo. Sarà la primavera". Concordo. "anche la tua donna comunque… la foto sul sito. cazzo si tiene bene" Concordo. Wilson, sgonfiato l’airbag, dispensa saggezza con una riflessione che merita la laurea: se il papa muore io non mi laureo. Vedo Ikea in broccolo e rifletto sul fatto che il rischio aumenta notevolmente. Ikea scopa ogni morte di papa. Ale passa tutta la serata a rincorrere l’interinale da campagna elettorale. Sarà vero che salire sul treno giusto è questione di attimi. Cazzo bisogna votare. Mi faccio un altro cuba. Perchè pari porta sfiga. Sono distratto dalla Signora. Un po’ stanca. La lascio in compagnia di Germano. Si è messo anche la camicia nera. Sorbole. In bagno piscio. Sembra niente, ma sono l’unico. Gli altri si curano il naso. Al tavolo compare una bottiglia: rhum. Diosialodato. Bevo a sorsi. Mi illudo venga offerta dal candidato interinale. Invece si paga. Vorrà dire che calcherò di più la matita sulla scheda elettorale. Finisco i soldi. Ma alla fine a cosa servono se non a uscire il venerdì. Che se inizio con queste riflessioni poi mi incazzo. Infatti mi incazzo. Con me stesso. Prendo la scusa della stanchezza della Signora. Propongo di andare. Vado via che sono le tre. Circonvallazione deserta. Arbore in sottofondo canta smorz’e lights. Non riesco a fare le pagelle. E ogni tanto penso che… va beh… 

Ma tu per l’ultimo?

willyambafranz










 


 


 


 


 


 


 


 


 


Ah già capodanno… quasi dimenticavo. L’anno nuovo. come sarà questo 2005? Ti auguro tutte le fortune


sii felice, spero tu sia sereno e soddisfatto. Spero tu stia ciulando. E via con i messaggi.


Ex fidanzati che colgono l’occasione, amici che trovano il numero in rubrica, sconsciuti che sbagliano


numero, amici veri che cadono nel precipizio del banale. Si divide in parti uguali l’italica massa: i “non me


lo perdo nemmeno se muoio”. Festone in discoteca, camicia nuova e mutanda rossa d’ordinanza,


che poi sono quelli che rimangono sempre con l’amaro in bocca,


perchè dopo tutto se lei non ci stava in agosto non è detto che si ricreda per la fine dell’anno solare.


Poi c’è la tribù dei viaggiatori: popolo di studiosi delle guide turistiche, folla che spulcia interi manuali


e siti internet, per poi affidarsi al last minute che li scarica sul Mar Rosso, tra un piatto di spaghetti


alla bolognese cucinati da Amedh e un bresciano ubriaco che ride a crepapelle.


Il popolo degli alternativi, in lieve crescita, gode del fascino del “nessuno lo fa”. Riempiono


cascine e fattorie, cenano sobriamente, brindano a lambrusco e si risvegliano all’alba del


primo comnvinti di essersi fatti solo del bene. Poi c’è il popolo dei lavoratori: davvero in


crescita, tira le sue fila traendo beneficio dalle delusioni del popolo dei nottambuli e da quello


dei viaggiatori. Per questo viene chiamato anche popolo degli scottati. Sono i più apprezzabili


dal punto di vista sociale ( perchè lavorano). Memori della grande rottura di coglioni, ricorrono


all’espediente: “tanto è sempre una merda”. Senza piangersi troppo addosso cercano un lavoro


che durante l’anno non avrebbero mai fatto e alla domanda “tu per l’ultimo cosa fai?” provano


grande piacere nel rispondere: non so, forse lavoro.


Il popolo dei Fidanzati ha la sua arma migliore nel ripieghino. Il ripieghino è quel movimento artistico


con cui uno dei due parte sbottando: “se nessuno organizza niente, ti porto via e basta”. Finiscono


stipati in alberghetti sparsi per l’Italia, si baciano, si guardano, brindano, fanno il dovuto e dormono.


Alla sveglia del primo è bon ton dire:”amore, ci aspetta un altro anno insieme”. che profuma più di


minaccia che di promessa.


Tra un regalo e l’altro, il nostro inconscio ha già scelto da tempo cosa fare. Uscirà fra poco, soave,


tra un discorso e l’altro. Io ho fatto il Lavoratore, il Fidanzato e il Viaggiatore e il Nottambulo.


E l’unica osservazione che faccio è che tutte le volte sono scappato da qualcosa.


Qualcosa che a capodanno pesa un po’ di più…


e mi permetto un consiglio…anzi no. Perchès e qualcuno me lo avesse dato per


tempo, non lo avrei ascoltato lo stesso…


sindrome dell’impiegato

Finalmente… no dico, finalmente. Oggi finalmente mi sono sentito davvero stanco della gente con cui lavoro. Oggi, finalmente ho trovato un piccolo difetto nella mia gentil consorte. Finalmente ho deciso di fermarmi a pensare, ma soprattutto FINALMENTE sono riuscito di nuovo a caricare le foto. Ci voleva solo un semplice programma… bah… nel frattempo finalmente riesco a spiegare di nuovo con un immagine quello che le parole possono solo accennare: ecco la sindrome dell’Ambasciatore, quella particolare sindrome che lo porta a dormire in ogni dove, fingendo ascolto e interesse. Poco importa se sto arrivando in ritardo dalla premiata combricola abbiatense… L'ambasciatore invecchia

Ciao a tutti, 


per quanto mi riguarda siamo al debutto. Ho la presunzione di lanciarmi sul mercato degli ex alcolisti impazienti di tornare ai fasti di un tempo.


Al ritorno da lunghi viaggi nel nuovo mondo, ho trovato le cose un po’ cambiate: amici che si allontanano, altri che si avvicininano, coppie che scoppiano, nuovi amori e vecchi rimpianti. In circonvallazione non si può più parcheggiare perchè stanno facendo la corsia dei filobus ed il tempo di ricerca parcheggio il mercoledì sera (quando c’è il lavaggio) ha sfondato di schianto “la soglia psicologica” dell’ora.


Altre cose sono rimaste immutate.


Ma non me le ricordo.


Quando mi verranno in mente le scriverò, sempre che nel frattempo non siano cambiate.


O che me le sia dimenticate di  nuovo.


Poi dovremo parlare delle spiagge di Santo Domingo e di tutti quelli che sognano di mollare tutto per aprire un chiosco su un’isola deserta per vendere cocco alle scimmie. O ghiaccio agli eschimesi (dipende dalla latitudine dell’isola). O ombrelli ai Londinesi (dipende dalla longitudine).


Poi vi racconterò di quelli a cui è venuta un’idea innovativa tipo fare un giro in macchina in Spagna, aprire una società di servizi, fare delle magliette o aprire un sito internet per scrivere le cazzate che fa con gli amici (tutte cose che ho fatto o pensato di fare anche io, s’intende).


Poi vi dirò altre cose che in questo momento faccio fatica a localizzare nella mia memoria annebbiata dalle notti a base di cuba.


Avrei un sacco di cose da scrivere ma faccio fatica, non ho voglia e poi sono in ritardo, la mia dolce consorte occhi di luna, labbra di miele, capelli dorati ma soprattutto mani di forbice mi aspetta in piazza Cadorna. Il suo cuore già palpita all’idea di vedere il suo amato e perfido sarei a prolungare l’attesa, assassina crudele e spietata della sua tenera sensibilità.