Incombendo la lunga trasferta sarda, la Kaffettiera Panzer è oggetto di maniacali attenzioni. Il mio lato bhuddista è molto conscio che tutto è conseguenza di tutto, e cerca di tranquillizzare profondamente il mio lato oggettivo, che è parecchio in ansia per tutta una serie di particolari eventi che si stanno manifestando.
La Kaffettiera troneggia in seconda corsia, la tangenziale del venerdì sera permette un’andatura sostenuta, quasi da moto normale.
Lato Oggettivo del Franz: "Vedi, vibra tutto il cambio"
Lato Bhuddista:"E’ la conseguenza dell’attrito con questo asfalto".
LO:"Ah, meno male. Però sembra che si stacchi".
LB:" Tu sfiduci nel destino, che tutto può".
LO:"Perchè non entra la terza?"
LB:" E’ la meccanica stridente, ferro e plastica, materie moderne plasmate dall’uomo"
LO:"Abbiamo perso la leva del cambio, bhudda di merda"
LB:"Ti devo abbandonare".
LO:"Adesso che sono nella merda?"
LB:"Perchè sei pieno di rabbia".
LB:"Fottiti, testa di cazzo".
Il mio meccanico è un hegeliano possibilista. Segue coerentemente l’insegnamento del suo maestro e parla in tre momenti distinti: tesi, antitesi e sintesi, aggiungendo un fastidioso possibilismo che colora di parecchio il tutto. Esso è l’unico punto di riferimento in città per le BMW un po’ su con gli anni. Ha un fare scavato, e si muove agile in mezzo a tonnellate di ferraglia tedesca di cui conosce ogni piccolo segreto. Il suo sistema di tariffazione è semplice e deduttivo. Non soffrendo di alcuna concorrenza, basa le sue parcelle su un intricato sistema che tiene conto di: condizioni metereologiche, estetica della città, relativismo ideologico. In pratica se c’è il sole, hanno rifatto l’asfalto sotto casa sua e Bertinotti riesce nell’ardua impresa di manifestare un’idea di sinistra, la parcella ha buone probabilità di non superare i centoventi euro. Pratica con successo lo spostamento materiale empirico: in combutta con il suo garzone, un ultra settantenne sbarbato e unto che vive in simbiosi con il mozzicone di MS che è parte integrante del labbro inferiore, sposta l’origine del guasto di una moto su un’altra. Potresti arrivare con un problema ai freni, e uscire con la marmitta da rifare. Accoglie i suoi fedeli sull’ingresso dell’officina. Qui avviene il momento della tesi: la moto è irriparabile, e dopo pochi istanti l’antitesi: la moto è riparabile a prezzo di un rene oppure con piccole rate.
La sintesi, terzo e più cruciale momento, è espressa con una calligrafia da primaro internista su dei foglietti promozionali dell’olio lubrificante, con tanto di smandrappata che tiene fra le tette una bottiglia del prezioso liquido e con lo sguardo intende dire: "anche per le mie coppe, uso olio Motol". Su tali manoscritti viene espresso in modo chiaro e conciso il problema, la sua soluzione e le vie per arrivarci. Un esempio su tutti fu il primo, che ancora conservo, che citava: "candela, olio motore, guarniz. dest. ant., una sett. pass. ven pom. 350 euro".
Ricordo che il primo meccanico, quello della vespa gialla, era un animista. Per un problema di carburatore, borbottando si riferiva a misteriose creature che animavano il motore e che si ribellavano alterandone il corretto funzionamento. Operava con candele e bambole vodoo per scacciare le anime cattive nel carburatore e nel corso degli anni mi ha costretto nella difficile arte del ripararsi la vespa in casa (ricordandosi tutte le viti, che poi è brutto scivolare a destra in Corso Venezia mentre la ruota anteriore deriva a sinistra in solitaria). Ho passato anche un periodo con Fast and Furious. Gli portavo la vespa per una gonfiata di gomme e la ritrovavo con i neon azzurri sotto la pedana e un motore bicilindrico mille e cento sotto la carena.
Ho provato, nel corso degli anni, a rivolgermi alla rete ufficiale BMW, con esiti talvolta dolorosi.
F:"Salve, vorrei un tagliando alla piccola bambina".
Receptionist": Sono cinquecento euro".
F:"Così, senza nemmeno darci un’occhiata?"
R:" Sono cinquecento euro per parlare con me. Dopo diamo un’occhiata al catorcio".
F:"Dice che sarà caro?"
R:"Sui cinquemila, al massimo seimila".
F:"Per un tagliando?"
R:"Si, ma le diamo la fattura su carta intestata".
F:"E senza fattura?"
R:"Giovanotto, ma lei se la può permettere una BMW o è un altro di quei poveri che ci provano?"
F:"…"
R:"adesso vada fuori dai coglioni o chiamo quelli della Buell e gli dico che lei ha detto che sono terroni".
F:"Max, ho rotto il cambio".
M:"possibile…"
F:"no, te lo do per certo. Si è staccata la leva".
M:"la moto è irriparabile".
F:"…."
M:"Finita, kapputt".
F:"…"
M:" oppure possiamo vedere di darci un’occhiata".
F:"Venerdì parto per la sardegna".
M:"Non certo con la moto"
F:"Mia moglie potrebbe lasciarmi. Fai qualcosa ti prego".
M:"Vedrò di fare il possibile".
F:"E anche l’impossibile, perdio".
M:" Al massimo la noleggi…"
F:"Non male come idea. Mi costerà, ma salvo il matrimonio".
M:"Questa moto, in ogni caso, è irriparabile".
F:"…"
M:"ti scrivo qui un numero di cellulare".
F:"il tuo? Ti posso chiamare in settimana?"
M:"…"
F:"oh, grazie a dio. Lo sapevo che ci avresti provato. Grande!"
M:"…"
F:"Matrimonio e vacanza salvi!"
M:"…."
F:"grazie, amico di sempre!"
M:" Si chiama Lucilla. Ucraina, ventidue anni".
F:"Prego?"
M:"Mi ha fatto dimenticare mia moglie in due minuti. Settanta euro, ma ne vale la pena".