Sento la nostalgia del brasato

Sento il disperato bisogno di consumare del tempo nella intricata attività di rosolare al sole cocente, seminudo, con il sale nei capelli. Sento la forte necessità di abbandonare la sveglia e le scarpe, guidare la Kaffettiera senza la fretta disperata del mattino lombardo, trovando negli specchietti il brullo paesaggio lunare delle colline sarde. Sento imminente il cedimento di nervi e ossa, consumo questi giorni nella pianificazione dettagliata di alcuni elementi che rendono la vacanza una vacanza.
Professionalmente mi dissanguo per comunicare che ovviamente non spegnerò mai il cellulare, e tutte le sere leggerò la posta, ma diffondo un messaggio subliminale di automotivazione tale per cui desidero rendere consapevoli tutti i colleghi che il mio parere o il mio contributo sono totalmente inutili.
Meccanicamente curo la Kaffettiera Panzer occupandomi di ogni singola vite, per garantirmi le necessarie capacità motorie casa-spiaggia-casa.
A livello più generale, mi preparo psicologicamente all’orda di fastidiosi giovani con camicia bianca aderente, Morellato argento al collo, cabrio lavata quotidianamente, che riempiono le coste sarde armati di Gazzetta e olio auto abbronzante da 25 euro.
Da lettore ho alcune sfide estive che spingono con forza per trovare un prezioso posto nel bauletto insieme a due paia di mutande e un pareo con le tartarughe. Prima tra tutti la Bucciarelli, che con il suo tomo ambientato in quel di Forlanini, deve per forza di cose essere letta. la Vargas, perchè mi manca solo uno dei suoi libri per poter dire che tutto quello che ha scritto mi ha annoiato a morte. La Mazzantini ha già passato il suo Zorro dal comodino alla libreria, troppo bello e tutto in una sera, come Seta di Baricco o la lunga notte di Galvan di Pennac. Sono quei libri che speri sempre non finiscano, e si consumano velocemente sotto gli occhi, senza pietà. Ho in ballo proprio in questi giorni il secondo di Tusset, quello del meglio che possa accadere a una brioches. Se nel suo primo era stato la rivelazione spagnola, divertente e completo, Nel Nome Del Porco mi ha già stancato a pagina 60. Ma lo devo finire. Poi c’è da leggere Ada Merini, che scorre via come un buon bicchiere di vino, e che da forza alla mia tesi che a Milano la poesia sia mestiere difficile, reso ancora più ostico dalla città stessa. Montale mi aspetta in tutto il suo splendore, un’edizione con commenti e studi sintattici, roba da Lettere Moderne. Ho letto l’introduzione e ho capito 12 parole su 40, però fa molto figo leggerlo.
L’operazione Ipod è molto più delicata e prevede l’aggiornamento di alcuni settori: Aretha e Frank, ma anche un Jefferson Airplane d’epoca e due o tre Punkorama per i momenti di sconforto. Dato il mio elevato livello tecnologico, l’aggeggio deve considerarsi già fortunato per essere ricaricato.
Nella lista rimaneva il capitolo "tomar el pelo", risolto con il solito viaggio alla scoperta dell’universo dei parrucchieri frociazzi che impestano il centro; poi c’era la nota dolente a riguardo dell’acquisto di un materassino per le dodici ore in notturna di traghetto. Di comune accordo con il mio compagno di viaggio abbiamo optato per l’investimento della cifra pattuita in rhum. Meno plastica, più allucinazioni da mareggiata.
Il pensiero di poter fare colazione con le palle all’aria, coperte da un pareo con le tartarughe, immerso nella lettura dell’Unione Sarda, facendo durare una sigaretta un quarto d’ora, mi motiva inaspettatamente ad arrivare alla fine del mese senza compiere omicidi.
Avrei voluto parlarvi del parrucchiere ricchione e geometrico, avrei voluto approfondire l’appassionante discussione cosmopolita, avrei voluto fare la recensione di Zorro della Mazzantini, ma tutte queste cose richiedevano immensa fatica, che oggi dedico a dissimulare il mio continuo addormentarmi in sala riunioni.
 
Ci vediamo al Den, dove per essere sportivo fino in fondo, comprerò una nuova tavola all’insaputa della Signora, che tanto non arriva mai alla fine dei post.
(ti amo anche per questo).
 
A presto, ammesso che il condizionatore continui a funzionare. Altrimenti addio, bevete in mio nome.
(e predicate il canuzzo, come da immagine)

15 pensieri su “Sento la nostalgia del brasato

  1. Heeeeeee, ab in den Südeeeeeen, der Sommer hinter her – eh oh, was geht, der Sommer hinter her – Ja! Ich saaaaaaag!!!!

    [Hey! Giù verso il sud, andando a caccia del sole – hey ohi, what’s up? Alle calcagna del sole – Si, è quel che dicoooo!]

    che originale che sono stata, non ho citato i Beach Boys….

  2. non so cosa sia peggio tra citare i Beach Boys e una canzone in tedesco.
    I tedeschi sono musicali come una puntina nelle palle.
    Ma ti si perdona, non tutti sarebbero stati in grado di citare Marvin Gaye, e le sue parole estive.

    Peccato

    E.

  3. E puntato, che potrebbe essere Ettore o anche El Presidente, non mi sovviene che una precisazione: Marvin Gaye non ha mai scritto una canzone sull’estate. Ha invece scritto la canzone più bella con cui fare l’amore (Sexual Healing) rifatta in modo indecente anche da B. Harper (che l’ha trasformata in un mattone ammoscia amore).
    Sul tedesco ti do perfettamente ragione, e lo testimonia il fatto che i tedeschi cantino le canzoni italiane.

  4. Caro Ego,
    sono sempre stato dalla parte di quelli che ad agosto sono in Porta Venezia a sopportare un boliviano che li violenta. Purtroppo quest’ anno una durissima trasferta di lavoro mi vede in California e in Messico per buona parte del feriale mese. Di milano mi farò una breve e appassionata settimana.

    Ti lascio in buone mani, insieme alla Gang Tunisina

  5. E. potrebbe essere anche l’Elegante. anche perchè El presidente lo danno per disperso. l’ultimo avvistamento risale a …

    guarda che io i post li leggo sempre tutti, fino alla fine, e se tu ti compi la tavola io vado da max & co.

    giusto o no?
    ecchec***o!

  6. ancora??? un’altro straccio per la polvere per luciana? baaaasta!
    cmq se vuoi la tavola… che tavola sia!
    avviva il den! evviva il franz del den!

  7. ciao shosholoza (ho dovuto fare copia-incolla del nome perchè a scriverlo io non ce la posso fare..) io adesso antare a fevere posta, ja?!
    (Fa molto torakiki…a me però mi dicono un po’ tutti che ricordo Spank…chissà come mai…)

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