Avere

24 Nov

Scrivo appunti veloci, di quelli che nemmeno io rileggerò. Prendo sempre appunti, perché poi ci ritrovo il senso delle cose, e mi permette di perdermi in un dettaglio o dentro un pensiero. So che molte delle cose che scrivo è anche inutile che io le scriva, per quanto siano cose poco importanti. Eppure lo faccio.

Osservavo i suoi tacchi, scarpe bellissime, nere, alte. Ha scarpe che raccontano molto bene il suo desiderio di essere alta, di poter arrivare al cielo, la pretesa di capire tutto, e mentre lo osservavo ho sentito pungermi da un desiderio forte, incondizionato, pulsante, ma, sorprendentemente, non malizioso. David Lipsky è uno scrittore, che non conoscerete perché non tradotto in Italia, addirittura segnalato da Carver per un premio narrativo. Ovviamente ho dovuto cercare un suo cazzo di libro per giorni, nell’era prima di Amazon, promettendo in una mail a una libreria di San Francisco un pagamento anticipato e con delle spese di spedizione comiche. Dovevo leggere uno scrittore segnalato da Carver. Lo dovevo fare per forza. Ho fatto una fatica enorme. Perché scrive fitto, come chi pensa troppo velocemente. Ho trovato poi qualcosa scritto da lui in Italiano. Una lunga intervista, cinque giorni e cinque notti insieme, a David Foster Wallace. Ed è stato poi il motivo per cui mi sono avvicinato a David Foster Wallace. Nonostante due donne in un anno mi avessero implorato di leggerlo. Dovreste sapere che non accetto suggerimenti, su come leggere e su come scopare. Preferisco sbagliare.

Nell’introduzione Lipsky ammette, lucidamente, di aver invidiato molto Wallace. Quasi coetanei, l’intervista avviene con loro trentenni, i due sono divisi dal successo. Wallace ha appena scritto Infinite Jest, che sto tenendo sul comodino in attesa dell’ospedale, ed è in un vortice di successo clamoroso. Lipsky no. E si accontenta delle piccole cose. E vorrebbe che Wallace facesse la stessa cosa.

Non si può chiedere a un uomo di smettere di desiderare. Pensavo. Non si può spiegare a un uomo il proprio desiderio soddisfatto, pregandolo di smettere di desiderare. Qualsiasi cosa. Il successo, i soldi, l’amore. Non si può.

Poi ho sfogliato un giornale in attesa dal dottore. Ormai siamo quasi amici, io e il dottore, e mi rilasso pensando che in ogni caso dovremmo vederci ancora a lungo. Oggi è morta Fiamma, moglie di Fangio e musa di Enzo Ferrari.

Questa è una storia che potrebbe diventare uno splendido racconto. Tutte le storie di Ferrari con le donne potrebbero diventarlo. A Modena, pochi millimetri dal casello dell’autostrada c’è ancora la Trattoria, Osteria in verità che ci tengono, dove mangiava e si riposava. A fianco di un’altra donna. 

Fiamma però fu diversa. Bionda, bellissima, intelligente, fu sempre a fianco di Ferrari. Che le chiese di sposarlo molte volte. 

La poesia della confusione sentimentale di Ferrari è una delle storie che preferisco ascoltare da sempre. Costruita su pettegolezzi e voci fondate, alle spalle di un uomo molto duro. 

Avessi tempo, ci scriverei sopra io stesso.

Ho riaperto gli appunti, per rispondere a una telefonata. Come se il quaderno mi potesse proteggere da rotture di coglioni.

Lo faccio spesso.

E ho ritrovato gli appunti della mattina. Cose particolarmente poco importanti.

Mi sono tornati in mente quei tacchi. Adoro osservare la bellezza dei particolari. L’ordine di certi vestiti è quasi meglio della nudità. L’arte dei tacchi è quasi meglio di un piede nudo. 

E ho ripensato a quanto gli uomini lottino, muoiano, si distruggano, per avere.

E non per essere.

Per avere successo. Per avere soldi. Per avere donne. Per avere conquista.

Non per essere.

Dannazione. Ho proprio pensato “dannazione”.

È una dannazione. Quella di voler avere.

Scegliere di non essere.

Ecco cosa avevo visto stamattina.

Il mio voler essere insieme a quei tacchi. Essere. Non averli. Viverli. Per una volta nella vita.

È un pensiero talmente sottile, talmente delicato, talmente perfetto, da meritare un racconto. Ho pensato.

Sul voler essere e non sull’avere.

Tutti possono avere.

Per questo, anche questa notte, scrivo.

Per essere.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: