Il talento imprecato

8 Set

– Forse ha ragione

– indubbio

– Però permettimi di dirti una cosa

– si?

– il tuo più gran talento mica è quello di far felici le donne

– minchia, nemmeno quello

– a voler ben vedere, direi di no. 

– dici?

– dico, cazzo. Hai fatto più vittime tu dell’Ebola. Oggettivamente non ricordo una donna che tu abbia reso felice. Spari certi colpi…

– involontariamente. Anzi. Contro la mia volontà.

– si chiama fuoco amico. Involontariamente un cazzo. La mano che spara è sempre la tua. 

– scusa, e quale sarebbe il mio talento più grande?

– così mi metti in difficoltà.

– nel senso che sono un mediocre in tutto?

– non iniziare con la depressione da autunno. Tu hai un sacco di talento. Diversamente, non saresti arrivato dove sei arrivato. 

– dici davvero che non ho mai fatto felice nessuna?

– …

– Cristo, è una roba atroce.

– in effetti.

– sai le donne quando sono felici davvero?

– non iniziare con le tue spippate filosofiche del cazzo. 

– sto dicendo sul serio. Sai quando le donne sono felici davvero?

– …

– quando hanno la percezione di avermi evitato. 

– tipo una grandinata?

– più un brutto temporale d’estate. 

– non colgo la differenza. Sono due birre indietro per cogliere le sottili differenze che passano tra una grandinata e un temporale. 

– La grandinata è distruttiva. Il temporale rinfresca. E’ quasi un bene, a volerlo vedere così.

– mah

– davvero. Ho capito questo. Le donne della mia vita sono felici quando hanno la percezione di esserci passate, ma che è tutto finito. Il fresco, e poi ancora l’estate. 

– dimmi che tu tipo vai a letto e pensi a queste cose. 

– sto mettendo insieme i pezzi. Ma tutte le mie ex, dico tutte, sono così. Quel sorriso quasi ebete, nel guardarmi, quell’aria sollevata nell’osservare la distanza che intercorre tra me e loro, quel senso di vittoria, per esserne uscite. 

– io bevo ancora, perchè se no la conversazione è zoppa. Tu sei troppo avanti con l’alcool. 

– Le donne della mia vita hanno trovato il loro momento, in questo temporale, e il loro futuro nell’estate. 

– Io vorrei essere un’estate per una donna. 

– Tu non scegli cosa essere. 

– Potrei essere qualcos’altro?

– sei stato molte cose. Sei anche stato una brutta nevicata, che copre tutto, affonda i rumori, addormenta, infreddolisce. Ma poi si scioglie. 

– fanculo, parlavamo male di te, mica di me. 

– l’illusione, secondo me, è non capire davvero che cosa si è. 

– Signori e signori, alta filosofia d’amore, spiegata alle otto di sera, in una soleggiata periferia davanti a del pessimo vino e una birra calda. 

– intanto, secondo me, è così. 

– mah, non saprei.

– l’amore è come una stagione

– l’unica cosa che mi viene in mente di risponderti è che la birra calda è come una figa asciutta. Non serve. 

– anche questo è vero.

– abbiamo trovato un accordo. 

 

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