L’Accordatore di Piani (Inclinati)

5 Set

Lettera a un fratello, per il suo trentaseiesimo compleanno. 

 

Forse non ti sei accorto di quanto, appoggiati al bancone, facciamo la nostra porca figura. Forse non ti sei accorto di quanto, appoggiati al bancone aspettando da bere, ci facciamo del bene ascoltandoci e provando a ridere. Auguri, bro. Che arrivano anche gli anni in cui il compleanno fa sempre un po’ male, come una vecchia incrinatura di una costola, che con l’umido e la stagione torna a battere proprio li, che al posto di chiudere il cuore e proteggerlo sembra voglia trafiggerlo. Ci sono quegli anni li, lo dicono tutti. In mezzo agli anni belli dei bimbi e agli anni belli della vecchiaia. Ci sono questi anni qui, che arrivi a due o tre giorni prima del compleanno, e ti ritrovi a fumare, guardando la pioggia e a pensare a quante cose vorresti vedere cambiare, a quante ne sono cambiate, a quante stai ancora aspettando. 

Tu di lavoro nella vita fai l’accordatore di piani. Che è un bel lavoro di per se. L’accordatore di piani inclinati. Li metti in pari, con i conti della vita, per pattinarci sopra senza nemmeno un balzello. 

Un bel lavoro, davvero. 

Io quest’anno mi sono ricordato tutti i regali per i miei fratelli. Non ne ho mancato nemmeno uno. Mi sono perso tutti i biglietti. Che come diceva Nonna Laura, è il biglietto a far la differenza. 

Un regalo senza biglietto è come Freddie Mercury senza la voce. 

Un bel paio di baffi con cui limonare, forse. Niente più. 

Bro, auguri. Me lo avessi chiesto tre anni fa, non avrei scommesso un fottuto cent su cosa siamo oggi. Che sembra una frase da arrampicatore di Wall Street, invece è più una frase da Survivors. 

Ma poi, lo sai bene, io scommetto su tutto. Ho scommesso sempre su di te. Scommetterò sempre su di te. I miei fratelli sono dei cavalli vincenti. 

Ci avessero detto che il piatto riservato a noi era questo, magari non ci saremmo proprio seduti così volentieri al tavolo di questi anni. Che è una frase del cazzo, perchè in fondo, anche ce lo avessero detto, ci saremmo seduti lo stesso volentieri, che uno nasce cazzone e basta. 

Non posso nemmeno dirti che ci abbiamo rimesso capelli e rughe. Perchè i capelli e le rughe li abbiamo già dati via al tavolo precedente. 

Ho un fratello che fa di lavoro i tagliandi agli amori degli altri. Un altro che di lavoro fa il pilota di un amore, e per fortuna che l’hanno appena sbendato. Un altro che accorda piani, inclinati. 

Per forza che le rughe superino i capelli.

Nel vomitevole romanticismo dei compleanni di chi si conosce da tanto tempo, partono sempre i fuochi d’artificio delle frasi sui ricordi. Ma ti ricordi? Che poi una vita è davvero interessante solo se la maggior parte dei ricordi non è che li puoi proprio raccontare a tutti. 

Comunque si, mi ricordo tutto. Ho una memoria di ferro. 

Ero sdraiato nel letto, ad ascoltare il Piccolo russarmi sul collo, un pomeriggio d’estate pensando, ma che cazzo gli regalo.

– Puttane a Lugano

– Week End Spagna

– Giro in Moto tipo Siberia e ritorno

– qualche corso da hipster milanese, tipo cucina sarda o imbottigliatore di olio del Salento

Io voglio regalarti solo una cosa. Un promemoria. 

Un promemoria. 

Una sola cosa ci è data senza possibilità che torni. Una sola cosa ci dimentichiamo di non poter ricomprare quando finisce. Una sola cosa va via che è un piacere, e ce ne accorgiamo troppo tardi. 

Ma che cazzo dici, l’amore non centra. 

Il tempo. 

Che noi, seduti a questa tavolata, apparecchiata da un destino che un po’ stronzetto lo è stato, e serviti da cameriere tanto belle quanto maldestre, abbiamo rischiato di dimenticarci una cosa. 

Il tempo. 

Un fottuto promemoria. Un fratello lo avrebbe fatto. Io ho voluto farlo. Regalarti solo un promemoria. 

Esiste un giusto e uno sbagliato, in quello che hai fatto?

Probabilmente si. A me non interessa. Sarò qui. 

Mi piace, peraltro, quando sbagliate voi. Mi da sicurezza per sbagliarci dentro un po’ anche io. 

Una sola cosa mi preme dirti. Prendi delle ottime direzioni o delle pessime decisioni. Parti o resta fermo, pianifica stupendi futuri rimuginando su orripilanti passati, insomma fai quello che devi fare. 

Ma non smettere mai di ricordarti del tempo. 

Che tutto ha un tempo. 

L’indecisione ha un tempo. Come la paura. Come il coraggio.

La calma e la fretta hanno un tempo. 

Tutto ha un tempo.

Non perderlo. 

Auguri, bro. 

 

PS: tra le opzioni più ragionevoli c’è sempre un giro a Lugano in moto. Ma sto invecchiando troppo velocemente per certe cose. Lasciamo le moto a casa. 

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: