Il lento discendere delle viscere del pesce

Oggi ho parlato con il bagnino. Oggi ho parlato con il barista. Oggi, in verità ho passato tutto il giorno ad ascoltare storie. Ci sono giorni in cui l'anima, il cui peso specifico è di 21 grammi, arriva a pesare troppo per potersene stare lì seduto con le mani in mano. Allora parlo con tutti, ascolto le storie, addirittura mi faccio un'opinione. Poi arriva sera, e se proprio deve andare bene, arriva il rhum. Allora l'anima torna ai suoi, impercettibili, 21 grammi. Torna al suo posto tutto, con un po' di rhum. O per lo meno, a me va così. Se vuoi continuare a pagare l'analista, sappi che ci ballano, al prezzo di mercato di 7 euro per un rhum e 100 per un analista, entrambi di media qualità, 93 euro tondi tondi. A te tirare le somme. Poi, anche se un analista costasse 7 euro e un rhum 100, io andrei di rhum. Ma non reggerebbe la teoria per cui bere è più economico. E sai che palle dover giustificare sempre un bicchiere di rhum. 

Il bagnino è di poche parole. Prima di tutto ho un pene, pertanto rappresento un inutile controfigura nel suo palcoscenico. In secondo luogo, un terzetto di giovani donne russe si bagnava con grazia a pochi passi da noi. Il bagnino fa il bagnino, sa parlare di mare. Si ricorda i venti giorni consecutivi di mareggiata a luglio, il goldone appoggiato sul pattino trovato alla mattina, e mi ha anche raccontato di queste russe, che nessuno ha mai appurato che siano russe davvero. Però, a suffragio della sua tesi, porta il fatto che siano alte, scosciate, decisamente ammiccanti, ricche, e parlino una strana lingua. Queste russe, arrivano, spendono un sacco, vivono alla grande e ritrornano in Russia. Il vivere alla grande, fortunatamente per la popolazione locale, include costumi sessuali abbastanza aperti. Inoltre pare che spendano parecchi soldi. Parecchi se comparati a uno stipendio medio di un russo. Ma ne io ne il bagnino sappiamo quale sia lo stipendio medio di un russo, pertanto ci siamo accontentati di costatare che ombrellone, lettino, sdraio, cocktail, pranzo, massaggio, portafoglio tarocco di Prada, siano un bel vivere. 

Il barista è di poche parole. E' molto arrabbiato, perchè c'è la crisi. Me lo dice facendo cadere gli occhi sul registratore di cassa. Non gli ho mai visto fare uno scontrino, in due settimane. Si lamenta del fatto che, venti giorni di mareggiata abbiano distrutto il suo florido business di panini e insalate. Alle quattro di pomeriggio fa i panini con la Nutella. Ma sembra che li prendano solo i ragazzini e le russe. Le russe, che sono ragazze alte, more, parecchio vacche che parlano una lingua strana ma nessuno sa se siano russe veramente, sono tre. Ma ce ne sono tantissime. Poi ci sono i russi. Quelli sono in giro con i SUV, sul lungomare. Le russe amano spendere, i russi amano pagare. Spendono tantissimo. E meno male, visto che gli italiani alla Gianni Agnelli (è la sua estate per me, lo citano tutti) non ci sono più. Nessuno, soprattuto al bagno numero 141, ha idea di quanto spendesse Gianni Agnelli. Anche percheè qui non è nemmeno mai passato. Forse a due miglia marine di distanza in una scorribanda in barca. In ogni caso, gente come Agnelli non c'è più. E si sente. Menomale che ci sono i russi. E le russe. 

Poi ho parlato con un signore, stava in piedi nel parcheggio, sotto il sole. L'espressione vagamente interrogativa. Faceva un caldo bestiale, che si poteva indossare, talmente ti stava addosso. Mi ha chiesto, in un inglese grammaticalmente molto corretto, se il parcheggio fosse libero. Gli ho detto che si doveva chiedere al barista. E lui mi ha risposto che il barista non parla ne inglese ne polacco. Allora gli ho detto che non si poteva parcheggiare, perchè solo il pensiero di andare dal barista, tradurre una conversazione di venti minuti su un parcheggio, mi faceva svenire dal caldo. Mentre finivamo la nostra conversazione sono arrivate le tre ragazze russe. Che lo hanno salutato. Forse in russo. Ma lui è polacco. Poi, sempre lui, mi ha spiegato che loro, loro quattro, sono polacchi e sono qui per uno spettacolo serale. Sebbene l'espressione "spettacolo serale" includa una moltitudine di attitudini umane, dal piano bar allo spogliarello estremo, mi sono permesso di supporre che si tratti di qualcosa più vicino al piano bar. Così, per mia innocenza personale. 

Poi sono andati via, visto che non si poteva parcheggiare. 

Il bagnino, sconsolato, a metà pomeriggio chiedeva all'amico, ad alta voce, dove fossero andate le russe. Che lui, in fondo, confidava in una serata appoggiati al pattino. 
Che costa meno ancora del rhum. E forse, volendo ben vedere, rende ancora di più. 

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