La paura della paura

Scrivo da sotto un canneto, o forse un assembramento di bambù, proprio di fianco a una palma nana e a un formicaio di formiche rosse che segretamente alimento con i Kellogs Special K ultra Cioccolato, Nocciole e Bombardamento di Grassi Saturi. A me piacciono da impazzire, e anche le formiche sembrano apprezzare parecchio la strabiliante unione tra i grassi saturi e il cioccolato. Spiaggiato come un grosso tricheco, di giorno, specialmente attorno all'ora di pranzo, rifletto su alcune grandi questioni del mondo. Leggo due quotidiani al giorno e origlio i vicini d'ombrellone, per tenermi aggiornato sulla cronaca nazionale e su quella locale. Vince la cronaca locale, decisamente più interessante. L'incessante, classica, lotta tra i Vigili Urbani locali e la massa turistica è l'argomento principe. Anche qui, località top secret del litorale, le baffute rappresentanze dell'Ordine Pubblico, multano selvaggiamente il turista, in tutte le sue forme. Dalla superclassica multa sul lungo mare alla più ricercata multa nella vietta. Una illuminata giunta comunale ha messo decine di parcheggi a pagamento, aree pedonali, divieti di sosta, insomma la preparazione del gioco è stata davvero professionale. Di sera chiacchiero con un brasiliano nerd, che gira su una Graziella arrugginita, e inizia sempre le nostre conversazioni con: "como vai?". 
Poi guardo le stelle, sorseggiando limoncello. Vado a letto quando le ragazze minorenni finiscono di truccarsi per uscire e mi sveglio quando rientrano dalla discoteca. Che per altro è a due miglia marine dalla mia camera e per effetto del vento è come se il Dj fosse seduto sul cuscino vicino al mio. Kuduro a manetta.
Dopo queste due settimane di ombrelloni, carpacci di tonno, macedonie, il mio rating verrà abbassato di almeno una A. Obama non si sentirà più solo, ma di contro una grande positività dal punto di vista economico mi pervade. Forse per questo, salto le prime tre pagine dei quotidiani, passando direttamente a quella sulle sparate di Bossi, un altro super classico. 

Ho letto, giusto oggi, a chiusura della super notizia della scappatella Kennedy-Agnelli una illuminata frase del Gianni Nazionale su Capri: mi piaceva quando le contesse facevano le puttane, adesso che le puttane fanno le contesse non mi piace più. 

Ed è il riassunto di questa piccola italia da litorale, minuscola ma numericamente in vantaggio. Dove un portafoglio di marca, può fare la differenza.

Il mio amico brasiliano, che indossa spettacolari camicie a quadretti uscite da un ritratto giovanile di Bill Gates, dice che è qui che nascono tante mode che poi a Milano esplodono dopo. 

Io, per non saper ne leggere ne scrivere, origlio storie da ombrellone, amori compromessi, corna e paranoie di un ceto che di medio ha solo il dito, quello vicino all'anulare, dove brilla la veretta Gucci. 
Certo che gli anni in cui le contesse facevano le puttane erano meglio di questi, dove le puttane, loro malgrado, vogliono vivere da contesse. 

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