Put Some…

Oggi ero in treno. In treno per Milano. Il treno è come una brutta sbronza. Ti accorgi che è troppo quando è già troppo tardi, e non ti resta che rimanere su. Sono uno di quelli che sale sul treno all'ultimo, cerca sempre un posto corridoio, e provo a scendere per primo. Mi piace viaggiare in treno dove non capisco le fitte conversazioni dei vicini, e riesco ad addormentare la vista rimanendo a guardare posti che non conosco. Non so perchè, precisamente, mi venga così difficile viaggiare in treno. Forse mi viene difficile essere sommerso dalle storie, non richieste, di una moltitudine di esseri umani, dai loro telefoni, dai loro libri, dai loro odori. E' come se ti venisse messo nel letto ogni notte un partner diverso, non richiesto, sconosciuto. Un odore che forse potrebbe non piacerti, un pensiero che potresti non condividere, eppure devi farlo per tre, quattro, cinque ore. Mi piace la storia del treno, la storia delle moltitudini di migranti. Mi piace il treno come mezzo popolare, con le caste sociali divise da comodità ridicole, come nella vita reale. Avere un poggiatesta di stoffa, trenta centimetri quadrati in più e un giornale, ha un prezzo spropositatamente alto rispetto allo stesso viaggio in seconda classe. E, la cosa sorprendente di tutto il trasporto diviso ancora per classi sociali, arriviamo tutti insieme. Quelli di prima classe arrivano in stazione nello stesso istante in cui arrivi tu, che viaggi in seconda classe. Il beneficio è nel sommo piacere di un poggiatesta di stoffa. O forse nello stare con i propri simili. 
 

Oggi, in treno, ho finito di portare tutte le poche poesie pubblicate dal 2007 dal vecchio RadioCorrida al nuovo RadioCorrida. RadioCorrida è un posto a me molto caro, perchè ci metto solo poesie, solo alcune poesie, solo alcune selezionate poesie. Oppure ci scrivo di getto, senza nessun criterio di selezione. Mi piace il disordine che c'è in RadioCorrida, che è un posto sull'etere, senza nessun appeal per farsi notare dall'etere. 

Ho iniziato a innamorarmi della poesia con Umberto Saba. Ho divorato Gozzano, Fante, Buckowsky, Lee Master, Fros, Auden, Catullo, Corso, Ferlinghetti, Neruda. Ho divorato tutto quello che trovavo, senza logica, senza nessuna fottuta logica. Della poesia, mi piace questa assenza totale di logica. Il poter mangiare piccoli morsi, o divorare intere raccolte, sentendo sempre la sazietà felice del lettore soddisfatto. Mi mancano da leggere moltissimi grandi, tanti talenti e adoro comprare libri di poesia dagli autori.

Ho iniziato a scrivere poesia nel disordine assoluto. E disordine è stato. Ma è stato un incredibile disordine liberatorio, una sensazione stupenda di eterno, sospeso in soggiorno davanti a una bottiglia di Bacardi.

Scrivere è il miglior modo di spiegarsi parecchie cose. E' anche una delle arti più belle e complete che ci siano. Fare rumori con le parole, immagini con le sillabe. Scrivere di un profumo, di una sensazione, di un dolore è come dipingerlo, fotografarlo, registrarlo. E', come tutte queste cose, un gigantesco bisogno. 

Mi piace scrivere poesia, perchè la mia poesia manca di logica metrica, inizia con un dolore e finisce in una gioia infinita, parla di posti che ho visto e cose che ho vissuto. E le mie poesie mi ricordano persone, cose, luoghi, odori. Scrivo poesia per me, prima di tutto. Poi, perchè è la forma dello scrivere più nobile che ci sia. Togli alle parole la libertà del disordine nelle pagine, e obbliga un uomo a raccontarsi.

RadioCorrida esiste per questo. Adesso RadioCorrida è su radiocorrida.wordpress.com.
E' sempre un posto scarno, dove ci sono uomini che rincorrono un cuore. Sfondo bianco, ben leggibile. Come piace a me. Però adesso, miracolo della tecnologia, con questo nuovo posto posso scrivere direttamente dal treno. Che a voi non sembrerà molto importante, ma per me era essenziale. 

Come nel vecchio posto, l'interazione sociale è minima. Non scrivo per farmi nuovi amici. Ma era giusto avvisare che, viste le enormi differenze tra le due piattaforme, RadioCorrida è stata la prima a spostarsi.

Si vuole sempre il meglio per i propri, piccoli, gioielli.

Life is short, fritz, put some poems there. 

www.radiocorrida.wordpress.com

3 pensieri su “Put Some…

  1. Se ti piace Henry Charles Bukowski, impara almeno come si scrive il suo cognome.

    Altrimenti lascia perdere la poesia e i libri.

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