buscolini e pop porn

Uno degli intrinsechi vantaggi di un blog è il poter affrontare in grande serenità argomenti che difficilmente potrebbero avere un pubblico fuori dall'etere cablato. Difficilmente hanno un pubblico anche dentro l'etere cablato, ma poco importa. Tu scrivi, ed è come se ti fossi liberato dell'impellente voglia di comunicare al mondo la sensazionale notizia di aver comprato uno spremiagrumi a tre velocità. Le tue difficoltà nell'installazione del manico ergonomico e nella comprensione dell'uso dello strumento, scritte con sadico umorismo autoreferenziale, ti liberano del peso di sentirti un idiota. Ma se lo raccontassi a un amico, del tuo lungo calvario con lo spremiagrumi, sarebbe parecchio diverso. Come se raccontassi a un amico del tuo costante impegno nella lotta contro i soprusi striscianti negli ambienti di lavoro. Come se raccontassi a una amica della grande passione di infilare palline di plastica per creare bigiotteria, o della grande passione per la cucina moderna. Una delle categorie più noiose di bloggers, gli avvisatori di movimenti anche detti narratori di eventi, è migrata fortunatamente su Facebook e Twitter. Comunicano ansiosamente al loro pubblico di essere al concerto, al cinema, di aver visto il tizio, di aver parlato di questo, vissuto quest'esperienza. In caso di assenza di eventi, nel pericoloso limbo del vuoto, pubblicano frasi di Fabio Volo sull'amore. Che è come pubblicare frasi di Ibraimovich sull'attaccamento alla maglia.

Qui dentro, in cinque anni di onorato servizio, abbiamo vagliato quasi tutto lo scibile che sta sotto la voce: "argomenti scacciapassera". D'altro canto, noi (plurale maiestatis) non siamo online per scopare offline. Non ci piace andare alla cieca, e soprattutto abbiamo una vita sentimentale che ci consente di interagire con il gentil sesso senza ricorrere al commento sul post. Ho scritto (singolare, più adatto a questo posto), per scrivere. Dell'oscillante pubblico, ormai fedele, quasi ossidato, ce ne siamo quasi sempre sbattuti. L'unico picco di lettori, pari a un sedicesimo di un settimo del terzo dei lettori che cliccano su Corriere.it sotto il link allo speciale: "affronta le vene varicose: diretta con lo specialista", è arrivato in questo posto dopo uno spregiudicato post. Mi minacciavano di morte, o anche semplicemente mi mandavano a fare in culo.

Il tutto per dire che, ieri sera, infilato a velocità tutor su un'autostrada deserta alle due di notte, sentivo il forte bisogno di raccontare gli esiti di una dubbia cena di lavoro. Sicuro di trovarmi, prima o poi, prono sulla tastiera pronto a pubblicare un nuovo post, mi son anche detto: ma perchè?
Cosa c'è di straordinario nell'ordinario di una cena, ordinaria, in un posto, ordinario pure quello, anche se in culo al mondo, con gente estremamente ordinaria, sotto la media?
Nelle due ore, intensamente passate a sperare che tutto finisse prima di due ore, tra ravioli di pesce, riso al radicchio e gamberi, vino bianco scadente come le chiacchiere di lavoro, non c'è niente di straordinariamente pronto per diventare un racconto, un'episodio scritto. Vogliamo forse diventare come Skizzetta94, che racconta ansiosamente del compito di mate, che ha studiato con la Kate, ke palle, e poi le è venuto lo skazzo per Mirko, che non si parlano più però lei vorrebbe parlargli ancora, ma lui alla fine no? Vogliamo forse assomigliare a Brunito, che scrive deliranti epopee, peccando in punteggiatura e sintassi, su depressioni incomprensibili dovute ad eventi incomprensibili? Il segreto di un buon racconto, diceva Carver, è nello scrivere di qualcosa che è successo, che succederà, o che sarebbe potuto accadere.
Allora ho deciso due cose. La prima è di dare una rinfrescata a questo posto. Su Wired di questo mese (compralo Wired, fallo, ne vale la pena. Anzi abbonati a Wired, che è ancora meglio) ci sono dieci consigli per mantenere il tuo blog in forma. Nessuno dei dieci mi ha convinto. Ma devo fare qualcosa, questo posto non mi piace più. Poi ho deciso di non scrivere di ieri sera. Qui. Perchè scriverò di ieri sera, e di quello che sarebbe potuto accadere, con calma.

Mi limito solo a sottolineare che, più vado avanti con gli anni, più capisco Fight Club. Sarebbe stato estremamente figo prendere la tovaglia gialla, ribaltarla addosso al ciccione tedesco che mi stava di fronte, scartare sulla destra e affondare la forchetta nel triplo mento del mio vicino e poi dirigersi a passo fermo verso il troione del tavolo in fondo alla sala. Colpendola forte sul mento e salendo sulla sua sedia, si sarebbe potuto proclamare l'inizio della Royal Rumble. E sono sicuro che almeno metà della sala avrebbe apprezzato. L'altra metà, attonita, sarebbe stata travolta dal turbine di mani e piedi che, finalmente,  avrebberosfogato la frustrante rabbia. In sottofondo, girovagando nella sala immersa in una rissa epocale, avremmo potuto sentire, finalmente:
"ma che cazzo me ne può fottere che hai visto Giuliano dei Negramaro in Salento?" "che due coglioni sta cazzo di barca in Sardegna con quel cesso di tua moglie". "avessi la tua vita, avrei partecipato ai Mondiali di Impiccagione, altro che stimarti per l'importante contributo". "sei grassa, e quella cazzo di minigonna non se la può permettere nemmeno una tua gamba da sola. Insaccato di merda". "non me ne fotte un beneamato cazzo di tuo figlio che inzia l'asilo dalle suore".
Al fischio finale, dopo aver ripristinato l'ordine con degli idranti, si sarebbe potuto ricominciare dal secondo, un vitello su un letto di sedani e carote. Musica dal vivo, dolce servito in terrazza, e poi tutti a casa. Con qualche livido, sicuramente, ma molto più rilassati.

Sarebbe, lo dico con certezza, l'inizio del crollo dei post inutili, degli aggiornamenti di status su Facebook. Molta più gente in strada con meno da dire e più da fare. Il ribasso incredibile delle frasi di Fabio Volo, che incuriosito, arriverebbe a una delle nostre cene. Tovaglia, scarto, sedia, inizio del divertimento. Lo vado a cercare e, prima di affondare un gancio basso sul rene destro, finalmente gli dico: "Essere il surrogato degli Harmony Rosa non ti fa onore, fratello".

Saluti

2 pensieri su “buscolini e pop porn

  1. Spero vivamente in tuo gesto tipo Fight Club, verresti licenziato immediatamente, ma allo stesso tempo ti sarai tolto delle soddisfazioni.A quel punto, non ti preoccupare, vieni da me, perchè ti riassumerei senza esitazioni. Condizionale perchè dovresti anche tu accettare la cosa ovviamente.Credo che da quel punto in poi il nostro rapporto sarebbe più vero di quello che è stato.Alessandro Bianchi

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